REX STOUT.
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IL SIGNOR CENERENTOLA.
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Titolo originale: Mister CINDERELLA.
Traduzione di: IDA OMBONI.
1953. Arnoldo MONDADORI Editore, VERONA.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Il signor Cenerentola, la storia del giovane chimico svagato e simpatico, che ha inventato per caso un magnifico rossetto per labbra e, ostinandosi a non volerlo vendere, gioca inconsciamente al rialzo, e diventa ricco a milioni,  quanto mai spassosa.  spassosa soprattutto perch Tully, il chimico, i milioni li ha in fiera antipatia e fa di tutto per disfarsene, e, nei tentativi guadagna sempre nuovi pacchi di biglietti da mille dollari. Intorno a lui carosellano schiere di affaristi, supremamente americani, che interpretano con tanta sagacia le sue sincere affermazioni di far tutto a rovescio, avvocati, colleghi invidiosi o paterni, una piratessa finanziaria, dal cuore vulnerabile, e una collega innamorata che, per non vedere l'amato bene buttare i quattrini dalla finestra, batte la rivale in pirateria.
La storia si svolge in crescendo rossiniano, tra laboratori, ricevimenti mondani e studi legali, partite di boxe truccate, commissariati di polizia, ospedali dove il nostro eroe viene messo forzatamente a letto, e appartamentini profumati, dove si cerca invano, di sottoporlo allo stesso trattamento. Rex Stout, che  stato un brillante affarista, ed , tuttora un re del giallo, si  servito della propria esperienza in entrambi i campi per dare al suo romanzetto umoristico una "presa" e un "pepe" poco comuni. La curiosit  sempre desta, e si accresce a ogni pagina, molte sequenze (e non uso il termine a caso, poich la derivazione dalle commedie brillanti cinematografiche  evidente) ricordano il migliore Wodehouse e strappano una risata anche ai lettori pi esperti e difficili.
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L'AUTORE.
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Rex Stout (Noblesville, 1 dicembre 1886. Danbury, 27 ottobre 1975)  stato uno scrittore statunitense, capace di unificare due fra i generi, tradizionalmente separati, della narrativa poliziesca: il giallo d'azione americano e il giallo all'inglese, pi intellettuale. Questi due aspetti si incarnano nei suoi personaggi pi famosi, Archie Goodwin e Nero Wolfe.
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IL SIGNOR CENERENTOLA.
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Capitolo 1.
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Fu un'esperienza ciclonica e miracolosa. Giunse ancor pi imprevista di un ciclone e conserv, per l'interessato, il profumo del miracolo anche dopo aver conchiuso la propria orbita ed essersi rituffata nel caos con fragore di tuono.
Alle otto e mezzo di sera d'una domenica d'agosto, l'interessato di cui sopra, che era rientrato in citt solo due ore prima dalle vacanze, sedeva a piedi nudi nella sala di soggiorno-camera-da-letto del suo appartamentino nella 26a Strada Ovest. La sua lunga figura dinoccolata era coperta solo da un pigiama di cotone azzurro, lindo ma sbiadito. Era intento a leggere un articolo sul numero di settembre della Gazzetta americana di Chimica che era giunto durante la sua assenza e intanto mangiava fagioli in scatola e cipolle crude, e beveva birra. Il pane, i fagioli, le cipolle e la birra li aveva comprati mentre stava tornando a casa, dopo aver lasciato la macchina in un garage vicino al fiume. In quell'occasione aveva acquistato anche tre eclairs allo zucchero caramellato che, allineati ordinatamente su un vassoietto di cartone, a portata di mano, aspettavano il loro turno. Quando il campanello suon, il nostro giovanotto non si scompose finch non ebbe terminato il paragrafo che stava leggendo, poi si accigli, si guard attorno, e avendo concluso che si trattava di Pete, l'uomo del ghiaccio, and nel cucinino a premere il bottone che faceva scattare la serratura della porta di strada, due piani pi sotto. Indi si accigli di nuovo. Erano quattro anni che aggrottava la fronte, a intervalli abbastanza regolari, perch i piedi nudi gli si appiccicavano al linoleum dell'impiantito; d'altra parte non avrebbe potuto uscire a comprarsi un paio di ciabatte senza mettersi le scarpe e i calzini, e con le scarpe e i calzini i piedi non s'appiccicavano pi. Prima di tornare al tavolo, and a socchiudere la porta dell'atrio per non doversi alzare di nuovo a ricevere Pete. Tutte queste operazioni le comp automaticamente, masticando un boccone di pane e fagioli, mentre i suoi pensieri gravitavano intorno a un articolo della Gazzetta sull'idrogenazione dei grassi.
Quando rison un colpetto discreto alla porta, e il battente si spalanc in seguito al suo invito, non fu Pete ad apparire sulla soglia, ma la prima ventata del ciclone. Non che l'interessato la riconoscesse. Tutto quel che poteva vedere, in quel momento, era un ometto dal viso paffuto, molto avanti nella trentina, ma non ancora sull'orlo dei fatali quaranta, avvolto in un immacolato abito di lino bianco. L'ometto era accaldato ma cordiale. Avanz d'un passo col cappello in mano e domand con voce esile ma non timida:
- Il signor Clinker? - Poich, per un secondo, l'unica risposta che ricevette fu uno sguardo attonito, avanz d'un altro passo e parl di nuovo: - Il signor Tully Clinker?
Tully annu; mand gi un boccone di fagioli e dichiar:
- Stavo aspettando l'uomo del ghiaccio.
- Be', non mi spiacerebbe fare un mestiere simile, con questo caldo. - L'ometto si accost e tese la mano. - Mi chiamo Jones, Berwith Jones, consulente finanziario.
Tully s'alz per stringere la mano al visitatore, i piedi gli si appiccicarono al linoleum e torn immediatamente a sedersi. Jones prese posto nella seconda e ultima poltrona di vimini dei locale, sorrise, e domand con aria indifferente:
Vi farebbe piacere guadagnare una sommetta?
Tully scosse il capo.
- Oh, cielo! - Si asciug la fronte con la manica del pigiama.
In una sera cos calda, e di domenica! Che cosa vendete?
Niente. Son venuto a comprare:
Da me, non avete niente da comprare.
Berwith Jones sorrise di nuovo.
Spero di s, signor Clinker. Per contanti.
Non ho niente da vendere, sono stanco e appena finito di mangiare me ne andr a letto. Che ne direste di levarvi dai piedi?
- So tutto - afferm Jones con aria comprensiva. - Siete appena tornato dalle vacanze, avete guidato la vostra due posti aperta, modello trentuno per novemila chilometri in due settimane; e domattina...
- Come diavolo fate a saperlo?... E chi siete, insomma?
- Ve l'ho detto, sono un consulente finanziario. - Jon mantenne la sua aria indifferente. - Mi  capitato di dovermi informare sul vostro conto per via d'un affaretto di cui mi sto occupando. Niente di elaborato... le indagini voglio dire... ma io sono molto preciso nei particolari. Sono i particolari che fanno l'affare. Ho saputo che sareste rientrato oggi, e, dal momento che avevo una bella notizia da darvi, perche aspettare? Mi duole d'aver interrotto la vostra cena... mi piace l'odore delle cipolle crude, mi  sempre piaciuto... ma possiamo sbrigarci in due minuti. Non vi farebbero piacere, mille dollari?
Tully fece spallucce.
- In cambio di che? Della pubblicit per una maschera antigas?
- Assolutamente no. - Il visitatore diede una risatina chioccia, poi soggiunse come se la cosa non avesse molta importanza, ma tanto valesse andar sino in fondo gi che gli era venuta l'idea: - Per la formula del vostro rossetto...
- Io non ho nessun rossetto.
- Be', il rossetto della signorina Brent, allora. Il rossetto che avete fabbricato per Flora Brent. Ho saputo che le avete fatto anche delle creme. Anzi, immagino che le butterete nel calderone, quando faremo il contratto. Pu darsi che l'affare non valga un foglio da mille... Pu darsi che non valga un soldo, dal punto di vista commerciale, ma io sono disposto a correre il rischio. Non sono uno strozzino. Vi dar mille dollari in contanti. Naturalmente voi vi impegnerete a non rivelare la formula a nessun altro. Questo, ho il diritto di pretenderlo.
Tully, che era riuscito a fabbricarsi un boccone composto di tutti gli ingredienti a sua disposizione, esclusi gli eclairs, mastic vigorosamente per qualche secondo, poi borbott:
- Come avete fatto a sapere che ho fabbricato un rossetto per la signorina Brent?
- Me l'ha mostrato lei.
- Oh, la conoscete?
- Abbastanza; non intimamente. La settimana scorsa ero a ballare con un gruppo di amici al Giardino Pensile del "Churchill", e c'era anche la signorina. M'ha detto che le avevate fatto un rossetto e alcune creme e mi ha parlato di voi. M'ha spiegato che siete un chimico dei laboratori Stringer, dove lei lavora come segretaria del padrone, e che siete un genio, e non dovreste perdere il vostro tempo analizzando tinture e... i cosi... quel che analizzate, insomma. Anzi, pu darsi che io vi faccia una proposta, pi avanti, un lavoro ben retribuito con ottime prospettive per il futuro, ma per ora quel che mi interessa  la formula. Vi offro una grossa somma perch sono fatto cos. Spendi quattrini e farai quattrini, questo  il mio motto, signor Clinker. Che ne dite?
Dico che sono stanco e che ho sonno. In ogni caso non capisco. Mi ha l'aria di uno scherzo. Ammesso che la signorina Brent vi abbia mostrato il rossetto come avete fatto a capire che valeva qualcosa?
Jones ripet la sua risatina chioccia.
- Non dico che valga qualcosa. Dico solo che sono disposto ad arrischiarci sopra un migliaio di dollari. Quanto al perch m'ha colpito...  stato quando l'ho baciata.
Tully sgran gli occhi.
- Voi... che cosa?
- L'ho baciata.
- Chi avete baciato?
- La signorina Brent.
Il chimico si dimentic della forchetta e fece tanto d'occhi. L'altro protest:
- Avete una faccia... Sembra che vi abbia detto d'aver baciato un canguro. La signorina Brent m'ha assicurato che i vostri rapporti sono puramente amichevoli. C' qualcosa di grottesco, nel fatto che l'abbia baciata?
- Nulla, nulla.
Jones annu sempre noncurante.
- Per me  una ragazza altamente baciabile. Di primissima qualit. Naturalmente non fu un gran bacio. Avevamo bevuto un paio di bicchierini, stavamo ballando e... - Agit mollemente una mano. - Ma a me  bastato per rendermi conto che il suo rossetto era magni... voglio dire, era diverso dagli altri. Non aveva nessun sapore, non mi sono sentito le labbra unte, e quando ho fatto indagini, pi tardi, ho scoperto che non mi aveva sporcato la faccia. Allora ho osservato Flora mentre fumava e ho visto che le sue sigarette rimanevano bianche, quantunque si fosse data una buona quantit di rossetto, e con un pigmento molto vivo anche. Cos mi sono informato e lei m'ha detto che gliene avevate fabbricato un po' in laboratorio e le avevate preparato anche qualche crema. - Agit di nuovo la mano. - Ecco tutto. Ho pensato che valesse la pena di andare un po' a fondo. Se il rossetto si riveler un fallimento dal punto di vista commerciale e io perder il mio biglietto da mille... pazienza, sar affar mio. - Sorrise con aria solare. - Ebbene?
Tully era accigliato.
- A proposito di quel bacio... immagino di aver avuto un'aria sorpresa ma vi do la mia parola: non considero la signorina Brent un canguro. Credo, anzi, che sia una ragazza molto attraente; ma io me la vedo intorno solo in laboratorio e in ufficio e... come potete capire, in quei paraggi non si fanno questioni di baci. Solo non vorrei che interpretaste la mia aria di sorpresa come un commento sfavorevole nei suoi riguardi.
- Ma no, ma no - l'assicur Jones. - Me ne guarder bene. Ho capito perfettamente. E ora, a proposito di quella formula. So che siete stanco...
- Non troppo stanco da non aver capito tutto. - Tully sorrise. - Voglio dire che ci son quasi arrivato. Avete recitato molto bene, ma sono abbastanza sveglio da rendermi conto che  uno scherzo; il che significa che c' di mezzo Cal Remmers. Suppongo che avreste intenzione di pagarmi con un assegno a vuoto...
- Non conosco nessuno che si chiami Remmers - afferm Jones, un po' irritato. - E di regola io non spaccio assegni a vuoto. Le cose sono andate esattamente come v'ho detto, e la mia offer...
- Sicuro. - Tully s'alz. - Vi credo senz'altro. Solo che son stanco morto, e devo andare al lavoro domattina, quindi facciamo subito la prova del nove. Comunque, non credo che sarebbe stato un gran bello scherzo, anche se fosse riuscito, ma conosco Cal Remmers.
S'accost a un grande tavolo carico di libri e di riviste, tir a s il telefono e compose un numero. Berwith Jones, alquanto accigliato, s'appoggi allo schienale della sedia in un atteggiamento di cordiale sopportazione, e ud il padrone di casa chiedere di parlare con la signorina Flora Brent. Poi, dopo una breve attesa:
- Pronto? La signorina Brent? Qui Tully Clinker... Bene, grazie. Sano di corpo e di... Sicuro. No, non sono arrivato fino alla baia di Hudson. Vi racconter tutto domani. Ora vi ho chiamato perch c' qui il vostro amico Jones, e prima che se ne vada mi piacerebbe sapere se l'idea  stata vostra o di Cal Remmers... Jones, Berwith Jones, sapete quel tale che vi ha... uhm... che vi ha portata a ballare al Giardino Pensile del "Churchill". Pensate un po': vuol comprare il vostro rossetto... la formula, cio. Proprio cos, la formula segreta... Che?... Ma dico, un momento...
Tre minuti dopo Tully torn a voltarsi verso il visitatore, con un'aria vagamente stranita e annunci:
- Le ci vorr circa un quarto d'ora per arrivare qui. - E si lanci a tuffo nell'armadio a muro dove teneva i vestiti.
Il signor Jones strinse le labbra e accese una sigaretta.
Tully era vestito (approssimativamente), e stava dedicandosi al terzo eclair quando Flora Brent arriv.
La ragazza era senza fiato e aveva un'aria piuttosto accaldata, ma non somigliava a un canguro sotto nessun aspetto, a parte, forse, l'et, ammesso che i canguri arrivino ai ventiquattro anni. Con un rapido sguardo esamin Tully da capo a piedi, mentre gli stringeva la mano, con un secondo sguardo prese visione degli avanzi del festino, sul tavolo, e aggrott fuggevolmente la fronte; poi and a piantarsi davanti a Berwith Jones, sdegnando la mano che le veniva offerta.
- Dunque - esord, con aria sprezzante - dunque ve lo siete preso voi, dopo tutto! Sapevo benissimo che me l'avevate rubato.
- Ma, datemi retta - protest Jones, senza la minima ombra di agitazione. - Questo non  un dramma ottocentesco.  una questione di affari. Sono venuto qui per fare al signor Clinker un'offerta onesta e generosa...
- Voi mi avete rubato il rossetto, Vi avevo chiesto se ve l'eravate preso, dal momento che vi interessava tanto, e voi avevate giurato di no, che dovevo averlo smarrito...  stato un trucco vergognoso, e, tra parentesi, questo spiega perch avete insistito tanto per accompagnarmi a casa e avete fatto il diavolo a quattro per cercar di salire nel mio appartamento a darmi la buona notte. Volevate soffiarmi un vasetto della crema detergente di cui v'avevo parlato. E poi, tutte le domande che m'avete rivolto, con quell'aria cos distratta... E ora, nel preciso momento in cui lui ritorna, sgattaiolate quass e...
- Ma mia cara ragazza... Io non sgattaiolo affatto... Non vi pare che, se avessi preso il rossetto, avrei potuto farlo analizzare, lasciando il signor Clinker nel suo brodo? Invece, io vengo qui, e gli faccio spontaneamente un'offerta pi che liberale. Vi assicuro...
- Cara ragazza un accidente! - Flora non pareva disposta a calmarsi. - Son pronta a scommettere un patrimonio che quel rossetto voi l'avete effettivamente fatto analizzare, e non siete riuscito a cavare un ragno dal buco! - Gir sui tacchi e affront Tully. - E allora? I componenti del vostro rossetto possono essere identificati, con un'analisi?
-  dubbio - dichiar Tully, con cautela di scienziato. - Si tratta di tre oli. Due li ho estratti io, personalmente, mentre pasticciavo un po', per divertirmi. E non sono mai stati usati, in cosmetica, prima d'ora. Gli stessi due oli, in differenti proporzioni, costituiscono la base delle creme.
- Olio di moriga... - insinu Jones.
Tully ridacchi, e scosse il capo. - No. E nemmeno olio di sesamo. Niente di tradizionale. Ho i miei riveriti dubbi, che un chimico li possa identificare. E non certo un chimico industriale. Li ho estratti da materie prime vegetali, che ho raccolto personalmente. Una cresce su tutti...
- Lasciate correre, Tully - intervenne Flora, frettolosamente. - Son venuta proprio per questo. Avete un'aria esausta; sembrate sul punto di afflosciarvi.
- Sono stanco.
- Anch'io. Sono stata sulla spiaggia tutto il giorno e sono rincasata solo mezz'ora prima che mi telefonaste. Lasciamo che il signor Jones se ne vada, e poi sediamoci a riposare un po'. - Si volt verso il consulente finanziario e gli tese la mano. - Datemi quel che  avanzato del rossetto.
Jones sedette, accavall le gambe e disse, in tono cordiale:
- Son venuto qui per fare un contratto. Un contratto onesto e pulito. Devo chiedere il vostro permesso per fare un favore al signor Clinker?
Tully sbadigli e si diresse verso la sua poltroncina ma si ferm di botto, rendendosi conto che, se l'avesse occupata, non vi sarebbe stato un sedile possibile per la signorina. Allora comp una deviazione e and ad appollaiarsi sull'orlo del letto. Flora si strinse nelle spalle e si lasci cadere sulla sedia di Tully.
- Benissimo - esclam, sempre con gli occhi fissi su Jones. - I favori che fate al signor Clinker non sono affar mio, per voi avete rubato il rossetto che il signor Clinker aveva fabbricato per me e poi avete giurato di non saperne niente. Avete cercato di farlo analizzare e non ci siete riuscito. Adesso venite qui e gli offrite... Quanto gli avete offerto per la formula?
- Mille dollari. Dal momento che il valore commerciale non oltrepassa i limiti della speculazione...
Flora sbuff cos forte da interromperlo.
- E perch lo volete?
- Per una speculazione, ve l'ho detto. - Jones agit una mano. - Se vale qualcosa posso trovargli un posticino nel ramo...
- Altro che - convenne Flora in tono sarcastico. - Credete ch'io sia uno scienziato con la testa nelle nuvole, come il signor Clinker? Nemmeno per sogno. Sono una donna d'affari, io. E siccome ero sicura che m'aveste rubato il rossetto ho chiesto a un mio conoscente che lavora in banca di svolgere qualche indagine. Cos sono venuta a sapere che voi siete un organizzatore commerciale di ottima fama e che siete stato incaricato di liquidare la ditta di cosmetici di Irene Duchamps. Cedono tutto, persino il palazzo sulla Quinta Avenue. Corre voce che abbiate quasi persuaso Daniel Cullen ad anticipare un milione di dollari. Cos voi vi siete reso conto che sarebbe stata un'impresa disperata riaprire la ditta lanciando di nuovo la "serie" Duchamps, non importa come l'avreste potuta ribattezzare, e per puro caso vi siete imbattuto in un rossetto e avete scoperto che era eccezionale. Cos lo rubate, cercate di farlo analizzare e non ci riuscite, e avete la faccia tosta di... Che c', Tully?
- ... Perch?
- Avete fatto un versaccio.
- Oh, niente. Soltanto... Volete dire che questa faccenda del rossetto  pulita?
- Certo che no. Me l'ha rubato.
- Voglio dire... non l'avete architettata voi e Cal Remmers per farmi uno scherzo?
- No, naturalmente. Le spese dello scherzo le fa tutte il signor Jones perch il suo chimico non  riuscito a scoprire la formula.
Tully si batt una tempia con le nocche delle dita.
- Testa buca... - dichiar. - E cos, dopo i baci e tutto il resto avete dovuto rivolgervi a un banchiere per scoprire che persona era?
- Quali baci?
- Allude - intervenne Jones - all'episodio che ha introdotto il tema del sospetto.
- Capisco; gli avete confidato proprio tutto. Uffa, per quel bacetto da educanda... E quale sarebbe "tutto il resto" a cui si riferisce?
- Non saprei. Non ho accennato a nulla.
- Che cosa sarebbe il "resto"? - volle sapere Flora da Tully.
- Oh,  una frase fatta - borbott il chimico con aria di scusa. - Intendevo... che vi ha condotta a casa, e via di seguito. Per mi pare che abbiate messo il carro davanti ai buoi: prima farvi baciare, e poi consultare un banchiere.
- Al contrario.  l'unico sistema per catturare il pesciolino. Non che cercassi di catturarvi - s'affrett a precisare, rivolgendosi a Jones. - Stavo solo cercando di farmi un'idea sul vostro conto. E cos, mentre meditate di servirvi della formula del signor Clinker come base per una nuova serie di cosmetici di lusso, avete la faccia tosta di offrirgli mille dollari, tutto compreso. Questo  ancor peggio di avermi rubato il rossetto e d'aver cercato di farlo analizzare. Non  neppure un furto onesto. Voi non ve ne siete andato, quando ve l'ho suggerito, poco fa, ma non vi pare che potreste lasciarci, ora?
Jones trasse una sigaretta da un astuccio, l'accese, e aspir il fumo osservando la ragazza. Non era uno sguardo particolarmente amichevole, il suo, ma non era nemmeno risentito o bellicoso. Gli affari, come Jones ben sapeva, hanno molti aspetti particolari, alcuni dei quali assolutamente imprevisti, e se si permette a un unico particolare di farci perdere la calma alla fine ci si pu scoprire senza uno straccio di affare per le mani. Cos, Jones dedic un sorriso alla sua interlocutrice e dichiar:
- Un milione pare una gran somma... solo l'affitto del palazzo sono centosessantamila dollari l'anno...
- E con questo? Che importanza hanno le uscite, finch sono inferiori alle entrate? Emily Holden ad esempio, si  pappata milioni di dollari.
- Deve subire la concorrenza di Parigi. Nell'ultimo decennio ha chiuso in perdita per tre anni.
- Oh, vi scongiuro, signor Jones. Non posso reggere a queste lagrimevoli storie di mala fortuna! Mi spezzano il cuore.  vero che la poverina ha dovuto far togliere i brillanti dalla sua soglia di platino perch scalfivano le scarpe ai visitatori?
- D'accordo, il commercio dei cosmetici rende, naturalmente. Con una buona amministrazione e un po' di fortuna si fan quattrini in tutti i campi. - Jones si alz di scatto, affront Tully, che si era comodamente adagiato sul letto, e disse in tono brusco: - Concludiamo, signor Clinker. La signorina Brent ha perfettamente ragione. Ho in mente un mercato, sul quale lanciare la vostra formula. Per non ho idea se gli oli di base si possano fabbricare su scala industriale, perch non so di che si tratti, e ignoro fino a che punto una base simile si possa adattare alla produzione all'ingrosso o se resister alla confezione e al magazzinaggio. Comunque, per risolvere la questione, vi dar duemila dollari in contanti. Ve li dar seduta stante.
- Tutto questo  ridicolo - afferm Flora Brent, con decisione. - Andate a iscrivervi a una societ di beneficenza.
- Sto parlando col signor Clinker. - C'era una lieve nota aspra, nella voce di Jones. - Duemila, signor Clinker, d'accordo? - E trasse di tasca il libretto degli assegni.
Tully, sempre supino tra le coltri, alz gli occhi e tentenn il capo.
- Duemila  un'offerta generosa, per una formula non sperimentata - incalz Jones. - In confidenza non la pensate come me?
Tully sbadigli.
- Non voglio nemmeno discuterne.
- Non accettate duemila?
- No.
Jones contempl il chimico per qualche istante, poi torn a sedersi.
- Quanto siete disposto ad accettare? Fate un prezzo. Duemila era il limite massimo che m'ero fissato, ma se mi assicurate che gli ingredienti possono venire prodotti su larga scala... allora, il vostro prezzo?
- Non c' - dichiar Tully. - Non accetto niente. Non ve l'ho detto, che non ho nulla da vendere?
- Volete dire che la formula non  vostra? Dove ve la siete procurata?
- Oh, per mia  mia. Un giorno, un paio d'anni fa, ho fatto un commento sul rossetto della signorina Brent, e lei m'ha sfidato a fabbricargliene uno migliore. Cos, ho cominciato a pasticciare un po', nelle ore libere. Per un anno non son venuto a capo di niente, poi l'ho azzeccata. Ho sperimentato la stessa base per le creme, con un paio di varianti e l'aggiunta d'un po' di cera, ed  andata a meraviglia. - Tully sorrise amichevolmente a Flora. - Avevamo scommesso dieci eclairs contro una stecca di sigarette.
- Allora, se  vostra... che cosa c', che non va?
- Assolutamente nulla.  perfetta.  la miglior base per cosmetici che sia mai stata scoperta.
- E allora perch dite di non aver niente da vendere?
- Perch non  in vendita. Non l'ho inventata per venderla, l'ho inventata per vincere una scommessa.
- Volete farmi credere che non la vendereste a nessun prezzo?
- Sicuro. Se  l'unico modo per mandarvi via, e per poter andare a letto... A parte questo, non me ne importa niente, se ci credete o no. Per  vero.
Jones lo contempl in silenzio. And al tavolo, a spegnere il mozzicone della sigaretta, torn sui suoi passi, si risedette e riprese in tono completamente diverso:
- D'accordo. La signorina Brent m'aveva detto che eravate uno scienziato puro, senza un'ombra di disposizione per gli affari. Ma, a quanto sembra, vi ha sottovalutato. Dal momento che, ovviamente, non siete pazzo  impossibile che parliate sul serio quando dite di non voler vendere, voi volete soltanto vedere fino a che punto sono disposto ad arrivare. Be', ragioniamo per assurdo. Poniamo che io vi offra mezzo milione. Per una cifra simile vendereste, no?
- Nemmeno per idea.
- Non vendereste?
- No.
Jones strinse le labbra, in una brutta smorfia, poi le riport in posizione normale, e sospir:
- Capisco. L'avevo sospettato. Avete gi venduto. A chi?
- A nessuno. Ve l'ho detto. La formula  mia, e non  in vendita.
- Allora avete intenzione di sfruttarla voi, direttamente. Ma non ce la farete. Ci vuole un capitale enorme, molta esperienza...
- Non ho intenzione di sfruttarla. Naturalmente fabbricher dell'altro rossetto per la signorina Brent, quando avr terminato la sua scorta, ecco tutto.
Jones lo studi per un secondo poi si rivolse a Flora e osserv, in tono aspro:
- Questo tipo  matto come un cavallo.
- Secondo voi, io l'ho sottovalutato - replic Flora, con pari asprezza. - La vostra offerta di mezzo milione era seria?
- Dio del cielo, no! - Jones fece tanto d'occhi. - Mezzo milione per una formula di rossetto?
- Non per una formula di rossetto. Per una base perfetta per una nuova serie di cosmetici. Voi sapete meglio di me che cosa significhi, questo. Nemmeno la vostra offerta di duemila dollari poteva essere molto seria. Perch non cercate d'esser ragionevole ora, tanto per cambiare? Perch non ci proponete una sommetta liquida consistente, a titolo d'anticipo, una parte delle azioni, e una percentuale rispettabile sugli utili netti?
- Ma mia cara ragazza, che cosa vi viene in mente? State cercando di torchiarmi?
- Io non sono n vostra n cara. Qui non c' nessun torchio e nessuno vi sta spremendo. Sto solo dicendovi che se farete un'offerta seria si potr persuadere il signor Clinker a prenderla in considerazione.
- Lo persuaderete voi?
- Pu darsi. Oppure il signor Stringer. Al signor Clinker piace il signor Stringer perch ogni tanto mangia eclairs a colazione. Vi ho detto...
- Per l'amor del cielo! - intervenne Tully. - Non cercate di mettermi Stringer alle costole! In ogni caso non ci riuscirete, perch odia la cosmetica. La chiama la prostituzione della chimica.
- Il commercio dei cosmetici - spieg Jones con sussiego -  uno dei pi antichi del mondo. La Bibbia dice: "Ed essa si dipinse il viso, si cinse il capo d'una corona e s'affacci a una finestra". In Egitto, 3500 anni fa, gli alti sacerdoti fabbricavano profumi e cosmetici. Gli imperatori romani se ne servivano, per non parlare delle loro mogli. L'opposizione dei bacchettoni non ha mai ottenuto nulla, se non ai tempi di Cromwell e in epoche simili. Nel 1770 venne presentato un disegno di legge, al Parlamento Inglese, in cui si diceva: "Tutte le donne, di qualunque et, rango, professione, o grado, sia vergini, o zitelle o vedove, che si imporranno all'attenzione, sedurranno e attireranno proditoriamente nello stato matrimoniale un suddito di Sua Maest per mezzo di profumi, pitture, lozioni cosmetiche, denti artificiali, capelli falsi, imbottiture, supporti metallici, cerchi nelle gonne, scarpe con tacchi o cuscinetti per fianchi, incorreranno nelle pene che la legge prevede per la stregoneria e reati consimili, e se convinte ree il loro vincolo matrimoniale verr sciolto". Questo vi dimostra che tipi erano, quelli che disapprovavano. Gli indo-americani usavano cosmetici, gli uomini pi delle donne. Le donne americane usano una quantit maggiore di creme, ciprie e rossetti delle donne europee perch il nostro sole  molto pi brillante e costante e cancella i colori naturali della carnagione. Nel 1929 si sono venduti negli Stati Uniti profumi e cosmetici per 200 milioni di dollari, senza contare il sapone che, solo, ha oltrepassato i 300 milioni. Le statistiche finali del 1937 danno, pi o meno, un risultato analogo. Il futuro  assicurato, se convenientemente...
- Meraviglioso - interruppe Flora. - Speditemene senz'altro una copia. Il signor Clinker si sta addormentando. Vi consiglio di andarvene, oppure di farci un'offerta, possibilmente non umoristica e poi di andarvene. Parler col signor Clinker della questione, domani o dopo e...
- Non me ne parlerete affatto - dichiar Tully aprendo gli occhi di botto. - Non vi ascolter. Non voglio farmi trascinare in una tarantella di redditi lordi e di percentuali. Non ci pensate nemmeno.
Con uguale forza Jones annunzi, rivolto, apparentemente, all'aria della stanza:
- Matto come un saltamartino. Oh, accidenti! - e alz le braccia al cielo.
- Il signor Clinker  un idealista - l'inform Flora. - Non avete mai commesso un errore pi marchiano, in vita vostra, di quando avete immaginato che si sarebbe messo a danzare di gioia, all'idea di mille dollari.
L'unica cosa saggia da fare, per voi,  accettare il mio consiglio. Se non avete preparato delle cifre decenti da sottoporci vi consiglio, cos a occhio e croce, un anticipo di centomila dollari in contanti, met delle azioni della societ e il dieci per cento del reddito globale. Se ricavate tre milioni l'anno faranno circa 300 mi...
- Balle. Credete che io sia la Fata Madrina e Clinker sia Cenerentola?
- Credo... - Flora s'interruppe, con aria pensosa. Un istante dopo riprese: - Perch non chiamarlo cos? Cenerentola. Magnifico. Rossetto Cenerentola. Crema Evanescente Cenerentola. Rosa per guance Cenerentola. Societ Anonima Cenerentola. Perch no?
- Temo che non abbia abbastanza stile. Bisognerebbe vedere le reazioni dei "gruppi d'assaggio". Ma se vi siete fatta un'idea che somigli, sia pur vagamente, alle condizioni che mi avete esposte, io vi ripeto: balle.
- Benissimo. Buonasera.
- Signore Iddio! Centomila dollari! Met delle azioni! Il dieci per...
- Buonasera.
- E io non so nemmeno se dal punto di vista commerciale...
- Buonasera.
Jones balz dalla sua sedia come spinto da una molla, si calc il cappello in testa e s'avvi alla porta. Ma prima di raggiungerla rallent il passo e si volt a guardare Flora, col capo chino da un lato.
- Sentite - disse in tono implorante. - Avete ancora qualche vasetto di quelle creme?
- S, parecchi. Buonasera.
- Mandatemene qualcuno domattina, per prima cosa. Dal momento che non la si pu analizzare siete perfettamente al sicuro. Vi telefoner nel pomeriggio per sentire l'esito del vostro colloquio con Clinker.
- No. Telefoner io a voi. E allora? Rispondete ancora quella parola, alle mie condizioni?
- Assolutamente - replic il signor Berwith Jones, con fermezza. - Ma... - alz il cappello e si batt la tesa sul cocuzzolo. - Questo  il domicilio della ragione. Gli estremi non sono mai separati da una distanza infinita. Le condizioni sono particolari, e i particolari fanno l'affare. Non mancate di telefonarmi. Il mio indirizzo...
- Ce l'ho. Buona sera.
Al suono della porta che si chiudeva, Tully aperse gli occhi e sogghign allegramente. Flora torn alla poltroncina di vimini, s'asciug la fronte con un fazzoletto e consider il suo amico e collega come si considera un problema.
- Siete stata molto buona - afferm Tully in tono di rispettosa gratitudine. - Naturalmente avrei potuto buttarlo fuori a calci. Ma io sono pacifico per natura, e poi quel poverino  pazzo furioso...
Flora lo guard diritto negli occhi e gli comunic, con voce limpida e chiara:
- Il signor Jones era perfettamente in s, e tutto quel che ha detto era sensato.
- Trallall! - Il chimico fece un enorme sbadiglio. - Non ci pensate pi.
- Quanto avete guidato, quest'oggi?
- Per 820 chilometri, dalle sei di questa mattina.
- E le ruote sono ancora attaccate alla macchina?
- Sissignora. Han modo di riposarsi un po', di tanto in tanto, perch per fare le curve ne uso soltanto due.
- Ammazzatevi pure! - esclam la ragazza, con aria feroce. - Sbandate su un orlo di strada soffice e volate al Creatore! - Si strinse nelle spalle e il suo abitino di rayon stampato s'incresp gentilmente sul seno, poi torn a posto. - Me ne vado, ora. Son venuta solo perch volevo dire a quell'anguilla quel che pensavo di lui, per avermi rubato il rossetto. Domani impiegher parte del mio preziosissimo tempo per spiegarvi certi fatti della vita.
- Non a proposito di utili netti e di percentuali.
- S.
- No.
- Ho detto di s. - Flora osservava Tully, accigliata. - Fate attenzione. Ascoltatemi. Se la cosa non vi garba, abbiate la compiacenza di tener presente che non garba neppure a me, ma non posso farci nulla perch il mio istinto materno s' risvegliato, e si tratta d'un irresistibile impulso biologico. L'anno scorso ho potuto comprendere, e persino ammirare il rifiuto che avete opposto all'offerta dell'Anonima Prodotti Chimici Industriali; ma ora  un altro caso. Non vi si chiede di rinunciare a nulla che vi stia a cuore o di starvi a seccare con esperimenti industriali. Non dovete far altro che consegnare la formula a quella gente e prendere quel che vi danno. Non  disonorevole, per un chimico, aver inventato una base per cosmetici. Voi stesso m'avete raccontato che Leonardo da Vinci...
- Chi ha detto che fosse disonorevole?
- Voi. Per lo meno avete citato Stringer. O forse avete letto delle biografie e volete dimostrarmi che sapete essere eccentrico come...
- Non sono eccentrico. Avete detto che ve ne andavate.
- Ma s! Gettatemi fuori a calci! Vi siete soffermato a pensare che con parte di quegli "utili netti" sareste in grado di comprarvi gli ultimi modelli di tutte le automobili che vi piacciono e di permettervi le poltrone di ring, ai tornei dei pesi massimi?
- Preferisco i medi e i leggeri. Boxano con maggiore eleganza.
- Discutete come una donna.
- Non discuto affatto.
- Ebbene, cominciate ora.
Tully ridacchi.
- Voi avete accennato alle due uniche tentazioni che significhino qualcosa, per me. Ma la mia vecchia "trentuno" fila ancora come il vento e in ogni caso ho messo da parte pi di mille dollari, e ho adocchiato una Buchanan. Quanto alle partite di pugilato, vi assicuro che non le vedo attraverso un buco della cinta dello stadio. Voi parlate come se fossi immerso nel sudiciume e nello squallore. Io guadagno 270 dollari al mese, netti da trattenute.
- Non vi piacerebbe una Wethersill?
- Certo che s. Mi piacerebbe avere una macchina nuova tutte le mattine e compiere il giro del mondo seguendo il sole, ma posso essere felice con molto meno. Questo  il punto. Nel momento in cui si decide che si pu esser felici senza avere tutto di tutto, l'unica questione aperta  a quanto si pu rinunciare. E quando ci si  assicurati un certo minimo, la cosa non ha pi nessuna importanza. Persino i maiali non mangiano ventiquattr'ore su ventiquattro.
- Non stavo parlando di maiali. Non piacciono neppure a me. Quelli umani, intendo. Un'altra cosa: anche se voi sapete esser felice con poco, per quanto riguarda la formula bisogna prendere in considerazione i vostri simili. Voi ammettete che  la miglior base cosmetica che sia mai stata scoperta. Ebbene, la gente non ha diritto di goderne? Per voi la crema detergente e il rossetto sono quisquilie frivole e leggere, ma per milioni di ragazze rivestono una enorme importanza. E anche per milioni d'uomini hanno importanza, sebbene voi non possiate capirne la ragione, dato che non degnate mai le donne d'uno sguardo.
- Trallall! Mi diverto a guardare le donne.
- Non in maniera esplosiva.
- Non vedo ragioni di esplodere.
- Lo so benissimo. - Flora si interruppe, di botto come se si fosse morsa la lingua. Poi agit una mano. - Ma stiamo uscendo dal seminato. Non vi sentite in obbligo di offrire ai vostri fratelli in umanit i vantaggi del vostro ritrovato? Che male c', se loro non possono essere felici con poco?
- Non ho nessun obbligo, verso i miei simili. - Tully sbadigli. - Per, se ci tengono, si servano pure. Regaler la formula a qualcuno. Magari anche a quel tizio, l, Jones. Telefonategli domani e spiegategli tutto.
- Nemmeno per sogno. Cedere la formula a lui, in modo che Daniel Cullen possa papparsi qualche milioncino? - Flora sbuff.
- Allora la dar a voi.
- No, grazie. Ma se siete un filantropo dal cuore ardente, perch non fate un contratto ragionevole con Jones e poi non offrite il ricavato a un'organizzazione di carit veramente meritevole, al fondo per una casa di riposo per pugili in ritiro, ad esempio? Oppure, per parlare sul serio, perch non devolvete tutto a una causa in cui credete? Non so, un'associazione contro la guerra, un fondo per le ricerche chimiche...
Tully scosse il capo, poi, a un tratto, balz in piedi, si ficc le mani in tasca e contempl Flora, dall'alto della sua rispettabile statura.
- Io non sono un filantropo, signorina Brent - annunzi. - E non sta a noi decidere se l'impulso filantropico venga dalla vanit, da un esagerato concetto della propria importanza, da un senso di colpa o da un desiderio di far del bene. Ma quali ne siano le origini... io questo impulso non lo sento. E non sono neppure uno di quegli uomini che hanno il dono innato di far quattrini, e sono spinti irresistibilmente, a sperperarli o ad accumularli, traendone in entrambi i casi una sensazione di vita e di piacere.  il minimo indispensabile alla felicit, per loro. Ma io non sono nato per questo. Non ho precisamente paura del danaro, e certo non odio e non disprezzo... alcuni dei miei migliori amici sono biglietti, da dieci dollari, ma tutte le mie conoscenze matematiche mi sono necessarie in laboratorio. Io amo il mio lavoro, per modesto che sia. Ne vado pazzo. - Tully scosse il capo con forza. - Nossignori, lo so bene io come vanno, certe cose. Poniamo che domattina Jones mi dia diecimila dollari. Che cosa potrei fare con quella somma che non possa fare ora, cos, come sono? Niente di niente. Mi verrebbe solo una quantit di desideri nuovi che non mi lascerebbero pi in pace finch non avessi messo le mani su altri diecimila dollari. Solo che, la seconda volta, quindicimila sarebbero pi ben accetti. Capite?  cos che vanno, le cose. Se avessi tre milioni potrei comprarmi un panfilo. Sarebbe molto bello avere un panfilo. Ma pensate come sarebbe pi bello possedere una nave da guerra! E se si va in cerca di una vera estasi perch non procurarsi l'intera flotta inglese? Il fatto  che bisogna assolutamente fermarsi, a un certo punto dopo aver superato il minimo necessario per l'esistenza, gli agi e i divertimenti. Ed  ovvio che l'unica cosa saggia da fare  fermarsi a una Buchanan con un bel corredo di gomme, e lasciare che gli inglesi si tengano la loro flotta. - Tully scosse di nuovo il capo. - Gli uomini sposati con famiglia devono ammucchiare quattrini il pi possibile, immagino, o, per lo meno, loro si sentono in dovere di farlo, ma io non mi sposer mai. Ho qualche goccia di sangue d'eremita. Io trascorro tre sere alla settimana in laboratorio; e se invece avessi moglie e figli dovrei passarle giocando a bridge o allo zoo...
- Lo zoo non  aperto, alla sera.
- Al cinema, allora. Ma non lo farei. Continuerei ad andare in laboratorio e alle partite di pugilato o a guidare per delle notti intere. Questa mattina con la mia vecchia caffettiera ho fatto i centoventi all'ora. Son queste le abitudini che rendon felice una donna? Renderei felice voi, per esempio?
- Mi ridurreste pazza.
- Appunto. Cos non mi sposer, e non mi metter a far quattrini, e se qualcuno cercher di scaraventarmene un po' addosso mi tirer da parte. Non c' soddisfazione, nella ricchezza, perch non ha un punto d'arresto naturale. Dobbiamo crearcelo da noi, il nostro punto d'arresto, altrimenti ci prende la febbre del danaro, e siamo finiti. Io il mio punto d'arresto l'ho stabilito, e non ho voglia di mettermi a far scemenze proprio ora.
- Avete accennato all'estasi, a proposito della flotta britannica. Ma ci sono... voglio dire, potreste arrivare all'estasi senza bisogno d'una flotta.
- Sicuro. Io non ho niente in contrario all'estasi. E ce ne sono di vario genere: ad esempio dopo la giornata che ho passato sar un'estasi gettarmi sul letto, chiudere gli occhi e...
Flora balz in piedi, mentre le guance le si facevano rosse per una formula assai pi antica di quella del dottor Clinker.
- Naturalmente - esclam. - Buona notte. - E si avvi alla porta.
Tully le corse dietro.
- Sentite, qua... io non intendevo... Stavo solo...
- Certo che intendevate. Siete mezzo morto... A domani.
E spar. Quando la porta si fu chiusa alle spalle della ragazza Tully rimase a fissare il battente, accigliato. Dopo un istante scosse il capo e borbott:
- Ecco qua... guardate un po'... Io non intendevo affatto... Le stavo solo illustrando un punto...
Mentre si infilava il pigiama, qualche minuto pi tardi, borbott di nuovo, con orrore:
- Agli uomini sposati certe cose devono succedere continuamente...
...
.
...
Capitolo 2.
...
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...
L'indomani, luned, fu una giornata molto attiva, ai laboratori Stringer, nel vecchio edificio a padiglioni, sulla 29ma Strada Ovest. L. E. Stringer, il proprietario, si trovava in un punto imprecisato di Long Island, per un consulto. Bowers, il direttore, che lavorava in ditta da quasi quarant'anni, si era preso le vacanze, e uno dei chimici pi giovani aveva telefonato quel mattino alla signorina Brent per annunciarle che rimaneva a casa, a letto, con una scottatura da sole. Cos il resto del personale ebbe il suo da fare.
A met pomeriggio, davanti al banco degli acidi Tully Clinker stava imprecando contro il tappo di sicurezza di una storta di acetaldeide quando il signor Stringer in persona gli si avvicin trotterellando, con le punte dei baffetti grigi rivolte baldanzosamente all'ins, come un accento circonflesso rovesciato. Il chimico lasci cadere il tappo e si rizz.
- Grembiule - borbott Stringer.
- Fa un caldo bestiale.
- Conoscete il regolamento. Mettetevi il grembiule. Dov' quel pezzo di resina che ci ha mandato Corliss?
- Ancora in forno. La sta curando Remmers.
- Ormai sar poltiglia. Flo m'ha detto che siete ritornato ieri sera. Avreste dovuto rientrare sabato e riposarvi un po'.
- Sto benissimo - sorrise Tully. - Sono fresco come una rosa.
- Bene, mettetevi il grembiule. Flo mi ha pregato di persuadervi a vendere il rossetto che avete inventato. L'avete fabbricato qui?
Il giovane fece un cenno d'assenso.
- Alla sera.  stato pi di un anno fa. Se voi pensate che appartenga alla ditta siamo d'accor...
- No, no. No, no, no. La ditta pu benissimo farne senza. E cos pure voi, ragazzo mio. Voi non siete n uno speculatore n un profumiere. Siete un chimico. Flo  piena di buone intenzioni, ha la testa sul collo e un cuore grande cos; ma  una donna, e perci non ha il senso della dignit professionale. Vi ha preso il demone del danaro?
- No.
- Benissimo. Immergete il demone del danaro nell'acido, e vedrete quante scorie precipiteranno. Peggio che scorie. Non voglio dire che cosa. Devo proprio andare a vedere quella resina. - E s'allontan al piccolo trotto.
Quella sera Tully si trattenne in laboratorio dopo l'ora ufficiale di chiusura, come accadeva spesso. Erano quasi le sei quando attravers l'ufficio anteriore, diretto verso l'uscita. Non portava il cappello, aveva la giacca sul braccio e, sulla sua camicia, spiccava una macchia bruna di acido, grande come un piattino da caff. A un tratto una voce rison dietro di lui.
- Camminate, senza correre, fino all'uscita pi vicina. Non vi allarmate, non ho intenzione di rapinarvi.
Il giovanotto fece un rapido dietro-front.
- Salve, ancora qui?
- Sto per andarmene, ma non nella vostra stessa direzione. - Flora Brent s'avvicin al collega. - Che cosa avete sulla camicia? Perch non portate il grembiule?
- Lo metter, signor Stringer. Ai vostri ordini, signor Stringer.
- Oh, andate al diavolo! Non sareste costretto a girare colla giacca sul braccio come un camionista in vacanza se permetteste a qualcuno di spiegarvi il mistero delle quattro stagioni. Questo  un completo invernale. Perch non vi comprate un abito di "fresco"?
- Non mi piace comprarmi gli abiti, perch ho le braccia troppo lunghe e devo far lasciare gi l'orlo alle maniche.
I due giovani attraversarono l'atrio e cominciarono a scendere le scale. - Non vi avevo avvertita che non sarebbe servito a niente mettermi Stringer alle costole? M'ha detto che non avete il senso della dignit professionale.
Flora Brent annu, con aria indifferente.
- Non  per la dignit che mi passa uno stipendio. Ma non vi ho messo Stringer alle costole. Gli ho solo raccontato la faccenda. Avrei dovuto consolarvi, stamattina, annunciandovi che avevo deciso di non sprecar fiato discutendo con voi. Ho telefonato a Jones, perch glielo avevo promesso e gli ho comunicato che, a mio parere, non c'era nulla da fare. Probabilmente dovrete sudare sette camicie, per levarvelo di torno, perch ormai s' reso conto che quella base cosmetica vale una fortuna. Ha insistito perch gli mandassi qualche campione di creme e un altro rossetto, e io l'ho accontentato. Avete obiezioni?
- Assolutamente, no - dichiar il giovane. - Ho un obbligo, verso i miei fratelli in umanit. Be', arrivederci a domani.
Tully Clinker non ebbe notizie di Berwith Jones per tre giorni. Poi il venerd mattina, in laboratorio, fu chiamato al telefono. Era Jones che chiedeva un appuntamento per quel giorno, per quella sera o per qualsiasi momento e in qualsiasi luogo che il signor Clinker gradisse. Tully rifiut, con molta fermezza. La sera, ritornando al suo appartamentino, dopo una passeggiata, trov il biglietto da visita di Jones sotto la porta. Il sabato pomeriggio e la domenica fece un viaggetto a Capo Cod e ritorno, con la Buchanan che aveva acquistato il sabato mattina per seicentonovanta dollari, pi il suo vecchio macinino.
Il luned sera era in casa a leggere Die Methoden der Organischen Chemie di Houben quando arriv il consulente finanziario. Tully non lo lasci entrare. Attraverso uno spiraglio della porta gli spieg che aveva inventato il rossetto per curiosit scientifica personale, che non s'era aspettato n aveva desiderato trarre guadagni materiali dalla sua fatica, eccetto i dieci eclairs, che ormai aveva mangiato da tempo immemorabile, e che, infine, aveva irrevocabilmente deciso di non rovinarsi la vita e il lavoro con pastoie finanziarie o commerciali. A un certo momento fu sul punto di urlare la formula a Jones, per liberarsi di lui, ma nell'imminenza della rivelazione il consulente perse la testa e commise l'errore di tentar d'aprire la porta di forza, a dispetto della resistenza di Tully. Tully usc dai gangheri, cambi parere e richiuse con fracasso, sordo alle invocazioni disperate che si levavano dall'altra parte.
In questo stadio dei negoziati, per la verit, Jones diede prova di ricca inventiva ma di scarso giudizio. Tully aveva comprato un biglietto di prima fila, in galleria, per la riunione pugilistica del gioved sera, allo Stadium, durante la quale si sarebbe svolto il grande confronto tra Pony Arbuthnot e Slivers Maguire, per la cintura dei pesi leggeri. Il gioved mattina, in una busta priva d'intestazione, gli giunse colla prima posta un biglietto per una poltronissima di ring. Tully non si sogn nemmeno di sospettare una manovra di Jones. Rinunzi presto ad elucubrare sulla fonte di provenienza del biglietto; accettandolo come una specie di dono del Cielo, regal il suo posto in galleria a Pete, l'uomo del ghiaccio, e, a tempo debito, and a sprofondarsi nella poltrona di ring. Naturalmente scoperse che Jones occupava la poltrona vicina. Fu una prova di scarsissimo tatto, da parte dell'organizzatore finanziario. Se mai Tully avesse potuto esser colto in uno stato d'animo favorevole alla distribuzione del rossetto e della crema evanescente fra dieci milioni di donne, certo quel momento non si sarebbe mai verificato durante una partita di pugilato. Il chimico rimase nella poltrona di ring perch lo stadio era affollatissimo, e non aveva un altro posto ove rifugiarsi, ma le sottili tattiche di Jones lo resero pi bastian contrario che mai. Alla fine della terza partita preliminare, dopo che Al Mirsky ebbe spedito fuori combattimento Fagiolino Phelps con un formidabile diretto al mastoide, Tully latr a Jones che i componenti della base erano margarina, grasso vegetale e olio di fegato di merluzzo e rifiut di rivolgergli ulteriormente la parola. Aveva puntato su Fagiolino, come sicuro vincitore.
Quando and al lavoro, il mattino seguente, il giovanotto si sofferm in amministrazione per chiedere alla signorina Brent se fosse stata lei ad informare Jones della sua predilezione per le partite di pugilato. Flora gli sorrise.
- Ormai  probabile che Jones sia a conoscenza del numero del vostro orologio, sappia dove vi trovavate alle nove e ventitr pomeridiane del due giugno millenovecentoventotto e non ignori che soffrite di allergia per i boli di gomma. Vi conviene rinunciare o fuggire in Australia. La societ Laramie e Compagni ha telefonato che gradirebbe ricevere quel rapporto per mezzogiorno.
Quella sera, dopo cena Tully torn in laboratorio, per completare una analisi, e fin col rientrare dopo le nove. Era in casa da pochi minuti quando trill il campanello d'ingresso. Dopo aver premuto il solito bottone il giovanotto ritorn nella stanza da letto-sala di soggiorno e aguzz le orecchie, per distinguere i passi. Si augurava vivamente che non si trattasse ancora di Jones. Ma se per caso fosse stato il suo persecutore decise che sarebbe ricorso a mezzi drastici e avrebbe posto fine a tutta la stupida faccenda. I passi sulle scale e lungo l'atrio parvero piuttosto sommessi. Ma c'era la possibilit che Jones stesse sperimentando una nuova tattica d'approccio. Quando ud bussare alla porta Tully grid con diffidenza:
- Chi ?
Una voce femminile, piuttosto ansante, dopo due piani di scale replic:
- La signorina Gann.
- Chi?
- Petra Gann. - La voce pareva divertita. - Avrei qualcosa da dirvi, se siete il signor Tully Clinker e potete concedermi cinque minuti.
- Sono senza camicia.
- Mi dispiace, non posso farci niente. Non ho portato camicie con me.
- Avreste dovuto. Aspettate un momento.
Tully pesc una camicia da un cassetto, l'indoss, l'abbotton, infil le falde dove si conveniva e aperse la porta. La signorina Gann fece il suo ingresso. Fu l'avvento dell'eleganza (per non accennare ad altri componenti della seconda ventata del ciclone) nella vita di Tully. Petra Gann era una ragazza di statura media, molto snella, avvolta in un leggero mantello estivo nero. Aveva la carnagione abbronzata, gli occhi scuri, irrequieti e un lieve sorriso divertito sulle labbra. Pareva molto sicura di s. Poteva avere circa trent'anni.
Tully le porse una poltroncina di vimini e la fece sedere, ma non segu il suo esempio. Dopo aver preso nota di ogni singolo particolare della stanza con un unico, rapido sguardo, la visitatrice alz gli occhi su Tully e annunzi:
- Il signor Jones mi ha mandata qui per sedurvi - e fece una risatina.
Tully strinse le mascelle; quando apparve evidente che la signorina non aveva nulla da aggiungere allent i muscoli e dichiar:
- Sono furioso con Jones. Non ce l'ho con voi, perch non vi conosco, ma con Jones son fuori dalla grazia di Dio.
Petra Gann annu.
- Siete piccante - dichiar. - Non parlo del vostro aspetto, rozzo e primitivo, ma trovo piccante la vostra tenzone con Berwith Jones. Che cos' quella? Una cicatrice?
- Cicatrice?
- L, sulla guancia destra.
- Oh! - Tully sfior con un dito un segno chiaro, pi piccolo d'un nichelino, nel punto indicato. - Acido Fluoridrico. Anni fa.
La visitatrice fece schioccare la lingua, con aria di disapprovazione.
-  un vero peccato. Ma quasi non la si nota. Somigliate ad Abramo Lincoln. Tornando al signor Jones, immagino che molte persone siano irritatissime, con lui, per la riluttanza con cui si separa dal suo danaro, ma a quanto pare voi avete rovesciato la situazione. Siete furibondo con lui perch vuol darvi dei soldi. Tutto questo  molto pittoresco. Perch non vi sedete? Avete proprio intenzione di concedermi cinque minuti?
Tully rimase in piedi e dichiar, testardamente:
- Vi ripeto che sono furioso con Jones.
- Anch'io. - Petra Gann aveva un curioso modo di sorridere, con una parte sola della bocca, che faceva venir voglia di vedere che effetto avrebbe fatto il sorriso completo. - Sapete, a me piace guardar la gente in faccia, quando le parlo, per quanto brevemente, ma se voi state in piedi e io rimango seduta sono costretta a storcere il collo.
Tully emise una specie di grugnito e si lasci cadere nell'altra poltroncina di vimini, accigliatissimo.
- Grazie. - La visitatrice sorrise di nuovo. - La mia irritazione contro il signor Jones  molto pi banale della vostra. Per tre anni io sono stata la direttrice di pubblicit di Irene Duchamps. Per proteggere il mio amor proprio mi rifiuto di credere che le attuali difficolt della ditta sian tutte imputabili a me. Penso anzi che sia stata colpa della serie cosmetica, o meglio dell'intera organizzazione, che aveva bisogno d'esser rinnovata da capo a fondo. Ora, la ditta  andata a carte quarantotto, e Berwith Jones se ne sta occupando. Si  fatto dare soldi da Cullen, quattrini a palate, e sospetto che abbia attinto anche a un'altra fonte, sulla quale mantiene il segreto. Il mio contratto scadr fra nove mesi e lui lo vuol comprare, a prezzo di liquidazione e mettermi completamente da parte.
Tully mantenne il suo fiero cipiglio.
- E voi volete un anticipo in contanti, una parte delle azioni e una percentuale sugli utili.
- Oh, no. - Petra Gann fece il suo mezzo sorriso. - Voglio soltanto il mio impiego. Io sono molto abile, come direttrice di pubblicit, vi assicuro che son molto in gamba, quando mi occupo di una buona ditta e d'una serie di prodotti che fanno la loro parte. La pubblicit non pu far tutto, da sola. L'avevo detto tre mesi fa, a Jones, che era inutile cambiarla, a meno che lui non si fosse liberato di tutta la zavorra e non avesse rinnovato fino all'ultimo chiodo. Molti pensano che la pubblicit e i vasetti eleganti siano tutto, in cosmetica, ma sbagliano. Le donne americane stan diventando sempre pi schizzinose, in fatto di prodotti di bellezza. Si possono imbrogliare una volta, con glicerina, lanolina, o radice di iris di seconda qualit, ma abbandonano subito il prodotto, e non ripetono mai pi l'errore. La rapidit con cui imparano a discriminare  sorprendente. Jones non  uno sciocco, anzi,  molto astuto, e dopo una breve indagine ha scoperto che avevo ragione. Tuttavia  rimasto del parere che potr fare la pubblicit senza la sottoscritta.
-  un tremendo rompiscatole - mugol Tully.
La visitatrice fece un cenno di assenso.
- Molto irritante. Molto. Per  astuto. Dopo tutto ha rifiutato la vostra scoperta.  eccezionale. La vostra scoperta, intendo.  un'autentica rivoluzione. Jones mi ha lasciato provare le creme e il rossetto e sono qualcosa d'incredibile. - Fece una breve risata. - Ohim, sono troppo onesta. Dovrei fingere che son solo cos cos. Jones cercherebbe di farvelo credere. Ma la verit vera  che si  sentito ripetere le stesse cose da tutte le donne che han provato i campioncini. D'altronde, voi dovete conoscere a fondo le meravigliose qualit di quel che avete inventato. Dopo tutto siete un maestro della chimica.
- Sono soltanto un chimico. E i campioncini, a Jones, non li ho dati io.
- Lo so, li ha avuti da una ragazza, una certa Brent. M'ha raccontato tutto, questa mattina. Ci  stato costretto, perch aveva bisogno del mio aiuto. M'ha offerto di rinnovare il mio contratto per tre anni se riuscir a farvi cedere la formula alle condizioni che lui desidera. Voglio esser franca. Le condizioni sono: ventimila dollari in contanti, il cinque per cento delle azioni e il due per cento degli utili. Ma, in confidenza, credo che sia disposto a salire un po'.
- Si guarder ben dal salire e dallo scendere. Con me, per lo meno.
- Perch siete furioso con lui?
- S, e perch vi sono altre cose che mi interessano molto pi del danaro e non voglio disperdere la mia attenzione. Io non sono di quelli che andrebbero in capo al mondo per un dollaro. Si d il caso che i miei pensieri siano rivolti ad altri problemi.
- Parlate come un fraticello in un monastero.
- Non me ne importa, di come parlo. Quanto alla formula, stavo per dirla, a Jones, l'altra sera, per levarmelo dai piedi, ma proprio allora lui ha cercato d'aprire la porta per forza e m'ha fatto venire i nervi. Ora, se proprio debbo dirla a qualcuno, la dir al primo che passa.
- E il giorno dopo Jones la comprer da quel fortunato passante. - La signorina Gann tentenn il capo, sorridendo. - Siete davvero piccante. L'asceta moderno. Avete notato che mi son presentata dicendo che ero stata mandata qui per sedurvi?
- L'ho notato. Non  gran che, come battuta.
- Ma non era una battuta di spirito. Era veramente un'idea di Jones. Io avrei dovuto far la parte della tentatrice. Il nostro amico v'ha studiato a fondo e ha concluso che voi dovreste appartenere a un ordine contemplativo per pi d'una ragione. Guardatemi. Come vi sembro?
- Be'... Mi sembrate molto ben vestita.
La visitatrice rise. Non fu un breve trillo, n una serie di piccoli gorgoglii sommessi, ma una bella risata chiara, e spiegata. Una risata cos allegra e amichevole che il dispettoso cipiglio di Tully scomparve e il chimico abbozz un sorrisetto. Quando le ultime note argentine furono svanite, Tully domand:
- Perch? Era buffo quel che ho detto?
- Forse no - concesse la ragazza. - Ma mi ha colpito. Sa Iddio se son ben vestita. Questa  la mia tenuta pi efficace. L'ho indossata espressamente per farvi colpo, e a quanto pare ci son riuscita. In ogni caso ecco quel che volevo dirvi: comunemente si ritiene che io sia una tentazione, per gli uomini; molti lo dicono e io non posso farci niente se il pettegolezzo giunge alle mie orecchie. Ma la verit  che io non sono una sirena e non ho la minima voglia di diventarlo. Sono una donna d'affari, specializzata in pubblicit e ho molti pi numeri come agente pubblicitaria che come adescatrice. Jones s'era messo in testa che io potessi stregarvi. - Sorrise maliziosamente. - Sapete che cosa mi ha consigliato di fare?
- No.
- Devo mostrarvelo?
- Fate come vi accomoda.
Petra Gann aperse il portacipria.
- Ha detto che avrei dovuto offrirvi una dimostrazione pratica delle qualit intrinseche della vostra formula, dato che, con molta probabilit, non l'avete mai sperimentata personalmente. Questo  un frammento del vostro rossetto, l'ultimo frammento avanzato. - Alz l'astuccio, si guard nello specchio e cominci a truccarsi le labbra. -  davvero.., straordinario... la facilit con cui si applica... e come aderisce... se applicato a dovere... - Corresse i contorni delle labbra col fazzoletto, fece una piccola smorfia nello specchio e chiuse il portacipria. - Ecco fatto. Naturalmente l'avete visto spesso, sulle labbra della Brent. L'avete mai baciata, quando lo portava?
- Io... No.
- Qualche altra ragazza, forse?
- No.
- Allora Jones non si era sbagliato. Una dimostrazione pratica non pu farvi male. Secondo lui, io avrei dovuto darmi il rossetto e poi baciarvi. Questa tattica avrebbe dovuto ottenere due risultati: rendervi edotto delle qualit della vostra invenzione e farvi venir voglia di baciarmi di nuovo. Astuto, no?
- No, dato che appartengo agli ordini contemplativi.
- Proprio per questo, invece! - protest la signorina Gann. - Son proprio gli anacoreti gli uomini pi facili da tentare. Come il missionario di Pioggia, il nevrastenico represso...
- Io non sono nevrastenico.
- Jones  convinto del contrario. Io tendo a dissentire. Probabilmente siete solo un po' limitato. Che cosa debbo fare? Baciarvi o no?  una questione di affari. Non sono la moglie di Putifarre. Avete qualche obiezione?
- Io non mi occupo di affari.
- Allora avete effettivamente delle obiezioni?
- Non sono il casto Giuseppe. Vi ho lasciata entrare per cortesia. Ora, se volete riferire a Jones che mi avete baciato e preferite non dovergli mentire... - Tully si strinse nelle spalle.
Petra Gann s'alz e attravers la stanza. Pass le dita sotto il mento del giovanotto, gli rovesci il capo all'indietro, poi si chin e premette le labbra sulle sue. Dopo un secondo mugol, senza staccarsi:
- Allentate le labbra. Non si pu nemmeno fare un bacio da palcoscenico, in questo modo. - E dopo un istante, sensibilmente pi lungo, sempre senza staccarsi: - Cos va meglio. Sentite il sapore?
Tully si ritrasse di qualche centimetro.
- Il sapore di che?
- Del rossetto.
- Non avevo... no...
- Provate di nuovo.
Petra accrebbe lievemente la pressione delle labbra. Tuttavia il suo gesto non si sarebbe potuto definire aggressivo. Una gentile insistenza semmai... il suo fiato era caldo, dove il nasino premeva contro la guancia di lui, e se la delicata fragranza che il personale naso di Tully percepiva era un prodotto della ditta Duchamps era chiaro che c'era almeno un numero indovinato, nella serie.
Il giovanotto si dimen sulla sedia e mosse il capo. Immediatamente Petra Gann si raddrizz, fece un passo indietro, e sorrise, a met.
- Soffregatevi la bocca col fazzoletto e guardatelo - ordin. - Ma prima passatevi la lingua sulle labbra e ditemi se sentite qualche sapore.
Il giovane si alz e chiese in tono brusco:
- C' altro che desiderate riferire a Jones?
- Certo: che accettate la sua offerta per la formula.
- Nemmeno per idea. Nient'altro, signorina Gann?
- O cielo, mi sembrate un ciclone arrabbiato.
- Mi son comportato cortesemente per un po', non vi pare? Non posso farci nulla, se sono un villano. Sono completamente sprovvisto di soavit.
La visitatrice inarc le sopracciglia, studi Tully per un istante poi si strinse nelle spalle e si incammin verso l'uscita. Il giovanotto le cammin pi o meno sui piedi, per andarle ad aprire, brontol un ruvido "buonasera" e non appena la signorina ebbe varcata la soglia richiuse l'uscio con fracasso. Poi, in piedi in mezzo alla stanza trasse di tasca il fazzoletto, si soffreg la bocca e studi i risultati, accigliatissimo. Poi si pass la lingua sulle labbra e deglut. Ripet l'operazione con maggior cura deglut per la seconda volta.
- Perdiana! - esclam infine a voce alta. - Non credo che fosse il mio rossetto. Nemmeno a giurarmelo. Ci scommetto il naso, che questo  olio di mandorla.
Verso le dieci del mattino seguente, sabato, Cal Remmers rispose a una chiamata al telefono derivato del laboratorio e grid a Tully che qualcuno lo cercava. Tully, brontolando per l'interruzione, fiss una provetta nella morsa e domand, nel ricevitore, in tono scorbutico:
- Chi ?
- Una certa signora Gann - rispose la voce di Flora Brent. - Volete parlarle?
- No - rimbecc il giovanotto. - Sono occupato.
- Ma ha una bella voce.
- Sono occupato lo stesso.
E con questo depose il ricevitore e torn al suo banco.
A mezzogiorno preciso se ne and. Non rimaneva mai fuori orario, il sabato. Cal Remmers, che sei anni prima, all'Universit di Harvard, aveva giocato al calcio con onore, e che ora, a quanto pareva, possedeva una rendita familiare oltre allo stipendio, perch era abbonato all'opera e giocava regolarmente a golf in un campo elegante, usc con lui. Mentre passavano attraverso l'ufficio anteriore, Remmers preg Tully di fermarsi, e un istante dopo Flora li raggiunse.
- Vuoi fare una colazioncina alla svelta con noi? - domand Cal al collega. - Mangiamo un boccone e prendiamo il treno per Forest Park. Fuggiamo a nozze segrete.
- Nozze? Non con te, angelo - dichiar Flora. E indicando Tully: - Lascialo stare.  sconvolto. Le donne gli dan la caccia per telefono. Andiamo. Ci conviene non perder tempo.
E scese le scale rumorosamente, col suo cavaliere. Tully li segu, un po' meno a precipizio. Sul marciapiedi rimase fermo un istante, con aria incerta, poi s'incammin decisamente verso casa. Cinque minuti dopo era a destinazione e cercava un numero, sulla guida dei telefoni. Indi chiam (il numero era quello della sede centrale della ditta Duchamps) e venne informato che la signorina Gann non era in ufficio. Torn alla guida e cerc l'indirizzo di casa della signorina in questione, ma non lo trov. Torn a chiamare la ditta Duchamps e senza dare il suo nome spieg che aveva una notizia urgente per la signorina Gann e desiderava il suo numero privato. Il numero gli venne concesso. Era quello d'un appartamento nell'East End Avenue. Tully esegu la terza chiamata e si sent dire che la signorina era fuori citt per le vacanze di fine settimana. S'inform se per caso la signorina non avesse lasciato un messaggio per un certo signor Clinker, dopo di che, rendendosi conto della propria presunzione, scaravent il ricevitore sulla forcella e gett via la guida dei telefoni, con tanta violenza e con una mira cos infelice da far precipitare sul pavimento una pila di riviste. Dopo di che stip alcuni indumenti indispensabili in una valigetta e usc di casa. Sost in un negozio di alimentari, dove compr tre panini imbottiti di prosciutto e quattro eclairs in un sacchetto, and al garage a ritirare la sua Buchanan e punt verso il fiume St. Lawrence.
Ritorn la domenica sera alle dieci, sporco, arruffato e stanco morto. Un bagno caldo, con sapone in abbondanza, seguito da una doccia fredda, miglior un poco la situazione. Si era appena messo a letto, aveva spento la luce e incominciava a stiracchiarsi voluttuosamente quando squill il telefono. Decise di fingere di non sentire, ma al quarto richiamo, fin coll'alzarsi e rispondere.
- Il signor Clinker? Parla Petra Gann.  dalle otto che vi chiamo. Sono nel Connecticut. Ho telefonato a casa mia per sentire se c'erano novit e ho saputo della vostra chiamata. Avrei dovuto immaginarlo, che sareste stato gentile. Allora ho pensato... tanto devo essere per forza in citt domattina presto... ho pensato che sarebbe divertente se mi veniste a prendere in macchina.
- Devo essere al lavoro alle nove precise.
- Ma io intendo ora.
- Questa sera?
- Non sono ancora le undici.  una sera d'estate. Jones dice che le vostre corse pazze, in macchina, sono un metodo di sublimazione. Secondo me, pi vi sublimate e meglio...
- Jones pu andare al diavolo. Ho fatto New York-Montreal e ritorno, da ieri all'una. Dove siete?
- Oh. Allora avete guidato a sufficienza. Probabilmente troppo. Buona notte.
- Dove siete?
- Non mi sognerei mai...
- Dove siete?
La signorina diede l'indirizzo. Si trovava nella villa di un illustre ignoto, a cinque chilometri da Torrington, e forn istruzioni sulla via da percorrere. Dieci minuti dopo aver deposto il ricevitore, Tully era di nuovo vestito.
Alle due del mattino, con Petra Gann al fianco, il giovane chimico attraversava la campagna ad ovest di Danbury, per raggiungere la camionabile interna, perch la litoranea non gli andava a genio. Lo stradone secondario era coperto d'asfalto nero e irto di curve, e Tully andava solo a ottanta all'ora. Aveva trovato Petra gi pronta, che l'aspettava sulla terrazza della villa, in compagnia dei suoi ospiti. Dal momento che s'era seduta accanto a lui, non aveva detto venti parole. Mentre aspettavano che un semaforo desse via libera, a Danbury, Tully aveva chiesto:
- Perch non parlate?
- Troppo intelligente - aveva replicato lei. - Voi correte cos perch vi piace veramente guidare.
Sulla strada maestra, Tully tenne una media di centodieci chilometri orari, e non venne pregato di rallentare. Quando ferm la macchina, davanti alla torreggiante casa albergo della East End Avenue, un portiere si fece avanti, premurosamente, e aperse lo sportello dalla parte della signora. Tully scese di macchina, trasse la valigia di Petra dal baule posteriore e la pass al portiere che s'allontan, discretamente. La signorina Gann gli tese la mano.
-  stato carino. Voi sublimate molto bene. Un po' pericolosamente, forse.
Tully strinse la mano che gli veniva offerta.
- Mi piace guidare - ammise. - Per posso farlo senza dover saltar dal letto alle dieci e mezzo di sera. Sono venuto perch vi devo qualcosa. Quel bacio.
- Oh,  stata una transazione d'affari.
- Sicuro. M'avete fatto fare una figura da imbecille. L, seduto sulla poltrona, ad allentare le labbra. - Fece un versaccio. - Ve lo voglio dare indietro.
- Un'altra volta.
- Preferisco levarmi il pensiero.
- Venite a cena da me, questa sera - invit la ragazza, sorridendo. - Nel mio appartamento, alle sette e mezzo. Venite pure col camice.
- Porto il grembiule.
- Magnifico. Risparmieremo i tovaglioli. Ora vi conviene correre a casa e ricuperare qualche ora di sonno.
Mentre attraversava la citt, Tully si ricord, tra uno sbadiglio e l'altro, che la signorina Gann non aveva fatto cenno alla formula una sola volta.
Il luned, durante l'ora di colazione, and a piedi fino a Herald Square e si compr una camicia nuova, blu, con delle belle strisce larghe, color coloniale, e una cravatta marrone bruciato. Poi, alle sei, cambi parere e decise di non indossarla. Fin per col cambiarsi d'abito, e mettere quello che aveva lasciato da stirare la mattina, prima di andare al lavoro.
L'appartamento di Petra Gann, al quattordicesimo piano della casa albergo, era di dimensioni modeste, piccolo quasi, e non era l'alcova dorata che Tully s'era vagamente aspettato. I mobili erano semplici e funzionali. In un angolo c'era un piedestallo dipinto con un grande vaso di piante tropicali. In una rientranza del muro un divano ingombro di giornali e riviste. La signorina Gann, che indossava un abito senza maniche, difficilmente classificabile ma dall'aria molto morbida e fresca, gli offerse un cocktail e, quando il liquore fu terminato, l'invit a sedere di fronte a lei, a un tavolino dove una cameriera di colore, dalle sopracciglia rase, serv loro del brodo ristretto in ghiaccio, che Tully detestava e si guard ben dal toccare. Durante il pasto Petra gli fece una quantit di domande sulla chimica in generale, ma nessuna intorno al rossetto. Fu una faccenda piuttosto allegra, specialmente alla fine, quando la cameriera depose di fronte al chimico un vassoio con sei eclairs, due di vainiglia, due di zucchero caramellato e due di crema cacao. Tully scoppi in una risata sonora, e insist per sapere come e dove la sua ospite avesse appreso quel particolare.
- Da Jones,  chiaro - replic lei. -  efficiente in modo straordinario. Se nel vostro passato c' un colpevole segreto che pu servirgli come arma di ricatto state bene in guardia.
Tully avanz solo i due eclairs alla vainiglia.
Quando finalmente la sua gentile ospite accenn alla formula, fu solo per lagnarsene. La cameriera aveva sparecchiato la tavola ed era scomparsa. Petra s'era adagiata fra i cuscini del divano, all'altro capo della stanza, e Tully era di fronte a lei, nella poltrona pi ampia.
- Sapete - mormor la signorina Gann. - Ho un'idea strana, sul vostro conto. Probabilmente  un'idea molto sciocca. M' venuta questa notte, mentre stavo seduta accanto a voi, in macchina. Ho pensato che mi piaceva essere l. Mi piace di starvi vicino, completamente a prescindere dal fatto che stavo cercando di lavorarvi per carpirvi qualcosa. Ho avuto la stessa sensazione questa sera. E la provo ora, in questo momento... Ma immagino che sia tutta una montatura. Sospetto di essere un po' eccitata dalla vostra presenza solo perch voglio indurvi a cedermi quella formula. Non siete del mio parere?
- No - dichiar il giovane, seccamente. - Io sono un eccitante. Sono come il liquido di una cella elettrolitica. O come il liquore che abbiamo bevuto prima di cena. La mia presenza vi inebria. Ecco tutto.
- Ma io parlavo sul serio! - protest lei. - E poi non sto veramente cercando di imbrogliarvi. Sto solo tentando di indurvi ad agire in maniera normale. Ma per ragioni mie personali ed egoistiche. Il mio contratto con la ditta Duchamps  molto vantaggioso e non ho voglia di mettermi a cercare un altro impiego. E desidero con tutta l'anima che vi decidiate una buona volta a far qualcosa, con quella formula. Vendetela a Jones, mettetela alla riffa, sbarazzatevene in un modo qualsiasi. Senza pi la formula di mezzo, potrei decidermi presto, sul vostro conto. Mi piace come tenete la testa. Mi piace come guidate la macchina. Mi  piaciuto come mi avete baciata. A proposito di baci, che si fa?
- Io non vi ho baciata.
- Avete detto che mi dovevate qualcosa.
- Vi pagher quando ne avr voglia. Avrei preferito che non tiraste in ballo quella maledetta formula. Ne sono stufo marcio. Non sono un anacoreta e non sono un pazzo. Semplicemente non voglio trovarmi impegolato in un certo tipo di complicazioni e sono fermamente deciso a non fare un mucchio di quattrini. - Fiss la sua ospite corrugando la fronte. - Datemi retta. Sapete che cosa faremo? La ceder a voi. Potrei scrivervela anche ora, ma rischio di sbagliare le proporzioni.  nell'archivio dell'ufficio. Mandatela a prendere domattina.
- Parlate sul serio?
- Sicuro.
- Verr a prenderla io. Vi prometto di ottenere le migliori condizioni possibili, da Jones.
- Non la vendo a Jones. La regalo a voi.
- Oh, no. Non ho bisogno di regali da nessuno. Non vi ho detto che sono una donna d'affari? Me ne occuper come vostra agente. Il brevetto sar a vostro nome, immagino.
- Non  brevettata. Perch avrei dovuto buttar via un centinaio di dollari per...
- Signore Iddio. - Le lunghe ciglia di Petra ebbero un fremito. - Non avete nemmeno fatto domanda?
- No.
- Ma bene. - Petra sorrise. - Allora siete davvero un beb. In questo caso dovremo agire con la massima prudenza. Verr da voi a ritirare la formula di persona. Conosco un avvocato che pu affrettare le pratiche di brevetto, e andr immediatamente a consultarlo. Certo che, appena la richiesta sar stata presentata...
- Questo  compito vostro. La donna d'affari siete voi. Io non c'entro pi. Allora, verrete domattina?
- Senz'altro.
- Benissimo. - Tully sorrise. - Desiderate altro, da me?
Anche Petra sorrise.
- No. Non come donna d'affari.
- D'accordo.
Tully s'alz dalla poltrona, gett da parte un cuscino e and ad appoggiare un ginocchio sul divano, con tutto il suo peso. Poi piant le mani sulle spalle di Petra e ordin:
- Ora allentate le labbra.
Due minuti dopo si tir indietro, si drizz e disse:
- E ora soffogatevi le labbra col fazzoletto, ma prima passateci la lingua sopra e ditemi se sentite qualche sapore.
Dopo di che pass nell'atrio, prese il cappello e se ne and.
Lungo la via dal garage a casa, cammin con passo marziale. "Ecco come si risolvono certe complicazioni" andava spiegando Tully Clinker al signor Tully Clinker. "Bisogna prendere il toro per le corna. Far confusione, scendere a compromessi, dire un po' s e un po' no... Oh, al diavolo."
Mentre si svestiva fischiett ininterrottamente.
Cos, la nuova complicazione che sorse il marted mattina giunse tanto inaspettata, che per un certo periodo lo lasci senza parole. Se non fosse stato momentaneamente ottuso, Tully ne sarebbe stato preavvertito da una vaga nota acida nella voce di Flora Brent, quando gli telefon dall'ufficio verso le dieci. Ma se l'ottusit dovesse sparire dalle vicende degli umani, non vi sarebbero pi sorprese in serbo per noi, e non ci rimarrebbe altro che un'uggiosa serie di conferme del nostro acume universale. Ma non  davvero il caso di preoccuparsi.
La nota acida, che Tully non aveva avvertito, era comparsa nella voce di Flora quando aveva telefonato al collega per annunziare che una certa signorina Gann era in ufficio e chiedeva di lui. Tully pass le cure della distillazione d'un'aldeide al giovane Beecher e s'incammin allegramente verso la porta.
Petra Gann sedeva su una delle tre sedie di legno, accanto alla ringhiera che divideva l'amministrazione dalla sala d'aspetto. Aveva un'aria molto elegante ed estranea all'ambiente, in un completo di lino azzurro, con un minuscolo cappellino di paglia dello stesso colore. Il vecchio Curry, il contabile che portava un eterno paio di mezze maniche lustre e nere, ammicc con timida ma deliberata malizia a Tully, mentre gli passava accanto. Il giovanotto prov un vago senso di irritazione, ma non s'accorse che un improvviso rossore la tradiva. Salut con un cenno la signorina Gann, ricevette un cenno di risposta e abbord Flora che, alla sua scrivania, spulciava una pila di verbali d'analisi.
- Volete farmi una cortesia, signorina Brent? Quel registratore... credo che gli abbiate messo il numero 340... o era 360? Forse  bene che consultiate l'indice.
- Sotto che voce?
- A mio nome. ... ehem... una faccenda personale. Sapete, quella formula... ehem... di cosmetici.
Flora gli piant dritti in faccia i grandi occhi grigi.
- Trecentosessanta.
- Proprio cos. Posso averlo un momento?
La ragazza si alz e si diresse verso un'enorme cassaforte antiquata, l'aperse, spar dietro il battente massiccio. Rimasero in vista solo gli ultimi trenta centimetri delle sue belle gambe giovani. Tully le fiss con astio, senza vederle. Era fieramente irritato. Non ne capiva la ragione, ma era indubbiamente irritato. Dopo qualche minuto Flora riapparve, con un grosso raccoglitore tra le mani.
Senza richiudere la cassaforte, pass il dossier al giovanotto. Tully la ringrazi, varc il cancelletto, e and a sedersi accanto a Petra. Si appoggi il raccoglitore sulle ginocchia, l'aperse e cominci a pasticciare fra le carte. Infine pesc un foglio, lo scorse e lo pass alla visitatrice.
- Ecco - annunzi. - Tutta quest'altra roba non vi occorre. Sono le note che ho preso mentre lavoravo. Se le volete, per...
Petra scosse il capo.
- No. Se non sono necessarie... Lanci una breve occhiata al foglio, poi torn a fissare il suo interlocutore. - Per gradirei un'autorizzazione firmata... un rigo solo, che mi nomini vostra agente...
- Voi non siete mia agente. - Il chimico sorrise. - Vi ho detto di venire e di prendervi la formula. Eccola qua. Non c' altro. Fatela brevettare, se ci tenete. Se il vostro avvocato lo ritiene necessario pu mandarmi qualcosa da firmare... un atto di donazione, un contratto di vendita, qualcosa, insomma... S, signorina Brent?
Tully alz gli occhi. Flora era improvvisamente spuntata al suo fianco.
- Vogliate scusare - disse la ragazza, in tono deferente. - Temo che il mio verbale d'archivio non sia completo... Posso vedere questa roba, per cortesia? - e tese la mano, alla signorina Gann.
- Verbale? - chiese Tully.
Flora non gli rispose.
- Prego, posso vedere? - ripet.
La signorina Gann, che non aveva fatto nemmeno il gesto di porgere il foglio, lanci un'occhiata interrogativa a Tully, inarcando le sopracciglia. Il giovanotto, perplesso, borbott, con impazienza:
- Lasciateglielo vedere.
Per un istante ancora la signorina Gann rimase immobile, poi tese il foglio. Flora lo prese e si rivolse a Tully, sempre con molta deferenza:
- Il raccoglitore, prego? - E senza aspettare risposta lasci cadere una mano sulla cartella, come un falco sulla preda, e la spazz via dalle ginocchia del collega. Dopo di che, col raccoglitore sotto il braccio e il foglio stretto fra le dita riprese: - Dovete capire, signor Clinker, che io sono responsabile degli archivi e non posso lasciare uscir nulla dall'ufficio senza l'autorizzazione del signor Stringer. Voi, a quanto mi  parso, stavate dando dei fogli a questa donna e... mi duole... ma la mia responsabilit...
- Ma  roba mia!
- Oh, no!  propriet del laboratorio. Il signor Stringer me ne ha parlato proprio ieri.
Tully era scarlatto.
- Tutto questo  ridicolo. Una settimana fa mi ha detto che lui non...
- Temo che l'abbiate frainteso - dichiar Flora con forza.
Tully la fiss con gli occhi fuori dall'orbita, incapace di parlare. Ma Flora non ricambiava lo sguardo. I suoi occhi grigi erano fissi in quelli neri di Petra Gann, e se Tully fosse stato pi calmo, e non fosse stato parte in causa, si sarebbe forse reso conto che esiste pi d'una specie di tornei di campionato per i pesi leggeri.
In quella si aperse la porta di strada e L. E. Stringer fece il suo ingresso.
...
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...
Capitolo 3.
...
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...
L. E. Stringer non aveva, forse, modi altamente raffinati, ma era senza dubbio un uomo d'innata cortesia. Se il quadretto che gli si era presentato quando aveva messo piede sulla soglia gli fosse parso una riunione d'affari, si sarebbe intromesso senza preamboli e senza scuse, perch tutto ci che accadeva sotto il suo tetto era soggetto alla sua supervisione, ma un rapido sguardo al veleno che sprizzava dagli occhi femminili e alla vacua indignazione del rappresentante del sesso forte lo convinse immediatamente che le difficolt che si stavano risolvendo in quella seduta non erano n commerciali n chimiche. Cos trotterell via senza fermarsi, e stava varcando il cancelletto, quando due voci, all'unisono, lo fermarono.
- Sentite un po'...
- Signor Stringer...
Ma quantunque Tully avesse parlato con la stessa prontezza di Flora e con molto maggior energia la ragazza lo batt in velocit. In un attimo fu al fianco di Stringer, vicinissima, e riusc a cogliere il suo sguardo.
- Per cortesia, potrei venire nel vostro ufficio?  un affare privato. Vorrei parlarvi a quattr'occhi.
- Che cosa c' di privato, in questa faccenda? - domand Tully con ardore. - Si tratta solo di quella maledetta formula che voi stesso, la settimana scorsa...
- Per cortesia? - Flora aveva agganciato di nuovo lo sguardo del suo principale e non se ne staccava.
- Vi ruber solo un minuto, poi potrete discutere la cosa col signor Clinker...
Stringer not il raccoglitore sotto il braccio della ragazza, e lo riconobbe come una propriet del suo laboratorio.
- Non urlatemi dietro - ordin a Tully. - Che cos' questa storia? Andiamo, Flo. E voi aspettatemi qui, Clinker.
Si mosse, con Flora al seguito, ed entrambi sparirono dietro una porta, all'altro capo della stanza. Tully, pi scarlatto che mai, si rivolse alla visitatrice:
-  completamente suonata - dichiar. - Il caldo le ha fatto dar di volta il cervello.
- Oh no, per nulla - replic la signorina Gann, senza sorridere. -  quella la Brent, la ragazza per la quale avete inventato il rossetto?
- S. E vi dico che  suonata. La maledetta formula  mia, e lei lo sa benissimo. Aspettatemi qui un momento.
- Temo che non ne valga la pena.
- La signorina Gann s'era alzata.
- Mi piacerebbe... - e si morse un labbro. - Naturalmente  un bell'imbarazzo, per voi: mi dispiace. Be', datemi un colpo di telefono, se vi capiter d'aver bisogno d'un agente.
Le punte delle sue dita guantate sfiorarono il braccio del giovane, in un accenno di carezza, e Petra si mosse.
- Ma  ridicolo! Vi dico che se aspettate...
Dalla porta aperta, con le dita sulla maniglia, Petra scosse ancora il capo, sorridendo, poi scomparve.
Il giovane attravers l'ufficio a passi di lupo, battendo cos forte i piedi che il vecchio Curry smise di allinear cifre sul suo registro e gli lanci un'occhiata feroce. Quando lo sdegnato chimico giunse alla porta della direzione, il battente rifiut di aprirsi. La porta era chiusa a chiave. Tully fece un passo indietro e la fiss con odio. Da dietro il vetro smerigliato giunse la voce del suo principale.
- Siete voi, Tully? Vi avevo pregato di aspettare!
Il giovane strinse le labbra e medit di buttar gi la porta a calci. Ma in fondo non era colpa del signor Stringer. Stringer non poteva sapere che la signorina Brent aveva improvvisamente perso il bene dell'intelletto, per colpa del caldo. Stringer era un buon chimico e una degna persona. Inoltre Tully desiderava conservare l'impiego, e non era di carattere impulsivo. Cos and alla finestra e rimase a fissare cupamente un magazzino, all'altro lato della strada, con le mani sprofondate nelle tasche.
Una decina di minuti dopo ud scattare una serratura e qualcuno lo chiam per nome. Fece di nuovo dietro front, e di nuovo marci a passi di lupo. Stringer aspettava sulla soglia, e richiuse l'uscio di scatto, non appena il suo giovane capo-chimico fu entrato nello studio.
Tully affront immediatamente Flora, che se ne stava a un capo della vecchia scrivania malandata, col mento all'aria.
- Ebbene? - domand. Poi aggred Stringer. - Non so che cosa vi abbia detto questa ragazza, ma dovete pur ricordare che...
- Su, su, prendetela calma, figliolo... - Stringer pareva carezzare l'aria colle palme delle mani. - Flo m'ha raccontato tutto, e...
- Ah, s, eh? Ha detto che voi ieri avete detto...
- Ho mentito - asser Flora, con calma.
Tully la fiss, con tanto d'occhi. La ragazza alz il mento di qualche millimetro supplementare e prosegu:
- Il signor Stringer non m'aveva detto niente, di quella formula. Lo so benissimo, che vi appartiene. Per quanto mi riguarda potete prendervela e... darla da mangiare a una capra.
- Allora, in nome di Dio, perch avete detto quella scemenza? Perch l'avete arraffata a quel modo? Perch vi siete comportata cos, lasciando credere che io volessi sgraffignare le propriet del laboratorio? E tutto questo alla presenza di... di una donna d'affari?  questa la vostra idea di uno scherzo? Per l'amor del cielo! Se sperate che mi metta a ridere! E poi che cosa diavolo...
Di nuovo Tully perse il dono della favella. I muscoli di Flora si erano improvvisamente contratti. Uno spasmo assai poco decorativo le aveva spinto in su il labbro inferiore e tirati indietro gli angoli degli occhi. Poi senza il minimo preavviso la ragazza gir sui tacchi e corse fuori dalla stanza, sbattendosi la porta alle spalle.
Tully si rivolse al suo principale e l'inform in tono di sdegnata meraviglia:
- Le  venuto un attacco.
- Le  venuta voglia di piangere - corresse Stringer, andandosi a sedere dietro la scrivania. - Accomodatevi. Immagino che non abbiate visto molte donne piangere.
- Credo di non averne viste mai.
- Tully cadde a sedere, come se le gambe gli avessero improvvisamente ceduto sotto. - Non ch'io ricordi. A parte qualche mocciosa a scuola, naturalmente.
Stringer tentenn il capo.
- Con tre sorelle, una moglie, due figlie e svariate parenti di sesso femminile credo di aver visto donne piangere migliaia di volte. Una alla settimana, per quarant'anni, farebbero duemila volte, ma son certo che la media  di molto superiore. D'inverno  peggio che d'estate, e nei periodi piovosi  un vero disastro. Poi si arriva ad un punto in cui la cosa non fa pi n caldo n freddo, specialmente se hanno il buon senso di scappar via a tempo, come ha fatto Flo. Chi era la donna alla quale stavate dando la formula?
- Ma... Lei... La signorina Gann.
- Una vostra vecchia amica?
-  una donna d'affari. L'ho conosciuta ultimamente. - Tully si dimen sulla poltrona, accigliato: - Perch?
- Flo si era messa in testa che stessero truffandovi, che la signorina Gann vi avesse preso per un "pollo". Avevate fatto un contratto vantaggioso?
Tully arross.
- L'altro giorno vi ho detto che se volevate considerare la formula una propriet del laboratorio, io ero ben lieto di darvela. Ma voi avete risposto che potevate farne senza.
Neppure io ne ho bisogno, quindi credo che quel che ne faccio sia affar mio, e se preferisco liberarmene...
- Non  del tutto affar vostro.
- No? E perch no?
- Flo ha, diciamo cos, un interesse in quella formula. Non dal punto di vista finanziario. Dal punto di vista sentimentale. Lei non reclama niente, non  di questo che m'ha parlato, ma io voglio spiegarvi come stanno le cose. Per Flo quella formula  un investimento emotivo.
- La signorina Brent? - Tully non sapeva capacitarsi. - Scusate ma temo che abbiate preso un gambero. La signorina Brent non ha nulla di emotivo.  una donna di affari, ancora pi della signorina Gann.
- No, figliolo. - Stringer scosse il capo. - Non esiste una donna d'affari. Un uomo lo si pu propriamente chiamare mercante, avvocato, scienziato, perch spesso la sua professione  la cosa pi importante, in lui. Ma la cosa pi importante, in una donna,  il fatto che sia una donna: qualunque attivit eserciti. Flo ha un'intelligenza superiore ed  la ragazza pi simpatica e sveglia che abbia mai avuto qui. Ma quando si sposer, per quanto tempo credete che...
- Chi sposa? Cal?
- No, ch'io sappia. Ma che importa chi sposer? Vi stavo spiegando il suo interesse nella formula. Voi l'avete inventata per lei. Lei l'ha considerata sua... per lo meno la facolt di servirsene... per pi d'un anno. Cos, quando vi  stata fatta un'offerta, tanto pi che, in un certo senso, anche l'offerta veniva per tramite suo... sapendo che non avete esperienza d'affari e vi sareste certo lasciato truffare, ha ritenuto naturale intervenire. Perch non l'avete lasciata fare e non l'avete incaricata di contrattare la vendita a nome vostro?
- Me l'avete detto voi che sono un chimico, e non uno speculatore o un profumiere.
Stringer annu.
- Pensavo che fosse questione di poche centinaia di dollari, e non volevo che vi metteste a fantasticare su un mucchio di sciocchezze che vi avrebbero fatto pi male che bene. Voi promettete di diventare un buon uomo... un buon chimico, voglio dire. Ma, poich a quanto pare vi si presenta l'occasione di guadagnare una grossa somma, prendetevela, mettetela da parte e tornate al vostro lavoro. Ecco la cosa giusta da fare. E invece voi dite a Flo che non volete saperne e poi pescate fuori una strana creatura che, a sentir voi,  una donna d'affari e vi affrettate a regalar tutto senza nemmeno...
L'uscio si spalanc ed apparve Flora Brent. Doveva aver pianto per poco tempo, perch i segni della tempesta sul suo viso erano molto vaghi, quasi impercettibili. And diretta alla scrivania e mormor a Stringer:
- Vogliate scusarmi. - Poi si rivolse a Tully e dichiar con voce ferma e tranquilla: - Ho fatto una figura da stupida. Quel che deciderete di fare della formula non mi riguarda. Me l'avete offerta ed io l'ho rifiutata. Sono ancora convinta che siate uno spaventevole idiota, ma questo non  una buona ragione perch io mi metta in ridicolo. Sono spiacente di tutto quel che  successo e se volete scriver una lettera di scuse alla vostra amica Gann.
Indi fece dietrofront e lasci la stanza. Il chimico e il suo principale si scambiarono una lunga occhiata.
- Non ha nulla di emotivo - cit Stringer, in tono sarcastico.
- Non mi  parsa affatto emotiva - rincar Tully. - M' sembrata onesta e leale. Ha offerto di scusarsi.
Stringer soffoc una risatina.
- Leale? Temo che in materia di donne siate ancora pi inesperto che in materia d'affari. Vi ha detto che  spiacente di quel che ha fatto. Credete che lo sia davvero?
- Ha detto che  spiacente. Perch non dovrebbe esserlo? Non ha ammesso d'aver fatto una figura da stupida, forse? - Tully s'alz. - Devo tornare in laboratorio prima che Beecher mi faccia evaporare tutta quell'aldeide. Vorreste farmi un favore, signor Stringer?
- Lietissimo, ragazzo mio.
- Ve ne sar infinitamente grato. Quella formula  una maledetta seccatura e voglio liberarmene. Se voi ritenete che la signorina Brent abbia diritto di offendersi se io la regalo a qualcun altro non la dar a nessuno. Volete occuparvene voi? C' un tizio che desidera comprarla. Si chiama Berwith Jones. La signorina Brent sa dove trovarlo. Prendete quel che Jones vi offre. Se i quattrini mi daranno noia potr sempre gettarli in un tombino. Solo... - Tully ebbe un attimo d'esitazione, poi continu: - Solo vi prego di dirgli che sono stato persuaso... Cio, che tutto  stato definito dalla signorina Gann. Petra Gann. La signorina s'aspetta di... che... otterr una commissione o qualcosa di simile. Non ho nessun diritto di darvi tanto disturbo.
- Ne sar lietissimo. Nessun disturbo. Ci sono altri particolari?
- Per quanto mi riguarda, non c' altro.
- D'accordo. Me ne occuper io. Ora vi conviene tornare in laboratorio.
Quando Tully attravers l'ufficio di amministrazione Flora era tanto occupata con una pila di lettere che non ebbe nemmeno il tempo di alzare gli occhi.
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Capitolo 4.
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Tully non aveva mai posseduto un conto in banca. I suoi risparmi, quel che gli avanzava dello stipendio, li depositava sempre, quando gli capitava di rammentarsene, in un libretto della Cassa di Risparmio North River, donde li ritirava in caso di necessit, cio piuttosto di rado. Ora Tully se ne stava appollaiato, sull'orlo d'una poltrona, davanti alla scrivania del diciannovesimo o ventesimo vice-vice-presidente del Banco di Credito Metropolitano. Era piuttosto impaziente, perch la seduta stava rubandogli una parte dell'ora di colazione pi cospicua di quanto non avesse immaginato. Il banchiere smise di scrivere, gli porse un libretto d'apertura di credito, un blocchetto d'assegni, un mazzo di distinte di deposito e l'inform, con un sorriso da sessantamila dollari:
- A proposito... se vi occorre un po' di liquido, staccatemi un assegno e vi condurr dal cassiere...
Tully accett la penna che gli veniva offerta. Per la prima volta in vita sua riempiva un assegno. Il banchiere rimase seduto, ad osservarlo. Al chimico non occorreva una cifra particolare, perci decise di ritirare cento dollari: ma sotto lo sguardo fisso del vice-vice-presidente aggiunse a disagio un altro zero, senza quasi sapere il perch. Poich lo zero ormai era stato scritto, concluse l'opera iniziata, e aggiunse in tutte lettere "dollari mille". Il banchiere l'accompagn allo sportello della cassa e quando l'assegno fu pagato vi fu un altro scambio di calorose strette di mano. Lungo la via, mentre tornava al laboratorio, Tully si sent esasperato e perplesso. Si era comportato da perfetto idiota. Aveva ancora centoquaranta dollari dello stipendio d'agosto in tasca, e non gli occorrevano contanti.
All'ora di colazione il giorno seguente and alla sua vecchia Cassa di Risparmio, e deposit i mille dollari nel libretto.
Tully sofferse di esasperazione cronica durante tutto il settembre e l'ottobre. Non era il fatto di avere sessantamila dollari in banca ad esasperarlo. Quantunque, naturalmente, anche quelli fossero molto irritanti dal momento che non li aveva ammessi nell'intimit della sua vita. Non aveva ancora stabilito che cosa farsene, e l'indecisione lo metteva a disagio. Fino a quel momento aveva sempre risolto tutto con meravigliosa prontezza. Un'irritazione suppletiva era dovuta al fatto che, con molta probabilit, nell'immediato futuro, ce ne sarebbe stato di pi, non pi indecisione, pi danaro. Il signor Stringer era emerso dalle trattative con Jones stringendo in pugno un assegno per sessantamila dollari, nonch un documento di tre pagine, in quadruplice copia, in cui si dichiarava, con clausole elaboratissime, che il dottor Tully Clinker avrebbe ricevuto il nove per cento del blocco azionario iniziale della Societ Anonima Cenerentola, e il sette per cento del reddito globale, al di sopra d'un certo minimo. In cambio di questi benefici, oltre, naturalmente, alla cessione della formula e di tutti i diritti ad essa pertinenti, il suddetto dottor Tully Clinker si impegnava ad agire da consulente per la societ. Tully aveva tentato, dando prova di notevole tenacia, d'opporsi a quella condizione, ma il signor Stringer gli aveva fatto osservare che la Societ Cenerentola aveva il diritto di premunirsi contro l'eventualit che lui inventasse una formula migliore e la cedesse ad altri. D'altronde, la quantit di tempo da dedicare alle ricerche cosmetiche era lasciata alla sua discrezione. Petra Gann e Berwith Jones, poi, gli avevano assicurato che non gli sarebbero state fatte richieste eccessive, in quel senso. S, Tully si era sottomesso alla dura bisogna di parlamentare con Jones: quando una palla ha cominciato a rotolare gi per una china,  ben difficile fermarla. Un'ulteriore clausola stabiliva che i Laboratori Stringer sarebbero stati adeguatamente rimborsati per tutto il tempo e il materiale impiegati per le ricerche cosmetiche svolte dal dottor Clinker sotto il loro tetto.
La sede della societ, nella Quinta Avenue, veniva, nel frattempo, rinnovata da cima a fondo. I disegnatori presentavano schizzi su schizzi di bottiglie, vasi, vasetti, tubi, scatole e spruzzatori; i capitalisti firmavano assegni; i notai stendevano compromessi e contratti; i contabili mettevano a punto nuovi metodi di perfetta amministrazione; gli incisori incidevano; i tipografi stampavano; i ragazzi e le ragazze di cinque Stati dell'Unione raccoglievano baccelli e pericarpi di datura stramonium e rosa setigera, (melaspina e rosa della prateria, per il volgo); un grande laboratorio industriale di Jersey City estraeva oli essenziali dalle suddette materie prime ed eseguiva esperimenti sulle scorie e sui semi con solventi oleosi; contesse e dame dell'alta societ venivano organizzate in plotoni di guerriglia per fiancheggiare il movimento; artisti, fotografi e articolisti capitanati da Petra Gann erano intenti a preparare armi e munizioni per il grande attacco frontale. Era stato deciso di conquistare un largo mercato: agli inizi, non si sarebbe prodotta merce da grandi magazzini, naturalmente, ma neppure confezioni di superlusso.
Non erano per queste svariate e febbrili attivit a esasperare Tully Clinker, dato che il giovane e stimato chimico ignorava l'esistenza di gran parte di esse. N la colpa era da imputarsi alla grossa somma di danaro che giaceva in banca a suo nome. Quel che lo riempiva di mite ma sempre crescente disagio era il sospetto che la navicella del suo io fosse stata spinta in una corrente misteriosa e traditrice, che gli impediva di reggere il timone a regola d'arte. L'otto ottobre, Tully Clinker baci Petra Gann per la nona o la decima volta. I baci in s, erano un'ottima cosa, un mutuo piacere rispettabile e civile, ma Tully cominciava a rimuginarci sopra un po' troppo, tra l'uno e l'altro. Anche le elucubrazioni, in s, avrebbero potuto andare benissimo se si fosse trattato di pensieri controllati, ma disgraziatamente non era cos. Pareva che nel suo cranio si fosse aperto uno spiraglio e attraverso di esso fossero entrate, senza invito, strane fantasie gassose che s'intrufolavano vaporosamente negli interstizi delle sue facolt razionali. Era una sensazione spiacevole e sconcertante, confortata solo dalla certezza che lui, Tully, non si stava innamorando. Molto tempo prima, all'et di vent'anni, il giovanotto aveva deciso che, se mai si fosse innamorato seriamente, cosa che, con molta probabilit, non sarebbe avvenuta, l'oggetto dei suoi sogni sarebbe stato una ragazza allevata in campagna, semplice, ma non del tutto sprovvista d'attrattive. L'eletta avrebbe, naturalmente, amato cucinare e far le faccende di casa, ma avrebbe gradito in maniera particolare lavorare con lui, senza far disordine o dar disturbo, nel pi grande locale della loro casa allestito come un laboratorio, dove avrebbero praticamente trascorso tutte le loro serate. Tully non aveva avuto mai motivo di mutare questa decisione, e la teneva per buona. Appunto per questo, quantunque sentisse il fascino d'una donna come Petra Gann e potesse perfino venire ossessionato, in via temporanea, dal pensiero di lei, Tully sapeva che non c'era ragione di tormentarsi eccessivamente. Nel frattempo, per, egli se la prendeva per la propria incapacit a dirigere il vascello nella corrente misteriosa. Si era gi lasciato andare a varie stravaganze che riteneva ignobilmente stupide. Petra l'aveva persuaso a presenziare a un pranzo offerto da Berwith Jones al "Churchill", in onore d'una dozzina di persone particolarmente interessate al varo della "Societ Anonima Cenerentola", e in seguito a una noncurante osservazione della signorina, Tully aveva acquistato un insieme da sera che comprendeva lo smoking e il frac. Dietro richiesta dell'interessata, aveva condotto Petra a una serata pugilistica al "Madison Square Garden", per quanto avesse sempre sostenuto che le donne non dovrebbero mai assistere ai tornei di boxe; inoltre, ed era stata forse la stupidaggine maggiore, aveva permesso a Petra di mandargli una banda di fotografi in laboratorio per ritrarlo in varie pose, davanti al suo banco, col grembiule bianco addosso. La signorina aveva lasciato capire che desiderava le foto per i suoi archivi personali.
E un altro suo gesto era stato bollato come sciocco, quantunque lui, personalmente, non avesse compreso perch mai lo si dovesse giudicare tale. In vista dell'affermazione di Stringer, cio che Flora Brent aveva un interesse nella formula (quantunque Stringer avesse lievemente modificato il senso dell'espressione con l'aggiunta del termine "emotivo") quando era arrivato l'assegno di 60000 dollari, Tully aveva cercato di persuadere la collega ad accettarlo: prima tutto, poi met, poi un sesto o un decimo o per lo meno una piccola somma. Flora non aveva voluto saperne. Un paio di giorni dopo, il chimico si era preso un'ora di libert, ed era andato da Daumery, dove aveva acquistato un orologio da polso di platino, tempestato di smeraldi, per 4200 dollari. Al suo ritorno aveva lasciato il pacchetto sulla scrivania di Flora mentre la ragazza era a colazione. Con sua grande sorpresa, lei non gli aveva detto una parola di ringraziamento, quantunque quel pomeriggio si fossero incontrati parecchie volte. La mattina seguente poi, Flora gli aveva riportato il pacchetto, incartato di nuovo con molta cura, e gli aveva spiegato allegramente che, sebbene il suo tempo avesse valore, lei non poteva credere che fosse cos prezioso. Tully s'era affrettato a informarla che se l'orologio non era di suo gusto l'avrebbe potuto cambiare con qualcos'altro; Flora aveva rifiutato, cortesemente, ma con grande fermezza. Il giovanotto aveva obiettato che, se Daumery non l'avesse voluto indietro, lui non avrebbe saputo proprio che farsene, ma Flora aveva replicato che certo lui conosceva qualcuno per cui un dono simile sarebbe stato indicato, e in ogni caso lei doveva tornare subito in ufficio, perch il signor Stringer sarebbe arrivato da un momento all'altro e avrebbe chiesto la posta a gran voce.
Tully s'era ficcato lo scatolino in tasca e quella sera l'aveva gettato rabbiosamente in un tiretto del cassettone dicendosi che, se lui era stato sciocco, la signorina Brent si era dimostrata mille volte pi sciocca di lui. La regola che proibisce alle fanciulle di accettare regali preziosi dagli uomini pu essere nobile e giusta, pensava Tully, ma nel suo caso si trattava d'una transazione d'affari e le convenienze sociali non c'entravano affatto.
Tully sofferse di esasperazione cronica durante tutto l'autunno.
Le porte della sede centrale della Soc. An. Cenerentola, nella Quinta Avenue, i battenti del prestigio, per la ditta rinnovellata, si sarebbero aperti al pubblico il venticinque novembre. Petra Gann aveva organizzato un'anteprima, per il giorno ventiquattro, cui avrebbero presenziato solo i giornalisti e altre creature elette ed era riuscita a indurre Tully a parteciparvi. La sua presenza in quei luoghi non sarebbe forse stata mai pi richiesta, gli aveva assicurato col suo mezzo sorriso, ma poich tutte le pretese della "serie Cenerentola" si basavano sulla scienza, cio sulla sua formula, ora legalmente protetta da un brevetto mondiale, l'inventore non doveva negare il suo intervento alla storica scena della presentazione di quel nuovo miracolo all'umanit, sia che gli piacessero i cocktails o no.
Il giorno fissato Tully lasci il laboratorio puntualmente alle cinque, corse a casa a cambiarsi e raggiunse in tass la Cinquantatreesima Strada. Aveva dimenticato il biglietto d'ingresso e il gentiluomo in finanziera, di stanza alla porta, gli viet l'ingresso, con fermezza adamantina. Si dovette mandar a chiamare la signorina Gann. La suddetta signorina trascin nell'interno il grande inventore e gli fece fare il giro dei saloni affollatissimi, non senza averlo prima fornito d'un cocktail e averlo presentato ai redattori delle rubriche di bellezza e a vari altri eminenti personaggi. Tully mantenne il suo consueto cipiglio in permanenza, ma poich questo non faceva che accrescere la sua aria solenne e scientifica, tutto andava per il meglio. Petra, allontanandosi per ricevere altri ospiti, abbandon l'infelice chimico in balia d'una gentildonna in pelliccia di zibellino, con le unghie laccate in blu Savoia, ma Tully se la squagli immediatamente e and a rifugiarsi in un angolino appartato. Qui sedette e si guard intorno imbronciatissimo. Era del tutto indifferente ai problemi dell'arte decorativa e non si piccava d'essere un intenditore, per aveva occhi per vedere, e le cromature opache, il raso giallo, le imbottiture grigie dei mobili e i vetri scintillanti un po' dovunque gli parvero indizi d'un'estrema raffinatezza. Ma Tully si rendeva conto solo dell'insieme. Non sapeva, ad esempio, che le tre enormi anfore di vetro, riunite in maniera pittoresca, su una piattaforma simile a un altare futurista, erano state disegnate da un decoratore eccelso, per una parcella astronomica; non sapeva nemmeno che una di esse conteneva lanolina, un'altra olio di datura stramonium e l'altra ancora olio di rosa setigera, l'untuosa trinit della sua formula magica.
A un tratto si sent afferrare un gomito, si volt e si vide sotto il naso il cocuzzolo di Berwith Jones. Nella mano di cui non si serviva per artigliare il gomito del chimico, Jones stringeva un bicchiere da cocktail. Il bicchiere era vuoto, ma Jones lo reggeva con la massima precauzione, come se fosse stato colmo fino all'orlo.
- Ebbene, professore - gracchi. - Come vi sentite, di fronte a tutta questa magnificenza? Orgoglioso? Vi sentite orgoglioso, vecchio figlio di un cane?
- No - dichiar Tully, deciso.
-  come un tempio - continu il consulente finanziario. Fece per agitare la mano che reggeva il bicchiere vuoto ma si ferm di botto per non rovesciarlo. - Il tempio della bellezza. E voi siete l'alto sacerdote! Come vi piace? Voi siete il sacerdote d'un tempio di bellezza! Avuto un cicchetto?
- No. Voglio dire... s.
- Io no. Intendo che adesso non ce l'ho. Avevo un cicchetto, ma ora non pi... niente cicchetto. Oh, vecchio sacerdotaccio... Tuttavia faremo milioni a palate... Milioni...
S'interruppe di colpo e fiss con occhi vitrei il bicchiere che teneva in mano.
- Santi numi! Chi s' bevuto il mio cicchetto?
- Andate a prendervene un altro - consigli Tully, irritato.
- Sicuro, professore, sicuro - promise Jones con calore e si dilegu tra la folla.
Una ragazza col collo lungo, che portava un paio d'orecchini d'oro in forma d'alabarde, and a piantarsi con fermezza di fronte a Tully e senza prendersi la briga di presentarsi gli spieg che lui era il signor Clinker e che lei desiderava un sacco di materiale inedito e avvincente sulla sua vita intima, per il prossimo numero del Corriere della Bellezza. Tully per poco non ebbe un travaso di bile, poi qualcosa nella sua interlocutrice gli parve estremamente buffo e patetico e la tratt con molta cortesia per circa cinque minuti, ma rifiutando per con fermezza appuntamenti e interviste. Un ondeggiamento improvviso della folla gli port via, inopinatamente, la donzella.
Il suo sguardo fosco e vagabondo si pos su Petra Gann che arrivava dal salone vicino in compagnia di un ometto tarchiato di mezz'et, che somigliava come una goccia d'acqua al "padre" delle vignette a "padre-e-figlio" della pubblicit di whisky di marca; quelle che, di solito, compaiono in quadricromia nella terza pagina di copertina delle riviste di lusso. Petra sorrideva, fissando l'omino negli occhi, e pareva mandare scintille di beatitudine. Il cipiglio di Tully si fece sensibilmente pi temporalesco. Era una orribile cretineria lasciarsi ossessionare da una donna come quella, ma, pens il giovanotto, un'ossessione  come una sostanza adulterante in un composto chimico. Fin tanto che se ne conosce la presenza e si sa di che si tratta,  completamente innocua. Il fatto che lui s'accigliasse, involontariamente, vedendo Petra sorridere a un uomo in quel modo, era del tutto naturale: poich si trovava sotto l'influenza di un'ossessione, era geloso. Se un oggetto qualsiasi, una donna, ad esempio... non  in grado di destar sentimenti di possesso e di gelosia, non  in grado nemmeno...
Questo soliloquio filosofico s'interruppe bruscamente quando Tully s'accorse che il duetto si stava dirigendo alla sua volta. Quando gli fu vicina, Petra gli sfior il braccio.
- Sar un successo senza precedenti - afferm. - Tutti sono estremamente scossi. Perfino il signor Marshak, che  molto, molto coriaceo, ammette che non  stato danaro sprecato... Oh, ecco quella spietta di Holden! Me l'aspettavo! Scusatemi - e si allontan ancheggiando. L'ometto si rivolse a Tully:
- Andiamocene di qui.
Tully aveva incontrato Bernard Marshak alla cena offerta da Berwith Jones il mese precedente e ne aveva sentito ripetere varie volte il nome da Petra. Ma gli unici quattro attributi di quel gentiluomo che gli erano rimasti per caso impressi erano i seguenti: A) Marshak era il produttore della famosa macchina fotografica Bemar; B) possedeva una scuderia da corsa; C) era stato sposato tre volte; D) aveva contribuito con settecentomila dollari al capitale della Societ Anonima Cenerentola. Nessuno di questi quattro dati di fatto rendeva Tully particolarmente ansioso di coltivare la conoscenza del signore in questione, ma ormai era relegato in quell'angolo da parecchio tempo e ci sarebbe voluto un'ora o anche pi, prima che Petra potesse uscire con lui, per cenare assieme, come gli aveva promesso. Cos, quando Marshak ripet il suo invito, Tully annu e lo segu nell'atrio, dove, da un attaccapanni improvvisato, pendevano cappelli e cappotti in quantit.
Sul marciapiede il vento crudo di novembre punse le guance ai due fuggitivi e li indusse ad abbottonarsi fino al collo. Tully pensava di fare una bella passeggiata a passo di carica, per riscaldarsi, ma il suo compagno brontol:
- Il "Churchill"  qui dietro l'angolo. Andiamo a bere un bicchierino. Potete concedermi cinque minuti? Vorrei chiedervi qualcosa.
Dato il vento, l'idea d'una passeggiata non era particolarmente affascinante, cos il giovanotto annu di nuovo e segu Marshak.
Poco dopo erano al "Churchill". Quando si furono accomodati davanti a un tavolino a mosaico, nel bar sfolgorante di luci e di cromature, si consultarono sui beveraggi e il milionario ordin al cameriere:
- Un whisky scozzese con soda e una spremuta di limone all'acqua, senza ghiaccio e senza zucchero. - Offerse una sigaretta a Tully, e mentre accendevano spieg: - L'alcool mi fa ingrassare. Bevo soltanto vino.
Quando, poi, le bibite furono servite, Marshak fiss Tully negli occhi e dichiar:
- La vostra formula  davvero eccezionale, signor Clinker. Se non ci fosse stata di mezzo la vostra invenzione non mi sarei mai occupato dell'Anonima Cenerentola. Prima di impegnarmi ho fatto sperimentare in privato i vostri prodotti. Sono una formula pi che straordinaria: ma, naturalmente voi lo sapete benissimo. Ho sentito dire da Jones che non volevate vendere; siete davvero riuscito a farglielo credere. Dovete essere di una abilit portentosa, nel contrattare.
- Gi gi - convenne Tully, che non aveva nessuna voglia di entrare in merito. - Buono, questo whisky.
Marshak fece un versaccio che pareva un grugnito.
- Siete riuscito a ingannare anche la signorina Gann.
- Oh, davvero? Pensavo che sapesse tutto, di me.
- No. Le avete fatto credere quel che volevate. Ve lo dico perch non vorrei che mi sospettaste di volervi raggirare fingendomi a mia volta ingannato. Avete qualcosa da parte, nel vostro laboratorio? Non so... i risultati di qualche altro piccolo esperimento...
- No. Io non possiedo un laboratorio mio; sono stipendiato e lavoro presso terzi. Quella formula  stato un caso.
- Non avete proprio nient'altro?
- Niente di niente.
Marshak fece di nuovo il suo quasi-grugnito.
- Da come  andata la Societ Cenerentola  chiaro che voi non avrete pi bisogno di nulla per un bel pezzo; cio... dipende dall'entit delle vostre ambizioni. Vedete benissimo ch'io sono entusiasta del vostro ritrovato. Voglio esser franco: sono pi che entusiasta, se  possibile. E, in ogni caso, sono disposto a offrirvi un quarto di milione per il vostro pacchetto di azioni e il contratto di diritti.
- Un quarto di milione di che?
- Di dollari.
Tully bevve qualche sorso del suo whisky. Era un po' scosso. A dire il vero non aveva mai considerato il certificato adorno di eleganti incisioni che lo dichiarava proprietario di novemila azioni della Societ Cenerentola (il nove per cento del gruppo originario di centomila) come il simbolo d'una effettiva somma in danaro. Quanto poi al contratto di diritti, aveva capito, naturalmente, che un giorno o l'altro gli avrebbe fatto pervenire un assegno, per una cifra imprecisata, ma la minaccia non gli era parsa imminente, e perci non se ne era preoccupato. Ma ora, di punto in bianco, un quarto di milione di dollari gli mostrava la sua orrida grinta senza il minimo preavviso.
Tully sorrise debolmente.
- Non li voglio - dichiar.
- Volete dire che non siete disposto ad accettare la cifra?
- Be',  un altro modo per dire la stessa cosa.
- Accettereste mezzo milione?
- No.
Marshak gli sorrise.
- Sareste un bell'ingenuo, se accettaste. Sospetto proprio che sappiate fare i vostri conti. Supponiamo che per cinque anni il reddito globale sia di un milione all'anno. Coi vostri diritti al sette per cento, vi toccherebbero duecentodiecimila dollari all'anno. Pu darsi che l'impresa non incassi tre milioni, ma personalmente credo che possa far molto di pi. Naturalmente c' sempre la possibililit d'un fiasco, ma  una possibilit molto remota. Quindi, sareste un bell'idiota se accettaste, mezzo milione per i diritti, e voi lo sapete quanto me. Non ho intenzione di convincervi del contrario. A giudicare da come avete condotto le cose con Jones e la signorina Gann, voi conoscete il sistema di farvi pagare il cento per cento di quel che vi spetta. Ma nelle speculazioni io non ho l'abitudine di pagare il cento per cento. Un altro bicchierino?
- No, grazie.
- Non esitate per colpa della mia limonata.
- Non ci penso nemmeno.
- Benissimo. Ora io ho intenzione di mettere le carte in tavola, perch  l'unico sistema di trattare con un tipo come voi. Non ho mai sperato di comprare il vostro contratto di diritto per meno d'un milione e, al momento, non ho disponibilit. Parliamo delle azioni, invece. Voi ne possedete 9000. Io ne ho 42000 e Cullen e compagni ne hanno altrettante. Le rimanenti settemila sono di Jones. Ora, Jones ha firmato un compromesso impegnandosi di non vendere per un periodo di cinque anni senza dare a Cullen e a me il diritto di prelazione, in modo che si possa fare mezzo e mezzo del suo pacchetto. Voi avete rifiutato di firmare un compromesso analogo...
- Non volevo impastoiarmi...
- Sicuro. - Marshak sorrise di nuovo. - Ma con la scusa di non volervi impastoiare vi siete trovato in mano il controllo della situazione. Anche se Jones fa il mio gioco i nostri due pacchetti riuniti assommano a 49000 azioni. E io invece voglio la maggioranza. Non ho intenzione di far niente di male, anzi desidero il successo pi completo, per la nostra impresa... per ci tengo ad avere la maggioranza. Vi offro 270000 dollari, per il vostro pacchetto di azioni.
- Trallall! Avevate detto mezzo milione.
- Quello era per le azioni pi il contratto di diritti. Questo  solo per il pacchetto. Vengono ad essere trenta dollari per azione. L'investimento attuale, compresi gli anticipi per un anno di pubblicit e le spese generali, ed esclusi i depositi per i vari brevetti della formula  di un 1.312.000 dollari, il che significa tredici dollari e dodici centesimi per azione. Io vi offro pi del doppio, e non per specularci sopra, ma per ottenere la maggioranza. Vi do la mia parola d'onore che non ho in mente nessuna operazione che diminuisca il valore dei vostri diritti... che, in ogni caso, si basa sul reddito globale... E poi, se anche volessi mungere qualcosetta per mio conto la panna pi spessa toccherebbe sempre a voi. Vi pagher in contanti, e in una sola volta. Perch diavolo scuotete la testa?
-  meraviglioso, assolutamente meraviglioso.
- Che cosa?
- Oh, quel che avete detto. Maggioranza, anticipi e panna e tutto quanto. Ma io non voglio vendere le azioni. Non voglio vendere niente.
Marshak si accigli, ma un istante dopo torn a spianare la fronte e sorrise.
-  una buona offerta, giovanotto.
- Sicuro, ma io non ho nessuna intenzione di vendere, e poi volete avere la compiacenza di dirmi che cosa diavolo me ne farei, di duecentosettantamila dollari?
- Non recitate quella parte, con me. Con Jones ha fatto molto effetto, siamo d'accordo, ma non  il caso di esagerare... Siete disposto a rispondere a una domanda?
- Sicuro.
- Avete ricevuto un'offerta da Cullen e compagni?
- No.
- Hanno fatto approcci?
- No.
- Allora ne faranno. Voi sapete benissimo che ne faranno, ed  per questo che vi barcamenate cos. Datemi retta, Clinker; vi faccio la mia offerta massima, l'ultimo prezzo: vi dar, qui, seduta stante, trentacinque dollari per azione, per un totale di 315000 dollari. Se accettate immediatamente per iscritto, benissimo. In caso contrario domattina per prima cosa andr da Cullen e firmeremo un compromesso, impegnandoci a non toccare, per cinque anni, una sola azione del vostro pacchetto, a nessun prezzo. Cos la vostra trovata dell'altalena non vi porter molto lontano. Che ne dite?
- Dico ancora che  meraviglioso.  travolgente. A quanto pare adesso valgo quarantacinquemila dollari pi di tre minuti fa. Un buon chimico dovrebbe lavorare qualcosa come quindici anni per guadagnare una somma simile. Mi pare un po' sproporzionato; no?
- Piantatela con quelle pose - brontol Marshak, impaziente. - Affare fatto?
- Nossignore. Non vendo.
- E non venderete infatti, se non vendete a me, tutto e subito. Ve lo dico chiaro. Domattina vado da Cullen.
- Accomodatevi.
- Ma, accidenti, il vostro pacchetto d'azioni non pu valer tanto, per voi! Non varr mai tanto! Per me  importante perch mi da la maggioranza! Ora, sentite un po', facciamo conto che gli utili netti per cinque anni siano...
E Marshak continu a parlare, col cuore in mano.
Venti minuti pi tardi, quando Tully s'incammin tutto solo, lungo la Cinquantatreesima Strada era ancora l'unico e indiscusso proprietario di novemila azioni della Societ Anonima Cenerentola. Non riusciva a capacitarsi del come e del perch un rossetto per labbra potesse aver a che fare con certe vertiginose somme di danaro, e si sentiva vagamente stranito. Inoltre si sentiva dispettoso e attaccabrighe, poich sinceramente non aveva desiderato e continuava a non desiderare di compromettere la propria vita con tumori finanziari. Mentre imboccava la Quinta Avenue, quasi spinto dal vento, riflett che la colpa era tutta di due donne. Di Petra Gann che l'aveva impaniato, baciandolo per ragioni d'affari e di Flora Brent che s'era fatta nascere in cuore un interesse emotivo per una formula chimica e aveva ficcato il naso negli affari suoi proprio quando stava per liberarsi di quella dannata seccatura. Si augur con tutta l'anima di non dover cenare con Petra. Quel che desiderava, sopra ogni cosa, era di andare in laboratorio a pasticciare con le sue provette e dimenticare l'intera faccenda. Ma ormai aveva preso l'impegno e...
Il gentiluomo di guardia al portone questa volta lo lasci entrare senza obiezioni. Pi della met degli invitati se ne era andata, ma ce n'era ancora un bell'assortimento. Erano in piedi, seduti, soli e riuniti in piccoli gruppi, tutti, senza eccezione, avevano un'aria singolarmente inutile e cretina, si disse Tully. Il giovane sapeva di esser sul punto di comportarsi in maniera ineducata, e cos fu. Nella seconda sala si imbatt in Petra che stava chiacchierando con alcuni ospiti e le domand stizzosamente:
- Possiamo andarcene alla svelta?
La signorina si scus coi suoi compagni e lo tir in disparte.
- Mi spiace, Tully - mormor posandogli le dita su una manica. - Se si trattasse di un altro gli direi che sono stanca e lo pregherei di dispensarmi; ma voi siete qualcosa di speciale, per me, e non mi sento neppure di dirvi una bugia insignificante come questa. Il fatto  che il signor Marshak ha deciso di offrire una piccola cena... solo per quattro, e ha insistito perch partecipassi. Io non ho avuto il coraggio di rifiutare...
- Trallall - comment Tully, e gir sui tacchi, dirigendosi verso l'uscita.
Dopo aver mangiato un piatto di spezzatini di maiale con patate in un ristorante della Trentaquattresima Strada il giovanotto s'accorse di non aver voglia d'andare al laboratorio. Cos rincas e lesse tutto il numero di dicembre della Gazzetta di chimica. Ma nessun articolo gli parve molto interessante.
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Capitolo 5.
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Tully si preparava sempre da solo la prima colazione, costituita da un bicchiere di sugo d'arancio, due tazze di caff e due eclairs al cioccolato, che consumava in piedi, nel cucinino. Insieme alla colazione, il giovanotto spulciava una copia del Times del mattino. I titoli della prima pagina, paragrafi scelti delle pagine interne e tutti gli articoli sportivi che avevano a che fare con pugili e pugilato. Il tavolo del cucinino non era abbastanza ampio per contenere il giornale spiegato, e i fogli dimostravano sempre una invincibile tendenza a scivolar gi.
Il mattino del 25 novembre l'intero giornale precipit sul pavimento. Con la prima tazza di caff in mano Tully volt una pagina e al primo sguardo ebbe un moto convulso che provoc una cascata di caff e sped il giornale per terra. Tully depose la tazza, recuper i fogli sparsi e si trov faccia a faccia con Tully Clinker in grembiule bianco che dal centro d'un paginone pubblicitario rivolgeva un sorriso vacuo e idiota all'intera Umanit.
- Perdio, no! - rugg.
Con le labbra strette e una folle incredulit negli occhi lesse il testo dell'avviso dalla prima parola all'ultima. In testa alla pagina, in grossi caratteri molto vistosi, un baldanzoso annunzio: ECCO IL DOTTOR CENERENTOLA!!!
Alla sinistra della foto una scritta verticale dichiarava: LA SCIENZA SERVE LA BELLEZZA.
E alla destra della foto sempre verticalmente: LA BELLEZZA S'INCHINA ALLA SCIENZA.
Pi sotto si affermava con calma sicurezza:
Il pi romantico angoletto della terra, oggigiorno,  il laboratorio di Tully Clinker, dottore in chimica organica e inorganica, che vi mostriamo ritratto qui sopra. Questa settimana, questo mese, quest'anno, e per anni e anni a venire migliaia di belle donne e di belle ragazze saranno pi belle per merito suo.
Migliaia di ragazze e di donne, non del tutto belle potranno diventarlo, per merito suo. Egli ha perci il diritto, noi pensiamo, di esservi presentato... D'esser presentato a Londra e a Parigi, a New York e a Palm Beach, a Hollywood e a New Orleans, alle metropoli, alle citt, ai villaggi che sorgono sui fiumi, nelle valli, sulle vette di questo nostro mondo come:
IL DOTTOR CENERENTOLA!!!
Perch  la sua sbalorditiva formula segreta brevettata, la sua scoperta rivoluzionaria che ci ha reso possibile di offrirvi, oggi e per un lungo, radioso futuro:
CREME CENERENTOLA - ROSSETTO CENERENTOLA - ROSA PER GUANCE CENERENTOLA - PROFUMI CENERENTOLA - SALI DA BAGNO CENERENTOLA - SMALTI DA UNGHIE CENERENTOLA - SHAMPOOS CENERENTOLA - SAPONI CENERENTOLA - LOZIONI CENERENTOLA - CIPRIE CENERENTOLA.
Tully, con le labbra serrate e gli occhi fiammeggianti, appallottol il giornale e lo gett nel cestino della carta straccia, poi asciug il caff rovesciato con uno straccio e se ne vers una seconda tazza. Vivendo per suo conto aveva preso l'abitudine di parlare da solo e ad alta voce, ma questa volta non riusc a trovare nulla di abbastanza efficace, o d'abbastanza velenoso, che valesse la pena di tradurre in parole. Per quando usc per recarsi al lavoro sbatt la porta con inaudita violenza.
Al suo arrivo in ufficio, invece di passare direttamente in laboratorio punt verso l'ufficio di amministrazione. Il vecchio Curry era gi arrivato e stava sciacquando il suo vecchio calamaio nel lavandino mentre Flora Brent, che s'era appena tolto il cappotto, stava dandosi da fare colla combinazione della cassaforte. Tully marci sonoramente alla sua volta.
- Avete visto quell'inserzione? - chiese, aggressivamente, rivolto alla schiena della collega.
Flora volt appena il capo.
- Buongiorno. Quale inserzione?
- Quella roba sul Times. Quell'affare di Cenerentola.
- Io non leggo il Times. Ho visto un annunzio pubblicitario sul Daily News con una vostra fotografia nel mezzo.
- Anch'io l'ho vista sul News - annunzi il ragioniere, avvicinandosi con una luce maliziosa negli occhi. E soggiunse, mentre asciugava il suo prediletto calamaio con uno straccio: - Un paginone. Ho sempre sentito dire che Lord Byron destandosi un mattino si ritrov famoso, ma, santo cielo, con la diffusione del News...
- Siete stata voi a consigliare il nome di Cenerentola - disse Tully a Flora, ignorando il ragioniere.
- Lo so. - La ragazza aperse lo sportello della cassaforte. - Non credete che dovrei chiedere una percentuale, per i diritti d'autore?
- Siete stata voi a combinare tutto questo pasticcio. Baciando Berwith Jones. E poi mandandomelo tra i piedi. Poi saltando su, come un babau, quando stavo liberandomi della formula. E poi ancora rifiutando parte del danaro e restituendomi quell'orologio...
- Questo non c'entra.
- Tutto, c'entra.  per voi che ho inventato la formula. Poi vi siete fatto venire un interesse emotivo, e...
- Che? Che cosa mi son fatto venire?
- Un interesse emotivo. Il signor Stringer dice che siete molto emotiva, e per questo avete pianto quel giorno.  stata appunto la ragione... voglio dire:  perch vi siete messa a piangere che ho chiesto al principale di occuparsi della cosa. Tutto questo pasticcio  colpa vostra.
Flora era molto colorita.
- Il signor Stringer dice che sono molto emotiva? Puah. Puah. Puah.
- Potete dire "puah puah" sino alla fine dei secoli, ma rimane il fatto che la colpa  vostra. E ora vedete, che cosa  successo! Immagino che voi consideriate quell'inserzione molto divertente, ma io non sono del vostro parere. Mi fa fare la figura d'un burattino. Mi fa sembrare idiota, balordo e affettato, e per idiota ch'io sia, mi caschi il naso se sono affettato!
- E allora perch l'avete lasciata pubblicare?
- L'ho lasciata pubblicare? Ma come potete credere che io...
- Dovete pur aver dato il permesso. Non  la vostra amica Gann che si occupa della pubblicit?
- E voi pensate...
- Non l'avete lasciata mandar qui i fotografi a ritrarvi in lungo e in largo?
- No. Non per quello scopo, Lei mi aveva detto...
- Allora non sapevate che la vostra fotografia sarebbe stata usata in un annuncio pubblicitario?
- Nemmeno per sogno.
- Capisco. - Flora osserv il collega, stringendo le labbra con aria pensosa. - Dunque  per questo che siete cos furente. Non l'avete con me. Siete fuori dalla grazia di Dio con la signorina Gann che vi ha fatto fare la figura d'un burattino, senza nemmeno avvertirvi prima.  un bel guaio. Povero Pagliaccio... State mettendo insieme una bella collezione di nomi, non c' che dire. Dottor Cenerentola, Pagliaccio, l'infelice buffone...
- Andate al diavolo! - esplose Tully, e lasci l'ufficio con l'impeto d'un uragano.
Ma quel mattino, per la sua anima ferita non c'era pace, nemmeno nei sacri recessi del laboratorio. Entrando, Tully ebbe l'impressione di udire un fruscio, uno scalpiccio soffocato, ma non vide nessuno e si accinse a togliersi la giacca e a infilare il grembiule. Un istante dopo ud dei passi e si volt.
Sulle prime rimase di sale, poi, per pura intuizione riconobbe nell'oggetto abnorme che si moveva alla sua volta il suo fratello in chimica, Cal Remmers. La pettorina del grembiule di Cal era stata imbottita di paglia da imballaggio, per creare due protuberanze nei luoghi acconci, un secondo grembiule, annodato sul dietro, era anch'esso imbottito, al punto giusto ma in maniera mostruosa. Cal avanzava sculettando, con le guance e le labbra tinte in rosso-semaforo.
- Oh, Dottor Cenerentola! - implor, in un falsetto gemebondo. - Oh Tully! Oh dottor, professor, cavalier, senator, grand'ufficial Clinker! Fate di me una bellissima donna in quest'angoletto romantico! Io son sempre stata una fanciulla buona e timorata, ma se solo voleste immergermi in un bagno della vostra sbalorditiva formula segreta brevettata...
Tully gli tir dietro un tappetino di gomma, ma Cal lo schiv.
- E va bene, prendimi in giro! - esclam l'inventore, esulcerato. - Scherzami, irridimi, bertucciami, ti immerger in un bagno di solfuro di piombo, che il Cielo ti fulmini!
La sera seguente la bionda cassiera d'un ristorante che Tully non aveva mai frequentato prima gli comunic con un sorriso invitante che lui somigliava come una goccia di acqua al Dottor Cenerentola.
Alcuni mesi pi tardi la Lega Nazionale dei Circoli Pubblicitari premi all'unanimit il famoso "Ecco il Dottor Cenerentola" fra le tre pi brillanti ed efficaci inserzioni dell'annata. L'avviso venne riprodotto in centinaia di quotidiani, sui dodici settimanali pi importanti, in una quindicina di mensili, e in tutti i bollettini di categoria. Come primo grosso calibro, nella battaglia per dominare il campo cosmetico coi prodotti Cenerentola, ebbe un effetto travolgente.
Tully andava al lavoro a piedi, ogni mattina, rincasava a piedi, la sera. Durante i quindici giorni che seguirono la presentazione del Dottor Cenerentola a un intero continente and ad assistere a due riunioni pugilistiche al Madison Garden ma non spinse pi in l i propri rapporti col mondo. Bernard Marshak gli telefon chiedendogli un appuntamento e Tully rifiut, acido come un limone. Petra Gann lo chiam tre volte e lui fu educato ma laconico e tutte e tre le volte interruppe la comunicazione dopo poche frasi. Aveva deciso che la sua ossessione per Petra gli era gi costata abbastanza e che, in ogni caso, aveva concluso il suo ciclo. Quanto al protestare e al maltrattare la signorina al telefono per via dell'inserzione, a che cosa gli sarebbe servito?
Poi una sera, verso le nove, nel suo appartamentino suon il campanello di strada e quando Tully and ad aprire si trov davanti la signorina Gann. La visitatrice si tolse i guanti, il cappellino e la pelliccia, rivelando un abito a giacca color ruggine, che seguiva le linee della sua figura con rispettoso affetto, si sedette su una poltroncina e dichiar:
- Voi, al telefono, siete il pi scorbutico di tutti gli uomini che conosco.
- Come l'avete scoperto? - domand Tully, senza sedersi.
- Ma come, mio egregio signore! Vi ho telefonato tre volte...
- Sicuro. Perch?
- Vedete? Siete una creatura impossibile.
- Che cos'avete da dirmi, oltre a questo?
Petra accavall le gambe, s'appoggi allo schienale della poltroncina ed emise un curioso suono ingoiato.
- Be', non voglio chiedervi danaro in prestito perch ne ho a sufficienza. Non vaglio ottenere la formula, perch l'ho gi ottenuta. Non voglio consigli d'affari perch non mi occorrono. Quindi bisogna dire che desidero vedere la vostra faccia. Non vorreste avere la compiacenza di mettervi a sedere? Sono stata costretta a chiedervelo anche la prima volta che son venuta qui. Tra parentesi, perch non vi trasferite in un appartamento un po' pi... da qualche altra parte insomma? Questa stanza non vede mai il sole, ha odore di...
- Lasciate andare - l'invit Tully. - Voi credete a forza di chiacchiere di indurmi a parlare. Ma non parler.
Petra abbozz il suo sorriso incompleto.
- Siete in collera per quell'inserzione.
- Adesso no. Lo sono stato. Lasciamo perdere e veniamo al punto... se pure c' un punto.
- Siete accecato dalla rabbia. Volete rispondere a un paio di domande?
- Se serviranno a sbrigare le cose...
- Serviranno senz'altro. Primo, elencatemi, per nome, gli amici che non vi voglion pi bene, i conoscenti che vi han tolto il saluto, i colleghi che vi han perso la stima e il rispetto per colpa di quell'inserzione.
- Questa non  una domanda.
- La faremo diventare una domanda. Esistono persone, che si sono comportate nel modo pi sopra descritto, per la ragione summenzionata?
- Non lo so. E voi non mi trascinerete...
- Siete difficile, da smuovere. Ascoltate, Tully, agnellino, l'inserzione  un fatto compiuto. Sapevo che vi avrebbe fatto montare in collera. Fin dal primo istante in cui m' balenata l'idea, ho capito che avreste opposto il vostro veto, se vi avessi chiesto il permesso... e cos non ve l'ho chiesto. D'altronde tutto il personale della ditta andava pazzo per la trovata, e anche a me, personalmente, non dispiaceva, cos ho deciso di procedere. Voi siete convinto che l'inserzione vi abbia reso ridicolo. Invece non  vero niente.
Non vi ha causato il pi piccolo danno, dal punto di vista professionale, sociale, morale, fisico e intellettuale. Si  limitata a incrinare un po' il guscio d'isolazionismo in cui vi eravate rinchiuso. Che cos'ha infine, di tanto offensivo? Dice solo che avete scoperto una formula cosmetica che render pi belle una quantit di donne; il che  perfettamente vero. Ammetto che  stato un tocco un po' ardito, chiamarvi "Dottor Cenerentola", ma se il pubblico  disposto ad accettare questa definizione, perch non dovreste accettarla voi? Avrete pensato che io morissi dalla voglia di scusarmi, immagino...
- Non me ne importa un corno, che vi scusiate o no.
-  un'ottima cosa; perch non ho intenzione di farlo. Voi avete scoperto la formula e siete il chimico consulente della ditta, e l'inserzione non vi ha fatto alcun male. Non c' nulla di cui io debba scusarmi.
- Benissimo. Tanto per l'inserzione. C' altro?
- Il giorno dell'anteprima, quando vi ho detto che avrei cenato con Marshak vi siete precipitato fuori dalla sala come una prima donna oltraggiata, senza darmi il tempo di spiegarvi che Marshak  uno dei due principali azionisti della societ, e che le sue ragionevoli richieste somigliano molto da vicino a ordini categorici, per la direttrice dell'ufficio pubblicit.
- Benissimo. Tanto per la cena. C' altro?
- S. Sotto molti aspetti voi siete il pi grande idiota ch'io conosca, e sono pazza di voi.
Tully fiss l'ospite, accigliato.
- E siete sicura che io sia pazzo di voi, eh?
- No. Sicura? No.
- Certo che s. Per questo pensavate che non me la sarei presa, per l'inserzione, o per lo meno che avrei smesso presto di arrovellarmi. La prima volta che siete venuta qui, m'avete detto che eravate stata mandata da Jones. Chi vi manda, questa volta? Marshak?
Petra inarc le sopracciglia, molto sorpresa.
- Dove avete pescato un'idea simile? Marshak che mi manda a trovarvi?
- E perch no? Non sono forse il proprietario di novemila azioni della societ, che gli darebbero la maggioranza, se le possedesse?
- E lui le vorrebbe comprare?
- Altro che. Siete venuta a offrirmi un bacio, se prometto di vendergliele?
La visitatrice scoppi a ridere.
- Nossignore. Non me ne importa niente, se Marshak ha la maggioranza o non l'ha. M'importa soltanto il mio impiego. Per vi offrirei un bacio con tutta l'anima, se solo sapessi che lo desiderate.
- Non lo desidero.
- E quando lo desidererete? Domani? Dopodomani?
- No. - Tully fiss Petra un istante in silenzio, poi and a sedersi nell'altra poltroncina di vimini. - Datemi retta - disse con la faccia scura. - Credo proprio di sapere che tipo siete. Pu darsi che invece non lo sappia, ma son convinto di s. Voi vi siete divertita parecchio, con gli uomini.
- Oh, cielo, oh cielo - Petra fece una smorfia. - Sono una donna di affari di ottima reputazione.
- No, non sto scherzando. - Tully mantenne il suo fiero cipiglio. - Sono molto serio invece. Non ho nessuna voglia di parlare di voi. Voglio parlare di me. Sono rimasto male perch m'avete piantato in asso per andare a cena con Marshak, l'altra sera, ed ero furibondo per quella inserzione. Ma il guaio non sta qui. Il vero guaio  che io cominciavo a non averne mai abbastanza, della vostra compagnia, e questo era il segnale che ne avevo gi avuto abbastanza.
- Mi ha l'aria di un paradosso - sorrise Petra.
- Pu darsi. Comunque le cose stanno cos. Dovete tener presente che, sebbene non sia un neonato, son pi giovane di voi e...
- Che? - la ragazza spalanc gli occhi smisuratamente. - Quanti anni avete?
- Ventinove.
- Quanti anni credete che abbia, io?
- Non saprei. Trenta, trentacinque.
- Oh perfido individuo! - Petra riusc a ridere con discreto successo. - Ne ho ventisette.
In realt ne aveva ventotto.
Tully accett il fatto compiuto.
- Be', allora avete due anni meno di me, ma sicuramente avete una esperienza molto pi vasta. Io mi sono mischiato un po' con le ragazze, quand'ero all'Universit; ma poi ho avuto una specie di pasticcio, niente di grave, per da allora i miei rapporti con l'altro sesso son stati molto rari e superficiali. Sono affascinato dal mio lavoro.
- Gi... E guidate la macchina a centotrenta all'ora e andate ad assistere alle partite di pugilato.
- Che cosa c'entra, questo?
- Niente, ammesso che Freud sia un visionario.
- Freud. Bah. Guido cos perch mi piace la velocit, e assisto alle partite di pugilato perch sono spettacoli completamente antintellettuali e per me costituiscono la miglior distrazione. Anch'io so capire quando il mio cervello ha bisogno di riprendere un po' fiato. Comunque, la cosa che pi mi importava in passato era il mio lavoro... e lo  ancora... Quanto al danaro, desideravo solo quel che mi bastava per fare una vita agiata. Quanto a una moglie, poi, non vedevo perch avrei dovuto prendermela, dal momento che stavo tanto bene senza. Poi, un giorno siete arrivata voi...
- Tully caro, agnellino mio, tutto questo  cos improvviso...
- Non vi allarmate. Non sto chiedendovi di sposarmi. D'altronde come potrei sposare una donna come voi, anche se lo volessi? Avete girato il mondo, vi siete divertita con gli uomini, siete abituata a questo e a quello, siete pi vecchia di me... oh, no,  vero, voi dite che siete pi giovane... e naturalmente sarebbe un fiasco, anche se fossimo entrambi disposti a fare del nostro meglio. Per questo vi dico che a un certo punto ho avuto il segnale, e ho capito che vi avevo vista abbastanza. La prima volta che siete venuta qui, avete fatto dell'ironia sulla gente che vi considera una tentatrice. Ma io credo che sappiate benissimo fino a che punto lo siete. Avete un modo di sorridere, di guardare... Il vostro... ehem... non siete n troppo grassa n troppo magra e poi avete... ma questo non c'entra. Quel che volevo dirvi  esattamente quel che vi ho detto: da un po' cominciavo a sentire che non vi vedevo mai abbastanza. Sarebbe stata un'ottima cosa, se avessi avuto intenzione di sposarmi con una brava ragazza, disposta ad accettare il mio tenore di vita, ma con una donna come voi  pericoloso... o per lo meno  una maledetta seccatura.  tutta una questione fisica, capite?  strano, se ci pensate, come a volte due persone vogliano star vicine, e sentirsi, e toccarsi senza che questo abbia niente a che vedere con la loro parte razionale. Come due adolescenti cretini che vanno a nascondersi in un'automobile... E io che me ne sto, o per lo meno che me ne stavo in laboratorio con un'analisi interessante di fronte a me, un'analisi appassionante, magari, e invece di concentrarmi pensavo che quella sera vi avrei passato un braccio intorno alle spalle, e voi mi avreste sorriso, prima di... - Tully si interruppe bruscamente, e agit una mano. - Capite? Non posso permettermelo.
- Cos voi ve ne state in laboratorio a pensare a me?
- In passato. Ora, non pi.
- Ci vuole una discreta forza di volont.
- D'accordo. Ci vuole forza di volont.
- E che io venga privata di un lusso o di una necessit... questo non ha importanza secondo voi?
- Credo che possiate rinunziarvi senza fatica.
- Ma non sarebbe stato pi corretto consultarmi? - Petra aveva un'aria offesa e rattristata. - Ma che significa tutto questo infine? Vi perdo del tutto? Non avr pi il bene di vedere la vostra faccia?
- Dovete avere in giro una copia dell'inserzione. Guardate quella.
- Siete vendicativo. Siete ancora in collera per l'inserzione. Cos tutto  finito, prima di cominciare?
- Avevo l'impressione che, come inizio, non ci fosse stato male.
- Anch'io. Un magnifico inizio, Tully, agnellino. Avete detto che io me la spasso con gli uomini, ma quantunque io non sia forse una pulcella immacolata, non sono nemmeno la signora di tutti. Sono molto difficile e molto schizzinosa. Anche io amo il mio lavoro, che ci crediate o no. Poco fa vi ho detto che ero pazza di voi. E anche questo  vero. Ma voi non siete il solo ad aver forza di volont. Non mi sognerei mai di interferire con qualche interessante e appassionante analisi. E tanto meno vorrei intraprendere una lotta senza quartiere contro la parte pi nobile di voi. Immagino che dovranno esservi alcuni inevitabili contatti fra la direttrice del reparto pubblicit e il chimico consulente. Ma potremo mantenerli su un piano strettamente impersonale.
Petra s'alz, and a piantarsi di fronte a Tully, ancora sprofondato nella poltroncina di vimini e gli sorrise, guardandolo dall'alto in basso.
- Vi lascio al vostro laboratorio, alle vostre corse pazze in macchina e ai tornei di pugilato.  cos divertente il fatto che vi piacciano le partite di pugilato. Che ne direste di farne una ora?
- Di fare che?
- Una partita di pugilato. Un match di boxe. Comincer io.
Petra alz una mano, con un rapido gesto e appiopp un ceffone su una guancia al suo ospite. Prima che il giovanotto potesse reagire l'altra mano di Petra s'alz, ancora pi rapida, e un secondo schiaffo arriv a segno, ancora pi pungente. Tully fece per balzare in piedi, e l'intero corpo della distinta visitatrice tagli l'aria, come un razzo e gli piomb tra le braccia, respingendolo sulla poltroncina. Petra rideva forte, eccitata. Dopo un istante Tully si alz, ma lei gli rimase appesa al collo; poi arrovesci la testa indietro, e, senza staccarsi; liber una mano e cominci a schiaffeggiarlo su una guancia, ininterrottamente. Il giovane riusc finalmente ad agguantare la mano che lo colpiva, ma Petra la liber e gliela pass intorno alle spalle. Poi pos le labbra su quelle di lui e premette forte. Tully afferr la sua aguzzina per i polsi e cerc di respingerla. Un istante dopo lei lasci spontaneamente la presa, si scost di qualche passo da lui, prese a osservarlo, col suo mezzo sorriso.
- M'avete fatto male - gli disse con voce soffocata. - Davvero.
Tully allung una mano, tir a s la ragazza e piant le labbra, energicamente, su quella morbide di lei.
Un mese, sei settimane, due, tre mesi dopo, Tully dovette confessare a se stesso che non sapeva quel che stava facendo n quel che avrebbe fatto. Le cose stavano ingarbugliandosi sempre pi. Il giovane aveva partecipato a varie feste, una delle quali molto vicina al baccanale, era andato due volte all'opera, una volta al Savoy di Harlem e tre volte in tre locali notturni diversi. Aveva imparato a pagare un conto di dieci dollari per una cena di due persone senza rabbrividire. S'era comprato tre abiti nuovi, altrettanti cappelli, e due cappotti, con relativi accessori. L'armadio a muro del suo appartamentino ero pieno da scoppiare. Tully, infatti, non aveva voluto saperne di cambiar casa. Sole o no, puzza d'aglio o no, lui rimaneva fermo nel luogo ove si era stabilito il lontano giorno in cui aveva preso servizio ai laboratori Stringer. Era ancora un chimico con uno stipendio di duecentosettanta dollari mensili e... secondo tutte le apparenze era ancora un buon chimico, dato che L. E. Stringer non trovava nulla da ridire sul suo operato.
La sua relazione con Petra Gann non era ancora arrivata a meritarsi l'aggettivo di "peccaminosa". Come Tully andava ripetendosi, lui non era innamorato di quella ragazza, non aveva una relazione illecita con lei e non desiderava sposarla. Si sarebbe potuto pensare, perci, che il loro legame fosse una conoscenza indifferente, ma alcuni dei loro incontri di indifferente non avevano proprio nulla. Petra confessava di essere pazza di lui. Tully ammetteva d'aver deciso di dare un paio di sere di libera uscita alla propria forza di volont, e, di tanto in tanto anche una intera vacanza di fine settimana, allo scopo di evitare una completa rottura dei rapporti diplomatici. Alla prova dei fatti Petra si era affettivamente rivelata difficile, schizzinosa e provvista di varie riluttanze. Tully, per parte sua non era da meno e cos entrambi oscillavano spiacevolmente su un'altalena di repressioni fisiologiche. Il giovanotto, tuttavia, si era lasciato andare a numerose concessioni che compromettevano irrimediabilmente le sue idee originarie di una vita saggia e ragionevole. E tutta la faccenda lo confondeva oltre ogni dire.
Il tumore finanziario progrediva. Nonostante le spese senza precedenti, che comprendevano l'acquisto di una "Wethersill" trasformabile, ultimo modello, il deposito al Banco di Credito Metropolitano non era per nulla diminuito. Il contratto di diritti prometteva un estratto conto e un pagamento mensili che avrebbero coperto la percentuale sulle vendite effettuate durante il mese terminato sessanta giorni prima. Nella prima settimana di febbraio, Tully ricevette un assegno che per poco non arrivava ai cinque zeri. Ai primi di marzo gli vennero accreditati 25.667 dollari e 17 centesimi. Il pagamento d'aprile fu un poco inferiore, perch copriva gli introiti di gennaio, un mese morto, per il commercio all'ingrosso dei cosmetici, ma in maggio le cifre ripresero a salire. Sempre in maggio, Tully mont su tutte le furie per un articolo della Gazzetta di Chimica che descriveva le tristi condizioni degli eminenti chimici ebrei in Austria, e invi un assegno di diecimila dollari a un'organizzazione di soccorso: nonostante questo, il suo capitale, quel mese, si accrebbe notevolmente. Nessun servizio gli venne richiesto nella sua qualit di chimico della Societ Anonima Cenerentola, perch il reparto produzione stava lavorando freneticamente per non venir sommerso dalla sempre crescente marea di ordini che si riversava sulla sede centrale da tutte le parti del continente. Berwith Jones lasci intendere che una nuova formula per un depilatorio sarebbe stata assai gradita, ma Tully ignor l'allusione, con disprezzo di scienziato. Per si prese il disturbo di analizzare gli ingredienti delle varie polveri in commercio e consigli l'uso del biossido di titanio e l'esclusione di tutti gli amidi. Ma questa, naturalmente, non era una scoperta sensazionale.
...
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Un piccolo episodio, avvenuto anch'esso in maggio, lasci supporre che Marshak avesse soprasseduto alla sua minaccia di venire a un'intesa con Cullen, nei riguardi del pacchetto d'azioni di Tully, o che, se ci si era provato, avesse fatto un buco nell'acqua. Un mattino, al telefono, una voce tranquilla e raffinata inform il giovane chimico che parlava il signor Graham, George Graham, e chiese se sarebbe stato troppo disturbo, per il dottor Clinker, passare dagli uffici della Daniel Cullen e compagni un giorno di quella settimana. Per nulla, replic Tully, per nulla al mondo ci sarebbe andato, perch lui lavorava tutto il giorno e non aveva tempo da perdere. Allora non voleva avere la compiacenza il dottor Clinker di indicare un'ora in cui il signor Graham sarebbe potuto personalmente andare a fargli visita? Tully non si rese conto dei poteri persuasivi di quella voce pacata finch non ebbe deposto il ricevitore e non si fu accorto di aver effettivamente avuto la compiacenza di indicare un'ora, come gli era stato richiesto.
Tully ignorava che George Graham era il socio di Cullen che, col solo potere dell'eloquenza, aveva convinto sovrani balcanici e dittatori sudamericani a cedergli concessioni petrolifere e monopoli minerari. Il giorno seguente, mentre se ne stava al suo banco, in laboratorio, col visitatore appollaiato alla buona su uno sgabello di fronte a lui, il giovanotto si era limitato a pensare che il signor Graham era piuttosto simpatico e bonario, per essere il rappresentante di una lega di predoni. Ed era anche un po' svaporato, aveva concluso Tully, perch, a quanto pareva, non aveva in mente un argomento preciso da esporgli, o, se pure l'aveva, non riusciva mai ad arrivare al sodo. Il visitatore gli aveva rivolto varie domande, con un tono distratto e vagamente paterno (i capelli gli stavano diventando d'argento) aveva citato una quantit di cifre, come se non avessero grande importanza, ma tanto valesse citarle, gi che si era in argomento, e aveva fatto alcune osservazioni, sporadiche e sconnesse intorno ai rischi degli affari e il funzionamento di una societ anonima: il tutto con aria tollerante e larvatamente deprecatoria. Eppure, quando se ne era andato aveva lasciato a Tully la netta impressione che, se ne aveva voglia, poteva scambiare il suo pacchetto d'azioni e il suo contratto di diritti con qualcosa come un milione di dollari quello stesso pomeriggio, e che i rischi e le incertezze degli affari dovevano essere affrontati e subiti dagli infelici come Cullen e compagni ma non avrebbero mai dovuto turbare i pensieri di un uomo di scienza.
In effetti Graham era stato cos poco dogmatico e tanto comprensivo che, con molta probabilit, Tully avrebbe accettato immediatamente il suo consiglio se non si fosse dato il caso che, in quei giorni, i suoi pensieri fossero tutti concentrati su un altro problema. Tully era sul punto di far qualcosa a proposito delle sue relazioni con l'altro sesso. Si era accorto, con raccapriccio, d'aver cominciato a comportarsi come un adolescente. Aveva preso l'abitudine di chiedere a Petra che cosa avesse fatto, dal loro ultimo incontro in poi, e a insistere per avere particolari. E, quel che era peggio, la signorina forniva i particolari, e lui dubitava della loro veridicit. Se nell'appartamento di lei scopriva fiori che non aveva inviato personalmente, pretendeva di sapere da chi mai fossero venuti. Aveva detestato al primo sguardo la maggior parte degli amici di Petra ma aveva imparato a parlare come loro e, almeno superficialmente, aveva adottato le loro consuetudini e il loro modo di vita. Sapeva che questa fase non sarebbe potuta durare a lungo, perch lui era fatto d'un'altra pasta, ma questo non faceva che aggravare la situazione.
D'altro canto, si diceva, non sarebbe stato cos esacerbato e non avrebbe fatto di tutto per mettere un freno alla cosa, per quanto gravemente e violentemente avesse interferito coi suoi piani di vita, se si fosse trattato di amore romantico. Nonostante la sua antica decisione di rimaner scapolo, Tully aveva tutto il bonario rispetto anglosassone per i diritti e le esigenze dell'amore romantico, la grande molla della poesia e dei teneri sentimenti. Ma il suo non era amore romantico. Lui non desiderava baciare l'orlo della veste di Petra, n scrivere poesie in suo onore n sacrificare il suo sangue, la sua vita, o una cosa qualsiasi, purch d'un certo valore, per renderla felice. Lui voleva...
E intanto non riusciva a trovare una cravatta bianca. Aveva ricevuto istruzioni da Petra di mettersi in tenuta di gala perch, dopo aver cenato al "Churchill", avrebbero dovuto andare da qualche parte a prendere qualcuno che li avrebbe condotti in qualche posto a vedere o sentire qualcun altro far qualcosa. Mentre razzolava freneticamente in un tiretto del cassettone, gli capit fra le mani una scatolina avvolta in una carta molto lucida ed elegante. Tully la fiss accigliato, senza riconoscerla, poi si ricord di averla gettata l dentro alcuni mesi prima. Rimase immobile, col pacchetto in mano e per qualche ignota ragione quella vista cristallizz improvvisamente un'idea che aveva fluttuato tra i suoi pensieri, durante le ultime settimane, senza mai prendere consistenza o venir presa in considerazione. D'un tratto Tully ripose il pacchetto e and al telefono.
Petra rimase delusa apprendendo che il suo cavaliere non poteva raggiungerla. Confess il proprio disappunto in tono molto sincero, ma dovette ridere quando il giovane dichiar d'aver deciso di condurre una altra ragazza a cena. Quella, ovviamente, era una battuta di spirito e la signorina Gann replic, molto divertita, d'aver sempre saputo che segretamente Tully era un pericoloso Don Giovanni.
Flora Brent, quando rispose al telefono e apprese che il suo collega voleva condurla a cena, rimase in silenzio per qualche istante poi domand:
- Perch?
- Per mangiare. Sapete bene, cibo, pappatoria.
- E poi?
- Mi predirete l'avvenire.
Un'altra pausa.
- Dove e quando?
- Verr a prendervi con la mia nuova Wethersill, una macchinetta che potrebbe fare le corse agli ostacoli. Andremo a... non so, da qualche parte. Allora?
- Ho paura, a venire in macchina con voi.
- Guider col rallentatore.
- In questo caso... d'accordo. Ma vi avverto che ho molta fame.
Tully depose il ricevitore, si tolse la camicia dura, i pantaloni e le scarpe, i calzoni da sera e and in cerca d'indumenti pi modesti.
...
.
...
Capitolo 6.
...
.
...
- Cercate di non fraintendermi - disse Tully con calore. - Questo non  un romanzo a fumetti. Io non sono innamorato di lei. Non sono mai stato innamorato, eccetto una volta, molto tempo fa, ma poi  andato tutto in aceto, e comunque non era una gran cosa.
- Mi avete trascinata qui con la menzogna e con l'inganno - dichiar Flora tagliuzzando un pezzo di broccolo con la forchetta. - Quel che cercate  un canale di scarico per riversarvi tutte le vostre pene.
I due giovani erano seduti a un tavolino d'angolo nell'Osteria del Tronco Cavo, un locale che guardava sul fiume, subito fuori da Sjuyten Duyvil. La sera di maggio era stata una compagna deliziosa durante la corsa in macchina, ma, tra il fumo e i clamori del ristorante non c'era posto, per lei, cos aveva dovuto rimanersene fuori, con tutti i suoi profumi e cinguettii.
Tully mastic un boccone d'arrosto d'agnello e lo mand gi.
- Non sto cercando un tubo di scarico. Per ammetto di avere dei grattacapi.
- Ma sicuro! - convenne Flora con aria comprensiva. - Avete un magnifico abito nuovo, o per meglio dire, avete parecchi abiti nuovi. Possedete la pi bella automobile di tutta New York, i pi potenti banchieri vengono a rendervi omaggio, il danaro continua a riversarsi nelle vostre tasche e una bellissima donna vi...
- Come?  bella, secondo voi?
- Ma naturale. Pare mezza spagnola e mezza rumena, ma ha il fascino dell'esotico.  una delle pi belle creature che abbia mai visto.
-  strano. - Tully rimase con la forchetta a mezz'aria. - Non avrei mai pensato che fosse particolarmente bella. Tutt'al pi  una questione di ehem... di personalit. Io definirei bella voi, piuttosto.
- Oh, gi gi. Io sono una bellezza classica. Una volta ho sostituito Myrna Loy, e le mie scene erano cos fulgide che hanno oscurato tutto il resto del film, e si  dovuto bruciare la pellicola... Ma dicevate...
- Gi, infatti. - Tully bevve qualche sorso di birra e si asciug le labbra. Poi osserv la sua compagna corrugando la fronte. - Avevo intenzione di spiegarvi una quantit di cose, ma non so da che parte cominciare. Forse  meglio che... il fatto  questo: mi voglio sposare.
Flora annu, si port il bicchiere, colmo d'acqua alle labbra poi lo depose sul tavolo e rivolse un sorriso radioso al compagno.
- Be' - afferm. - Credo che sia ancora legale. Molte persone lo fanno.
- Voglio sposarvi.
- Scusate, avete detto? - Flora sgran gli occhi. - Oh, capisco. State facendo un po' di pratica. - Le guance le si colorirono lievemente. - Avreste dovuto preavvertirmi. Almeno avrei preparato qualche frase di risposta. Non so nemmeno se la signorina Gann parla con accento straniero.
- Ho detto - ripet Tully, testardamente - che voglio sposare voi.
Il colorito delle guance di Flora divenne ancora pi vivo.
- Che cosa succede? State cercando di vincere una scommessa con Cal Remmers?
- No.
- E allora? Che cosa andate cercando?
- Una moglie. Mi voglio sposare. Voglio sposare voi. Oh, Signore, quante volte devo dirvelo?
Flora scoppi in una risata irrefrenabile. Si port il tovagliolo alle labbra, sbuff, toss, e continu a ridere dietro la pezzuola. Tully le consigli freddamente di bere un sorso d'acqua, ma lei scosse il capo. Un istante dopo riusc a balbettare:
- Non avrei voluto perdere questo momento per nessuna cosa al mondo. Siete straordinario, Tully. Siete meraviglioso.
- Lasciate perdere - interruppe il giovane con impazienza. - Ve lo dico subito, chiaro e tondo. Avevo avuto intenzione di arrivarci a poco a poco, ma, a quanto pare, non riuscivo a trovare la strada. Ho cominciato a parlarvi di Petra e invece avevo intenzione di spiegarvela dopo, la sua faccenda.
- Dopo? Dopo... quando?
Tully ignor la domanda. Respinse il piatto e si chin in avanti, appoggiandosi sulle braccia conserte.
- Voi pensate ch'io sia un perfetto allocco - annunci alla sua compagna, in tono risentito. - Lo so. Il vostro atteggiamento e il vostro contegno nei miei riguardi, nei quattro anni da che ci conosciamo,  sempre stato tipicamente femminile.
- Oh, mi dispiace tanto! Se solo avessi saputo...
- Non rimbeccate. Voglio dire che avete sempre fatto la superiore. Io sono un chimico che sa il fatto suo. E con questo? Le donne son ben difficili di contentatura per quel che riguarda un uomo e il suo lavoro. Se lui fa bene il suo mestiere, quale che sia, si comportano come se fosse il meno che ci si possa aspettare, e guai se no, ma... e le cose importanti? Le gentili signore si concentrano sul fatto che lui si mette le dita nel naso, o che non gli piacciono i cetrioli; sui suoi punti deboli, insomma. Un esempio tipico della reciproca posizione dei sessi lo d un uomo in un ascensore pieno di ragazze e di donne. Il poverino ha un'aria spaventata e imbarazzata e intimidita, e si vede benissimo che vorrebbe volatizzarsi, se appena potesse: loro invece si comportano come se lui fosse agli antipodi. Ma se si tratta di una ragazza o di una donna, sola in un ascensore pieno di uomini, allora le cose sono molto diverse. Lei ha un'aria da padrona della situazione, divertita, sicura di s, e... oh, s, virtuosa... Gli uomini invece hanno un'aria imbarazzata, vergognosa e vagamente aggressiva, come se fosse molto probabile che qualcuno stesse per fare qualcosa di sconveniente e loro fossero pronti a dargli un pugno sul naso. Ecco come vanno le cose.
- Be', che intenzioni avete ora? State cercando di arrivare al punto, per gradi, pian pianino? - volle sapere Flora.
- No. Sto semplicemente informandovi di alcune verit. Per quattro anni mi avete preso in giro, trattandomi da idealista e da eremita e ora vi voglio far notare che, per sordo e muto che io possa essere, ho gli occhi buoni. Vi ricordate, un paio d'anni fa? Io stavo partendo per una gita di fine settimana, sono andato a prendere la macchina, e sul sedile c'era un pupazzo vestito da donna, con le braccia messe in modo che mi sarebbero finite intorno al collo se mi fossi seduto al mio posto. Voi e Cal pensavate che fosse uno scherzo magnifico e anch'io ho riso, allora, no? Per non sono cos inesperto, in fatto di donne, come voi avete l'aria di pensare. Sicuro. Sono perfettamente edotto che le donne hanno una sola e unica funzione importante, quella di allevare i bambini.
- Ma, un momento! - protest Flora. - E cucire, e scopare e spolverare e prepararvi le pantofole...
- Son tutte cose che un uomo pu fare altrettanto bene, se non meglio. Ecco perch l'America  un paese matriarcale. Perch qui sono le donne, che comandano. Il sesso superiore. In Europa il paese  sovrapopolato da tempo immemorabile, e non c' un bisogno disperato di bambini. Cos il padrone  l'uomo. Qui, per quattro secoli, si  cercato principalmente di popolare il continente, e poich solo le donne potevano farlo, si son prese la parte del leone. Sono dieci generazioni che si brucia incenso all'altare della donna. Ora grazie al Cielo, il continente  abbastanza ben popolato, e vedremo presto molti cambiamenti!
- La mia solita fortuna! Se solo fossi nata al posto di mia nonna...
- Non vi preoccupate. Ci vorr del tempo. Stavo solo cercando di spiegarvi che non sono cos imbecille, in fatto di donne, come voi avete l'aria di credere. Inoltre mi rendo conto che un uomo ha bisogno di compagnia e ha bisogno di una casa. La funzione principale di una casa, naturalmente,  quella di offrire un luogo sicuro ove allevare i bambini, ma l'uomo l'ha abbellita con un mucchio di accessori e di sovrastrutture che le danno anche altri valori: sociali, economici, e artistici, anche. Quando ho compiuto vent'anni ho deciso che avrei fatto a meno d'una donna, e di una casa mia, anche. Ora ne desidero una... voglio dire, le desidero tutt'e due.
- Oh, ci siete arrivato, finalmente!
- Uffa! Vi ostinate a rimbeccare!
- Che cosa vi aspettate che faccia, in nome del cielo? Che mi metta a piangere di gioia, a nome di tutto il mio sesso, al pensiero della vostra resa?
- Potreste anche farlo. Vi ho vista piangere, una volta.
- Voi non mi avete vista piangere.
- Vi ho vista con una faccia strana. Che cosa volete, per dessert?
Il cameriere ricevette un'ordinazione di dolci e di caff, e si allontan silenziosamente. Tully offerse una sigaretta a Flora, accese, per lei e per s, e riprese la sua concione.
-  stata Petra Gann a farmi capire che non sono immune come credevo. Vi dico tutto questo perch altrimenti non avrei diritto di chiedervi di sposarmi. Ho affermato che un uomo ha bisogno d'una donna per compagnia e per crearsi una casa, ma, oltre a questo, ci sono delle sensazioni... ehm... delle specifiche esigenze fisiche.
- No! Ma cosa mi dite mai!
Tully osserv accigliato la sua compagna.
- Tutto sommato - dichiar in tono solenne - immagino che voi non abbiate sperimentato tutte le... ehm... le esperienze possibili in questo campo.
Flora scosse il capo, ridendo.
- Esatto. Per ho ventiquattr'anni. So che i bambini non li porta la cicogna e ho persino letto Via col vento. Inoltre ho permesso a un uomo di baciarmi, una volta.
- Lo so. Quel tizio. Berwith Jones.
- Oh, quello l'avevo dimenticato. Con lui fanno due.
- Benissimo. Ecco quel che devo dirvi: quel che sento per Petra. Come vi spiegavo prima, non sono innamorato di lei. Ma supponiamo pure che lo sia. Che differenza c'? Che importa il nome che si d a un sentimento? In ogni caso non  una situazione che vada bene per me. A quanto pare mi sbagliavo, pensando d'esser tagliato per la vita da scapolo; ma una cosa  certa: non sono abbastanza stupido da tentare una sintesi in presenza di una quantit di agenti anticatalitici. Sono andato in giro con Petra parecchio, dandomi bel tempo. Il pi delle volte in luoghi e con persone senza senso, persone di cui non val la pena di parlare e con le quali, soprattutto, non val la pena di parlare. E ora voglio mettere un punto fermo a questa storia. Ci ho pensato sopra molto. D'accordo, ho confessato a me stesso, son preso, non sono pi immune degli altri, e mi son messo in questo bel pasticcio per dar la caccia, con la lingua fuori, a una donna che ha combinato Dio sa che cosa in passato e che si occupa esclusivamente di cose che mi renderebbero la vita piacevole come una manciata di cardi dentro la camicia. - Tully fece una smorfia. - Eh, s, ho abbassato le arie. Non potevo stare lontano da lei... per ho continuato sempre a ragionarci sopra. Cos, a forza di pensare son venuto a una soluzione. L'unica cosa da fare era di sposarmi. Avere una casa, una moglie, magari anche dei bambini, e compiere tutti i sacrifici necessari per la buona riuscita del matrimonio. E questo per mia moglie, e non per Petra, nemmeno se fosse disposta a sposarmi, cosa di cui dubito molto. Vi dico che la conosco. Ad esempio i bambini. Perdinci, una donna di quel tipo  pi facile che metta al mondo una pelliccia di ermellino che un beb.
- Le pellicce d'ermellino sono una gran bella cosa - dichiar Flora.
- Ma non per rallegrare una casa. - Tully improvvisamente arross. - Non ch'io sia particolarmente informato sulle pellicce d'ermellino... o sui beb. Ho solo capito che dovevo sposarmi. Allora si  presentato il problema di chi scegliere. Naturalmente ho pensato subito a voi.
- Perch naturalmente?
Tully guard dritto in faccia la sua compagna.
- Oh, vi conosco da molto tempo, siete... uhm... avete un bell'aspetto, avete circa l'et giusta, dimostrate un certo buon senso nell'affrontare le cose e... be', mi siete parsa la miglior scelta ch'io potessi fare. Ma ci ho rinunciato subito. Per due ragioni. Primo, perch avete la tendenza a fare l'autoritaria, e, secondo, perch mi  parso che non ci fosse la pi lontana possibilit che consentiste a sposarmi. Mi avete sempre trattato come un povero deficiente pieno di buone intenzioni e tollerate la mia amicizia solo perch si d il caso che lavoriamo nella stessa ditta...
- Non  vero.
- Certo che  vero. Ma non importa. E l'unica volta che... ricordate? circa un anno fa, quando dovevate andare nell'Ohio, a trovare vostra sorella che si era ammalata? Io vi avevo offerto di prendere un giorno di libert e di accompagnarvi in macchina. Non avete rifiutato, forse?  stata l'unica volta...
- Non volevo lasciarci la pelle... Voi diventavate un pericolo pubblico, quando guidavate quel vecchio "bacio della morte"... a centotrenta all'ora, e non volevo incoraggiarvi.
- Non andrei mai a centotrenta. Non ho mai superato i centoventicinque. Questo vi dimostra che cosa intendo, quando dico che siete autoritaria. Voi decidete che la mia automobile  "un bacio della morte": Dovrei pur saperlo, io, se lo  o non lo .
- Sicuro. Dovreste saperlo.
- E lo so. Cio, lo sapevo. - Tully si dimen con impazienza. - In ogni caso ho pensato che non mi avreste voluto per marito perch non ci avreste guadagnato niente e sapevo, d'altronde, che le vostre tendenze personali erano contrarie a una unione fra noi. Cos ci ho rinunciato e ho pensato alle altre ragazze di mia conoscenza. Non ne conosco nessuna molto a fondo, ma qualcuna discretamente, s. Tuttavia, ragionandoci bene ho scoperto che tutte avevano qualcosa che non andava. Non voglio dire che fossero deformi o cos via e per ciascuna aveva una o pi d'una caratteristica indesiderabile...
- Erano autoritarie, ad esempio.
- No... no, ma chi aveva il naso grosso, chi le gambe secche... una, poi, beve esageratamente. Cos mi  parso che il mio progetto di prendere moglie dovesse finire in niente. Poi, a un tratto ho avuto un'idea. M' venuto in mente che, alla fine dei conti, qualcosa avreste guadagnato, sposandomi.  stato un paio d'ore fa, mentre stavo vestendomi per condurre Petra a cena. Le ho telefonato subito, ho disdetto l'impegno poi ho telefonato a voi e vi ho chiesto d'uscire.
- E posso sapere che cosa guadagnerei?
- Certo.  l'unica cosa che possa offrirvi, come esca. Danaro.
Flora fece tanto d'occhi.
- Mi offrite un premio d'ingaggio?
- Non esattamente. Per potete anche chiamarlo cos, se vi piace. Io sono solvibile per pi d'un milione, la mia rendita annua si aggira sui 300000 dollari e tutto questo danaro non mi serve a nulla o quasi. Se potr servire a mia moglie, si accomodi pure. Vi ho sentita tante volte vantarvi del vostro senso pratico. - Tully allarg le braccia. - Non sarebbe un guadagno, per voi?
Flora stava ancora fissandolo, con gli occhi sgranati. Era senza parole. Finalmente riusc a spiccicare:
- Tully Clinker, siete incredibile!
- Non ci vedo nulla di straordinario...
- Favoloso. Voi non esistete!
- Altro che, se esisto. - Tully si protese in avanti. - State a sentire. So benissimo quel che mi faccio. Se a voi pare che io metta le carte in tavola in maniera troppo cruda,  perch stiamo discutendo una questione apertamente, invece di lavorare sott'acqua o di lasciar discutere qualcun altro per noi. Avete idea di quante ragazze, diciamo negli ultimi mille anni, hanno sposato un uomo per una sola ed unica ragione: i quattrini che aveva? Milioni. Siete tanto pi nobile di loro? E un'altra cosa. Di chi  la colpa, se ho tutti questi soldi? Chi  stato a lanciarmi Jones alle calcagna? Chi ha strappato la formula dalle mani di Petra, quando gliela stavo regalando? Chi s' messo a piangere ed  corso fuori dall'ufficio lasciandomi tutto... uh... sconcertato? La colpa  vostra e solo vostra. Se non fosse per voi non lo avrei, un milione di dollari. A quanto pare a voi  parso logico e legittimo appiopparmelo, ma quando poi io vi lascio capire che sarebbe per lo meno doveroso, da parte vostra, dividerlo con me, mi guardate come se fossi una specie di scimpanz. Ammetto che ai quattrini mi aggrego, io, in veste di marito, e pu darsi che non sia un affare molto vantaggioso ai vostri occhi...
Tully s'interruppe e s'appoggi allo schienale della sedia con un cipiglio sdegnato. Flora mescol il caff, fissando il fondo della tazza. Il giovanotto mescol il suo, fissando Flora. L'orchestra taceva, in quel momento. La ragazza port la tazza alle labbra e altrettanto fece Tully, senza mai staccarle gli occhi dal viso. Poi vi fu uno strido prolungato, e l'orchestra riprese a suonare.
- Avete ragione di dire che ho senso pratico - dichiar Flora, dopo qualche istante.
Gli occhi di Tully splendettero, pieni di speranza.
- Certo che ne avete.
La ragazza annu.
- E son pratica, per quel che riguarda il matrimonio, come lo sono per altre cose. A quanto mi  parso di capire, voi non cercate tanto una moglie quanto una specie di caverna, in cui mettervi al riparo dall'affascinante signorina Gann. Una specie di santuario che vi liberi dal male.
Tully fece un versaccio.
- Tutto pu essere volto al ridere, se si  in vena di fare dell'umorismo. Vi ho detto che Petra  un male, forse?
- No, ma deve esserlo, considerando quel che siete disposto ad affrontare per sfuggirle. Lo sapete benissimo, che non vi sognereste mai di prender moglie, se non fosse per lei. Quel che state facendo, in realt,  scegliere il male minore.
- Non avete il diritto...
- S, l'ho - interruppe Flora, vivamente. - Ho appena ricevuto una proposta di matrimonio da un signore d'alto censo, una cosa molto rara, con questi chiari di luna, e ho il diritto di dare una risposta esauriente. Non ho nulla da obiettare al vostro tentativo di comprarmi. Come giustamente dite molte brave e stimabili ragazze si sono vendute, nell'ultimo millennio, e voi mi offrite un buon prezzo. Non protesto per le vostre osservazioni, sia personali sia generali, quantunque sostenga ancora che la vostra vecchia automobile era un "bacio della morte". E non me la prendo nemmeno per i vostri approcci sbrigativi e affaristici. Per mi rifiuto, categoricamente, di venir considerata un male minore.  tutta colpa della mia vanit e della mia indole autoritaria. Preferirei essere una benedizione, per il mio caro maritino, piuttosto che un male... ma se devo essere un male perdinci, allora sar il suo solo e unico male. Il demonio e l'uragano. L'inferno e la gorgone. Quando il mio legittimo consorte girella per casa o gioca coi pupi preferirei di gran lunga che non fosse ossessionato dal terrore d'una donna, ma se  troppo pretendere, allora sar di me che avr terrore. Se mio marito correr ad appiattirsi in casa mia, si nasconder da me!
-  probabile che lo faccia - convenne Tully, - Non ho mica detto che siate perfetta.
- Oh, no, questo non l'avete proprio detto. Per mi chiedete di sposarvi.
- Sissignora.
- Ai termini e alle condizioni pi sopra indicate.
- S.
- Non avete altri argomenti probativi, allettamenti o lusinghe?
- No. Accidenti. - Tully rabbrivid lievemente. - State dando una bella prova di sangue freddo.
- Dio del cielo! Accusare di freddezza me! Tuttavia siete ancora disposto a prendermi in moglie.
- S. E voi non mi avete ancora dato una risposta.
I loro sguardi s'incontrarono e la ragazza abbass gli occhi. Poi termin il caff rimasto e depose la tazza.
- Pagate il conto - ordin. - Terminate il vostro eclair e usciamo.
E cos fecero. Dopo aver intascato il resto Tully s'alz e guid la sua compagna nel complicato dedalo delle sedie e dei piedi degli altri clienti. Fuori la sera era pi bella che mai; il cielo brulicava di stelle. In una macchina ferma al parcheggio un cane latrava, presumibilmente contro se stesso, visto che non c'era nessuno in giro. Flora e Tully ritrovarono la Wethersill e vi salirono.
- Aspettate un momento - invit Flora. - Non avviate il motore. - Si pose di fronte al suo compagno e alz il viso verso di lui. - Baciatemi.
Tully la fiss esterrefatto e balbett:
- Ma, io... uh...
- Baciatemi. Cos sarete il terzo.
Tully si chin verso la sua dama, sempre con le mani strette al volante. Le loro labbra s'incontrarono.
Quelle di Flora erano morbide ma ferme, non strette ma neppure abbandonate. Quelle di Tully erano ferme ma non morbide, immobili, impacciate. Dopo una decina di secondi la ragazza si ritrasse, con una risatina.
- Benissimo - dichiar. - Ora possiamo andare. La mia risposta alla vostra domanda di matrimonio  un no, pieno ed assoluto.
- Ma perdiana! Io non avrei mai... Questo non  il modo... Non volevo insinuare...
- Lo so benissimo, che non volevate insinuare. La risposta  no e non voglio discuterla. Non vi sposerei nemmeno se foste la Zecca degli Stati Uniti. Avviate il motore, dottor Cenerentola. Siete capace di correre, se volete.
Due sere dopo, mentre si stava vestendo per andare con Petra ad ammirare una danzatrice che possedeva una nuova teoria sul balletto e una figura simile a una canna da pesca, Tully ritrov la cravatta bianca fra le pagine della Teoria cinetica dei gas di E. B. Loeb, dove l'aveva riposta per spianarne le grinze.
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Capitolo 7.
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Non  possibile dire che cosa sarebbe accaduto, e quando, a proposito della deplorevole infatuazione di Tully per una donna che era convinto di non amare, se non si fosse dato il caso che Cal Remmers leggesse il Daily Star ivi compresa la colonna dei pettegolezzi mondani di Twitchell, e raramente si lasciasse sfuggire l'occasione di prendere il suo collega per il naso. Le forze primitive in gioco sarebbero certo arrivate a un acme, una volta o l'altra, ma forse si sarebbe trattato di un acme diverso e sarebbe giunto con un certo ritardo. La situazione, in s, stava attraversando un periodo di fasi variabili. In seguito al fallimento del suo volonteroso tentativo di acquistare per contanti Flora Brent, Tully aveva assunto un atteggiamento fatalista. Si era stretto filosoficamente nelle spalle, aveva comprato alcune nuove cravatte bianche e si era abbandonato alla corrente. Alle prime rapide era riapparsa la gelosia causata questa volta dal fatto che Petra e Bernard Marshak trascorrevano le vacanze di fine settimana insieme, nella tenuta di un comune amico a Long Island, al che il giovane chimico, perplesso, aveva guadagnato nuovamente la riva e si era sforzato di sondare i gorghi oscuri. Durante tutto luglio, Tully fu un edonista e un amorale, perfettamente disposto a veder Napoli e a morire, solo che non riusc ad arrivare fino a Napoli. Per giunse a consigliare a Petra di abbreviare di una settimana la sua crociera in Europa e di fare un viaggetto con lui nel Canad; ma l'ammaliatrice rise e gli rispose: "No, Tully, agnellino, nemmeno per sogno. Per so che un giorno o l'altro io e te dovremo prendere una decisione. S, questo lo so." Petra rimase assente per tutto agosto e gran parte del settembre. Anche Marshak and in Europa, ma Tully non scoperse prove di collusione o di collisione. Durante quell'impossibile periodo, il giovane chimico percorse tutta la via da Budda a Nietzsche e poi da Nietzsche a Budda. Quando Petra ritorn, non l'and a prendere al porto, ma quando ricevette una telefonata da lei, la sera seguente, gli trem tanto la mano che fu costretto a schiacciarsi il ricevitore contro l'orecchio per non lasciarlo cadere. Non dovette vestirsi da sera, quella volta, perch la signorina Gann aveva dichiarato d'esser stucca e ristucca della gente e di avere una voglia pazza di vederlo. Si sarebbero fatti mandar su un boccone da un ristorante, invece. Tully vol all'appartamentino dell'East End Avenue, e gli si mozz il fiato, nel rivedere Petra elettrizzante e preziosa, col suo sorrisa incompleto, pronta a farsi stringere tra le braccia.
Un mattino di novembre Cal Remmers si accost a Tully, in laboratorio, con aria solenne e dichiar:
- Sar ben lieto d'aiutarti, vecchio mio. Secondo me...
- Aiutarmi? A far che?
- A rivestire la pillola.
- Quale pillola?
- Allora vuoi tenermi il segreto! - si lagn Cal, in tono di rimprovero. - Io so solo quel che leggo sui giornali. Anche tu dovresti leggerli. Articoletti istruttivi come questo ad esempio. - Trasse di tasca una copia dello Star e indic un paragrafo, a met della colonna di Twitchell.
Tully prese il foglio e lesse:
"Il dottor Cenerentola sta inventando una formula segreta per addolcire la pillola, che dovr ingoiare se e quando Petra e Bernard cominceranno a portar pagliuzze e fuscelli per costruirsi il nido."
- Immagino che i tuoi esperimenti saran giunti a uno stadio molto pi avanzato dei miei - riprese Cal con aria premurosa - ma vorrei consigliarti qualcosa della classe dei monosaccaridi.
- Va' all'inferno.
- Ora, ad esempio, la destrina gialla...
- No, non andare all'inferno. Aspetta qui che ti preparo un gas micidiale.
E Tully scaravent il giornale appallottolato addosso al collega. All'ora di colazione, per, usc a comprare una copia dello Star e rilesse il paragrafo. Lo rilesse parecchie volte, a dire il vero. Era furioso, naturalmente, al pensiero di quella volgare intrusione nella vita dei privati cittadini, e formul oscuri propositi di misurare un pugno alla mascella al signor Twitchell, di stenderlo piatto al suolo e di danzare sulla sua forma inerte. Ma presto i suoi bollenti spiriti si intiepidirono per far posto a una questione assai pi scottante. Fino a che punto era onnisciente il signor Twitchell? Aveva messo quel "se" nel suo paragrafo perch era il caso di metterlo, oppure era stato un capriccio? Oppure... che cosa? Tully si dimentic di ordinare gli eclairs.
Quella sera aveva un appuntamento con Petra. Alle sette e un quarto entr fieramente nell'appartamento della signorina, and a piantarsi dinanzi a lei e ignorando il suo sorriso di benvenuto domand in tono scortese e offensivo:
- Stai per sposare Marshak?
- L, l, l - fece Petra, con calma. - Hai letto lo Star? Non immaginavo che comprassi un giornale cos frivolo.
- Non lo compro. Me l'ha mostrato un amico. Stai per sposare Marshak?
- Non lo so. Non sei vestito da sera. Perch?
- Perch non andiamo in nessun posto. Resteremo qui, e parleremo. A lungo.
Petra alz un sopracciglio.
- Di nuovo in rivolta, agnellino?
- No. Proprio no. Ma voglio sapere alcune cose, e non puoi nemmeno immaginare a quante domande avrai risposto, prima della fine della serata.
- Dobbiamo fare il punto della situazione? Magnifico. - Petra si avvicin a un tavolino e cominci a versare i cocktails. - Tanto vale che ci leviamo il pensiero. In fondo non ci tenevo molto a vedere quella commedia. - Si avvicin al suo ospite col vassoio dei liquori. - Per ho fame e in casa non c' niente da mangiare. Ahi, giorni felici! Cos ratti svaniste! - Carezz il braccio di Tully. - Non verremo a capo di niente, a stomaco vuoto. Su, prima mangiamo in pace, e poi torniamo qui e digeriamo in piena rivoluzione. Santo cielo, non ti ho mai visto con una faccia simile. Mi aspetta un uragano.
Tully fece un versaccio.
- Quella luce negli occhi mi d fastidio - dichiar il chimico, e si spost.
Erano tornati nell'appartamentino di Petra, dopo cena. Spiegando che desiderava mettersi a suo agio e avendo doverosamente chiesto il permesso del suo ospite, la signorina Gann aveva indossato una lunga e morbida veste da casa di seta gialla, con le maniche corte e una scollatura molto profonda, s'era infilata un paio da babbucce in tinta e si era adagiata sul divano. Tully, dopo essersi spostato un paio di volte, aveva piazzato la poltrona dove poteva guardare Petra senza storcere il collo. Al suo fianco c'era un tavolino basso, con una bottiglia di cognac e alcuni bicchieri.
- E va bene! Avanti con l'inquisizione - sorrise la ragazza. - No, versami un po' di cognac, prima. Un goccio, non di pi.
Tully esegu l'ordine e lasci vuoto il proprio bicchiere. Poi si appoggi all'indietro e studi la sua compagna: le labbra, che conosceva tanto bene, gli occhi neri e irrequieti, le ombre delicate dove la mascella si delineava sotto la pelle chiara...
- Allora, stai per sposare Marshak? - s'inform.
- Non lo so.
- Dovresti. Com' che non lo sai?
- Be'... E tu come fai a sapere se stasera metterai un piede in fallo e finirai per terra, lungo e disteso, sulla via del ritorno?
- Uh! Se tu ti sposi, non  perch hai messo un piede in fallo. Tu passi falsi non ne fai.
- Potrei farne - lo contraddisse Petra. - Non ho forse messo un piede in fallo, quando ho creduto di poterti stregare e non ho ottenuto niente, fuorch un impiego?
- Di me parleremo in seguito. Allora, che mi dici di Marshak?
- Non lo so. - Petra sorseggi il suo liquore. - Come t'ho gi detto, tempo fa, Marshak possiede quasi la met della ditta in cui lavoro, ed io sono notevolmente priva di scrupoli, da un punto di vista negativo. Pi che altro si tratta di bassa astuzia. Per ora non m'ha chiesto di sposarlo. Se me lo chieder sar un problema.
-  venuto con te in Europa?
- Ci siamo visti a Parigi e sono andata alle corse con lui. Era venuto a presentare alcuni cavalli delle sue scuderie. Siamo andati a cena qualche volta insieme. - Petra si rizz per sistemare le pieghe della veste gialla in modo da coprirsi meglio, poi si sdrai di nuovo. - Sai Tully, agnellino, io sto comportandomi in maniera molto carina, con te. Se qualcun altro mi avesse sparato domande di questo calibro, e tanto pi con un certo tono, sarei stata molto altera e sdegnosa. Tu non mi hai mai vista far la sdegnosa.
- Fino a che punto sei in intimit con Marshak?
Petra accenn, con le mani, a una distanza di una quarantina di centimetri.
- Circa cos.
- E fino a che punto sei in intimit cogli altri?
- Circa lo stesso. Pi o meno. Con una certa tendenza al grado meno. Eccetto, naturalmente, coll'imbianchino, quando ho fatto rimodernare la casa. Quello ha avuto il permesso di entrare in camera da letto. E poi c' il mio parrucchiere...
- Ridi tu, della tua spiritosaggine - scatt Tully, con aria feroce.
Petra si strinse nelle spalle.
- Sto solo cercando di rispondere a tono alle tue domande. Hai preso una via sbagliatissima. Persino un giudice conciliatore, risolvendo una bega familiare...
- Li chiameresti familiari, i nostri rapporti?
- Be', non mi sembrano affari esteri, ti pare?
Tully si vers un bicchierino di liquore e lo butt gi d'un fiato poi si schiar la gola e si appoggi all'indietro.
- D'accordo - dichiar. - Allora ho impostato male la questione. Ho il sospetto di far male tutto, all'infuori del mio lavoro.  una ragione di pi per tenermi esclusivamente a quello. Allora dimmi tu. Che ne sar di noi? Che faremo?
- Tu ed io?
- S.
- Oh, ma... - Di nuovo Petra si strinse nelle spalle. - Suppongo che continueremo a godere della reciproca compagnia, a irritarci a vicenda, a cercare di aver la meglio, l'uno sull'altro, come fan tutti. Hai qualcosa di pi piacevole da proporre?
- S. - Tully si accigli. - O forse no. Ma mi pare che tutto, o quasi, sarebbe meglio della situazione in cui ci troviamo ora. Io non sono un musone, per natura, ma finir col diventarlo. Mi trascino in giro con te, in posti che non mi piacciono, in compagnia di persone delle quali non mi importa un fico secco. Spendo danaro come un rajah, in tass, in fiori, in cibi esotici e cos via e non ne provo nessun piacere, non perch sia un taccagno, ma perch i miei interessi son diversi. La tua atmosfera  nociva, per me. Pu darsi che a sua volta la mia atmosfera sia nociva per te, non discuto, ma questo non c'entra, perch  nella tua atmosfera che noi c'incontriamo. Perdiana tu sei persino convinta che dovrei trasferirmi in un attico con una fontana nel patio, e le inferriate di ferro battuto, in stile spagnolo.
Si pu anche comprar tutto falso, dici tu; ma lo sarei io, falso, in quell'ambiente. Io sono sempre falso, quando mi trovo nella tua orbita.
Petra scosse il capo.
- Che sciocchezze! Non c' nulla di falso in te.
- Certo che s, quando tento di fare il raffinato e il mondano. Non ci sono tagliato... Ma il peggio non  questo. Il peggio ... - Tully si interruppe, fiss corrucciato la sua compagna per qualche secondo, poi invit, in tono burbero: - Ordinami di baciarti i piedi.
- Baciami i piedi.
Tully si chin in avanti, afferr un piede della sua dama, e vi piant sopra un bacio sonoro. Poi lo lasci ricadere, torn alla poltrona e riassunse la sua aria feroce.
- Ora non ti piacerebbe vedermi camminare sulle mani?
- Tu hai bisogno d'una cosa sola. Vale a dire che ti si spieghino alcuni semplici fatti.
- E cio?
- E cio che bisogna essere in due per creare un'intesa, proprio come bisogna essere in due per piantare un litigio. Se io e te abbiamo una... un'amicizia,  tanto tua quanto mia. Ti avevo persino offerto di fare a mezzo, con l'atmosfera, ma tu hai detto di no, che io sarei stata fuori posto, nella tua. Credi forse che, quando son venuta a casa tua, mi son messa il rossetto e ti ho baciato, credi che prevedessi, sia pure lontanamente, che avrei desiderato baciarti di nuovo? Direi proprio di no. Ma la volta che t'ho preso a schiaffi... quella  stata diversa. Allora sapevo quanto desideravo che tu mi baciassi. Il lato comico di questa faccenda  che tu te la sei presa e continui a prendertela con me perch ti distolgo dalla strada che ti eri tracciato, e non hai abbastanza buon senso da vedere che io me la prendo altrettanto con te e per la stessa ragione. Credi forse che io avessi stabilito, nei miei piani per l'avvenire, di farmi travolgere dalla passione per un chimico lungo un metro e novanta, i cui soli interessi, nella vita, oltre al lavoro, sono gli eclairs, e gli incontri di pugilato?
- Tu? Travolta? - Il tono di Tully era greve di disprezzo e di ironia.
Petra annu.
- Ecco. Questo  il tuo atteggiamento tipico. Arrivi perfino a sacrificare la vanit all'egoismo, una impresa davvero straordinaria, dal punto di vista psicologico. Ma tutta questa faccenda  straordinaria. Ogni volta che vieni a trovarmi o mi fai una piccola concessione, o mi sfiori, o mi baci, te la prendi con me; e anch'io me la pren...
- Oh, tu te la prendi?!
- Ma certo. - Petra si volt su un fianco, e si puntell su un gomito. - T'assicuro che nei piani per il futuro non prevedevo nulla che ti somigliasse. Anch'io m'ero tracciata una direttiva di vita, proprio come te. Avevo intenzione di sposare un uomo ricchissimo, con un'ottima posizione sociale; e se non ci fossi riuscita mi sarei anzitutto creata una base finanziaria sicura e mi sarei divertita in seguito. E fin che non fossi arrivata all'uno a all'altro degli obiettivi non avrei certo compromesso i miei sentimenti o la mia reputazione. Questo era sicuro. Poi, come una dattilografa sentimentale, ho cominciato a desiderare di abbandonarmi fra le tue braccia, di sentir le tue labbra sulle mie... come i ragazzini, sai, sulle panchine del parco, le sere d'estate. Pu essere un'ottima cosa, per gli adolescenti, ma io mi sto avvicinando alla trentina, e tutto questo non era compreso nei miei piani. L'estate scorsa me ne stavo sdraiata sulla spiaggia, a Biarritz, con gli occhi chiusi e cercavo di immaginare che tu fossi vicino a me. Ero andata in Europa per questo, forse? - La signorina Gann si lasci ricadere supina. - E adesso tu mi piombi qui, ruggendo, con addosso una camicia blu e una cravatta color porpora e pretendi di sapere se ho intenzione di sposare Marshak. Be', credo di s. Credo proprio di s. La sua posizione sociale  forse inferiore a quella di un re albanese, ma non si pu negare che abbia danaro. Quando me lo sar sposato, io e te potremo avere una relazioncella discreta. Ti ci vedo, sai, a fare il discreto.
Tully la guard malissimo. Si vers un bicchierino di liquore, lo bevve, e fece di nuovo gli occhiacci. Finalmente mugol:
- Non sono innamorato di te.
- Lo so. Sei troppo egoista per innamorarti.
- E nemmeno tu sei innamorata di me, vero?
- Non lo so. Oltre a desiderare che tu mi baci a volte provo una certa tenerezza per te, ma  tutta colpa del mio sesso: sai, l'istinto materno. Per sono veramente pazza di te. - Chiuse gli occhi, e un istante dopo li riaperse. - Davvero.
- Allora, tutte le volte che mi hai respinto...
- Non ti ho respinto io. Ci siamo respinti a vicenda, lo sai bene.
- Forse  vero. Poniamo che lo sia. Dobbiamo continuare a respingerci in eterno?
- S.
- E perch?
- Perch siamo fatti cos. Tu sei puritano. Mi citeresti Young, o lo citeresti a te stesso. "Le gioie dall'intenso aroma, dal forte sapore di peccato". E poi mi rimane ancora un certo buon senso. Almeno abbastanza da aver paura. Se il cuore mi batte come un martello pneumatico, quando mi baci...
- Sei perfettamente padrona di te, quando ti bacio.
- Menti e sai di mentire.
Petra chiuse gli occhi e si premette le palpebre colla punta delle dita. Tully guard le sue braccia nude, il dorso delle mani, ben fatte e un po' magre, le unghie curate, la fronte liscia, i capelli corvini.
- Se ti sposi scegli un uomo con una tonnellata di quattrini, eh?
La risposta giunse da dietro le mani di Petra.
- Questa sarebbe la mia idea. S.
- E vuoi un'alta posizione sociale? - Tully era di nuovo ironico e altero.
- S, se fossi sposata desidererei un'alta posizione sociale. So benissimo che  un gioco come un altro, ma tutto  gioco, dopo che si  ottenuto il minimo sufficiente per mangiare, e un posto comodo per dormire.
- Saresti disposta ad avere bambini?
- Sicuro, pare che bisogni averli, i bambini.
Tully emise un suono gutturale.
- Cosa credi che succederebbe, se ci sposassimo?
Le mani di Petra tornarono in grembo.
- Non lo so. Forse una divina beatitudine, forse un divorzio, forse un delitto. Non ci sarebbe pericolo d'annoiarsi. L'atmosfera vibrerebbe continuamente di particelle in collisione.
- Sarebbe un perfetto inferno.
Petra scosse il capo.
- Oh, non darti delle arie. Un perfetto inferno  raro, come un perfetto paradiso. Con tutta probabilit un mediocre inferno, d'ordinaria amministrazione, sarebbe il massimo che riusciremmo ad ottenere.
- La mia rendita si aggira sui trecentomila dollari annu.
- Non basta, Tully agnellino. Non basta per un matrimonio d'interesse...
- Lo so. L'ho scoperto tempo fa, nel maggio scorso, quando ho cercato di comperarmi una moglie.
- Hai cercato di... - Petra spalanc gli occhi. - Che cosa intendi? Hai messo un'inserzione su un giornale?
- Voglio dire che ho chiesto a una ragazza di sposarmi e le ho offerto la mia ricchezza per indurla ad accettare.
- Quale ragazza?
- E che importa? Era la signorina Brent. L'hai incontrata, una volta, in ufficio.
- Che cosa t'ha risposto?
- M'ha consigliato di rivolgermi altrove.
Petra osserv il giovanotto in silenzio. Poi si spost per lasciar libero un po' di posto sull'orlo del divano, e invit, con tutt'altro tono:
- Vieni qui.
- Perch?
- Ti prego.
Tully la guard, accigliato, e si alz. Petra batt il sof, col palmo della mano, e il giovane and a sedersi accanto a lei. Si mise in modo da guardarla in faccia, le pos le mani sulle spalle e l'affond tra i cuscini. La tenne cos, per qualche istante, poi la lasci andare. La mano di Petra s'alz rapida per schiaffeggiarlo, ma con un gesto ancora pi rapido Tully le afferr il polso al volo e lo tenne stretto. Petra cerc d'alzare l'altra mano, ma il giovane le imprigion anche quella.
- Colpisci come un serpente - borbott.
La ragazza fece segno di no, col capo, sorridendo a mezza bocca.
- Come una trota affamata, piuttosto. Lo sai, vero, che mi fai molto male ai polsi?
Tully lasci la presa, si chin su Petra e con le labbra cancell il sorriso ironico dalla bocca di lei. Petra gli pass le braccia intorno al collo e strinse forte. Qualche minuto dopo il giovane si drizz, si guard attorno come per scoprire dove si trovava. Poi torn alla sua poltrona.
- Io non... - s'accorse che la sua voce non era all'altezza della situazione, e tacque di botto. Qualche secondo dopo si riprov: - Non cercherei mai di comprarti, sai. Non offrirei un nichelino, per te. O sei mia o non lo sei. Non ci capisco molto, di quel che stiamo combinando. Forse faccio la figura del povero innocente, ma credo che ben di rado un uomo e una donna sappiano al cento per cento che cosa combinano. Troppe cose hanno radici profonde, chiuse in un terreno insondabile. Sai che cosa penso? Che noi due ci sposeremo.
Petra, col viso ancora accaldato, le mani annodate dietro la nuca e gli occhi socchiusi, mormor:
- Un mediocre inferno d'ordinaria amministrazione?
Tully fece un gesto impaziente.
- E dove siamo, ora, in paradiso?
- Mah... non ne ho un'idea molto chiara. Sei stato tu, a rendermi malsicura di molte cose, Tully. - Scosse lievemente le spalle, come percorsa da un piccolo brivido. - Dopo tutti i miei calcoli... Sono una donna senza scrupoli... te l'ho detto, vero?...
- Anch'io. Io sono un puritano senza scrupoli e tu sei la pagana senza scrupoli. Sar una combinazione meravigliosa. Ci sposeremo.
- Quando?
- Subito.
Petra scroll il capo, con aria incerta.
- Ho paura; ho paura del matrimonio. Sconvolger il tuo mondo... e il mio.  contro tutti i miei...
- Sicuro. E con questo? Hai cercato troppe volte di schiaffeggiarmi. Mi sposi?
La ragazza trasse un profondo sospiro.
- S.
- Quando?
- Presto. Tra... tra due mesi.
- Davvero?
- S.
Tully s'alz e le and vicino. Petra guard in su, verso di lui.
- T'ho detto di s.
Il giovane si chin, ebbe un attimo d'esitazione e poi sfior la fronte di lei con le labbra. Dopo di che si raddrizz, esclam, in tono di profonda esasperazione: - Oh, al diavolo! - gir sui tacchi e si diresse a grandi passi verso l'uscita.
Petra rimase supina sul divano, con gli occhi chiusi.
Il pomeriggio seguente, in laboratorio, Tully era seduto al suo banco con Flora Brent, a rivedere alcuni verbali d'analisi restituiti da un cliente per un ulteriore controllo quando si avvicin Cal Remmers.
- A proposito del rivestimento di quella pillola - esord Cal. - M' venuta un'ispirazione improvvisa.  stato in sogno, questa notte.
- Fila, ho da fare.
- Ho sognato che mi ero perso in un enorme campo di canne da zucchero saccharum officinarum, e cantavo spirituals quando, tutt'a un tratto...
Tully si volt verso il collega, tendendogli la destra e ordin in tono brusco.
- Fammi le tue congratulazioni. La signorina Gann ed io ci siamo fidanzati. Dopo le nozze saremo lieti di frequentarti, per via della tua elevata posizione sociale.
Cal spalanc la bocca. Un istante dopo riusc a rimetterla in funzione e balbett:
- Ma tu scherzi! Stai cercando di prendermi in giro!
- Nemmeno per sogno.  la pi pura verit. Fammi le tue congratulazioni.
Cal strinse vigorosamente la mano che gli veniva offerta, esclam con ardore:
- Ti auguro ogni felicit - e se ne and per i fatti suoi.
Tully torn a voltarsi.
- Mi fate le congratulazioni, signorina Brent?
- Ma sicuro - Flora gli strinse la mano. - Io non ho una posizione sociale molto brillante, per ho un cuor d'oro. Buona fortuna. Come avrete notato qui dicono che, se non potete ripetere la prova del cloro col materiale a vostra disposizione...
Quella sera Cal Remmers fece in modo di trovarsi solo con la signorina Brent e le domand:
- E ora, mi vuoi sposare?
- Il tuo difetto principale, Remmers - rispose l'interpellata con freddezza -  che quando ti metti in testa un'idea nessuno te la leva pi.
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Capitolo 8.
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Se si doveva prendere alla lettera la promessa di Petra Gann di sposare Tully di l a due mesi, il fausto evento si sarebbe verificato il ventisei gennaio. S, aveva ripetutamente assicurato la signorina all'interessato, lei intendeva proprio questo. A quanto sembrava, il progetto doveva esser tenuto, se non nascosto, almeno molto in sordina. Non vi fu la pi vaga ombra di ostentazione, esattamente il contrario di quanto sarebbe avvenuto se Petra avesse trovato un uomo che rispondeva ai suoi antichi progetti. Non venne pubblicato alcun annunzio di fidanzamento, non erano in preparazione elaborati corredi, non si facevano complessi piani per la luna di miele. I fidanzati erano andati al municipio, si erano procurati la licenza, e il giorno ventisei gennaio si sarebbero recati da qualche parte a sposarsi e sarebbero rimasti assenti una settimana; senza chiasso, nel pi stretto incognito, come se Tully fosse stato il Duca di Windsor e avesse abdicato una corona anzich un semplice schema di vita. Tully non riusciva a capire il senso di quella dilazione. Per lui, decidere una cosa equivaleva a farla, quindi perch non farla addirittura? Non che cercasse di sostenere con insistenza questo suo punto di vista. Durante tutto dicembre, ivi compreso il periodo delle festivit, l'illustre chimico, quando si trovava in compagnia della sua promessa sposa, mostrava una certa tendenza a starsene seduto in silenzio, con un cipiglio preoccupatissimo, anzich discutere su un argomento qualsivoglia. Ai primi di gennaio, per, sorse un piccolo problema, che richiese una piccola discussione... o per lo meno a Tully parve che la richiedesse. Un mattino not un annunzio pubblicitario Cenerentola, sul Times. Ne vedeva spesso, di quegli avvisi; anzi, se li andava a cercare per assicurarsi che Petra mantenesse la promessa, e impedisse la pubblicazione di altre meraviglie come il famoso "Ecco il Dottor Cenerentola!". In genere Tully considerava gli avvisi in questione supremamente cretini, e alcuni di essi anche ripugnanti, in linea generale, ma non vi trovava mai gli estremi di un affronto personale, e cos ci passava sopra. Ma quello che gli cadde sotto gli occhi la mattina di gennaio cui abbiamo accennato gli parve altamente sospetto. In caratteri ornati e vistosi l'inserzione annunciava con pompa:
UN NUOVO PRODOTTO delle RICERCHE di CENERENTOLA!!!
...
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...
Il nuovo prodotto, l'inserzione era lieta di annunciarlo, era il "Depila" Cenerentola. Dove si trovavano peli superflui e "Depila" passava, i peli superflui non erano pi. Ora le belle donne potevano esporre agli sguardi del mondo esclusivamente la loro bellezza, sia in montagna sia al mare.
Tully telefon nella Quinta Avenue e chiese che gli mandassero un paio di vasetti di "Depila". Quando gli arrivarono, quel pomeriggio se li port in laboratorio e trascorse un'ora al suo banco. L'analisi, naturalmente, fu un gioco da bambini. Tully segn su un promemoria per la signorina Brent di mandare un conto alla Societ Cenerentola, da parte dei laboratori Stringer, per un'ora di analisi, dollari venti l'ora poi telefon di nuovo nella Quinta Avenue e chiese della signorina Gann.
- Pronto? - esord. - No, un momento, qui non  Tully, che parla,  il dottor Clinker, il chimico. Ho visto la pubblicit del "Depila", questa mattina e me ne son fatto mandare un po'. L'ho analizzato e ho scoperto che  una bella porcheria, pura polenta. Avete la faccia tosta di chiamarlo un prodotto nuovo! Dovete rinunciarvi!
- Aspetta che conti fino a dieci - rise Petra. - Dio del cielo, come sei impetuoso! Non potevi rimandare a questa sera? Vuoi dire che devo cambiare la pubblicit?
- Ho detto che devi lasciar cadere il prodotto!
- Lasciarlo cadere del tutto?
- S.
- Ma santo cielo, io non posso farlo!
- E perch no?
- Perch non  di mia competenza. Io non c'entro affatto con la produzione. Non ho voce in capitolo. Loro fabbricano i prodotti, e il mio compito  quello di indurre la gente a comprarli.
- Allora dillo a Jones. Digli che dovr rinunciare a tutto.
- Io glielo dir e lui mi rider in faccia. Ne abbiamo gi una enorme quantit, pronta e confezionata, e stiamo facendo una campagna pubblicitaria in grande stile. Ti conviene dirglielo di persona.
- Benissimo. Prega la tua telefonista di mettermelo in linea. Come stai, fra parentesi?
- Benissimo, e tu?
- Meravigliosamente. Fammi parlare con Jones.
Fu semplicissimo mettersi in contatto con Jones, ma non fu altrettanto semplice dargli ordine di rinunziare al "Depila". Dapprima il consulente finanziario fu amichevole e persuasivo, poi, quando Tully insistette, si irrit, e alla fine fu francamente pugnace. Spieg al chimico che la posizione che aveva preso era irragionevole, gretta e meschina, che il "Depila" era entrato nella "serie" per rimanerci e che la ditta prevedeva di venderne un quarto di milione di vasetti entro l'anno, sui proventi dei quali lui, il dottor Clinker, avrebbe ricevuto di percentuale qualcosa come quindicimila dollari.
Il chimico non perse la calma e ribatte, con la massima tranquillit:
- Allora vi dir io, che cosa far. Metter un'inserzione sul Times di domani spiegando che io non ho nulla a che fare col "Depila", e che, personalmente, sono convinto che non valga un fico e lo sconsiglio a tutti. E firmer Dottor Cenerentola. Una bella inserzione, grande e...
- Non lo farete!
- No? Date un'occhiata ai giornali di domani.
Dal ricevitore venne una serie di suoni strozzati. Poi la voce di Jones, allarmata e furiosa.
- Vengo da voi. Immediatamente. Mi aspetterete?
- Ma sicuro!
Un quarto d'ora dopo Jones era sul posto e Tully lo ricevette nell'ufficio d'amministrazione, sulle vecchie sedie dure e malandate, accanto alla ringhiera di legno. Il consulente era un poco pi paffuto di diciassette mesi prima. Era l'immagine tipica dell'uomo che cresce costantemente di peso fino ai cinquantacinque anni, et in cui cambia i suoi titoli industriali in buoni del tesoro e si mette a far ginnastica. A quanto pareva era riuscito a calmarsi i nervi, lungo il tragitto, perch strinse cordialmente la mano a Tully ancor prima di deporre cappello e cappotto su una sedia e d'accomodarsi su quella vicina.
- Ora sentite - esord, in tono pacato. - Naturalmente so che non parlavate sul serio, quando m'avete minacciato di mettere quell'inserzione. Sarebbe un bel disastro! Eccome! Ma lasciamo correre. E anche a proposito del "Depila" so come la pensate. Noi lo lanciamo sul mercato come un prodotto Cenerentola, voi siete stato presentato al pubblico come Dottor Cenerentola, siete il nostro chimico consulente, e tutti lo sanno. Quindi pensate che la vostra reputazione professionale sia, in un certo senso, legata ai nostri prodotti. Questo  giusto, ma noi non vi abbiarrio mai dato motivo di vergognarvene. Ci siamo tenuti scrupolosamente alla vostra formula, questo lo sapete dalle analisi che avete eseguito per vostro conto.
- S, non c' male - disse Tully.
- Ora i nostri rivenditori di tutto il continente insistevano per un depilatorio. Ve ne abbiamo chiesto uno, ancora molto tempo fa, ma non avete voluto saperne. Ve l'avevo pur detto che non chiedevo miracoli. Non m'aspettavo un prodotto che eliminasse i peli superflui senza danno, senza dolore e per sempre: nessuno  mai riuscito a inventare niente di simile e io non potevo pretendere che ci arrivaste voi. Ma, in ogni caso voi non avete voluto nemmeno sentirne parlare. Intanto i nostri rivenditori continuavano a cavarci il fiato per un depilatorio, non ci davano un momento di tregua. Cos ne abbiamo fatto mettere insieme uno alla meno peggio ai ragazzi del laboratorio di New Jersey, gli abbiamo dato un nome e amen. Poi, sul pi bello, saltate fuori voi; analizzate il prodotto, scoprite che  attivizzato da solfuri e da terre alcaline e vi fate venire il ballo di San Vito. Non mi pare che vi comportiate in modo molto ragionevole! Neanche se ci aveste trovato dentro dell'acetato di tallio! Son secoli che ci si serve dei solfuri, per eliminare i peli superflui!
- Un prodotto nuovo. "Depila" Cenerentola. Puah!
- Be', il nome  nuovo, no? E d'altronde, che cosa si pu usare, al posto dei solfuri, per fabbricare un depilatorio migliore?
- Non lo so.
- E allora di che vi lagnate?
- Mi lagno per la mia dignit professionale - replic Tully, con calma. - Ero fuori dalla grazia di Dio, al telefono, poco fa, ma ora mi sono calmato. Ci sono vari tipi di chimici, al mondo, come ci son vari tipi di sarti o di stagnini. Si d il caso che io appartenga alla specie che considera la chimica anzitutto come una delle pi efficaci e poderose armi dell'uomo per dominare la natura. Non sono uno scienziato puro, per ragioni di temperamento che non  il caso di analizzare ora, per sono un buon chimico, e sono di parecchio superiore alla media, nel campo delle leghe metalliche. Ci lavorerei ventiquattr'ore al giorno, per sette giorni alla settimana e per il puro piacere di farlo, se solo qualcuno avesse la compiacenza di venir qui a imboccarmi. Ora voi mi dite che io posso guadagnare quindicimila dollari in pi all'anno permettendovi di vendere quei solfuri come un depilatorio nuovo e perfetto, raccomandato da me, personalmente. Ecco la situazione, in un guscio di noce. Come voi dite giustamente, io sono noto in mezzo mondo come il chimico consulente della Societ Cenerentola, e i prodotti si chiamano tutti Cenerentola, ivi compreso il "Depila". Niente da fare. Dovete lasciarlo perdere.
Jones scosse il capo.
- Non possiamo, Ne abbiamo pi di tremila casse in magazzino ed  gi iniziata la campagna pubblicitaria. Per quanto riguarda l'inserzione che avete minacciato di mettere sul Times...
- Lasciate correre. L'ho detto perch ero in collera. Servirebbe solo a farmi fare una figuraccia, e sa il cielo se ne ho fatte abbastanza in questi ultimi tempi. Per vi ripeto che dovete rinunciare al "Depila".
- E io vi ripeto che non  possibile.
- No?
- Non ho detto che non vogliamo: vi dico che non possiamo. Non possiamo sostenere una catena di rivenditori che va da un oceano all'altro senza una serie cosmetica completa, e nessuna serie  completa senza un depilatorio. Se voi poteste dimostrare che il "Depila"  dannoso o comunque pericoloso, o poteste magari consigliarci qualcosa di meglio le cose sarebbero diverse.
- Benissimo.
Tully si alz. Guard gi verso il consulente finanziario dall'alto della sua rispettabile statura, rimase un istante meditabondo, con le labbra strette, poi gir sui tacchi e scomparve oltre la porta che conduceva al laboratorio.
Anche Jones s'alz, gonfi le guance e sbuff sonoramente. Il vecchio Curry si volt a dargli un'occhiata, poi torn ai suoi registri. Flora Brent, che aveva smesso di scrivere a macchina da qualche minuto, a quanto pareva per decifrare uno scarabocchio nei suoi appunti, riprese a battere energicamente sui tasti. Un istante dopo torn a fermarsi, al suono della voce di Jones.
- Ah... signorina Brent... Quel tipo, Clinker...  proprio matto.
- Davvero?
- Altro che. Mi ha minacciato, al telefono, di far mettere un'inserzione sui giornali, a suo nome, declinando qualsiasi responsabilit per il "Depila" e affermando che non vale niente.
- Sarebbe comico.
- Oh, davvero! Non vedo l'ora che lo faccia. E adesso vorrei sapere una cosa. Lo far?
- No.
Jones ammicc alla ragazza ai di l della balaustra.
- Credete di no? E perch?
- Ne sono certa. Fare quell'inserzione, per lui, significherebbe scendere nella volgare lotta dei mercatanti. Il signor Clinker  un idealista. Inoltre l'unico modo per preparare un'inserzione, consisterebbe nel dettarmela. Non sa servirsi di una macchina da scrivere, e la sua grafia  assolutamente illeggibile.
- Benissimo. Allora, nel caso che... Potreste darmi un colpo di telefono.
- Potrei, ma non lo far. Non si presenter l'occasione di farlo.
Jones consider per qualche istante Flora Brent, meditabondo, poi annu con aria soddisfatta e si volt per uscire. Ma sulla soglia si ferm e fece di nuovo dietro front.
- A proposito... avete gi usato il "Depila"? Ve ne ho fatto spedire un saggio la settimana scorsa. Che ne pensate?
- L'ho regalato alla moglie del portiere. Io i peli me li brucio con la fiamma ossidrica.
Jones aperse la bocca, cambi parere, la richiuse e se ne and. La porta sbatt alle sue spalle. La ragazza fece una smorfia al battente e riprese a scrivere a macchina con grande strepito. Il vecchio ragioniere si volt furtivamente per studiare l'elegante contenuto delle calze di Flora, come se si aspettasse di vedere i segni di orrende bruciature.
La cicala del centralino gracchi e Flora si protese in avanti per inserire una spina. Poi al suo telefono derivato ud la voce di Tully Clinker:
- Signorina Brent. Volete avere la cortesia di chiamare un numero per me? Daniel Cullen e compagni. In Broad Street. Voglio parlare con un tizio che si chiama... aspettate un minuto...
- George Graham.
- Proprio cos.
- Subito.
Flora non pot parlare col signor Graham in persona perch il grand'uomo era in conferenza. Riusc per, dopo una lunga trafila, a mettersi in contatto con la segretaria del segretario del signor Graham.
...
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...
Capitolo 9.
...
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...
Data la sua completa indifferenza per l'arte decorativa d'interni, Tully non rimase impressionato n in bene n in male dall'arrogante semplicit del vestibolo degli uffici della societ Daniel Cullen e compagni, quando vi entr, alle undici del mattino seguente. Il silenzio greve e apprensivo del locale fin coll'irritarlo. Le persone che, di tanto in tanto, apparivano dalle porte interne, per subito scomparire, camminavano come se fossero in chiesa e Tully non vedeva nulla che giustificasse un cos grande timore riverenziale. I due uscieri tarchiati avevano un'aria cauta e soddisfatta che il giovane chimico giudic oltremodo antipatica. Forse avrebbe potuto rendersi conto dell'importanza di quell'ufficio, nel vasto panorama finanziario d'America, se avesse saputo che l'uomo che se ne stava seduto poco lontano mordendosi un labbro era il rettore di una famosa Universit, che il tizio con le sopracciglia simili a balconi, il giorno prima aveva comprato otto milioni di caschi di banane, e l'individuo, dal fiore d'arancio all'occhiello, si sarebbe tolto la vita di l a quindici giorni. Ma Tully ignorava questi particolari. L'unico dei presenti che avesse destato la sua curiosit era un giovanotto sprofondato nella poltrona accanto alla sua. Un tipo tutto pelle e ossa, di poco maggiore di lui, col collo lungo, un pallido viso ossuto e una vecchia cartella di cuoio sulle ginocchia. Quel che aveva ridestato l'interesse del chimico era il fatto che, di tanto in tanto, lo sconosciuto borbottava tra s, a intervalli quasi regolari, come un geyser che la pressione interna costringe, periodicamente, a un'eruzione. E non solo: quantunque i borbottii fossero per la maggior parte inintelligibili, a Tully era parso di riconoscere un cognome tutt'altro che comune compreso in una frase decisamente poco complimentosa. Alla fine il giovane sbott:
- Ho sentito bene? Avete detto Marshak?
L'uomo gir il capo lentamente, sul collo lungo e fragile, e gli occhi incolori sbatterono finch parvero ridestarsi.
- Volete ripetere, prego?
- Vi ho chiesto se per caso non avete detto Marshak. Ho avuto l'impressione di udirvi mormorare: "quel maledetto scimunito di Marshak".
- Come? Parlavo?
- Borbottavate.
- Vogliate scusare.
Il viso cavallino torn a volgersi altrove. Per due minuti Tully ne osserv il profilo, in silenzio, ma ormai la sua curiosit si era svegliata, e cos riprese la parola:
- Scusate, ma io conosco un certo Marshak. Che cosa avete detto?
Il profilo torn a diventare un viso.
- Parlavo di nuovo?
- No. Accennavo all'episodio di poco fa. Parlavate di Bernard Marshak?
Senza rispondere il giovanotto allampanato aperse la sua cartella di cuoio e tir fuori un fascio di fogli. Alcuni di essi si sparpagliarono sul pavimento, ma lo sconosciuto non fece nemmeno l'atto di raccoglierli e prese a pasticciare goffamente con gli altri. Alla fine rimase immobile, fissando un documento con aria severa, poi torn a rivolgersi a Tully.
- Credo di s, perch  l'unico Marshak che conosco.  il proprietario della ditta Bemar. Quella delle macchine fotografiche. Avete detto che lo conoscete? Lo sapete ch' uno scimunito?
Tully, che aveva raccolto i fogli sparsi sul pavimento, li rese al legittimo proprietario.
- Non lo conosco molto a fondo. Perch  uno scimunito?
- Per questo. - L'uomo batt la cartella con un dito. - Che ne sapete, voi, delle lenti? Che ne sa il mondo, delle lenti?  incredibile pensare che, in fatto di lenti fotografiche, nessuno ha avuto il coraggio o l'immaginazione di allontanarsi di un millimetro dagli schemi fissati da Petzval nel 1841. Nessuno, all'infuori di me. Prendiamo la teoria generale della costruzione delle lenti. Ancor oggi  scontato in partenza che tutti i vetri levigati hanno sei difetti: aberrazione sferica, curvatura di campo, astigmatismo, effetto di coma, distorsione e aberrazione cromatica. Questi sei difetti sono universalmente accettati, senza discussione, e tutti cercano solo di porvi rimedio come possono. Nessuno  riuscito a produrre una lente che per composizione e fabbricazione elimini i sei difetti. Nessuno, all'infuori di me.
Lo sconosciuto s'interruppe di botto, distolse gli occhi sbiaditi dal viso di Tully e con le dita tremanti torn a infilare i fogli nella cartella di cuoio. Poi, dopo aver fatto scattare la cerniera, borbott:
- Centomila dollari.
- Cos avevate detto proprio Marshak - osserv Tully.
- Eh? Parlavo? - Gli occhi pallidi erano di nuovo fissi sul chimico. - Vogliate scusare. Oh s, mi ci son voluti dodici anni. L'ho fatto per mettere insieme un piccolo capitale. Personalmente considero la fotografia una maledizione; distrae la mente dall'oggetto in s, cio dall'anima, per rivolgerla alle manifestazioni esterne dell'oggetto. Ma io ho bisogno d'un capitale. Debbo servirmene per un certo scopo, che voi non comprendereste. E Marshak,  un tale scimunito che quando gli ho chiesto centomila dollari m'ha riso in faccia. Cos hanno fatto gli altri. Ho provato con tutti gli stupidi che dovrebbero saperne qualcosa, e ora  la quarta volta che vengo qui, con una lettera di presentazione... - S'interruppe di nuovo: - Scusate, siete il signor Treanor?
- No. Mi chiamo Clinker.
- Molto lieto di conoscervi. Io sono John Percy Pyle, inventore delle lenti Pyle apertura da: f/4 a f/45,2. Brevetto americano numero...
Fece l'atto di riaprire la cartella, ma Tully, che non desiderava vedere di nuovo i fogli sparsi per tutto il pavimento, lo trattenne.
- Non ha importanza. Che cosa avete intenzione di fare, con quel capitale?
Pyle si guard intorno furtivamente, poi torn a fissare Tully. Esit un secondo e infine sussurr:
- Ho intenzione di divorziare. E mia moglie lo sa. Tutto quel che vuole  il danaro. E quel maledetto scimunito di Marshak... Vogliate scusare.
- Il signor Clinker?
Tully si guard attorno e si alz. Un corretto individuo di sesso maschile, si era materializzato al suo fianco.
- S, sono io.
- Il signor Graham pu ricevervi, ora. Da questa parte, prego.
L'ufficio privato di George Graham era molto spazioso e, quantunque l'arredamento non fosse troppo elaborato, non era certo semplice come quello del vestibolo. Le poltrone erano ampie e comode, alle pareti erano appesi vari quadri ad olio, e, naturalmente, un ceppo ardeva in un caminetto. Negli uffici della societ Cullen e Compagni vigeva la teoria che il popolo americano avrebbe dovuto essere, e fosse, orgoglioso dei focolari.
- Ebbene? - sorrise Graham. - Come vanno le provette e gli alambicchi?
- Non ho mai visto un alambicco.
- Nemmeno io, per la verit. Ma  una bella parola. In ogni caso siete venuto qui a discutere di chimica, no? Avete ripensato al nostro piccolo colloquio?
- Non molto. - Tully si schiar la gola. - Per immagino che... Quanto siete disposto a darmi per le mie azioni Cenerentola e il contratto di diritti?
- Arrivate subito al punto. - Graham diede una risatina cordiale. - Come v'ho detto l'altra volta c' una sola complicazione, i vostri obblighi contrattuali relativi alla consulenza.
- M'avete anche spiegato che l'entit dei miei servigi dipende esclusivamente da me, il che, in effetti, rende nullo l'impegno. E c' dell'altro. Il contratto prevede che i prodotti della societ devono avere la mia approvazione e ora  stato messo sul mercato qualcosa che io non approvo.
- Ah,  cos? E di che si tratta?
- Del "Depila". Quell'affare per levare i peli.
- E che cos'ha di male?
- Lo presentano come un prodotto assolutamente nuovo, e non  vero.  vecchio come il mondo. Teoricamente ha la mia approvazione, ma in realt mi son ben guardato dal darla.
- Avete posto il vostro veto?
- Ci ho provato, ma non  attaccata.
- E ora intendete perseguire i vostri diritti a termini di contratto?
- No. Non voglio pi il contratto e non voglio pi le azioni. Credo che questo si chiami tagliare i ponti.
Graham sorrise con aria comprensiva.
- Voi ragazzi che create sempre nuove realt, voi scienziati, artisti e tecnici sareste gli indiscussi dominatori del mondo, se non fosse per un piccolo particolare. Voi non siete mai sazi di potere, proprio come i politicanti e i finanzieri, ma l'unico potere che vi interessi esercitare  quello sulla natura, mentre gli altri cercano il potere sugli uomini. Che Dio ci aiuti, il giorno in cui voi, ragazzi creativi, deciderete di mettere le mani nel nostro campo. Ma non credo che ci sia pericolo. Siete troppo occupati ad appagare le vostre ambizioni per interferire con le nostre, a parte qualche caso isolato. Noi, d'altro canto, siamo molto furbi, e facciamo in modo che abbiate sempre a disposizione fondi a volont per scuole, laboratori, istituti e musei in modo da tenervi occupati nei vostri problemi. Se cos non fosse, probabilmente mettereste insieme qualche ordigno esplosivo che ci spedirebbe fin nella luna.
- Qualcuno ha gi fatto qualche passo, in questo senso.
- S,  vero. Ma fino a questo momento, grazie a Dio, siete stati tanto gentili da mettere nelle nostre mani i risultati delle vostre ricerche, e noi abbiamo potuto controllarne le applicazioni. Pare che questa sia una prerogativa tipica di due mentalit completamente opposte, quella scientifica e quella artistica. Per fare un esempio pratico quando  parso sempre pi probabile che la base cosmetica da voi scoperta avesse delle grandi possibilit commerciali, perch non vi siete fatto prestare dei capitali e non avete formato una societ per la produzione, la pubblicit e la vendita, tenendo per voi il controllo e la direzione, nonch i maggiori profitti?...
- Oh, mamma mia! - comment Tully.
- Vedete? Ve l'avevo detto. A voi ragazzi interessano tutt'altre cose. - Tir a s un raccoglitore di cartone, l'aperse e diede un'occhiata al primo foglio. - Ora, a proposito della Societ Cenerentola... Ha avuto un esito davvero soddisfacente... per il primo anno. Parecchio al di sopra delle aspettative. Il reddito lordo  stato superiore ai tre milioni. I vostri incassi, per la percentuale di diritti, han superato i 117.000 dollari. In pi bisogna contare l'interesse per il nove per cento delle azioni. Il primo anno i profitti son stati trattenuti come riserva, e non sono stati pagati dividendi, per la vostra quota di interessi c' ed  l che vi aspetta. E insieme alla quota c' la vostra parte di rischio. L'anno venturo, o un anno qualsiasi, in avvenire, pu darsi che il capitale della societ aumenti, ma pu anche darsi che vada gi, e fino a che punto gi... - Graham alz gli occhi dal foglio, sorrise e si strinse nelle spalle: - La questione principale, per voi, signor Clinker,  se vi conviene tener duro in vista del successo, rischiando d'affrontare...
- Voglio vendere.
- Tutti i diritti e le azioni?
- Precisamente.
- Capisco. - Graham studi di nuovo il foglio con aria pensosa, poi chiuse gentilmente il raccoglitore e lo mise da parte. - Ebbene - riprese con un'ombra di riluttanza nella voce - naturalmente noi, qui, abbiamo discusso la cosa. Avevamo trattato il problema, parecchio tempo fa, in maniera molto esauriente e l'abbiamo riesaminato ieri, per sommi capi dopo la vostra telefonata. Tutto considerato avevamo deciso che 850.000 dollari sarebbe stato un prezzo equo e giusto, e saremmo stati disposti a pagarvi una cifra simile. Ma...
- Veram...
- Un istante, prego, Io, per, mi son presola briga di far intendere ai miei soci che, con molta probabilit, avremmo dovuto prepararci a sborsare un milione, cifra tonda. Non ho detto apertamente che un milione era il minimo, che chiedevate ma... - E qui Graham sorrise. - Ma tendo a credere che i miei soci sian rimasti con quell'impressione. In ogni caso ci siamo finalmente accordati su quella cifra. Un milione di dollari.
- Li prendo.
- Direi.  un ottimo prezzo. - Intorno agli occhi del grande finanziere si form una raggiera di rughe minute. - Un momento fa stavate per accettare una cifra pi bassa, vero?
- S.
- Benissimo. - Graham sospir. - A noi risulta che il pacchetto di azioni  pulito. Voi non avete ceduto, dato in garanzia o ipotecato il vostro contratto di diritti?
- No.
- Noi, naturalmente vorremmo che ce lo garantiste.
- D'accordo.
- Lo metteremo nelle clausole del contratto di vendita. Anzi, gi che ci siamo far redigere subito il contratto dal nostro avvocato e ve lo far mandare nel pomeriggio, per la firma. Vi consiglio di farlo esaminare attentamente dal vostro legale.  sempre una saggia precauzione.
- Io non ho un avvocato fisso. Per spero di poterne trovare uno da qualche parte. - Tully sorrise. - Perch?  probabile che il vostro avvocato cerchi di truffarmi?
Graham rise.
- No, non credo. Ma un compromesso di vendita  un documento legale, ed  bene che sia esaminato da occhi legali. Saremo pi contenti, se sapremo che ha il benestare del vostro avvocato.
- Benissimo. Ne parler al signor Stringer. - Tully s'alz di scatto. - Non c' altro, vero?
- Santo cielo, siete ben impulsivo, giovanotto! Aspettate un momento! Mettetevi a sedere.
Fu questo, il grande errore di George Graham. Pu darsi che l'astuto affarista provasse una certa irritazione, allo spettacolo della stupidit dei suoi simili, anche quando stava per approfittarne, pu darsi che avesse semplicemente sopravalutato la semplicit di Tully, o forse quello fu uno dei rari momenti in cui Graham and incontro alla catastrofe per seguire una deplorevole vena di bonariet che pareva decisa a non abbandonarlo nonostante tutto. In ogni caso ordin a Tully di tornare a sedersi, poi si appoggi allo schienale della poltrona con le mani riunite a guisa di tenda indiana, e osserv il giovanotto con un cipiglio stanco e dubbioso.
- C' qualcos'altro? - s'inform Tully.
- Un particolare, ancora - rispose il finanziere, con una smorfia e un sospiro. - A proposito del pagamento. Noi possiamo benissimo darvi un assegno per l'intera cifra, se lo desiderate, ma vi consiglierei... sarebbe un gran vantaggio, per voi, farvela scalare... diciamo, in cinque rate uguali, per un periodo di cinque anni. Data la situazione del mercato monetario noi vi possiamo offrire solo il due per cento d'interesse sulla somma residua, tuttavia...
- Preferirei cavarmi il pensiero una volta per tutte - afferm il chimico con la fronte aggrottatissima. - Perch mai dovrebbe essere un vantaggio, per me, rateare?
- La tassa sul reddito, figliolo. - Graham trasse un secondo, vibrante sospiro, probabilmente strappatogli dal petto dal suono delle odiate parole, pi che dall'ottusit di Tully. - Se voi ricevete il milione tutto in una volta dovrete pagare la tassa normale pi la sopratassa, per un ammontare di 680.000 dollari, e vi restano in tasca, netti, solo 320.000 dollari. Mentre se distribuite gli incassi su cinque anni l'imponibile viene ad essere 96.000 dollari l'anno, per un totale di 485.000, e in tasca vi rimangono 515.000 dollari netti. Se poi voleste portare la rateazione a dieci anni, cio dieci pagamenti di 100.000 dollari l'uno, le vostre tasse ammonterebbero a 340.000 dollari, e a voi resterebbero in mano 670.000 dollari. Se poi...
- Aspettate un momento. Questa faccenda mi puzza.
- Altro che! - convenne Graham, con sentimento.
- Datemi una matita e un pezzo di carta.
Il finanziere aperse un cassetto, ne trasse gli oggetti richiesti e li pass al visitatore. Tully tir avanti la poltrona, per arrivare all'orlo della scrivania e cominci a scribacchiare. Quando ebbe coperto quasi completamente una facciata di numeri disordinati e contorti si gratt il naso, e corrug la fronte, per un istante. Poi volt il foglio e riprese a scribacchiare. Graham rimase appoggiato allo schienale della sua poltrona, con aria paziente e benigna. Alla fine il chimico termin i suoi calcoli e pos uno sguardo sospettoso e incredulo sul suo ospite.
- Ma, sentite un po' qua... non pu esser giusto. Se io vi vendo quella roba per un milione in contanti, quel che mi resta in mano, dopo aver pagato le tasse, sono 340.000 dollari e stop. E se invece di darmi subito tutto mi pagate in cinque rate uguali io ricevo 130.000 dollari all'anno, per cinque anni, e dopo chi s' visto s' visto.
- Esatto.
- Ma se invece di vendere io mi tengo tutto quanto, ricevo senz'altro la stessa somma e probabilmente molto di pi per i prossimi cinque anni, e invece di rimanere a secco, alla fine del lustro, continuo a ricevere un mucchio di quattrini ogni anno, anche dopo.
Il sorriso di Graham non era pi del tutto benigno.
- S,  probabile, ammesso per che il reddito della societ rimanga stazionario o aumenti. Se diminuisse guadagnereste meno. Se poi la societ fallisse vi trovereste con un pugno di mosche.
- Voi per vi aspettate che il reddito aumenti, altrimenti non mi offrireste un milione di dollari. Mi avete preso per un deficiente?
- Ma no... affatto. - Graham si sporse in avanti. - Ora, statemi bene attento, per favore. Poniamo che la mia societ vi paghi un milione di dollari. Poniamo che i redditi della Societ Cenerentola aumentino. Poniamo che la nostra quota di utili annuali, da questo investimento... il vostro pacchetto d'azioni e il contratto di diritti... sia di 300.000 dollari. Sommandoli con le altre nostre rendite e calcolando la divisione tra i vari soci della Daniel Cullen il nostro gravame fiscale verrebbe ad essere del 77%. E vi assicuro che non esagero. Questo ci lascerebbe con un introito annuale netto di sessantanovemila dollari, vale a dire, a occhio e croce, il sette per cento del nostro investimento di un milione. In una transazione del genere il 7%  un interesse assurdamente basso, per un capitale di quella fatta. Sar franco, con voi, signor Clinker. Noi siamo disposti a spendere un milione perch le vostre novemila azioni ci darebbero la maggioranza nella Societ Cenerentola, e la cosa potrebbe tornarci utile.
Tully emise un suono scortese.
- Questo  il vostro punto di vista. Ma... e il mio? Sarei o non sarei un imbecille, se vi vendessi tutto, anche per cinque rate annuali, quando posso guadagnare come minimo la stessa somma ogni anno, e probabilmente molto di pi, e continuare a guadagnare altrettanto, dopo che i cinque anni son passati?
- Dipende. - Graham aveva un'aria altamente critica. - A questo punto entrano in gioco gli imprevedibili rischi degli affari e...
- Bah! - Tully s'alz. - Voi sapete benissimo che sarei un perfetto idiota...
- Aspettate un minuto, signor Clinker, vi prego... Fin da principio avevo in mente un'altra offerta di farvi, se questa non vi fosse piaciuta.  vero che la vergognosa interferenza delle tasse sul reddito crea una situazione per cui, in molti casi, una transazione d'affari riesce ugualmente svantaggiosa per il compratore e per il venditore. Pu darsi che questo sia il caso del vostro contratto di diritti... ma non ha niente a che vedere col vostro pacchetto di azioni. Io son disposto a offrirvi 350.000 dollari per le sole azioni. Ma, vi prego... permettete che vi spieghi...
Tully stava dirigendosi verso la porta. Senza fermarsi, senza nemmeno voltare il capo grid:
- Non ne voglio neanche sentir parlare - e oltrepass la soglia.
Nel corridoio s'accorse, improvvisamente, d'avere un compagno: il corretto individuo di sesso maschile che l'aveva scortato al santuario di Graham. Tully non aveva idea da dove fosse comparso, e non gli importava un fico di saperlo. Procedette di gran carriera passando accanto a una serie di porte, chiuse, attravers un ampio vestibolo interno e di l pass nell'atrio. Sentiva, tuttora alle spalle, la presenza della staffetta non richiesta, e questo non faceva che accrescere la sua irritazione. Il massimo della collera lo raggiunse quando non riusc a trovare la molla per aprire il cancelletto della barriera divisoria e dovette accettare l'aiuto di una donna di mezz'et provvista di un naso che pareva un peperoncino ricurvo. Il giovane chimico si incammin verso l'uscita, ma, a mezza strada si ferm di botto, torn sui suoi passi e and a fermarsi davanti a una poltrona. Il giovanotto dal collo di giraffa alz gli occhi su di lui e mormor:
- Vogliate scusare...
- Venite con me - ordin Tully, in tono scorbutico. - Voglio dirvi una cosa.
- Ma io ho buone speranze di vedere il signor Treanor...
- Venite. Andiamocene di qui.
John Percy Pyle parve dapprima interdetto, poi rassegnato, e stringendosi al petto la cartella di cuoio s'alz e prese cappello e cappotto. Tully lo condusse fuori a gran velocit, e come arrivarono sul marciapiede guard su e gi, lungo la via, cercando l'insegna di un bar. Ne scorse uno, disse "avanti, andiamo" e punt decisamente in quella direzione, tirandosi dietro l'inventore. Pyle, al suo fianco, borbottava qualcosa, ma Tully non gli prest la minima attenzione. Una volta nel bar condusse il suo compagno a un tavolino d'angolo, gli ordin di mettersi a sedere e di star buono e and in cerca d'una cabina telefonica. Appena l'ebbe trovata vi entr a tuffo e compose il numero dei laboratori Stringer.
- La signorina Brent? Qui Clinker... No. Vi dir poi. Anzi, ho proprio intenzione di parlarvene. Volete fare colazione con me?... No. Ho detto al principale che non sarei tornato fino al pomeriggio. Sono le dodici e cinque, ora. Per le dodici e mezzo sar libero... Be',  una questione d'affari. S... Sicuro, lo so. Ma pensavo che poteste farmi un favore...
Avendo definito questo particolare Tully lasci la cabina e torn difilato al tavolino dove il signor Pyle se ne stava obbediente ad aspettare. Si sedette, punt i gomiti sulla tovaglia e fiss gli occhi sbiaditi dell'inventore.
- Ho molta fretta - esord. - Vi ho trascinato fuori da quell'ufficio perch  un covo di predoni e non volevo lasciarvi l. Io ci ero andato per liberarmi di una certa cosa e non ho potuto farlo, perch mi hanno preso per un idiota. Ora, a quanto mi pare d'aver capito, voi avete inventato delle lenti fotografiche e speravate che quella gente vi comprasse i diritti o qualcosa di simile. O mi sbaglio?
Il signor Pyle, sempre con la cartella stretta al cuore, osserv Tully, strabuzzando gli occhi e disse con aria circospetta:
- Non son sicuro di ricordare il vostro nome.
- Mi chiamo Clinker. Tully Clinker. Vi ho sentito parlare di centomila dollari.  la somma che vi proponevate di ottenere?
L'inventore annu.
- Ho chiesto centomila dollari netti a Marshak per l'intero gruppo di brevetti. Speravo che il signor Treanor fosse disposto a offrirmi altrettanto...
Tully fece un versaccio.
- Anche ce si fosse stato vi avrebbe offerto di pagarvi cento dollari all'anno per mille anni. - Trasse di tasca il libretto degli assegni e lo pos sul tavolino, aperse la stilografica, scrisse la data e torn a guardare il suo compagno. - Avete detto John Percy Pyle?
Gli occhi scoloriti dell'inventore si velarono di sospetto.
- Che cosa state facendo?
- Sto scrivendovi un assegno per centomila dollari. Compro i vostri brevetti.
- Oh, no. Nemmeno per idea. Credete che io sia un povero sempliciotto soltanto perch parlo da solo?  un'abitudine come un'altra. Io non faccio affari, di nessun genere, se non per tramite del mio avvocato.
- Benissimo, allora fatelo per tramite del vostro avvocato. Avete detto John Percy Pyle?
- S.
Tully annu e cominci a darsi da fare sull'assegno. Con la sua scrittura obliqua e disordinata riusc a malapena a stipare un "dollari centomila" nello spazio apposito. Quando ebbe firmato strapp un secondo assegno dal fondo del libretto e sul rovescio scrisse il proprio nome e cognome e l'indirizzo dei laboratori Stringer. Poi spinse i due pezzi di carta verso il suo compagno.
- Ecco qua. Ho un appuntamento per colazione e devo spicciarmi. Voi portate questa roba al vostro avvocato, fategliela incassare e mandatemi le carte o quel che diavolo si manda quando si vendono i brevetti. Avete detto di averci lavorato per dodici anni?
Pyle fiss l'assegno con tetra apprensione, poi alz gli occhi e scosse debolmente il capo.
- Ma  irregolare! - afferm. - Non potete far le cose cos. Il mio avvocato mi ha messo in guardia...
- Che vada all'inferno, il vostro avvocato.
Tully respinse la sedia con una pedata e s'alz, - Ditegli di incassare quest'assegno e di mandarmi le scartoffie. Adesso scappo, perch non voglio arrivare tardi al mio appuntamento.
Porse la mano a Pyle ma l'altro era troppo abbacinato per vederla. Cos, con una scrollata di spalle Tully si volse per andarsene. Ma dopo tre passi gir sui tacchi, torn indietro e si chin sul tavolino.
- Una cosa, signor Pyle. Avete detto che vi occorrevano danari per divorziare. Ma forse questi non sono abbastanza. Avete preso in considerazione la tassa sul reddito? Dovrete pagare trentaquattromila dollari e avete soltanto...
- Lo so, lo so. - Il signor Pyle annu, con aria balorda. Teneva l'assegno fra il pollice e l'indice e lo fissava come se stesse per esplodere. - La tassa sul reddito... Sicuro, sicuro...
Tully scroll di nuovo le spalle, si volt e usc a gran passi.
...
.
...
Capitolo 10.
...
.
...
- Non imparer mai a mangiare questa roba - dichiar Flora Brent sminuzzando gli spaghetti con la forchetta. - Non ci sono portata, ecco.
Flora e Tully sedevano a un tavolino, contro il muro di fondo di una piccola stanza buia, cui si accedeva dalla Trentunesima Strada. L un italiano, a nome Pompilio Vecchiotti e le sue due figliole fornivano ottimi pasti per quaranta centesimi a tutti coloro che si prendevano il disturbo di scoprire l'esistenza del loro locale. Vi erano vari clienti, nella stanza, e una delle signorine Vecchiotti se ne stava di fronte a uno specchio scrostato, ritoccandosi le labbra. Tra parentesi la ragazza sapeva benissimo che il signor Clinker era il Dottor Cenerentola, ma il suo rossetto l'aveva comprato in un grande magazzino.
- Ci vuole un artista - rispose Tully alla sua commensale. - Io non mi ci son mai provato. - Bevve qualche sorso di latte e s'asciug le labbra. - Ma devo proprio raccontarvi tutto. Come sapete questa mattina sono andato laggi, per vendere il mio contratto e le azioni.
- Sapevo solo che eravate andato laggi per parlare col signor George Graham.
- Gi. Be', ci ero andato per questo. Avevo intenzione di vendere e poi di far qualcosa coi quattrini. Non avevo ancora deciso che cosa. Graham aveva detto che mi avrebbe dato un milione di dollari in contanti.
- Orrore e raccapriccio! E la prima offerta di Jones erano mille dollari!
Tully emise un suono indefinibile.
- Vorrei proprio averli accettati e averli spesi. Be', poi mentre ero l  saltata fuori la questione della tassa sul reddito. Per esser sinceri  stato Graham a tirarla in ballo, ma, in ogni caso, m'ha preso per un cretino e io mi sono inferocito. E poi, anche prima, aveva detto qualcosa a proposito del potere sugli uomini che m'aveva fatto venire il voltastomaco. Voi ne sapete qualcosa della tassa sul reddito?
- Oh, la conosco appena di vista.
- Bene,  una cosa sbalorditiva. Ero rimasto molto sorpreso, nel marzo scorso, quando avevo dovuto pagare tredicimila dollari, sui sessantamila che avevo ricevuto. Ma pensate che quando le cifre salgono... Be', i particolari non hanno importanza. Il fatto  che son venuto via senza vendere e quella roba appartiene ancora a me, purtroppo. E io non la voglio tenere.
- Benissimo. - Flora mand gi un boccone. - Se avete preso contatto con me come possibile compratrice temo proprio di non poter battere l'offerta di Graham. Un milione  il mio ultimo prezzo. Cinque dollari subito e...
- Lasciate perdere, vi dispiace? Questo  un affare serio. In primo luogo non desidero possedere una montagna di danaro pi di quanto lo desiderassi l'anno passato o cinque anni fa. In secondo luogo non voglio pi aver niente a che fare con quel pasticcio della Societ Cenerentola in cui mi avete impelagato. In terzo luogo ho una ragione privata e personale per desiderare d'essere un chimico con un buon impiego e delle discrete prospettive per l'avvenire e stop. Mi sposo tra un paio di settimane, sapete.
- Cos m'han detto.
- Benissimo. Cos ho deciso che sar una faccenda molto pi pulita e pi piacevole se riuscir a liberarmi prima della zavorra. Ed  appunto quel che son deciso a fare.
- E allora perch non avete venduto tutto a Graham?
- Ve l'ho detto, sono uscito dal gangheri. E in ogni caso avrei sempre avuto il danaro liquido. Ora statemi un po' a sentire. - Tully fisso la sua compagna negli occhi. - Parliamo come due persone di buon senso. Una volta voi m'avete consigliato di farmi dare i quattrini da Jones e di devolverli a una causa in cui credevo come la prevenzione della guerra o le ricerche chimiche. Lo far, se proprio ci sar costretto, ma nessuna organizzazione di mia conoscenza sta facendo qualcosa di serio, per prevenire la guerra. E praticamente tutte le ricerche chimiche sono finanziate dalle massime societ industriali che hanno risorse enormi. Miliardi di dollari. Prima di prendere in considerazione un passo del genere vorrei pregarvi di essere onesta e comprensiva. Dal punto di vista morale la formula  sempre stata di vostra propriet, fin dall'inizio. L'ho fatta per voi e l'ho data a voi. Se avessi avuto un po' di iniziativa avrei preso questa posizione fin dai primi momenti e l'avrei mantenuta. Ma Petra s' messa di mezzo e ha mandato tutto a carte quarantotto, e poi, quando io ho fatto per disfarmi della formula, dandola a lei, quella mattina, in ufficio, voi siete diventata tutta emotiva e avete strappato...
- Non  vero. Ero perfettamente calma. Il signor Stringer stesso in seguito ha affermato...
- D'accordo. Ma  stato il signor Stringer a dire che eravate emotiva. Non io. Lasciamo correre. Io volevo dirvi questo: venite con me, oggi pomeriggio, nell'ufficio di un avvocato, andr benissimo quello del signor Stringer e accordiamoci con lui per far tutti i passi necessari per trasferire la propriet di quella roba da me a voi. Io non ne voglio pi sapere.
Flora fulmin Tully con gli occhi, fingendosi altamente sdegnata.
- Ma come, signor Clinker! E vi sposate tra quindici giorni! Se mi avete condotta qui per insultarmi...
- Non c' niente di comico in questa faccenda - tuon il giovanotto. -  roba vostra per diritto, in ogni caso. Io faccio, ora, quel che avrei dovuto fare un anno fa. E insisto. Capito?
- Niente da fare - replic Flora, con fermezza - Nemmeno se insistete fino a spellarvi le corde vocali.
- No? Mettiamo le cose cos, allora.
Tully mise le cose cos e poi in parecchi altri modi, ma la ragazza non si lasci smuovere. Vuotarono il primo piatto, poi il secondo e infine la figlia di Pompilio, che rispondeva all'altisonante nome di Eglantina, port loro dolci e caff. Poi anche il caff e i dolci sparirono, ma Tully rimaneva ancora e sempre il Dottor Cenerentola. Verso la fine della discussione il giovanotto accus Flora di possedere vari tratti ben poco affascinanti, tra i quali l'ingratitudine. Se non fosse stato per lei, non sarebbe mai esistita nessuna formula, dichiar. Era stata lei a spingerlo a inventarla. Per pi di un anno era stata la sola ed unica persona a valersene ed era una bella ingratitudine, da parte sua, rifiutare di accollarsi la responsabilit di quanto era seguito. Ma neppure queste accuse brucianti valsero a scuotere la signorina Brent. Durante il breve tratto a piedi dal ristorante al laboratorio nella Ventinovesima Strada il dottor Tully Clinker rifiut fermamente di rivolgerle la parola.
Quel pomeriggio, o meglio quella sera, poich l'oscurit scendeva presto in quella stagione, Tully rimase al suo banco fino alle sei, in parte per calmarsi, in parte per riguadagnare il tempo perduto la mattina. Tutti gli altri se ne erano andati. O per lo meno Tully ne era convinto. Perci rimase un po' sorpreso quando, passando dall'ufficio d'amministrazione diretto all'uscita, s'accorse che le luci erano ancora accese. Port una mano all'interruttore, distrattamente, poich era sprofondato in pensieri di ordine chimico, e fece un autentico balzo quando una voce l'apostrof:
- Ehi! Non mi lasciate al buio!
Flora era alla sua scrivania. Il giovane le diede un'occhiata, e brontol:
- Non sapevo che foste qui. Buona notte.
- No, aspettate un momento. Voglio parlarvi.
- A me?
- Sissignore. A voi, e in privato.
La ragazza non si mosse, cos Tully varc il cancelletto e, dal momento che era rimasto in piedi cinque ore filate, si sedette sull'angolo della scrivania ciondolando un piede.
- Son rimasta ad aspettarvi, perch sapevo che avevate un amalgama nel forno e non volevo disturbarvi - spieg Flora. - Ho pensato parecchio, oggi, al terribile peso che ho rifiutato di accollarmi per voi. Tutta la faccenda  d'una stupidit incredibile, sapete. Vi giuro che lo . Se davvero volete sbarazzarvi delle vostre propriet ci sono sette milioni di individui, nella sola New York, e sa Iddio quante organizzazioni e associazioni e istituzioni, a un tiro di schioppo di qui, raggiungibili a mezzo tass o telefono che andrebbero in brodo di giuggiole, al pensiero di sollevarvi dall'oneroso carico.
- Lo so. Andr a cercarmene una.
- Non avete... - Flora esit, poi si schiar la gola, trasse un profondo sospiro e riprese: - Non avete ancora deciso niente?
- No. Ma decider.
- Non so se accettereste un consiglio da me... - La ragazza aveva un'aria dubbiosa e molto deferente. -  una cosa che m' venuta in mente all'improvviso, nel pomeriggio.
Tully assunse un cipiglio sospettoso.
- E sarebbe?
- Oh, niente che possa interessarvi, temo. Conoscete Ariine Hodge, la ragazza con la quale abito? L'avete incontrata, se non altro. Ebbene, Arline ha una sorella, Agata, che  la segretaria o qualcosa di simile, della Lega Nazionale dei Canterini. Pare una compagnia di soprani e contralti... ma non  cos. Anche Arline se ne interessa. La Lega protegge gli uccelli, gli uccelli canterini. Naturalmente non  una grande organizzazione, come la societ Audubon, e non ha abbastanza soldi per fare tutto quel che vorrebbe. Per... Devo averci pensato perch mi  tornato alla mente un episodio... Vi ricordate, tempo fa, quando un uomo per la strada cercava di vendere un fringuello in gabbia, per tre dollari, e voi l'avete comprato e l'avete messo immediatamente in libert?
- Eh, aveva un piede ferito.
La ragazza accenn di s.
- E avete fatto una scenata all'uomo che era andato in giro a venderlo. Lo so. Naturalmente se volete scegliere la Lega di cui vi ho parlato come oggetto della vostra generosit, dovrete far svolgere indagini molto accurate, per assicurarvi che sia diretta e condotta in maniera adeguata.
- Uccelli canterini.
- Gi. Non protegge roba come le aquile, i pappagalli e gli anatroccoli selvatici.
- Non esistono pappagalli allo stato selvaggio, negli Stati Uniti. Non potrebbe proteggerli nemmeno se ci si provasse.
- Ebbene, non ci si provi.
Tully strinse le labbra ed emise un suono indistinto. Poi, dopo una breve pausa dichiar:
- Non sono particolarmente entusiasta degli uccelli canterini.
Flora si strinse nelle spalle.
- Era solo un consiglio.
- Per non riesco a pensare a niente che mi piaccia pi degli uccelli canterini. Un'organizzazione di questo genere ha il gran vantaggio di non essere n politica n polemica n mercenaria. La conoscete bene, voi, questa Lega? Chi sono i soci? Un branco di galline sentimentali?
- Sono informatissima in proposito. Non ha niente di sentimentale.  un'associazione molto pratica. Potete star sicuro al cento per cento che il vostro danaro non sar sprecato e che non spenderemo un soldo per scopi che non approvereste.
- Voi siete socia?
- S.
- Chi la dirige?
- Oh - Flora fece un gesto vago con la mano. - Della gente. Agata, la sorella di Arline, ad esempio,  la segretaria.
Tully salt gi dalla scrivania.
- Ho un appuntamento in centro, devo vestirmi da sera e sono gi in ritardo. Vi dir io, che cosa faremo. Voi sapete dove sono il mio contratto e il mio pacchetto d'azioni. Li avete chiusi in cassaforte, per mio conto. Tirateli fuori domattina e mettetevi in contatto con questa sorella Agata. Immagino che vi convenga trovarvi un avvocato, e fargli regolare la questione. Voglio dar via tutto, fino all'ultimo soldo. Se l'avvocato comincia a far confusione per via del mio impegno di far da consulente chimico alla Societ, ditegli che legga bene il contratto, e vedr che non si tratta di un obbligo legale. Se poi ritiene che sia un obbligo morale, consigliategli di non preoccuparsi, che a preoccuparmi ci penser io. Quando avr finito coi se e coi ma e avr stilato un documento, portatemelo, che lo firmer.
- Ma Signore Iddio! - protest Flora. - Non potete dar via tutto cos, senza fare indagini, senza...
- Ah, non posso? - Tully divenne improvvisamente aggressivo. - Sono bestialmente stufo di sentirmi dire che non posso fare le cose "cos". Io non potevo chiedervi di sposarmi "cos". E tutte le cose che, a sentir Petra, non posso fare "cos"! E poi si  visto, quella volta, in macchina, quando vi aspettavate che io vi baciassi "cos"!
- Quale volta? - Flora aveva inarcato le sopracciglia.
Tully schiumava di rabbia.
- Volete dirmi che non vi ricordate quella volta che io vi ho chiesto di sposarmi e voi mi avete ordinato di baciarvi prima di avviare il motore?
- Oh, sicuro. Me ne ero dimenticata. Ed  stato proprio il modo in cui mi avete baciata: "cos".
- Che cosa vi aspettavate, date le circostanze? Credete che io sia un divo del cinema?
- S.
- Che cosa?
- Intendo che ragionate come un divo del cinema. Vale a dire che somigliate a un divo nel vostro processo mentale. - La ragazza scoppi in una risata. - E smettetela di farmi quella faccia e andate a vestirvi da sera. La protezione degli uccelli canterini pu aspettare fino a domattina. Ma domattina avrete gi cambiato parere. Su, andate. Mi occuper io delle luci e del resto.
Tully consult l'orologio, mugol una frase indistinta e usc dalla comune.
Ma a dispetto delle previsioni di Flora non cambi parere. L'indomani mattina, per prima cosa le diede istruzioni affinch prendesse accordi con la sorella Agata, un avvocato e la Lega Nazionale dei Canterini. Quando la ragazza tent di fare le sue rimostranze Tully si limit a continuare la propria via verso il laboratorio.
Quella stessa mattina sfugg per un pelo la visita di un frenologo municipale, per una diagnosi di pazzia furiosa. Nel pomeriggio precedente era stato chiamato al telefono da un signore che si era presentato come Sigismond Pritchard, avvocato, e aveva dichiarato che, nell'interesse del suo cliente, John Percy Pyle, avrebbe gradito una visita del signor Clinker al suo ufficio. Quando Tully aveva replicato con foga che era troppo occupato per far visite a chicchessia il signor Pritchard aveva risposto che in tal caso si sarebbe recato a trovarlo di persona. Il mattino seguente, infatti, mantenne la parola. Il giovane chimico chiacchier con lui nell'ufficio d'amministrazione, al di qua della balaustra. L'avvocato era un gentiluomo sulla sessantina, portava abiti eleganti, ma di taglio conservatore ed era, ovviamente, una persona molto, molto rispettabile. La prima affermazione di Tully, cio che non aveva mai sentito nominare il signor Pyle o la sua invenzione prima del giorno precedente e aveva rapito l'ottico dagli uffici della societ Cullen perch colto da un'ispirazione improvvisa, lo irrit visibilmente, e ritenne opportuno lanciarsi in una serie di domande che somigliava molto da vicino a un controinterrogatorio di Corte d'Assise.
- Parlando col signor Pyle voi avete accennato a Bernard Marshak. Rappresentate Marshak?
- No.
- Avete intenzione di rivendere i brevetti a Marshak?
- No.
- Avete intenzione di venderli, di ipotecarli o cederli in via temporanea a qualcuno?
- No.
- Avete in mente un possibile compratore?
- No.
- Avete intenzione di fabbricare voi stesso le lenti?
- No.
- Ne sapete qualcosa, della fabbricazione delle lenti?
- No.
- Volete comprare i brevetti per sopprimerli, allo scopo di proteggere l'industria ottica attuale?
- No.
- Trattate in veste d'agente per conto di terzi?
- No.
- E allora perch volete comperare questi brevetti?
Tully era accigliatissimo.
- Sentite un po' qua - borbott. - Io vi sopporto per amore del signor Pyle che mi  molto simpatico. Io l'ho pagato, no? Non avete incassato l'assegno? Me l'ha detto Pyle personalmente, che la fotografia non la pu soffrire e gli interessavano solo i quattrini. Quanto alle scartoffie e via di seguito, immagino che dovr prendermele, quindi mandatemele pure. Non ho altro da dirvi.
Fu mezz'ora dopo, quando l'avvocato Pritchard ritorn nel suo ufficio che Tully rischi di finire nelle mani di un medico del manicomio provinciale. Pritchard, che era dotato di un alto senso di civismo e conosceva i propri doveri verso le persone meno fortunate di lui, arriv fino ad alzare il ricevitore del telefono, per mettersi in contatto con un collega che conosceva molto a fondo la procedura di certe incresciose faccende, ma proprio in quell'istante qualcuno l'interruppe, e pi tardi l'avvocato cambi parere. Il suo cliente, il signor Pyle, aveva troppo bisogno di danaro. E cos, il giorno dopo, invece, degli infermieri dell'astanteria, Tully ricevette le "scartoffie e via di seguito".
Il giorno dopo il giovane chimico ricevette anche una delegazione della Lega Nazionale dei Canterini che voleva esprimergli tutta la sua riconoscenza. Tully aveva fatto il possibile per sottrarsi alla triste bisogna, quando Flora vi aveva accennato, dopo la firma dell'atto di donazione, ma alla fine aveva dovuto arrendersi alle insistenze della collega. Tutta la pubblicit per il munifico gesto era stata rigorosamente vietata dal benefattore in persona. Ne aveva avuto abbastanza di pubblicit, e, inoltre si preparava a fare un certo annuncio privato e non desiderava che qualcuno lo prevenisse. I membri della delegazione, che si present nel suo appartamentino alle sei di sera, dietro appuntamento, furono una sorpresa, per lui. Nonostante le proteste di Flora, Tully si era effettivamente aspettato un branco di vecchie galline sentimentali, e invece si trov di fronte cinque graziose ragazze, comprese Flora e Ariine, e tre gagliardi giovanotti. Gli venne consegnata una targa ricordo, e uno dei giovanotti pronunzi un breve ma simpatico discorso di ringraziamento, al termine del quale recit l'Ode a un'allodola di Shelley. La "sorella Agata" che Tully aveva immaginato come una specie di monaca era una bella creatura luminosa con due grandi occhi pieni di malizia. Quando tutti se ne furono andati, Tully riflett, molto depresso, che la sua personale ignoranza nei riguardi dei suoi fratelli in umanit era abissale. Incontrando "sorella Agata" per la strada o a una partita di pugilato non avrebbe mai supposto che la passione dominante della sua vita era quella di proteggere, conservare e render felici gli uccelli canterini.
Quantunque i suoi desideri fossero stati rispettati e la sua generosa donazione alla Lega Nazionale dei Canterini fosse stata religiosamente nascosta alla stampa, qualcosa dovette trapelare in un modo o nell'altro. Altrimenti non si sarebbe potuto spiegare il piccolo episodio che accadde alcuni giorni pi tardi. Tully era in laboratorio quando la signorina Brent gli annunzi al telefono che un certo signor Carter chiedeva di lui. Quando il giovanotto chiese che cosa desiderasse il visitatore. Flora rispose che lei non lo sapeva, ma Carter era rimasto a colloquio privato col signor Stringer per pi d'un quarto d'ora e il signor Stringer in persona gli aveva consigliato di rivolgersi al signor Clinker.
Tully odiava venire interrotto durante il lavoro, ma pass ugualmente nell'ufficio di amministrazione. Il signor Carter era un uomo di mezza et, dall'aria tranquilla, provvisto, per, di due occhi molto vivi e penetranti. Diede a Tully una stretta di mano energica ma non aggressiva, gli rivolse un simpatico sorriso, poi lo guard in faccia e dichiar:
- Io vi parlo per conto del Fondo Ospitaliero Nazionale, signor Clinker. Ecco le mie credenziali. Tanto vale che vi dia subito la notizia, cos incassate il colpo e non ci pensiamo pi. Sul mio elenco di probabili donatori voi siete in nota per cinquantamila dollari.
Tully lanci un'occhiata al visitatore, corrug la fronte e borbott:
- Uh, accomodatevi.
...
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...
Capitolo 11.
...
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...
Tully non aveva mai dedicato molto tempo, pensiero o danaro al sollievo dei malati, dei feriti e degli invalidi. Non che fosse avaro o insensibile alle sofferenze dei suoi simili, ma tutte le sue energie erano state prese da altri interessi. Il signor Carter, per parte sua, non andava in giro a raccontare storielle lagrimogene, ma il quadro statistico che present, succintamente e con molta autorit, lasci Tully gelato dall'orrore. Il giovane chimico non era mai stato malato o ferito o invalido; aveva sempre avuto la vaga idea che ci fossero in giro anche pi medici del necessario e che gli ospedali e le cliniche si prendessero cura di tutti coloro che stavano poco bene. Il suo contributo annuale alla Croce Rossa era stato pi che altro un distratto omaggio alle convenienze.
Il signor Carter non arriv nemmeno ad attaccare la sua tesi principale, cio quella sull'obbligo morale dei membri pi abbienti della comunit di impedire che le forme pi crudeli di miseria e di sofferenza albergassero entro i limiti della citt. Tully stacc un assegno dal libretto, preg la signorina Brent di riempirlo per cinquantamila dollari, poi lo firm e lo consegn al visitatore. Carter compil la ricevuta, ripose l'assegno nel portafogli con la dovuta cura, strinse di nuovo la mano a Tully e fece una fiorita osservazione circa l'inestimabile privilegio, che era tutto suo, di trattare con un cittadino provvisto di una cos alta coscienza sociale, un cittadino che rispondeva con tanta generosa liberalit ai propri obblighi pubblici.
Tully annu, rosso d'imbarazzo, e si affrett ad accompagnarlo alla porta. Poi, temendo che la signorina Brent decidesse di rivolgergli qualche fiorita osservazione per proprio conto, si ritir in laboratorio.
Quel giorno, mentre faceva colazione col suo principale. Tully colse l'occasione per esprimergli la propria gratitudine per aver avuto la buona idea di suggerire all'inviato del Fondo Ospitaliero di sollecitare il suo contributo.
L. E. Stringer parve sorpreso.
- Io suggerirlo? Come ve lo siete messo in testa? Naturalmente  un'opera buona e necessaria, e anch'io ho fatto la mia piccola offerta, ma sicuramente non mi sarei mai preso la responsabilit di mandare quell'uomo da voi. Come vi  venuta quest'idea?
Tully dichiar che la cosa non aveva importanza, che chiss come lui aveva avuto quest'impressione, ma certo doveva aver capito male.
A met pomeriggio Tully stava versando mercurio nel serbatoio di una pipetta Hempel quando, a un tratto, gli venne un'idea che, teoricamente, non avrebbe avuto nessuna ragione di venirgli in quel momento e in quel luogo. Il giovane depose la bottiglia sul banco e mormor:
- Perdiana! Non ci avevo pensato! - e rimase immobile, accigliato per un minuto buono. Poi si strinse nelle spalle e borbott di nuovo: - Oh, bene, vedremo un po' - e, ripresa la bottiglia, torn a versar mercurio. Ma, per tutto il resto della giornata la sua concentrazione lasci molto a desiderare. Dimentic persino di chiudere una valvola nell'apparecchio Bone & Wheeler e per poco non mand in briciole il tubo centrale.
Quando mancavano tre minuti alle cinque Tully si tolse il grembiule, infil il panciotto e la giacca e and nell'ufficio d'amministrazione. Flora stava occupandosi di alcune carte. Il vecchio Curry, che se ne andava sempre alle cinque in punto, stava riponendo le mezze maniche in un cassetto della sua alta scrivania dal piano inclinato. Tully punt direttamente verso di lui.
- Che cosa ne sapete, voi, della tassa sul reddito, signor Curry?
Il ragioniere gli lanci un'occhiata interrogativa.
- Qualcosina dovrei saperne, dal momento che faccio il contabile... Ho compilato tutte le schede della ditta e quelle personali del signor Stringer per vent'anni...
- Allora immagino che ne sappiate a sufficienza. - Tully era molto vivace e bonario. - Che ne direste di darmi una mano e fare qualche calcoletto approssimativo?
- Adesso?
- Adesso. Preferirei togliermi il pensiero.
Curry assunse un'aria perplessa e bisbetica. Non gli garbava fermarsi dopo l'orario di chiusura e il suo principale aveva imparato, da molti anni ormai, che in simili occasioni una richiesta anticipata era altamente desiderabile. Ma da mesi il ragioniere bruciava dalla curiosit di sapere quanti quattrini aveva ammucchiato quel giovanottone un po' svanito che aveva inventato un rossetto, perci si riprese a tempo di primato, chiuse il cassetto, mont di nuovo sul suo alto sgabello e domand, con mite esasperazione:
- Che cosa volete sapere, di preciso?
- Oh, vorrei avere un'idea della mia posizione. Vi occorreranno carta e matita.
Il contabile si procur gli oggetti richiesti. Tully trasse di tasca un mazzetto eterogeneo di fogli, che aveva preso dal cassetto del suo banco, in laboratorio, la sacra arca in cui riponeva i documenti personali, ivi compreso il libretto d'assegni. Gioc una specie di solitario con le sue scartoffie, e infine scelse un foglio e lo fiss, accigliato.
- Ecco, scrivete: nove, tre, uno, due, virgola, trenta. Venticinque, sei, sette, sette, virgola, diciassette. Ventuno...
- Un momento, che cos' questa roba?
- La mia rendita di un anno.
- Ma non avete un totale?
- S, credo d'averlo, da qualche parte. Ma  meglio fare cos. Voglio essere sicuro.
- Aspettate che metta in colonna questi. - Una pausa. - Benissimo, continuate.
Tully riprese a dettar numeri e Curry li annot, con la sua scritturina meticolosa e precisa.
- Ecco tutto - dichiar infine il giovanotto. - Fate la somma.
- Tutto? E il vostro stipendio?
- Oh - Tully arross. Il suo stipendio di chimico. - Mi ero dimenticato, tremiladuecentoquaranta.
Curry annot anche quello.
- E interessi, dividendi, rendite, aumenti o diminuzioni di capitale?
- Tutto qui. Quant'?
La punta della matita del ragioniere vol, su e gi tra i numeri in colonna.
- 209.343 dollari e 51 centesimi.
- Quanto si paga, di tassa, su questa roba?
- Devo sapere quanto possiamo dedurre, prima. Contributi, interessi pagati, tasse...
- Niente. Cio, oh s... Ho contribuito al Fondo Ospitaliero.
- Ma  un'offerta che avete fatto oggi. Noi stiamo calcolando le rendite dell'anno scorso.
- L'ho ben fatta con le rendite dell'anno scorso, la mia offerta - ribatt Tully, con la faccia scurissima.
- Non importa, contano per l'anno corrente. E in ogni caso non potreste dedurli tutti. L'importo deducibile arriva, al massimo, fino al quindici per cento della rendita. Avete contribuito a qualche fondo di beneficenza, l'anno scorso?
- Ho mandato diecimila dollari ai chimici viennesi. Poi ho dato un paio di fogli da mille a un amico mio che aveva perso...
- Non sono deducibili. Nulla di quel che si d ad individui singoli  deducibile. A quale organizzazione avete mandato i diecimila dollari?
Tully riusc, con laboriosi sforzi, a ripescare il nome dell'organizzazione di beneficenza dalla sua memoria e Curry convenne che la cifra si poteva legalmente dedurre. Ma il ragioniere bocci, senza appello, tutta la lista seguente di contributi, alcuni insignificanti, altri piuttosto notevoli, che il giovanotto arriv ad enumerargli dopo uno sforzo titanico di concentrazione. Quando finalmente dal totale del reddito netto venne dedotto tutto il deducibile Curry scese dal suo alto sgabello, con l'accompagnamento d'un lungo gemito, e and allo scaffale a prendere un opuscolo. Poi torn al suo posto, esegu vari altri calcoli con l'aiuto dell'opuscolo e infine fece scivolare il suo blocco d'appunti verso Tully indicando una cifra col dito.
- Ecco qua. Il totale complessivo  di 104.563 dollari e trentatr centesimi. Sono comprese le tasse federali e le tasse statali.
Tully fiss il foglio intensamente.
- Dunque io...  questo che mi tocca pagare, eh?
- Dovrete pagarlo tra sette settimane, il quindici marzo. Naturalmente potrete eseguire il versamento in rate trimestrali e...
- All'inferno le rate. Dal momento che non ho pi rendite all'infuori dello stipendio che differenza fa? Dunque questa  la somma che devo al governo. - Tully fece un sorriso molto pi lungo di quanto la situazione richiedesse. - Trallall.  piuttosto patetico, perch si d il caso che nelle mie varie banche io abbia in deposito poco pi di settantacinquemila dollari. A quanto pare sono un po' a corto.
Curry diede una risatina.
- Dovrete vendere qualcosa.
- Vender senz'altro, se mi direte che cosa.
- Non saprei. Che avete comprato? Azioni?
- No. Non ho comprato niente. Cio s. Ho comprato una cosa, l'altro giorno, ma non credo che si possa vendere. - Strapp il foglio dal blocco e se lo ficc in tasca. - Be', vi son molto obbligato, signor Curry.
Il ragioniere fissava Tully interessatissimo, col capo chino da un lato.
- Ma dite sul serio che non avete messo da parte una riserva per le tasse? - domand. - Che Dio vi benedica! Che cosa ne avete fatto di tutto quel danaro?
- Tully Clinker! - I due uomini si voltarono di scatto, al suono della voce di Flora Brent. - Come  possibile che siate stato idiota fino a questo punto?
L'interpellato sorrise alla collega.
- Origliavate?
- Sono seduta alla mia scrivania e non uso portare tappi alle orecchie. Ho il diritto di mettere il naso in questa faccenda perch sono stata io a consigliarvi... Che cosa avete comprato, l'altro giorno?
- Una pistola - replic Tully, con aria truculenta. - E adesso vado a casa, la prendo e mi sparo. Preoccupazioni finanziarie. Massima depressione. Rovina imminente.
Si diresse al cancelletto, raccatt il cappello e il soprabito e se ne and. Il vecchio Curry si lasci scivolare dal suo sgabello e si diresse verso il lavabo borbottando:
- In ritardo un'altra volta...
Poich era ancora presto, per la cena, Tully and direttamente a casa e sedette a pensare. Quella sera non si sarebbe trovato con la sua fidanzata perch Petra doveva tenere un discorso a un banchetto di donne affariste e professioniste. La cosa gli seccava. Desiderava dare una certa notizia a Petra e non gli era mai piaciuto tenersi le cose dentro. Aveva aspettato con ansia d'essere in grado di darle quell'annunzio e ora accidenti... era pi che in grado...
"Maledettamente troppo in grado" comment tra s, ad alta voce. "Debbo avere la testa buca. Oh, ma... Accidenti, mi conviene dormirci sopra."
Il mattino seguente quando and a portargli alcuni nuovi moduli d'analisi Flora domand a Tully se era vero che gli mancavano pi di trentamila dollari per pagare la tassa sul reddito. Il giovane rispose bizzosamente di no. Con molta probabilit, il vecchio Curry aveva sbagliato i conti, soggiunse. Flora strinse le labbra.
- Non fate lo sciocco. Sapete benissimo che non  uno scherzo. Ci metterete tutta la vita a pagare una cifra simile, col vostro stipendio. Ieri sera sono andata a trovare Agata. M'ha detto che, naturalmente, i dirigenti della Lega saranno ben lieti di restituirvi quel che vi manca per le tasse. Per dovranno consultare l'avvocato, per sentire se la cosa  legale. Lei teme che non lo sia perch la Lega  autorizzata a prendere i propri capitali solo per i suoi scopi specifici e pu darsi che non sia possibile...
- Non accetterei, in ogni caso. Voi non avevate nessun diritto di andarglielo a chiedere.  una faccenda mia, privata e personale. Io ho ceduto tutto il mio patrimonio a quella associazione, con tanto di firma, e adesso  di sua propriet. Naturalmente lo so, che io sono un povero scemo, e voi siete una gran donna d'affari, ma non mi ricordo di avervi chiesto di trasmettere per radio un SOS per la mia salvezza.
Flora arross lievemente.
- Benissimo. - dichiar. - Io posso mandar gi il rabbuffo senza dire "ba!". Ma il fisco, mio caro signore, non accetta l'orgoglio, al posto dei contanti. Dopo aver parlato col legale, Agata si metter in comunicazione con voi.
- Io non ho nessuna intenzione di... - cominci Tully, in tono villano, ma si interruppe, per risparmiar fiato, poich l'unico bersaglio che si opponeva alle sue frecciate era la schiena di Flora che si allontanava.
Quella sera il dottor Clinker assist con la sua fidanzata e due amici di lei a un concerto che si teneva al Salone Municipale sotto gli auspici del Circolo dei Musici Moderni, e, con sua somma sorpresa, si divert. Le dissonanze cacofoniche e le pause irragionevoli si accordavano col suo stato d'animo. Il giovanotto non ne capiva la ragione, poich non aveva un orecchio raffinato n una profonda cultura musicale, ma i suoni abnormi e pazzeschi che venivano dall'orchestra lo facevano sorridere con aria comprensiva. Dopo il concerto tutta la compagnia and in un ristorante per uno spuntino a base di crostini all'uovo e whisky scozzese, poi, poco dopo le undici, Petra annunzi che era stanca e Tully l'accompagn a casa.
Quando il tass si ferm davanti all'ingresso della casa-albergo la ragazza mormor:
- Io scendo, tu prosegu pure. Ho bisogno di dormire. Dammi un bacino e fa' sogni d'oro.
Tully scosse il capo, scese di macchina, aiut la sua dama a fare altrettanto e pag il conducente.
- Andr a piedi fino alla stazione della sotterranea - annunci. - Per prima vorrei venire di sopra con te per qualche minuto.
- No, ti prego, Tully, agnellino. Sul serio, sono sfinita...
- Solo pochi minuti. Ho da dirti una cosa. Tu forse, alla fine penserai che era una sciocchezza e che potevo aspettare... Non so... preferirei vuotare il sacco.
La ragazza lanci un'occhiata, breve e penetrante al suo cavaliere, poi stringendosi nelle spalle lo precedette nel vestibolo, diretta all'ascensore. Mentre salivano al quattordicesimo piano, Tully fece un paio di carezzine alla morbida pelliccia bianca che copriva le spalle della sua dama e lei alz gli occhi e domand:
- Come mai quell'aria radiosa?
- Oh, cos. Sono felice e senza pensieri.
Petra aperse la porta, Tully l'aiut a togliersi la pelliccia e la segu nella sala di soggiorno.
- Un bicchierino di whisky?
- No, grazie. Io...
- Non ti togli il cappotto?
- No. Tanto tra un minuto me ne vado. Volevo solo spiegarti perch prendo la ferrovia sotterranea. Sono senza un soldo. - Il giovane sorrise allegramente. - Meglio che senza un soldo. Sono addirittura pieno di debiti.
Petra lo fiss, con gli occhi sgranati. Poi and al divano, si sfil le scarpine e si sdrai, aggiustandosi le pieghe della gonna.
- Ti sei comportato in modo strano per tutta sera - osserv. - Be', ora levati il cappotto, siediti, tira un respiro profondo e sputa il rospo.
...
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...
Capitolo 12.
...
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...
Tully obbed. Gett il cappotto sullo schienale d'una poltrona, si sedette su quella vicina, e dichiar:
- Sai gi tutto. Il nocciolo della questione, intendo. Cio che non ho pi un baiocco e sono pieno di debiti fino al collo.
- Ma non  possibile! Hai il tuo contratto...
- No. Non l'ho pi. - Tully fece un gesto aereo con la mano. -  volato via, sulle ali degli augelletti. O, per esser pi precisi, diremo che  fluttuato lontano, coi loro melodiosi gorgheggi. E insieme al mio pacchetto d'azioni. La stessa strada ha preso la maggior parte dei miei liquidi. Ed  qui che mi son comportato da imbecille perch avevo la nebulosa certezza che mi sarebbe rimasto abbastanza per pagare la tassa d'entrata. E invece niente. Ma non ti preoccupare, per questo. Risolver la cosa in un modo o nell'altro. Sarebbe troppo ridicolo se non ci riuscissi.
- Vorresti avere la compiacenza di dirmi di che cosa stai parlando, in nome del cielo? - chiese Petra, con aria paziente. - Le cose non volano via, sulle ali o coi gorgheggi degli uccellini, se non in poesia, e tu non sei un poeta. Che ne  stato, di quel che possedevi?
- L'ho dato via.
Petra spalanc smisuratamente gli occhi.
- Non  vero...
- Ho regalato tutto. Legalmente e irrevocabilmente.
- Non ci credo. A chi l'avresti dato?
- A un'istituzione di beneficenza. A una societ che protegge gli uccelli. Ma che importa a chi ho regalato quel che possedevo? Il punto principale  che non l'ho pi. Non sono pi legato alla Societ Cenerentola. Per quel che me ne importa, potete vendere venti milioni di vasetti di "Depila." Non sono pi uno dei tuoi datori di lavoro. Lo ero, sai. Ed era una situazione imbarazzante. Una donna d'affari non dovrebbe mai sposare il principale perch la cosa fomenta malumori tra i suoi colleghi d'ufficio. In genere se ne risentono. La mia rinuncia render pi respirabile l'atmosfera che ti circonda.
- Tu mentisci, Tully, agnellino. - Petra giaceva immobile, sul divano, col capo affondato tra i cuscini e fissava il fidanzato con sguardo penetrante. - Tu mentisci, deliberatamente. Al nastro primo incontro t'ho detto che eri piccante, ma non credo che tu lo sia fino al punto da ridurti in miseria per...
-  stata una distrazione. L'avvento della miseria, intendo. Te l'ho detto, che mi sono comportato da imbecille. T'assicuro che non mentisco.
- Allora hai proprio dato via tutto?
- S.
- E veramente non hai abbastanza da pagare la tassa sul reddito?
- Esatto.
Petra fiss Tully per un lungo istante, in silenzio, poi scatt:
- Questo  ovviamente il mio turno per parlare e dirti che sei un idiota. Hai fatto di tutto, per meritartelo. Ma prima immagino di doverti chiedere perch l'hai fatto.
- Anche questo dovrebbe essere ovvio. Per tre ragioni.
- Oh no. Io non sono, come sembra, intelligente. La mia  tutta vernice. Avanti, spiegamelo.
- Ebbene... - Tully si schiar la gola. - In primo luogo io non sono un tipo da avere troppi soldi. Non ho talento, per la ricchezza. Mi mette a disagio. Mi piace lavorare, e mi piace farmi pagare per quel che rendo. Ma... vedi ad esempio, io ho provato una soddisfazione immensa al pensiero di aver risparmiato abbastanza da comprarmi una Buchanan, invece non ho tratto nessun piacere dalla Wethersill, perch ho come la sensazione che non mi appartenga. Inoltre ho abbastanza discernimento da capire che, se si possiedono pi che tanti quattrini, si  costretti a perdere un mucchio di tempo per il solo ed unico scopo di conservarli.
Bisogna investirli in maniera intelligente, bisogna combattere i tentativi che fanno i nostri simili per rubarceli e bisogna confinare i nostri impulsi generosi, sempre che ne abbiamo, sotto un coperchio ermetico, e poi sedercisi sopra. No. Non ci sono tagliato. Se avessi avuto la buona idea di far funzionare il cervello al momento opportuno avrei insistito nel rifiutare un compenso per quella maledetta formula. Cos, invece, i danari han cominciato a piovermi addosso, e con che risultato? Sono povero e pieno di debiti. Debbo al governo trentatremila dollari pi di quanto posseggo al mondo.
- Tra tutte le...
- Ti prego. In secondo luogo il maledetto "Depila."  stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Non volevo pi averci a che fare, con la Societ Cenerentola.
- Immagino che non ti sia nemmeno passato per il capo che avresti potuto vendere...
- Sicuro che ci ho pensato. Sono andato agli uffici della Cullen e compagni e ho parlato con George Graham... E lui m'ha preso per un imbecille e io sono scappato via. D'altronde, per, non mi sarei tenuto i danari, quindi che differenza c'? Ma la terza ragione  la pi importante, per te, perch ti riguarda. Anzi, la terza ragione sei tu. - Tully sogguard Petra, con la faccia scura. -  una faccenda piuttosto complicata. Uno dei tanti elementi che la complicano  il fatto che io ero disposto a offrire il mio danaro alla signorina Brent per indurla a sposarmi. Te l'ho anche detto. Ebbene, se mi pareva giusto che lei mi sposasse per interesse, perch non dovrebbe sembrarmi giusto che tu mi sposi per la stessa ragione? Io credo di capirlo, il perch. Con lei io stavo cercando di stabilire un accordo su una base, diciamo cos, commerciale, perch non avevamo altre basi su cui stabilirlo. Ma con te  diverso. Io so perch ti voglio sposare e tu sai perch mi vuoi sposare. Per lo meno io so perch tu dici di volermi sposare. Ed  tutto fuor che una ragione commerciale. Quello che ci unisce non ha nulla a che vedere col danaro, con la posizione sociale o il genere di vino da bere con l'aragosta. E io non voglio che si confonda con tutte queste cose. Ho sempre saputo che le mie arie da damerino, le cene nei ristoranti di lusso e le visite ai locali notturni non potevano rimanere a lungo a far parte del mio programma di vita perch io non ci sono tagliato e presto o tardi avrei finito col far sciopero. E se fosse successo dopo sposati tu avresti avuto il diritto di dire che ti avevo truffata. Inoltre non m' piaciuto quel che m'hai detto a proposito di sposare un riccone. Ci sono tante cose in te, che non mi piacciono, esattamente come ci sono tante cose in me che non piacciono a te. Entrambi lo sappiamo. Cos ho pensato che sarebbe stato meglio per tutt'e due chiarire la situazione in tempo ed evitare tutte le possibilit di incomprensioni future. Tu hai detto una volta che non avevi compreso nei tuoi piani per l'avvenire la possibilit di farti travolgere dalla passione per un chimico alto un metro e novanta, i cui unici interessi nella vita, dopo il suo lavoro, erano gli eclairs e i tornei di pugilato. Ebbene, se intendevi parlare di me, e mi stavi guardando, mentre lo dicevi, questo mi descrive alla perfezione, e io ho finito di fingere d'essere qualcosa di diverso. C' un particolare, per. Io ho un altro interesse nella vita, oltre a quelli che hai elencato. Cio te. Cio... ehem... cio te. - Tully fece una pausa. - Immagino che tu lo sappia - concluse e si appoggi allo schienale della poltrona, con la faccia pi scura che mai.
Petra trasse un sospiro. Dopo un istante prese la parola, ma tutto quel che disse fu:
- Bene.  molto emozionante.
- Non essere sarcastica. T'ho detto come stanno le cose. Chiaro e tondo.
- Non sono sarcastica.  davvero emozionante. Tu hai un'indole molto rozza e decisa, vero, caro?
- S. Proprio cos.
- Quindi, naturalmente, l'attico nella Sessantasettesima Strada  fuori questione.
- Tutte le cose del genere son fuori questione.
- E quando ci sposeremo, vale a dire tra dieci giorni, verr ad abitare nel tuo appartamentino? Non credi che i miei abiti e tutte le cose mie avranno un'aria un po' strana, lass?
- Non fare dell'ironia, Petra. Potremo vivere in un posto decente. Dopotutto duecentosettanta dollari al mese non sono la miseria. E tu stessa hai detto che vuoi continuare a lavorare, almeno per i primi tempi. Tra un paio d'anni dovrei arrivare ai cinquemila dollari annui, E allora... accidenti, smettila di sorridere cos.
Petra smise, infatti, di sorridere cos, e scoppi in una risata. Non era una risata molto allegra, ma era sincera, e la ragazza non dava segno di volersi fermare. Tully le ordin di piantarla, poi, vedendo che non gli obbediva, si alz, appoggi un ginocchio sul divano e le chiuse la bocca con una mano abbastanza grande da prenderle tutta la parte inferiore del viso. Petra si divincol e gli artigli i polsi, ma Tully non se ne diede per inteso, e le spinse il capo sempre pi gi tra i cuscini. Petra cerc di schiaffeggiarlo ma non ci arriv; il giovane teneva il braccio rigido e il suo viso rimaneva fuori portata.
Tutt'a un tratto Tully si rizz, fece un passo indietro e disse con voce che tremava un poco:
- T'ho detto di piantarla. Questa faccenda non  uno scherzo. Non avrei dovuto toccarti. Sai che cosa mi succede, quando ti tocco.  proprio questa, la terza ragione di cui ti parlavo. Io ti voglio; tutto il mio sangue e i miei nervi ti vogliono, e non posso controllarli, ma all'infuori di questo controller tutto quel che c' da controllare. Tu ti senti esattamente come me, lo so che  cos. C' una sola cosa, che entrambi vogliamo, e, all'infuori di quella, tutto  una specie di duello, ed io sono il pi facile da ferire perch sono molto pi indifeso. Cos, per proteggermi, ho fatto le cose che t'ho spiegato, e tu puoi anche smetterla di ridere.
Petra s'era rizzata a sedere, coi capelli arruffati e il viso che portava i segni della mano di Tully.
- Stavo ridendo di me stessa - disse, in tono contenuto.
- Nemmeno tu sei buffa. Nulla, di tutta questa faccenda,  ridicolo.
- Oh, s, io sono molto buffa. - Ma con questo, Petra non si prov a ridere. - Sono ridicola perch mi sono lasciata prendere in una trappola che avevo teso molte volte per gli altri. Ho sentito dire che, quando un animale  preso in trappola, spesso si stacca a morsi la gamba prigioniera, per liberarsi. Non credo che io avrei tanto coraggio, ma a quanto pare tu l'hai, poich l'hai fatto.
- Oh, no. Non una gamba. Mi sono semplicemente liberato di un tumore maligno.
- E insieme al tumore ti sei liberato di me.
- Di te?
- Precisamente.
- Io non... - Tully si interruppe e le sue mascelle ebbero un tremito sospetto. - Non era mia intenzione... - S'interruppe di nuovo, e strinse i denti.
- Ma ci sono anche le mie intenzioni, da considerare. Tu hai parlato d'un duello. Credevi davvero che ti avrei sposato, dopo questo... questo tuo brillantissimo "a fondo"?
- S.
- E che mi sarei adattata agli abitini da diciannove dollari, e a un tenore di vita limitato dal tuo salario? Oppure ti saresti appoggiato tu ai miei diciottomila dollari di reddito annuo? Naturalmente no. Col tuo carattere tutto d'un pezzo... Ma santo cielo, ti rendi conto di quel che significa il matrimonio? Non  semplicemente un legame peccaminoso protetto dalla polizia.  la formazione di una societ.  quel che si mangia e come ci si veste...  l'indirizzo della nostra casa...
- Puah - interruppe Tully rudemente. - Quel ch'io voglio da te e che tu vuoi da me non ha niente a che vedere coi nostri abiti o il nostro indirizzo. Per questo non ho voluto commetter l'errore di complicarlo con le cose che hai nominato ora. - Fece un passo avanti. - Ascolta, Petra. Tu hai detto migliaia di volte che sei pazza di me...
- Sa Iddio se lo sono.
- Benissimo. Sei pazza del mio vestito, del mio conto in banca o di che cosa?
La ragazza scosse il capo.
-  troppo semplice. Noi stiamo parlando di matrimonio. Non si tratta solo del fatto che tu hai dato via tutto quel che possedevi, non hai pi un soldo e sei perfino in debito.  quel che dimostrano questi fatti, sul conto tuo, a spaventarmi. Io ho sbagliato completamente, nel giudicarti, lo confesso. E questa  la sola e unica ragione per cui ridevo di me, poco fa. Tu hai pensato ch'io ridessi di te, ma t'assicuro che sbagli. Non c' una donna al mondo in grado di ridere di te e di farla franca, sulla lunga distanza. Forse qualcosa in me l'ha sentito, ed  per questo che tu mi hai attirata subito. Solo che quel che provo per te non mi pare cos indiretto. Io ti voglio, fisicamente. Voglio sentire la tua vicinanza, voglio che tu mi tocchi, che mi stringa, che mi baci...
- Ma non mi vuoi sposare - concluse Tully, rudemente.
- No.
Lui le lanci una lunga occhiata.
- Io... - esit e strinse i pugni. Poi li riaperse. - Io te lo chiedo formalmente. Ti voglio.
- Lo so. E... questo  un segreto... io sono stanca, ormai, e ho voglia di arrendermi. Ma non mi arrender su questo punto. Non ti sposer. - Petra si alz improvvisamente dal divano e and a piantarsi di fronte a Tully. Era senza scarpe e non gli arrivava neppure al mento. Gli afferr i risvolti della giacca, pieg il capo all'indietro, per guardarlo negli occhi e prosegu con voce morbida: - Mi arrendo, Tully. Dimentichiamo il nostro duello. In fondo, il matrimonio significherebbe soltanto questo, per noi. A te mi sono arresa tanto tempo fa. Mi arrender a me stessa, ora. - Petra strinse pi forte i risvolti. - Ho spesso sognato di farlo. Ed ora te lo dico, con la massima calma. Sar tutto molto discreto e domattina potrai andartene con l'altro ascensore. Allora... ti lascio qui per pochi, pochissimi minuti... poi potrai raggiungermi...
Tully la prese tra le braccia e la baci. Da principio Petra rimase in punta di piedi, con le dita chiuse nelle calze di seta affondate nel folto del tappeto. E a un tratto i piedi volarono su, si sollevarono d'un palmo, dal pavimento. Le dita delle mani erano ancor strette ai risvolti della giacca di Tully, imprigionate, schiacciate, assolutamente incapaci di muoversi. Poi Tully si caric la sua ex fidanzata come un pompiere che porta fuori un inquilino da un edificio in fiamme. La tenne cos un lungo istante, studiandone il viso, la gola, le spalle, il sottile velo di sudore che le copriva la fronte e il labbro superiore. Poi con pochi passi decisi and a deporla sul divano.
- Discreto un corno - disse con voca rauca. - Guardati. Guardami.
Discreto un corno. Forse... forse possiamo...
Afferr l'orlo dell'ampia gonna di Petra e lo tir gi, con violenza, fino alle caviglie. Poi prese il cappotto, che aveva lasciato sullo schienale della poltrona e se ne and. Petra ud la porta d'ingresso chiudersi alle sue spalle, ma rimase supina sul divano, immobile.
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Capitolo 13.
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Tully non vide Petra per una settimana.
Se lei gli avesse telefonato e gli avesse detto: - Ho appena ricevuto una partita di discrezione, propriamente stagionata e speziata, e ti sarei riconoscente se venissi ad aiutarmi ad assaggiarla - con ogni probabilit Tully ci sarebbe andato di corsa.
Ma Petra non lo fece. Non diede segno di vita. Varie volte il giovane arriv a un pelo dal telefonarle personalmente, ma si ferm sempre a tempo. Era in un bel ginepraio. Durante il processo di rassegnazione l'idea di diventare un coniugato gli era leggermente scappata di mano ed ora era quasi convinto di doversi sposare, a tutti i costi. Era naturale, prendere moglie. In una pigra ora d'autunno aveva esaminato a fondo il Dizionario Biografico e aveva scoperto che, dei duecentotr uomini di diverse nazionalit che avevano raggiunto la gloria in campo chimico, duecentodue erano, o erano stati, sposati. Tully aveva compiuto quell'indagine al solo scopo di appagare la propria curiosit, ma un tale plebiscito non poteva non fargli colpo.
Il pensiero umano  d'un'abilit portentosa nel costruire misteriosi ricettacoli in cui celare i desideri del corpo che serve.
E ora Petra Gann non lo voleva pi sposare. Tully non era n risentito n umiliato alle reazioni della sua ex fidanzata di fronte a un fatto puramente finanziario... perch sapeva benissimo che non si trattava solo di ragioni finanziarie. Era stata una stoccata e una stoccata mortale che Tully le aveva inferto, nel corso del duello in cui erano impegnati. Ma ora la battaglia era finita. Quanto alla nuova lotta, iniziata con la frase di lei "mi arrendo", il giovane non sapeva neppure decidere se si trattasse d'una lotta o no... non di punto in bianco, almeno, dato che non gli erano pi giunte comunicazioni da parte della sua dama. Questo era il ginepraio in cui si trovava.
O, per lo meno, era uno dei gineprai. L'altro era meno complesso ma ancora pi detestabile, in un certo senso, perch se l'era tirato addosso lui, con le sue mani. Tully aveva ricevuto una copia della cartella delle tasse. Aveva letto due volte le istruzioni, con la massima diligenza, e aveva controllato quattro o cinque volte le somme del vecchio Curry. Ma non c'erano errori di sorta. Ben presto lui, Tully Clinker, sarebbe stato debitore, ai governi statale e federale, della somma di dollari centoquattromila cinquecentosessantacinque e centesimi trentatr. Contando anche il piccolo deposito che giaceva ancora a suo nome alla vecchia Cassa di Risparmio Tully possedeva settantunmiladuecentonove dollari e quarantun centesimi. Per pareggiare il bilancio gli mancavano esattamente trentatremilatrecentocinquantacinque dollari e novantadue centesimi. Per quanto riguardava questo particolare ginepraio, a differenza dell'altro, Tully aveva preso alcune iniziative. Desiderava, se umanamente possibile, pagare l'intera somma al momento della riconsegna delle cartelle. Desiderava sistemare tutto e non doverci pensare mai pi. Aveva sperato di colmare una discreta parte del suo deficit restituendo a Daumery l'orologio di platino e smeraldi che la signorina Brent aveva cocciutamente rifiutato d'accettare, ma il gioielliere gli rifuse solo duemila dollari. Questo lo aiut un poco, ma ben poco. And a trovare Sigismond Pritchard, per chiedergli se c'era qualche speranza di collocare i brevetti di Pyle, ma venne ricevuto con grande freddezza e non ricevette il minimo incoraggiamento. Quanto a Pyle, era a Reno a divorziare. Tully gli telegraf, e ricevette in risposta un telegramma di duecento parole a carico del destinatario, in cui si dichiarava che i brevetti, un giorno o l'altro, avrebbero fruttato dei milioni. Tully pens anche di vendere la Wethersill, ma la migliore offerta, per contanti, che ricevette, copriva solo in minima parte la somma spesa per l'acquisto della macchina e cos il giovane mont su tutte le furie e rinunci all'idea. Medit di vendere gli abiti in soprappi, ma il ricavato, come ebbe a constatare, sarebbe stato solo una goccia in un oceano. Agata Hodge and a trovarlo in laboratorio e gli annunzi che l'avvocato, e i dirigenti della Lega dei Canterini stavano facendo del loro meglio per trovare un appiglio per restituirgli legalmente parte del danaro, non appena fosse arrivato l'assegno dei diritti di febbraio e promise che l'avrebbe avvertito, se e quando il tentativo avesse avuto esito favorevole. Tully tent di spiegarle che il danaro non era pi suo, che non lo voleva e non lo avrebbe mai accettato ma la signorina Hodge strinse le sue graziose labbra in una smorfia decisa e rifiut di dargli retta. Solo, concluse in tono di rammarico, le pareva molto dubbio che si potesse ottenere qualcosa di positivo...
Quel che impediva all'infelice chimico di ragionare normalmente, in tutta la faccenda, era l'immensit delle somme in gioco. Era fantastico che un uomo con pi di settantamila dollari in banca potesse essere pieno di debiti. Nei vecchi tempi Tully avrebbe saputo essere, ed era stato, molto pratico ed efficiente, quando gli era accaduto di dover fronteggiare un deficit inatteso di venti o trenta dollari, ma l'immensit astronomica della "bolletta" che l'assillava gli impediva di pensare e di reagire a norma di logica. Tutta la faccenda era profondamente, intimamente assurda, e perci era forse inevitabile che Tully cercasse di risolverla in maniera assurda.
In quei giorni era diventato (comprensibilmente) piuttosto irritabile. Lo sapeva, la cosa gli dava molto fastidio, ma, a quanto pareva, non era in grado di porvi rimedio.
Una mattina, mentre si trovava in laboratorio, venne chiamato a rapporto nell'ufficio di L. E. Stringer. Il fatto, in s, lo mise di malumore, perch ben di rado il principale comunicava coi suoi dipendenti in modo tanto formale e pomposo. Quando Tully entr in direzione il signor Stringer sedeva alla scrivania, con Flora Brent al fianco, pronta con taccuino e matita.
- Sedetevi, Tully - invit Stringer. - Ho chiesto notizie vostre a Flo. Curry mi dice che non avete abbastanza danaro da parte per pagare la tassa sul reddito. Come  successo?
Tully si morse un labbro. Non voleva uscire dai gangheri.
- Be',  successo. - Agit una mano. - Sono stato... uhm... sono stato trascurato. Ma rimedier senz'altro.
- Ma Curry m'ha detto che vi mancano pi di trentamila dollari! Non potete rimediare a un deficit dall'oggi al domani. Flo m'ha parlato della donazione che avete fatto a quell'associazione... Se ci tenevate a fare il Don Chisciotte non ho niente da obiettare; ma che cosa avete combinato con tutti i vostri soldi liquidi?
- Erano i miei soldi liquidi, signor Stringer.
Il signor Stringer scosse il capo.
- Suvvia, figliolo, non fatemi il superbo. Ho quasi il doppio della vostra et. Voi avete un incarico importante, un compito di grande responsabilit, nei laboratori, ed  legittimo che io mi preoccupi del vostro equilibrio mentale.
Tully fiss Flora con maestoso cipiglio, poi, rendendosi conto che non otteneva niente, trasfer i suoi cupi sguardi sul principale.
-  giusto e ragionevole - concesse. - Ma, dal punto di vista chimico, sono perfettamente equilibrato. Dal punto di vista finanziario  tutta un'altra faccenda e... Per rimane il fatto che si tratta dei miei soldi. Preferirei molto non entrare in merito. Vi assicuro, signor Stringer, che non  accaduto nulla che possa diminuire il mio rendimento sul lavoro e non permetter mai che accada nulla del genere. Per quanto riguarda la tassa sul reddito sto facendo... ehem... dei passi soddisfacenti. Capisco e apprezzo il fatto che voi siate maggiore di me, che siate il mio principale e abbiate il diritto di assicurarvi che non abbia perso il lume della ragione. Inoltre nutro un profondo rispetto per voi. Ma devo insistere per farvi notare che la mia tassa sul reddito... uhm...  affar mio, e voi non dovete ficcarci il vostro stupido naso.
- Ma aver qui un mio dipendente moroso...
- Aspettate fin che sar moroso. Ho fatto una figura da cretino maiuscolo e ora sta a me rimediare.
Stringer fiss il giovane chimico, in silenzio. Dopo qualche istante lanci un'occhiata a Flora ma sul viso della ragazza lesse solo un cortese interessamento, cos si strinse nella spalle e riprese:
- Benissimo. In ogni caso non c' urgenza perch, a quanto ho capito, avete abbastanza per pagare le prime due rate. C' un'altra cosa, per, che mi sembra piuttosto urgente. Tempo fa m'avevate detto che vi sareste sposato il ventisei gennaio e avreste desiderato una settimana di vacanza. Oggi  il ventidue e non avete ancora preso accordi per la continuazione del lavoro in vostra assenza. Non so se Remmers sar in grado di terminare l'analisi per la ditta Corliss-Baynes...
- Non sar necessario che la termini lui. - Tully s'accorse d'aver alzato un poco la voce. La cosa lo irrit e alz la voce d'un altro paio di toni. - Non me ne vado. Non mi sposo.
Stringer fece tanto d'occhi.
- Ma Signore Iddio, credevo che fosse tutto fatto...
-  stato disfatto. Non mi sposo pi.
- Ma se soltanto... - Il signor Stringer aveva l'aria d'aver esaurito le sue riserve di pazienza. - Lasciatevi dire una cosa, figliolo... Mi pare proprio che abbiate un gran bisogno di... Ma dico... aspettate un momento, ascoltate...
Ma Tully era ormai in mezzo alla stanza, diretto verso l'uscita. Quando arriv sulla soglia si volt ed esplose, esasperato e furibondo:
- Era il mio matrimonio, e non ne faccio pi niente.  la mia tassa sul reddito e la pagher!
E la porta si chiuse con fracasso alle sue spalle.
Stringer tentenn il capo. Poi trasse un profondo sospiro, e si rivolse a Flora:
- Se c' una cosa indispensabile, per quel figliolo,  una brava moglie piena di buon senso, che sappia maneggiare un mattarello. Dovreste sposarlo voi Flo. Parlo sul serio.
- Ma come, signor Stringer! - esclam la ragazza. - Voi sapete benissimo che io sono troppo emotiva!
Ma Flora non aveva fatto abbastanza attenzione al suo tono di voce. E il signor Stringer, che aveva una moglie, due figlie e tre sorelle e sapeva davvero qualcosa sulle donne, lanci un'occhiata molto acuta e sospettosa alla sua segretaria, prima di procedere con la dettatura.
Questo accadeva il sabato. Tully, quel giorno, lasci l'ufficio un po' prima del solito in modo da arrivare al Banco di Credito Metropolitano prima che chiudesse i battenti. Quando vi giunse, ritir dal proprio conto corrente ventimila dollari in biglietti da mille. 
...
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...
Era la prima volta, in vita sua, che vedeva una banconota da mille dollari. Mentre faceva colazione nella Settima Avenue in un ristorante automatico (poich cercava di mantenere le spese quotidiane al livello minimo...') alline le banconote sul tavolino, di fronte a s e le contempl finch non s'accorse dell'espressione d'incredula meraviglia dipinta sul viso del giovanotto che gli sedeva di fronte. Tully gli fece il muso duro e lasci i biglietti sul tavolo per vari minuti allo scopo di esaminarli meglio. La sua reazione, che per non tradusse in parole, si basava pi o meno sul fatto che i quattrini erano suoi e lui aveva tutti i diritti di guardarli, se cos gli piaceva. Quando lasci il ristorante automatico si sbirci alle spalle varie volte lungo la via, ma gli parve che nessuno lo seguisse.
Era una fredda giornata di mezzo inverno. La neve che si era sciolta il giorno prima si era di nuovo rappresa in uno strato di ghiaccio sottile e traditore. E poich Tully in ogni caso non godeva mai del tutto le sue gite in Wethersill decise di rinunciare a una delle sue predilette scorrazzate a cento all'ora. Trascorse il pomeriggio in casa leggendo riviste di chimica ed elaborando alcuni calcoli personali sui paracori atomici e strutturali. Su un tavolino, a portata di mano, c'era una copia del numero di gennaio d'una rivista di pugilato ma Tully non si prese il disturbo di consultarla, perch era gi convinto che Pantera Mullins avrebbe battuto Arnold Cohen per K.O. prima della decima ripresa. Se c'era una cosa che conoscesse meglio dei paracori atomici e strutturali, erano i pesi leggeri. Tully non aveva dubbi, in proposito e perci dissentiva completamente dall'opinione generale degli allibratori, che davano Cohen vincente per tre a due.
Dopo un altro pasto all'automatico, Tully raggiunse la palestra di Riverside, poco prima delle otto, per mezzo della ferrovia sotterranea. Non aveva mai scommesso sulle partite di pugilato per far danaro, ma varie volte aveva puntato piccole somme per il piacere di dare una veste ufficiale alle sue previsioni. E quasi invariabilmente aveva vinto. Dopo essersi provvisto d'un biglietto d'ingresso Tully vag per il vestibolo e i corridoi in cerca di Abe Cushman, il suo solito allibratore, ma non ebbe fortuna. Abe risult irreperibile anche in platea, tra la folla ondeggiante dei tifosi. Stava per iniziare la prima partita preliminare. Mancava ancora un paio d'ore al combattimento principale, ma Tully era ansioso di definire la faccenda. Intravide un altro allibratore, col quale aveva piazzato alcune scommesse e cerc di farsi strada, a forza di gomiti in sua direzione pensando che, in mancanza di meglio, anche quello poteva andare. Ma a un tratto si sent tirare una manica, si volt e vide Abe Cushman in persona che guardava in su, verso di lui, con un largo sorriso amichevole.
- Ebbene, grand'uomo, come va il commercio dei gas asfissianti?
- Tremendo. Sono contento di vedervi, Abe. Voglio fare una puntata.
- Per la partita principale?
- S. Mullins.
- Ma siete matto? Quello  una donnetta, si affioscer come un palloncino bucato! Parola mia. Ma gi, voi siete un testone... Quant'? Un cinquino?
- No. Voglio scommettere ventimila dollari su Mullins vincente.
- Uha, uha! - Abe rise di cuore. - Mi piacciono le barzellette, ma ora ho piuttosto fretta e...
- Barzellette un corno - protest il chimico, con impazienza. - Voglio vincere qualcosa. - Si ficc una mano in tasca e ne trasse il rotolo di banconote. - Ecco qua.
- Suuu... su! - alit Abe, con reverenza. Poi, sempre sottovoce, ma in tono assai pi aspro. - Metteteli via, bamboccio. Via, via, in tasca. Fate sparire. - Abe dovette rovesciare la testa indietro, per puntare i suoi vivi occhi neri in quelli di Tully. - Ma dico, siete sbronzo?
- No, niente di tutto questo. - Il chimico torn a intascare il suo rotolo. - Voglio soltanto fare una puntata.
- Su Mullins?
- S.
- Venti?
- S.
- Sarebbe molto meglio... da un punto di vista teorico e pratico, che ve ne andaste a casa a fare una dormita, con tutto quel ben di Dio sotto il cuscino.
- Vi dico che voglio scommettere.
- Benissimo. Volete scommettere. Ma io non vado cos alto. C' solo un tizio di mia conoscenza, qui, che pu starci. Si chiama Charlie Metz.
- Benissimo. Portategli i quattrini.
- Ah, io no! Lasciateli dove li avete messi. Vedr se riesco a trovarvelo. Venite.
Abe cominci a farsi strada a gomitate, tra la folla, con Tully alle calcagna. Avevano gi fatto parecchia strada, quando a un tratto Abe si ferm, gir su se stesso e guard Tully dritto in faccia. - Datemi retta, grand'uomo. Sapete quel che state facendo?
- Ma s, s, s, accidenti!
- D'accordo.
Abe si strinse nelle spalle e riprese il cammino. Dopo essersi soffermati un paio di volte a chiedere informazioni i due trovarono finalmente Charlie Metz in una stanzetta al piano inferiore sotto l'arena. Charlie era in compagnia di altri tre uomini. Tutti portavano cappotti neri e fumavano sigari. Il locale conteneva solo una dozzina di sedie di legno e una vecchia tavola mezzo sconquassata, e puzzava di muffa, nonostante il fumo spesso di sigaro. La luce veniva da una lampadina nuda, che pendeva dal centro del soffitto.
- Salve, Charlie - brontol Abe. - C' qua un amico mio che vuol vederti. Si chiama Clinker.
- Perch mi vuol vedere?
- Te lo dir lui.
Abe, che era avanzato di soli tre passi nella stanza ora li percorse in direzione opposta, scivol fuor dall'uscio e spar. Uno dei compagni di Metz and a chiudere, con aria seccata.
- Vorrei piazzare una scommessa sulla partita Mullins-Cohen - dichiar Tully. - Su Mullins vincente.
Quattro facce, inespressive come rape, presero atto dell'annunzio.
Metz, un uomo di mezz'et, col naso sottile, la bocca larga e la pelle attorno agli occhi tesa e segnata come se avesse mal di capo, disse in tono amaro:
- Per l'amor del cielo! Filate. Abbiamo da fare, qui.
Un giovanotto che aveva bisogno urgente di radersi chiese con voce melata:
- Quanto scommettete?
- Ventimila dollari. Voglio le quotazioni correnti, cio tre a due, per Cohen. Me le son fatte dare dalla redazione sportiva del Times, per telefono, un'ora fa.
- Forse vi piacciono gli scherzi - insinu Metz, sempre amaro. - Forse volete dire venti centesimi.
La mano di Tully emerse dalla tasca, stringendo il rotolo di banconote.
- Parlo sul serio - dichiar il chimico, con calore. - Abe Cushman m'ha detto che la scommessa era troppo alta, per lui, ma che voi forse ci sareste stato.
Vi fu una certa agitazione, tra i presenti. Un giovanotto si avvicin, per veder meglio e osserv, con una risatina chioccia:
- Ha telefonato al Times per farsi dare le quotazioni. Ne avete mai sentita una pi bella, amico? A chi supponete che abbia telefonato, per...
Metz gli ordin seccamente di chiudere il becco e chiese a Tully, tendendo la mano:
- Vi dispiace se do un'occhiata?
Dopo un secondo d'esitazione il giovane gli porse le banconote. Metz ne tast attentamente tre o quattro, le guard da entrambi i lati, ne studi una in controluce, poi restitu tutto al proprietario, e disse, con un nuovo tono di voce:
- Brad, va a prendere Abe Cushman, e spicciati.
Il giovane dalla voce melata part di gran carriera. Charlie Metz si tolse il sigaro di bocca, si strinse il naso affilato tra il pollice e l'indice e invit Tully, con aria ospitale:
- Accomodatevi, signor Clinker.
Tully rimase in piedi.
- Naturalmente mi rendo conto che con una scommessa di questa portata... - cominci.
- Gi - l'interruppe l'altro. - Proprio cos. Proprio cos. Aspetteremo Abe.
Tully non accenn a volersi sedere. Nessuno disse una parola. Ma l'attesa non fu lunga: cinque minuti dopo la porta s'aperse ed Abe Cushman entr, seguito dal messaggero. Di nuovo fece tre passi, poi si ferm.
- Che c', sei paralizzato? - domand Metz. Vieni un po' qua.
- Abe si avvicin, senza entusiasmo.
- Ebbene, chi  questo gentiluomo?
- Te l'ho detto Charlie, no?  un certo Clinker.
- Ma chi ?
- Uno scienziato. Scommette con me, da cinque anni. Pochi spiccioli alla volta...  quel... sai bene... il Dottor Cenerentola.
- Mi era parso di sentirti dire che si chiamava Clinker.
- Infatti. Ma l'han chiamato Dottor Cenerentola, in certi avvisi pubblicitari e...
Tully interruppe, con impazienza:
- Mi chiamo Tully Clinker, sono dottore in chimica e sono impiegato presso i laboratori Stringer. Dal momento che ho il danaro...
- Lasciatemi finire con Abe. Metz si prese di nuovo il naso tra le dita. - Sapevi che voleva scommettere venti "lenzuoli" su Mullins?
- S. Me li ha mostrati e io gli ho detto...
- Che altro sai?
- Niente. Niente di niente, Charlie.
- Ma sicuro. - Metz parlava in tono di profondo rammarico. - Sicuro che non sai niente, carogna. Ti sei imbattuto per caso in questo tuo vecchio amico, che scommette con te da cinque anni pochi spiccioli a puntata; e che  che non , lui ti tira fuori di tasca venti "lenzuoli" fiammanti. Chiss quanta gente non ci crederebbe... E nemmeno io ci credo. Avanti sputa. La partita comincia alle nove e dobbiamo spicciarci.
- Non c' niente da sputare.  andata proprio come ti...
- Ho detto sputa.
Abe fece un passo avanti, con una espressione coraggiosa ma preoccupata.
- Dammi retta - protest. - Credi che in fronte abbia scritto "Giocondo"? Il fatto che t'ho portato Clinker non ti dice che non ho niente da sputare? Se ci fosse sotto qualcosa di losco e io lo sapessi credi che te l'avrei condotto qui di persona? Ti sembro idiota al punto da mettermi in piazza cos? Giuro davanti a Dio che so solo quel che t'ho detto... oltre al fatto che nel pomeriggio son venuto a sapere che "Fumo" qui, andava in giro a puntare su Cohen, e siccome lavora per te... Ho pensato che forse ti sarebbe piaciuto, questa volta, giocare un po' sul serio.
- Ma davvero? Hai pensato proprio cos?
- S. Ho pensato cos. Anche se volessi mettermi a fare la carogna, Charlie, non sarei una carogna tanto cretina.
- E va bene. - Gli occhi grigi di Metz parevano passare Abe da parte a parte. - Mettiti a sedere.
- Ma i miei clienti... devo...
- T'ho detto di metterti a sedere e di riposare un po' i piedi. - Metz gir il capo di scatto verso Tully. - E ora a voi, Cenerentola o Clinker o quel che diavolo siete. Chi vi ha mandato qui?
Tully cominciava a perder la pazienza. Per la faccenda l'incuriosiva. Inoltre voleva a tutti i costi piazzare la sua scommessa e vincere trentamila dollari. Cos fece di tutto per dominarsi e disse, in tono ragionevole:
- Nessuno m'ha mandato. Vi ho detto come mi chiamo e chi sono. Abe, qui, mi conosce da anni. Ho un conto corrente presso il Banco di Credito Metropolitano e oggi a mezzogiorno ho ritirato questo danaro. Non pensavo che scommettere ventimila dollari fosse molto semplice, ma in questo torneo  in gioco la cintura dei leggeri, e a quanto ho sentito dire si fanno molte scommesse grosse, nelle partite di campionato. Pensavo che Abe avrebbe saputo insegnarmi il sistema. Inoltre ero sicuro di potermi fidare, di lui.
- Vi ricordate che vi ho chiesto, se sapevate quel che stavate facendo? - gli grid Abe dalla sedia sulla quale, obbediente, aveva preso posto.
- Silenzio! - ordin Metz, senza voltarsi. Poi a Tully: -  strano che non vi abbia mai visto. Dovete essere un nuovo. Naturalmente qua c' di mezzo Ritter. Ma perch Ritter non bada ai fatti suoi?... Credi che sia stato Ritter, Fumo?
- E chi diavolo avrebbe potuto esser stato, d'altro? - mugol uno degli uomini.
- Sicuro che  Ritter. Quello scimmiottino schifoso. - E non staccava gli occhi dal viso di Tully. - Mi sembrate molto grande e muscoloso, per essere uno scienziato. Dite a Ritter da parte mia la prima volta che lo vedete che...
L'irritazione di Tully aumentava a dismisura.
- Non ho mai conosciuto nessuno che si chiami Ritter. Sono venuto qui per piazzare una scommessa. Se non la volete...
- Oh, per volerla la voglio. Prendetela calma, signor Clinker. Ho solo l'abitudine di pensare a voce alta... Ma credo di aver finito i miei ragionamenti. - Si volt di scatto e ordin: - Brad, va a prendere Jack Neary e dica quel che vuole portamelo qui. Questa faccenda mi puzza maledettamente.
Mentre il giovanotto che aveva urgente bisogno di radersi partiva per la seconda volta in missione Tully per la seconda volta cerc di dominare i nervi e la lingua. Aveva quasi deciso di rinunciare all'idea di vincere trentamila dollari su quella particolare gara, ma era curioso di sapere che cosa avrebbe avuto da dire Charlie Metz a Jack Neary, poich non ignorava, come non l'ignorava nessun tifoso di pugilato, che Neary era l'impresario di Pantera Mullins. Dal momento, poi, che Metz pareva aver puntato su Cohen, come sicuro vincitore, la situazione aveva l'aria, per usare un'espressione cara a Metz, di "puzzare maledettamente".
Ci volle molto pi tempo per convocare Jack Neary, di quanto ce ne fosse voluto per chiamare Abe Cushman. Passarono dieci minuti buoni. Tully rimase sempre in piedi, con una mano in tasca, che sfiorava il rotolo di banconote. Uno degli uomini, quello che non era "Fumo" and a sedersi accanto ad Abe. Metz accese un altro sigaro e si prese il naso fra le dita. Dal suo aspetto generale si sarebbe detto che il mal di capo gli era aumentato. Quando finalmente la porta si riaperse, Charlie agit una mano in aria per disperdere un po' il fumo, e veder meglio i nuovi venuti. Erano in tre, contando anche Brad. Uno di loro, un tipo dalle spalle poderose, i lineamenti grossolani e il collo pressoch inesistente and a piantarsi davanti a Metz e domand con aria truculenta:
- Che cosa vuoi? Ci vuol tutta, a trascinarmi qua, proprio adesso...
- Gi. Chi  il tuo amico?
- Art Boley. L'allenatore della Pantera. Che cosa...
- Benissimo. Qui c' un altro vostro amico. Il signor Clinker, lo scienziato. Amico tuo e di Ritter.
- Parla di me - spieg Tully.
La testa di Jack Neary, priva com'era dei vantaggi di un collo, gir direttamente sulle spalle.
- Davvero? E chi sareste, voi?
- Mi chiamo Clinker. Stavo appunto spiegando che non conosco nessun Ritter e non vi ho mai visto...
- Silenzio - ordin Metz. - Conosci questo tipo, Jack?
- No. Chi ?
-  un gentiluomo che vuole scommettere con me ventimila dollari. Dice che il tuo ragazzo gliele suoner a Cohen. Ha i soldi nella tasca sinistra dei calzoni.
Neary lanci un'occhiata a Tully, un'occhiata rapida e indagatrice. Poi torn a guardare Metz.
- Ebbene, il signor Clinker dev'essere un grande sportivo - sentenzi.
- Sicuro. Lo conosci?
- No.
- Sai di dove vengono i venti "lenzuoli"?
- No.
Metz fissava l'impresario con sguardo gelido.
- Io ti conosco da molto tempo, Jack, e non mi sognerei mai d'essere sleale, con te - gli disse. - Farei sempre il possibile, per ripagarti, qualsiasi cosa ti dovessi. Lo sai bene, qualsiasi cosa.
- Lo so, Charlie. - Neary ricambiava lo sguardo con fermezza. - Anch'io farei altrettanto, con te.
- Ne sei sicuro, Jack?
- Non lo direi, se non ne fossi pi che certo.
- Benissimo. - Metz non distoglieva lo sguardo da Neary un secondo. - E come sta Mullins?
- Ottimamente.  un gran bravo ragazzo.
- Anche di questo sei certo, vero?
- Non lo direi se non lo fossi.
- Benissimo. Tu ti rendi conto, vero Jack, di come sarebbe imbarazzante se mi dessi la tua parola di non conoscere questo signor Clinker, e di non sapere di dove vengono i venti "lenzuoli" e poi io dovessi scoprire che invece lo sapevi. Non credo che un'eventualit simile ti farebbe piacere. Sono sicuro che non ti farebbe piacere. Be' siamo intesi. Tu e Boly farete bene a tornare al vostro posto. Avrai sentito parlare immagino, della volta che "Carota" Somers ha cercato di farmi il doppio gioco... Mi dispiace di averti fatto venir qui, ma non volevo correre il rischio di un'incomprensione. D'accordo, allora va' pure. Vattene anche tu Abe, e se terrai il becco chiuso non avrai bisogno di nessuno che ti aiuti a farlo. Chiaro?
- Chiarissimo, Charlie.
Brad, il giovane dalla voce melata, aperse la porta e usc per primo.
Neary e Boley lo seguirono. Chiudeva il corteo Abe Cushman alle spalle di Boley. L'uomo che era stato accanto ad Abe li accompagn, ma si ferm sulla soglia e si volt di scatto. Fu appunto il suo corpo massiccio a bloccare Tully, che aveva deciso di unirsi e aggregarsi all'esodo. La voce di Metz alle spalle del chimico annunzi freddamente:
- Ora son disposto ad accettare la vostra scommessa, signor Clinker. Vi conceder le quotazioni ufficiali: tre a due.
Tully si volt a guardarlo e rimase molto scosso, notando la sua espressione. L'allibratore mostrava i denti in un ghigno che in parte era ironico e in parte faceva pensare a un cane che ringhia. Nella destra stringeva una pistola automatica, che puntava, approssimativamente, all'altezza della cintura di Tully. Il chimico diede uno sguardo all'arma, poi fiss di nuovo il viso di Metz.
- Trallal - disse. - Maledetto cretino. Tre uomini sanno che son qui con voi. Forse anch'io sono cretino, ma non fino al punto di scommettere su Mullins quando so che vi siete accordato col suo impresario per farlo perdere.
- I tre uomini ai quali voi alludete hanno cattiva memoria, signor Clinker. - Il ringhio da cane si avvertiva anche nella voce di Metz, ora. - Siete venuto qui per scommettere su Mullins ed  esattamente quel che farete. Non cercate di tirar fuori il danaro, per. Ce lo prenderemo noi. Non mettete le mani in tasca per nessun motivo. Avanti, "Fumo", perquisiscilo.
Il signor "Fumo" s'incammin verso il prigioniero, senza premura. Tully s'irrigid, strinse i pugni e finalmente perse la calma. La perse nel preciso istante in cui "Fumo" entrava nel suo raggio d'azione, con una mano tesa. Tully era davvero molto alto, grosso e muscoloso, e con molta probabilit avrebbe potuto appiattire il naso di "Fumo" con un colpo ben assestato. Inoltre aveva perfettamente ragione di credere che Metz non avrebbe sparato. Ma poich non era provvisto di occhi posteriori era beatamente e stolidamente ignaro del fatto che il robustone che gli aveva impedito d'uscire stava ora avanzando in punta di piedi alle sue spalle armato di uno sfollagente.
Cos Tully non mise mai a segno il suo diretto e, come si dice, non seppe mai che cosa l'avesse colpito.
Giacque immobile sul pavimento, invece, con le ginocchia contratte e il collo storto.
- Andate a chiamare Brad e portate fuori questo mammalucco, dalla finestra - mugol Metz. - Io far la guardia alla porta.
...
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Capitolo 14.
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- Insomma o ho il cranio fratturato o non ce l'ho - disse Tully stizzosamente. - E se non ho il cranio fratturato non vedo perch dovrei rimanere qui.
- Una frattura - spieg l'infermiera in tono cattedratico. -  una rottura o incrinatura della scatola cranica. Una commozione cerebrale  una condizione di ridotta attivit della materia grigia risultante...
- Tutto questo lo so. Ma se si tratta d'una lieve commozione cerebrale posso andare a casa.
- Per una diagnosi completa sono indispensabili ventiquattr'ore di osservazione. In ogni caso io non posso decidere. Dormivate, quando  passato il medico. Ma torner.
Tully chiuse gli occhi. Tent di muovere la testa servendosi solo dei muscoli appositi, senza aiutarsi con le mani e gli sfugg un gemito. Due minuti dopo riaperse gli occhi.
- Avete detto che  domenica mattina?
- Sissignore.
- Che ore sono?
- Mancano otto minuti alle undici.
- Dov' il mio orologio da polso?
- In quel cassetto. Non si  fermato. L'ha caricato la signorina Christie.
- E chi  la signorina Christie?
- La vostra infermiera di notte.
Tully chiuse di nuovo gli occhi.
Cinque minuti dopo torn ad aprirli ed enunci un dato di fatto:
- Mi duole la testa.
- Certo che vi duole. Vi han colpito proprio l.
- "Sollievo e conforto pei malati e pei feriti" - cit il giovane in tono caustico. - Siete un accidente d'infermiera.
- Vogliate scusare.
- Di che?
- Vi ho semplicemente detto di volermi scusare.
- Ed io vi ho domandato perch.
L'infermiera sospese le complicate operazioni che stava eseguendo con vari articoli sanitari disposti su un vassoio e si volt a contemplare il malato con sussiego. Aperse la bocca ma poi cambi immediatamente parere, e torn a chiuderla. Poi, qualche istante dopo, annunzi:
- Mi chiamano, vogliate scusare - e lasci la stanza.
Quando l'infermiera ricomparve non era sola. Il ferito non poteva voltare il capo, ma ud dei passi pesanti e la voce della ragazza che parlava con qualcuno. Poi l'infermiera si rivolse a lui, direttamente, ma Tully si rifiut di mettere in moto la "ridotta attivit funzionale" della sua materia grigia per capire quel che gli diceva l'odiata creatura. Per fece uno sforzo, per vedere distintamente, quando, nel suo raggio di visuale, apparvero il viso e le spalle massicce di un giovanottone, col naso a patata e una raggiera di piccole rughe attorno agli occhi.
- Come va? - domand il giovanottone.
Tully enunzi un secondo dato di fatto:
- Voi non siete un medico.
- Infatti - convenne il visitatore. - Sono il sergente Purley Stebbins della squadra investigativa. Ho avuto un breve colloquio con voi, questa notte, ma immagino che non ricorderete gran che.
- Ho cercato di ricordare finora. - Tully, automaticamente, fece per corrugare la fronte, ma un'improvvisa trafittura l'indusse a rinunciarvi. - Non mi avete detto che i miei ventimila dollari se ne erano andati, e cos pure tutti i danari che avevo in tasca?
Il poliziotto annu:
- Avevate un dollaro e sessantadue centesimi nel taschino del panciotto.
- E niente altro?
- Nient'altro. All'infuori di un paio di lettere, della patente di guida e cos via.
Tully corrug la fronte, nonostante tutto il dolore.
- Vi ho parlato di Metz? Di Charlie Metz, voglio dire? Vi ho detto che mi ha puntato contro una pistola, e che qualcun altro mi ha dato una botta in testa, dal di dietro?
- S, l'avete raccontato a me e al tenente Brock. - Il sergente fiss un istante il malato, in silenzio, poi soggiunse: - Se ve la sentite di parlare un po', vorrei farvi qualche domanda. Come mai avete deciso di scommettere tutto quel danaro su Pantera Mullins?
- Ma... - Questa domanda richiedeva uno sforzo mentale pi gravoso di quello di richiamare un semplice ricordo. - Perbacco, credevo che avrebbe vinto. Che importa? Avete arrestato Metz? Avete recuperato i miei soldi?
- No. Non precisamente. Allora  vero che avevate intenzione di scommettere ventimila dollari su Mullins?
- Certo. Li ho ritirati dalla banca per questo...
- E li avete mostrati ad Abe Cushman, dicendogli che volevate scommetterli su Mullins e allora Abe vi ha condotto da Charlie Metz e voi avete detto anche a lui che volevate scommetterli su Mullins?
- Certo.  cos che sono arrivato l. In quella stanza, voglio dire.
- Bene. - Le ampie spalle del sergente s'alzarono d'un paio di centimetri, poi tornarono in posizione normale. - Mullins ha perso ai punti. Hanno assegnato a Cohen sette riprese su dieci.
Tully spalanc gli occhi. Li spalanc tanto che il capo gli fece male e dovette abbassare le palpebre.
- Aspettate... - mormor. - Aspettate un minuto... - E dopo una breve pausa, riaprendo gli occhi: -  cos. Sicuro.  naturale che Mullins abbia perso. Perch Metz si era accordato col suo impresario, Jack Neary, per far vincere l'altro.  per questo che ho deciso di non scommettere.
- Gi. Cos ci avete detto questa notte. - Il sergente tentenn il capo. - Ascoltatemi bene, signor Clinker. Naturalmente noi abbiamo svolto indagini sul vostro conto. Abbiamo avuto un colloquio col vostro principale, Stringer, che  venuto qui, la notte scorsa, e vi ha fatto trasportare in questa stanza privata. Abbiamo parlato anche col cassiere del Banco Metropolitano che ha pagato il vostro assegno e cos via. Ma vedete un po' che cos'abbiamo in mano, di positivo. Siamo andati a interrogare Charlie Metz e quello ci ha risposto di s, che li aveva lui i vostri ventimila dollari, perch ve li aveva vinti in una scommessa sulla partita. Ce li ha perfino fatti vedere. Siamo andati a parlare con Abe Cushman, e ci ha detto che siete andato spontaneamente a chiedergli di condurvi da Metz per scommettere su Mullins... E in ogni caso questo l'ammettete anche voi. Ci siamo rivolti a Jack Neary, e, a sentir lui, ieri sera Metz non l'ha visto nemmeno col cannocchiale e, naturalmente, la partita non era truccata. Anche Abe Cushman non si ricorda niente di Neary. Metz giura che Neary non lo conosce per parte di Adamo, e non ricorda nemmeno quando l'ha visto l'ultima volta. - Il sergente mosse le mascelle con aria bellicosa. - Ebbene?
-  un sacco di bugie.
- Forse s. Ma potete provarlo? Oltre a Neary e a Cushman, che possono contraddirvi sulla faccenda della partita truccata, Metz ha tre tirapiedi pronti a giurare che siete un bugiardo. Ci ha raccontato che voi avete piazzato la scommessa e un poco pi tardi siete tornato da lui dicendo che avevate cambiato parere e volevate indietro i vostri quattrini. Allora lui vi ha riso in faccia e voi ve ne siete andato furibondo. Dopo di che non v'ha visto pi. Nessuno di quei bravi signori vi ha pi visto.
- Allora come diavolo sarei finito in quella stanza con la testa rotta?
- Voi non eravate in quella stanza. Siete stato trovato verso le undici e mezzo, quasi assiderato, sotto un portone a tre isolati dalla palestra. Ve l'ho detto, questa notte, quando siete rinvenuto.
Tully chiuse gli occhi per qualche istante, li riaperse, mormor:
- Oh, Dio! E Metz vi ha anche mostrato il danaro... - E torn a chiudere gli occhi.
Il sergente aspett in silenzio, per qualche minuto, poi riprese:
- Avrei un altro paio di domande, da farvi, se non vi dispiace. Conoscete "Veleno" Ritter?
Tully borbott un no, senza aprire gli occhi.
- Avete mai scommesso forti somme su una partita di pugilato, prima di ieri?
- No.
- Come mai avete deciso, tutt'a un tratto di tentare un colpo cos grosso?
- Volevo pagare la tassa sul reddito.
Il sergente rimase a bocca aperta.
- Oh, Gesummaria! Questa s che  buona! E poi dicono che il patriottismo  morto! Si  mai sentito che... S, sorella?
L'infermiera era entrata senza rumore, si era avvicinata al capezzale e osservava il viso del paziente. Poi avanz una mano e pos le dita, fredde ed efficienti, sul polso di Tully. Il giovanotto si sent correre un piccolo brivido freddo per la schiena. Dopo una ventina di secondi l'infermiera scosse il capo con aria professionale e si rivolse al sergente in tono irrevocabile:
- Basta cos.
- D'accordo - mugol Purley Stebbins. - Credo proprio che abbiate ragione. - E lasci la stanza in punta di piedi.
- Che ora  - domand Tully.
L'infermiera, che era appena rientrata, appag la sua curiosit.
- Mancano ventitr minuti alle due. Il dottor Kallmann dice che probabilmente potrete andare a casa domani.
- Gi. L'ho ringraziato.
-  una buona cosa. I medici e le infermiere ben di rado si sentono dir grazie, per quel che fanno. Siete disposto a ricevere una visita?
- Uh... Che visita?
- Una signorina. Non una parente. Un'amica a sentir lei. La signorina Flora Brent.
- Dov'?
- In sala d'aspetto.
- Bene, porca miseria, portatela qui.
- Vogliate scusare.
- Avete... sentito... benissimo... quello... che... ho... detto... - dichiar Tully, con voce limpida e chiara.
L'infermiera si dilegu, in silenzio.
Tre minuti dopo la porta si riaperse. Tully l'ud, e ud anche un sommesso scalpiccio di piedi femminili. Poi la signorina Brent entr nel suo raggio di visuale. Lui la riconobbe, naturalmente, ma gli parve che avesse un'aria molto diversa. Poi si rese conto che gli faceva quell'effetto perch portava gli abiti festivi, che le aveva visto molto raramente. Il cappellino era di quelli che una certa categoria di persone chiamerebbe "spiritoso." Il bavero di pelo del cappotto le carezzava il mento e tentava di farle il solletico ai lobi delle orecchie. Flora s'era tolta i guanti.
- Salve - fece Tully. -  entrata anche l'infermiera? Va sempre in giro come un fantasma, e io non posso voltarmi per vedere dov'.
- Non  entrata - annunzi Flora. - Buongiorno.
- Buongiorno. Toglietevi il cappotto e accomodatevi.
- Posso fermarmi solo un minuto. Il signor Stringer m'ha telefonato che gli era impossibile venir qui oggi e m'ha chiesto di passare un momento da voi per cercar di scoprire quando sareste potuto tornare a fare il chimico.
Tully tent di sorridere per dimostrarsi cortese, ma non aveva idea del risultato del proprio sforzo.
- Forse domani... - rispose. - Comunque dopodomani senz'altro. Ho avuto una lieve commozione cerebrale. Ma il cranio non  fratturato.
- Meno male. Siete piuttosto pallido, per essere voi. - Flora si fece pi vicina e pos una mano sulla coperta bianca, accanto alla coscia di Tully, ma la ritrasse subito, vivamente, e arretr d'un passo.
- Avete visto il giornale?
- No. Non mi permettono di leggere, e in fondo non ne ho nemmeno voglia.
- Tanto di guadagnato. L'articolo dice che voi siete il Dottor Cenerentola e via di seguito e racconta che avete perso ventimila dollari...
- Sono stato derubato! Mi hanno dato una botta in testa e me li hanno soffiati di tasca... Be', che c', ancora?
Un colpetto discreto e sommesso era risonato alla porta. Poi il battente si aperse ed entr l'odiata infermiera. Tully strinse le labbra con disdegno, avendo appreso a proprie spese che conveniva fare cos anzich aggrottare la fronte.
- Siete disposto a ricevere una visita, signor Clinker?
- Chi?
- Una certa signorina Petra Gann. O Gawn.
- All'inferno - dichiar Tully stringendo le labbra.
- Devo pregarla d'aspettare?
- Perch dovrebbe aspettare?
- Io... io non saprei. Vogliate scusare.
- Ma fa proprio un bel caldo, qui - osserv Flora, togliendosi il cappotto, e porgendolo all'infermiera che l'appese all'attaccapanni.
C'erano tre sedili, nella stanza. Due sedie di legno dallo schienale rigido, e una bella poltrona comoda e imbottita. Flora occup la poltrona, volgendola verso il letto.
- Ebbene? - rugg Tully. - Fate passare la signorina Gann.
L'infermiera usc velocemente.
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Capitolo 15.
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Il mantello di Petra era tutto di pelliccia, d'un marrone caldo, ricco, lucente. Una minuscola coccarda dello stesso pelo era appuntata sul suo turbante, d'un marrone pi chiaro. Sotto il braccio la visitatrice stringeva una lunga scatola da fiorista.
- Ma Tully, stupidone - disse avvicinandosi al letto e osservando attentamente il viso del malato. - Hai un'aria cos abbattuta! Ho telefonato una dozzina di volte. Un'ora fa m'han detto che avevi mangiato due eclairs. - Gett la scatola ai piedi del letto, si chin sul giovane, mentre la coccarda di pelo ondeggiava elegantemente e gli diede un gentile bacio sulle labbra. Indi si rizz e si rivolse a Flora: - Come state, signorina Brent? - Poi di nuovo a Tully: - Ti fa tanto male?
- Oh... un po' male fa.
- Ma non hai fratture?
- No. Avevo pensato che forse questa volta ero diventato una testa buca anche in senso letterale, ma dicono di no. Come hai fatto a sapere che ero qui?
- Dai giornali. La cosa non ti andr a genio perch hanno riesumato il passato. Il Dottor Cenerentola. Voi avete visto, immagino, signorina Brent.
Flora rispose di s: che aveva visto. Tully domand:
- Che c' in quella scatola?
- Fiori, tesoro. Oh, se non mi lasci levare il mantello soffoco. - Petra si tolse la pelliccia e la drappeggi sullo schienale d'una sedia. Poi sciolse lo spago della scatola, la scart e sollev il coperchio. - Ecco qua. Immagino che avresti preferito qualche fiala di prodotti chimici arrostiti, ma devi contentarti di queste. Annusa. - Avvicin le rose al viso di Tully e il giovanotto aspir.
- Ottimo - dichiar. - Molto obbligato.
- Non c' di che. Sono molto tenera, coi malati. Volete sentire anche voi il profumo, signorina Brent?
Flora dovette alzarsi dalla poltrona, per farlo, ma torn immediatamente a sedersi.
- Squisito - dichiar. - A me piacciono i fiori di pisello.
Petra annu, riponendo le rose nella scatola.
- Dir all'infermiera che le metta nell'acqua. - E sorrise. - I fiori di pisello sono carini, ma mi sembrano cos insipidi... Non hanno variet. Non hanno repertorio. Come le ragazzine del ginnasio che suonano il Canto della Primavera di Mendelssohn. Non vi pare? Tu non mi hai mai mandato dei fiori di pisello, vero, Tully? Ti piacciono?
- Sicuro. Perch no? Sono fiori.
Petra gli sorrise.
- Tu non sai distinguere un fiore da una scopa. - Si volt e sorrise anche a Flora. - Oh, son stata cos sciocca a dire quel che ho detto dei fiori di pisello... perch pu darsi che voi gliene abbiate portati. Ma a lui piaceranno lo stesso...
- Io non gli ho portato nulla - replic Flora allegramente. - Il signor Stringer m'ha pregata di passare di qui a vedere quando il signor Clinker avrebbe potuto tornare al lavoro. Sono arrivata un istante prima di voi. E quando l'infermiera  venuta ad annunciarvi, ho immaginato che anche la vostra visita fosse pi o meno d'affari, dal momento che dirigete la pubblicit... - S'interruppe di botto, con una piccola esclamazione soffocata. - Oh, naturalmente! Che stupida! - E si rivolse al ferito. - Era la signorina Gann che stavate per sposare, non  vero Tully? Ma s, certo che era lei! Che sciocca son stata, a non ricordarmene subito!
Tully diede un gemito. Flora si rivolse a Petra con aria contrita.
- Oh, sono tanto spiacente! Mi ha fatto cos male, ieri, quando Tully ci ha detto che il suo fidanzamento era andato a monte! Immagino che mi giudicherete una terribile impertinente, dal momento che siete entrambi tanto pi vecchi di me, ma proprio non posso fare a meno di dirvi che  una vergogna che abbiate rotto cos, solo per questione d'interessi. Sul serio, signorina Gann, dovete perdonarmi, ma onestamente io credo che sia un'atroce mancanza di comprensione da parte vostra, lasciare Tully solo perch s' liberato del suo danaro. Mi sembra una cosa tanto gretta, tanto...
Petra scoppi a ridere.
- Non  molto astuto, signorina Brent.
- Astuto? Ho detto che ero spiacente...
- So quel che avete detto. Ma voi non stavate rivelando a Tully nulla che non sapesse. Sebbene, a quanto pare, voi credeste il contrario. Lui sa quanto sono avida, non  vero, tesoro?
Tully emise un secondo gemito, pi prolungato. Petra sorrise a Flora.
- Anzi, in fondo conosce molto pi me di quanto non conosca voi. Io sono infinitamente pi sincera, con lui. Perch non tentate la sorte e non vedete se vi riesce di catturarlo? Sarebbe stato cos carino, se gli aveste portato un mazzo di fiori di pisello...
Flora ricambi il sorriso.
- E magari avrei potuto portare anche la mia fisarmonica, per suonargli il Canto della Primavera...
- Sicuro, sarebbe stata una buona idea. - La voce di Petra si fece aspra. - Dobbiamo continuare, signorina Brent? Non crediate, perch siete intelligente, che non vi si possa far fare la figura della stupida...
- Ma si pu sapere, in nome di Dio, di che cosa state parlando? - sbott Tully.
- Di te - spieg Petra. - La signorina Brent stava cercando di sminuirmi ai tuoi occhi parlando della mia avarizia, e io sono cos permalosa che  riuscita a farmi perder la calma. Questa ragazza  cos pazzamente innamorata di te che si abbasserebbe a tutto.
Flora emise un'esclamazione soffocata. Tully strabuzz gli occhi. Entrambi avevano perso il dono della favella. Petra si rivolse di nuovo a Flora.
- Certo che lo siete. Striscereste ai suoi piedi, se credeste di ottenere qualcosa in questo modo. Ma siete troppo codarda per aver anche solo il coraggio di strizzargli l'occhio. Quando ha cercato di liberarsi di me chiedendovi di sposarlo, se aveste avuto un filo di coraggio avreste afferrato l'occasione al volo e vi sareste affidata alla provvidenza, sperando che andasse tutto bene...
Flora era balzata in piedi, col viso bianchissimo.
- Immagino che siate improvvisamente impazzita...
- No, non sono affatto impazzita, e voi dovreste vedere che faccia avete. Siete una ragazza sveglia, ma siete cos disperatamente innamorata, che alla sola idea che si scopra il vostro segreto vi va il sangue in acqua. Anch'io voglio Tully. Forse lo voglio quanto voi, a mio modo. E quel che faccio, in questo momento,  forse un gesto impulsivo, ma ho le mie ragioni. Tully capisce cos poco di quel che accade dentro di lui che pu anche essere innamorato di voi senza saperlo. Per ne dubito. Se lo , questa scena glielo far capire. Se non lo , servir per smascherarvi. Facevate venire la nausea seduta l, tutta impettita, a dire che eravate venuta perch vi aveva mandata il signor Stringer. Voi siete venuta perch sapevate che Tully era ferito e non potevate resistere all'idea di non vederlo. E per la stessa ragione son venuta io.
Flora cerc di ridere, ma cap da sola che il suo tentativo era un fallimento. Petra rise davvero, invece e di gusto. Allora Flora balz in piedi, strapp il cappotto dall'attaccapanni e senza fermarsi ad infilarlo si precipit fuori dall'uscio. Tully voltando poco giudiziosamente la testa, chiam con una smorfia di dolore:
- Eh! Che cosa diavolo?...
- Sta' quieto, Tully, agnellino. - Petra si chin sul giovane e lo baci. - Io sono la tua ragazza. In un modo o nell'altro anche questa  decisa. - E con un sorriso prese la pelliccia, l'infil, e scivol fuori dall'uscio, senza rumore.
Tully chiuse gli occhi, e diede un terzo gemito. Gli parve che la cosa esprimesse con molta aderenza il suo stato d'animo e gemette di nuovo. Poi ebbe l'impressione di udire un rumore soffocato e rizz le orecchie. Non c'era dubbio, l'Infermiera Fantasma era entrata. Tully riaperse gli occhi. La Regina del Silenzio era proprio l che si occupava della scatola di rose.
- Spiegatemi una cosa, per favore - chiese il malato. - Non  un fatto che le donne son state create appositamente per amare e confortare i malati?
- Certo - replic la Silenziosa, in tono glaciale. - Per questo le donne sono infermiere.
- Volete dire che per questo le infermiere sono donne.
La ragazza in bianco studi Tully attentamente.
-  colpa della vostra testa. Attivit funzionale ridotta: Molto ridotta.
Tully chiuse gli occhi e li tenne ben sigillati.
Lo mandarono a casa il luned, verso mezzogiorno, raccomandandogli di starsene a letto per il resto della giornata e di evitare tutte le emozioni. La testa di Tully funzionava ancora in maniera oltremodo barocca e gli faceva tuttora desiderare che il cranio si aprisse in un punto a sua scelta, per dare un po' d'aria al proprio contenuto. Per non gli doleva pi tanto come il giorno precedente. Prima di andarsene Tully diede all'amministrazione dell'ospedale un assegno per settantaquattro dollari e dieci centesimi; il prezzo della sua degenza, che non includeva, per, l'onorario del dottore. Poi si fece cambiare un secondo assegno di venti dollari, per avere un po' di soldi in tasca.
Tutto questo non serv a riconfortarlo. Il sabato a mezzogiorno Tully si era lanciato all'arrembaggio, fiducioso e sicuro di poter coprire il suo deficit e il luned a mezzogiorno, alla stessa ora, faceva ritorno a casa con la testa che pareva un bidone di segatura e il deficit accresciuto di pi di ventimila dollari.
Lungo la via del ritorno Tully fece fermare il tass per comprare qualche tramezzino di prosciutto, sottaceti, birra ed eclairs per desinare.
Verso le tre era sdraiato sul letto, fissava accigliato il soffitto cercando di architettare una campagna facilmente attuabile per la soluzione dei suoi problemi finanziari, quando trill il telefono. Era L. E. Stringer il quale l'informava che avrebbe gradito inviargli la signorina Brent per un controllo dell'analisi Corliss-Baynes. Sempre che Tully se la sentisse, naturalmente.
L'interpellato accondiscese. Era convinto che un po' di chimica sarebbe stata un toccasana, per la sua testa dolorante.
Dieci minuti pi tardi Flora arriv. Disse a Tully, per prima cosa, ma con un'aria vagamente remota, che s'augurava che la sua testa andasse meglio e il giovane rispose di s, ma che non aveva ancora provato a vedere come reagiva ai salti mortali. Con la sua consueta efficienza Flora avvicin le due poltroncine di vimini al tavolo, non senza aver prima portato altrove gli avanzi del ricercato pasto del suo collega. Poi depose le schedine delle varie fasi dell'analisi in un ordinato mucchietto al suo fianco, e accanto ad esse depose un secondo mucchietto di schede, quello dei dati originali. Dopo di che sedette con la matita e il taccuino pronti, in mano. La revisione richiese pi d'un'ora di lavoro e le precauzioni di Stringer si rivelarono giustificate, perch Tully scoperse un errore marchiano e una lettura di eudiometro molto dubbia. Alla fine, il chimico aveva il fazzoletto gocciolante, perch la concentrazione gli aveva fatto sudare la fronte, ed era stato costretto ad asciugarsela continuamente. Ben presto aveva notato che la cosa pareva irritare la signorina Brent, la quale stringeva le labbra ogni volta che lui si serviva del fazzoletto; allora aveva informato la signorina che era molto dolente ma non poteva farne a meno, e lei aveva schiuso le labbra, come per rispondere, ma era tornata subito a stringerle con energia. Quando ebbero terminato, la ragazza s'alz e cominci a radunare le sue carte.
Tully aveva la testa un po' stanca, ma si sentiva decisamente meglio. Cos sorrise alla collega e osserv:
- Siete davvero molto efficiente.
- Sono una ragazza che lavora - assent Flora.
- Gi. - Tully s'asciug la fronte. - Volevo... ehem... sapete, quel che Petra ha detto ieri...
- Non vi preoccupate. - La ragazza lo guard dritto in faccia, con gli occhi limpidi e giovani. - Stava solo cercando di mettermi in imbarazzo. Da quando vi ho impedito di regalarle la formula mi vede come il fumo negli occhi... O forse  chiaroveggente. Pu darsi che io in segreto vi adori e vi idolatri e bruci di passione per voi senza nemmeno saperlo. Non sarebbe un'ironia?
- Sicuro. Credo proprio di s. - Tully torn a sorridere. - Tuttavia volevo accennarvene perch so com' fatta Petra. Le piace ascoltarsi parlare e temevo che voi pensaste che potessi prenderla sul serio. Non proprio sul serio sul serio. Ma sapete bene... Voi potevate pensare che io ci rimuginassi sopra. Per, dopotutto non sono completamente cretino. Se voi foste innamorata di me, vi sareste precipitata ad accettare quando vi ho chiesta in moglie nel maggio scorso.
- Gi. Sarebbe logico. - Flora rise. Fu una risatina breve e fredda. - E cos voi ci avete ragionato sopra e siete venuto alla conclusione che non sto morendo dalla voglia di strisciare ai vostri piedi.  davvero meraviglioso, vedere come una mente addestrata e scientifica possa...
- Lasciate andare. - Tully si asciug la fronte. - Ricordatevi che sono malato. Non ho avuto bisogno di ragionarci sopra. Soltanto che... io e voi siamo sempre stati amici e in un certo senso voi mi piacete moltissimo, quantunque siate testarda come un mulo. Perci non volevo che pensaste che lo scatto di Petra facesse qualche... ehem... che io pensassi che significava qualcosa. Petra ha parlato perch ha la bocca.  passata dall'ospedale, questa mattina prima di andare in ufficio, e si era gi quasi dimenticata di quel che aveva detto.
-  stato carino da parte sua tornare a farvi visita.
- S. Petra ha alcune buone qualit.
- E il vostro incidente  stato una fortuna, tutto sommato, perch ha servito a farvi capire che vi volevate sposare, nonostante tutto.
- Che? Petra non mi sposa affatto. E io non sposo lei. Per lo meno... ehm... non lo so.
Flora scoppi di nuovo nella sua risatina breve e fredda.
- In ogni caso questo non avr nessun cattivo effetto sulla nostra amicizia, vero? Be', ora devo proprio tornare in ufficio. Il signor Stringer ha chiesto a Cal di fermarsi con lui ad esaminare i vostri appunti.
Quando la ragazza se ne fu andata, Tully torn a sdraiarsi sul letto e riprese a fissare accigliato il soffitto. Intendeva e desiderava fermamente concentrarsi sul problema della tassa d'entrata e trovare un sistema per riuscire a pagarla. Ma in capo a un'ora non aveva fatto il minimo passo verso la soluzione, perch un altro problema era venuto a turbare il corso delle sue meditazioni. Petra l'aveva invitato a cena, a casa sua, per la sera seguente. Doveva andarci? Voleva andarci? La sua maledetta testa non era in condizioni di risolvere il dilemma in maniera adeguata e... oh s, e lui era a corto di cinquantamila dollari... lui, Tully Clinker era A CORTO DI CINQUANTAMILA DOLLARI... oh, cielo, che pasticcio...
Il marted mattina Tully si sentiva molto meglio, o per lo meno si sentiva molto meglio la sua testa. Il problema della tassa sul reddito sussisteva, ma l'altro era stato risolto. Il luned sera Petra aveva telefonato e il giovane aveva consentito a cenare con lei. Non aveva la minima idea di quel che sarebbe accaduto. Probabilmente sarebbero scappati da qualche parte a sposarsi, avevano gi la licenza. Probabilmente si sarebbero detti addio per sempre. Probabilmente avrebbero... uh... mah.
Era bello esser di nuovo in laboratorio. Tully si lanci sull'analisi per la Corliss-Baynes e port avanti gli esperimenti a vele spiegate.
Alle undici il signor Stringer si avvicin trotterellando al suo banco. Tully termin di chiudere una valvola poi si volt e vide che il suo principale portava il cappello e il cappotto e aveva un'aria seccatissima.
- Potete affidare questa roba a Cal per un'oretta? - s'inform Stringer.
- Ma certo. Ho gi avviato tutto.
- Benissimo. Vestitevi e venite con me.
Il signor Stringer non aggiunse nessuna spiegazione e si rivolse a Cal Remmers per dargli una complicata serie di consigli e ammonimenti.
Tully, obbediente, si vest e segu il suo principale. Nell'ufficio d'amministrazione, in attesa davanti alla porta d'ingresso, c'era Flora Brent, anche lei in tenuta da passeggio. Stringer ordin: "andiamo" e Tully aperse la porta. In strada Stringer chiam un tass, con un gesto, vi sal coi suoi dipendenti e ordin al guidatore:
- Centre Street centotrentasette.
La macchina si avvi. Flora non aveva ancora detto una parola. Sul suo viso c'era un'espressione che Tully non aveva mai visto e che non gli piacque. Non era proprio paura, ma una specie di attonito sgomento. La ragazza stava nel centro del sedile, in mezzo ai due uomini. Tully le chiese qualcosa ma lei scosse il capo, senza guardarlo.
- Se stiamo andando a fare una passeggiata, avremmo potuto prendere la mia macchina - dichiar il chimico, sporgendosi verso il suo principale.
- Non andiamo a fare nessuna passeggiata. - Stringer era molto stizzito. - Parola mia, Tully, non potreste darmi pi grattacapi se foste mio figlio. Nemmeno se foste una coppia di gemelli. Prima la vostra maledetta formula. Poi altre cose... Vi fate dare una mazzata sulla testa e io devo schizzare dal letto dopo mezzanotte e precipitarmi all'ospedale per assicurarmi che vi curino come si deve. Se mai un uomo ha avuto bisogno d'una moglie quello siete voi. E adesso, nel bel mezzo d'una giornata di lavoro, ecco che stiamo correndo come pazzi all'ufficio del Procuratore Distrettuale.
- Ma che cosa... - Tully spalanc gli occhi. - Ah! Ah! Hanno arrestato Metz! Ditemi, hanno preso Metz?
- E chi diavolo sarebbe Metz? Hanno arrestato la donna che ha preso per il naso voi e Flora. Avevo messo la polizia sulle sue tracce perch la storia mi aveva insospettito appena l'avevo sentita. Di voi non mi sorprendo, ma quanto a Flora... sono sbalordito, ecco.
- Quale donna? Di chi state parlando?
- Quando arriveremo lo scoprirete da voi. Ehi, autista, prendetela calma. Quest'uomo  ferito e ha un'infiammazione al cervello... - Stringer sbuff rabbiosamente - Cervello!
Queste furono le uniche informazioni che Tully riusc a cavare al suo principale. Quanto alla signorina Brent, rimase muta come un pesce. Finalmente il tass si ferm all'indirizzo desiderato. Il trio entr nel malinconico edificio, prese un ascensore e all'ufficio informazioni del piano superiore il signor Stringer spieg che avevano un appuntamento col vice procuratore distrettuale Eustis. Dopo una breve attesa un'impiegata li guid per le volute di un corridoio-labirinto e finalmente aperse loro una porta.
Il terzetto fece il suo ingresso in una stanza di medie dimensioni, tutt'altro che accogliente, il cui solo mobilio consisteva in due scrivanie e in mezza dozzina di sedie e poltrone. Dietro la pi grande delle scrivanie sedeva un giovanotto ben vestito dall'aria sveglia e dai riccioli neri. Su una poltrona di fronte a lui stava una splendida figliola. Come entrarono, Flora Brent corse verso di lei. La bella figliola s'alz e le due si scambiarono un tenero abbraccio.
- Agata cara... - mormor Flora.
- Flo, tesoro - replic l'altra.
Il giovanotto elegante rimase freddissimo, come sicuramente non sarebbe accaduto se avesse cercato le stelle per una nuova rivista. Si present a Stringer, e Stringer present Tully. Il giovane chimico rivolse un cenno di saluto ad Agata Hodge, e "sorella Agata" ricambi a sua volta con un cenno. Le ragazze avevano disposto le loro poltrone in modo da potersi tenere per mano.
Il vice procuratore distrettuale Eustis si schiar la voce e si rivolse a una stenografa che sedeva alla scrivania pi piccola.
- Vi avvertir quando sar il caso di prender note, signorina Green. - Poi pos gli occhi sul signor Stringer e sul suo dipendente. - Questa faccenda  davvero straordinaria. Non ho mai visto niente di simile. - E si rivolse ad Agata. - Mi pare chiaro che voi conoscete la signorina Brent... Oh, a proposito, immagino che questa sia Flora Brent.
- Precisamente - rispose Stringer. - Scusatemi, ho dimenticato di presentarvela.
- Niente di male. Ovviamente, signorina Hodge, voi conoscete la signorina Brent. Riconoscete il signor Clinker? Ah, vedo di s. Ora...
- Che cosa diavolo... - sbott Tully.
Eustis alz una mano, per farlo tacere.
- Vi prego, signor Clinker. Lasciate che questa faccenda arrivi a capirla a fondo io, prima di voi. Tanto per cominciare: vi siete o non vi siete espropriato di valori ingenti di vostra propriet a favore di una certa Lega Nazionale dei Canterini di cui la signorina Hodge vi si era presentata come segretaria?
- E se cos fosse? Era nei miei...
- Vi prego, signor Clinker. Lo avete fatto?
- Non  affar vostro, per la miseria! - esclam Tully, in tono bellicoso. - A quanto pare voi state cercando di dar delle noie alla signorina Hodge. Se proprio avete voglia di romper le scatole a qualcuno, perch non prendervela con Charlie Metz che mi ha dato una legnata in testa e mi ha rubato ventimila dollari?
Eustis parve lievemente sbalordito.
- Ma che cos' questa storia? - chiese al signor Stringer. - Qualche altra associazione gli si  messa alle calcagna?
Stringer scroll il capo.
- Si tratta di una serie di eventi del tutto diversa. - E si rivolse al suo giovane capochimico. - Datemi retta, Tully, potremo studiare i particolari pi tardi. Se volete che ci sbrighiamo, ora, date risposte precise alle domande altrettanto precise che vi verranno rivolte. Ve lo chiedo come un favore personale.
- Grazie - fece Eustis, annuendo. Poi a Tully. - Vi siete o non vi siete...
- S.
- ...espropriato di ingenti valori di...
- Ho detto di s.
- Benissimo. Potete mettere a verbale, signorina Green. - E di nuovo a Tully. - In che consistevano questi beni, e qual era il loro valore approssimativo?
- Erano azioni della Anonima Cenerentola e il mio contratto di diritti. Valevano pi d'un milione di dollari.
- La valutazione  vostra?
- No. Mi era stata offerta questa cifra dalla Daniel Cullen e compagni.
Eustis inarc le sopracciglia.
- Bene. Almeno questo l'abbiamo chiarito. Il trapasso di propriet di questi beni  stato eseguito legalmente, per mezzo d'un documento notarile?
- S.
- Chi  l'avvocato che ha steso gli atti?
- Non lo so. Non l'avevo mai visto prima. La signorina Brent o la signorina Hodge potranno dirvelo.
- Ma non vogliono dirmelo. Per lo meno la signorina Hodge non vuole. - Il vice procuratore distrettuale si rivolse a Flora. - Me lo direte voi, signorina Brent?
Flora pronunzi con molta calma una frase che, ovviamente, aveva preparato in anticipo:
- Prima di rispondere a qualsiasi domanda voglio sapere con quale diritto me la rivolgete.
- Capisco. Temo che la vostra supposizione sia errata, signor Stringer. Non mi sembra plausibile che la signorina Brent si sia lasciata abbindolare come il signor Clinker. Sospetto che abbia partecipato attivamente alla truffa.
- Scempiaggini - scatt Stringer. - La signorina Brent  dritta come un fuso.
- Vedremo. Quando avremo terminato non resteranno pi dubbi di sorta. Ora, signor Clinker, che cosa vi hanno fatto credere, per indurvi ad alienare tutti i vostri beni?
- Niente - dichiar Tully con ferocia.
- Che? Qualcosa devono avervi pur detto.
- Non  stato necessario indurmi a liberarmene. L'avevo gi deciso da me. Avevo cercato di convincere la signorina Brent a prenderseli e lei non aveva voluto. In seguito mi disse che se...
- Un momento. Avete dichiarato d'aver offerto i vostri beni alla signorina Brent personalmente. C'era... uhm... c'era qualche... avevate posto qualche speciale condizione?
- Condizione?
- Voglio dire le avevate chiesto qualcosa in cambio?
- Se proprio volete saper tutto, dall'a alla zeta, qualche tempo prima le avevo offerto i miei beni per convincerla a sposarmi, ma ero stato costretto a rinunciare. Mi aveva riso in faccia. In seguito poi mi disse che se ero proprio deciso a liberarmi di tutti quei soldi avrei potuto ad esempio darli alla Lega Nazionale dei Canterini di cui lei era socia, e una sua amica...
- Ah, vi ha detto che era socia?
- S. - Tully fece la faccia scura. - E perch diavolo non avrebbe dovuto farsi socia, se ha simpatia per gli uccelli canterini? - Il giovane chimico fiss ad una ad una le facce dei presenti. Quella di Flora, di Agata, del signor Stringer. Poi torn a occuparsi di Eustis. - Sentite un po' qua. Io v'ho dato abbastanza informazioni, per cominciare. E se ne deste qualcuna voi a me, ora? Ad esempio: come mai  scoppiata tutta questa cagnara?
- Preferirei sentir tutta la vostra storia, prima, signor Clinker.
- No! - dichiar Tully, con forza. - Per il momento non dico altro. Si pu sapere che cosa vi siete messo in testa?
- Mi sono messo in testa semplicemente che devo fare il mio dovere per proteggere i diritti dei cittadini della nostra contea e per punire coloro che violano questi diritti.
- E che diritti state proteggendo, ora?
- I vostri.
- Ve l'ho chiesto, per caso? - Tully era molto sdegnato.
- No. Ma fortunatamente il vostro principale, il signor Stringer ha sospettato qualcosa e ci ha riferito...
Tully guard Stringer con ferocia.
- Ho chiesto per caso a voi di proteggermi, signore?
- Non fate l'idiota, Tully - lo ammon Stringer coi baffi vibranti di stizza. - Finiremo col restar qui tutto il giorno. Ero venuto a sapere che avevate regalato tutto quel che avevate a una societ di beneficenza e, conoscendovi, avevo insistito con Flo perch me ne dicesse il nome. In seguito ho chiesto al mio avvocato di svolgere indagini senza mai rivolgersi a Flo, per non allarmarla, e quando il mio legale non  riuscito a scoprire niente e non ha potuto nemmeno assodare l'esistenza di quella cosiddetta Lega, ha insistito per informarne la Procura Distrettuale. Io ho sospettato che voi e Flo foste stati vittime d'una truffa e, a quanto pare, avevo ragione.
- Altro che - convenne Eustis - E noi abbiamo lavorato con rapidit incredibile, se si tiene conto che avevamo promesso di non rivolgerci alta signorina Brent. L'unico indizio tangibile a nostra disposizione era il fatto... fornitoci da voi, signor Stringer... che il signor Clinker aveva ricevuto una targa di bronzo incisa colla quale la Lega Nazionale dei Canterini esprimeva la propria riconoscenza. Non siamo riusciti a trovare nemmeno l'ombra di quell'associazione. N la sua costituzione a ente morale n la sua registrazione. Per abbiamo trovato un cesellatore, in Varuck Street, che s' ricordato di avere inciso una targa che rispondeva alla descrizione del signor Stringer, per conto di una certa Agata Hodge. - Il vice procuratore distrettuale rivolse uno sguardo gelido ad Agata, poi torn a occuparsi dei due uomini. - In base a questo indizio abbiamo trovato la signorina.  la creatura pi controllata che abbia mai visto. Dice che esiste una Lega Nazionale dei Canterini, della quale lei  segretaria; dichiara che questa Lega non ha telefono, non ha carta intestata, non ha archivio, non ha registri e non ha uccelli canterini. A parte questo si rifiuta di dare il nome di un solo dirigente o socio della Lega, e soprattutto si rifiuta di dichiarare se la sua associazione ha sollecitato o comunque ricevuto donazioni di qualsiasi genere dal signor Clinker o da altri. Per farla breve non vuol darci la pi piccola informazione. Per questo ho dovuto farvi venir qui. Volevo metterla di fronte a qualcosa di concreto. - Eustis torn a fissare Agata con estrema freddezza. - Ebbene, signorina Hodge? Avete sentito la deposizione del signor Clinker. Valori per pi d'un milione di dollari. Immagino che siate abbastanza intelligente da capire che ora dovete parlare per forza. Oppure chiamare un avvocato che parli per voi.
Agata sgran gli occhioni.
- Perch? - chiese con dolce innocenza.
Eustis batt un pugno sulla scrivania.
- Avete intenzione di starvene qua seduta e...
- Finitela! - L'esclamazione di Tully era stata quasi un muggito. - Ascoltatemi. Avete detto che proteggete i miei diritti. Io ho fatto quel dono alla Lega Nazionale dei Canterini perch volevo farlo. Non  affar vostro sapere chi sono i membri, o se la Lega ha un ufficio o non ce l'ha. E se anche accettando la mia offerta la signorina Hodge si  resa colpevole di qualche infrazione tecnica, non potete farci niente, se io non mi lagno. E, come vedete, non mi lagno affatto.
- Temo che questo non basti, signor Clinker.
- A me basta.
- Ma non basta al popolo dello Stato di New York. Non si pu lasciare impunita una malversazione di questo genere. Nemmeno se un grande cuore e un piccolo cervello ve lo posson far desiderare. La signorina Hodge non si  resa colpevole di un'infrazione tecnica, ma di un grave reato. La Lega Nazionale dei Canterini non esiste. Noi sfidiamo la signorina a presentarci le prove della sua esistenza. Questa donna non ha mai avuto niente a che fare con gli uccelli canterini. Con la frode e con l'inganno vi ha estorto pi di un milione di dollari.  una persona intelligente e pericolosa, una minaccia per la societ, un pericolo potenziale per tutti i cittadini di questa metropoli. Verr accusata e processata e voi sarete convocato con regolare mandato di comparizione, a presentare la vostra testimonianza, e non potrete sottrarvi. Dovrete dire tutto, sul banco dei testimoni. Con quel che m'avete gi raccontato ne ho pi che a sufficienza per arrestare la signorina Hodge e presentare una richiesta di rinvio a giudizio...
- In tal caso ci farete una meravigliosa figura da fesso.
Non era stato Tully, a parlare, ma la signorina Flora Brent. Tutti si voltarono a guardarla. Era serena, composta, ma aveva le guance accese e un'espressione risoluta. La signorina Hodge la fissava con aria adorante. Anche il vice procuratore Eustis la fissava, ma senza ombra di adorazione.
- Non farei troppo la spavalda, se fossi in voi, signorina mia - consigli, in tono aspro, il rappresentante della Legge. - Il signor Clinker ha dichiarato che vi siete fatta passare per una socia di questa lega inesistente. Anche voi verrete fermata come teste indispensabile.
Flora si strinse nelle spalle.
- Accomodatevi. Anch'io so star zitta come la signorina Hodge. A proposito: ho capito bene? Avete intenzione d'arrestarla?
- S.
- Quando?
- Ora. Stan gi preparando il mandato.
- Come potete arrestarla, senza uno straccio di prova?
- Abbiamo tutte le prove che possiamo desiderare. La vostra dichiarazione al signor Stringer. La deposizione del signor Clinker qui presente, deposizione che  stata trascritta...
- Ma che pezze d'appoggio avete, per sostenerle? Avete il documento firmato dal signor Clinker?
- No. Naturalmente  in mano della signorina Hodge... O forse lo avete voi in persona... O pu anche darsi... Possedete una copia del documento che v'han fatto firmare, signor Clinker?
- No, - dichiar Tully. - E se anche l'avessi...
- Un momento, Tully, per favore.
- Flora era sempre pi decisa. - Avete prove che alla Lega dei Canterini o alla signorina Hodge sia stata versata una somma qualsiasi? - domand a Eustis.
- Non si trattava di denaro. Erano un pacchetto d'azioni e un contratto.
- Siete in grado di mostrarmeli?
- Naturalmente no. Sono in possesso della signorina Hodge. O vostro. Presto sar spiccato un mandato di perquisizione e...
- Vi conviene stracciarlo addirittura. Alla Societ Anonima Cenerentola  gi stato registrato il trasferimento di propriet delle Azioni?
- Su questo punto si stanno ancora svolgendo indagini.
- Vedrete che non troverete nulla. Voi non avete uno straccio di prova per affermare che alla Lega Nazionale dei Canterini  stata fatta una donazione qualsiasi. Non arriverete mai a provarlo. Quindi come potete arrestare la signorina Hodge?
Eustis guard Flora fissamente.
- Capisco. Avete fatto il gioco della talpa, eh? Avete nascosto tutto sottoterra e ora sperate in Dio. Ma non ve la caverete. Baster la testimonianza di Clinker, a sostenere l'accusa. Se distruggerete il documento verrete processate solo per tentata frode, ma potete star certe che sarete condannate.
- Flo, guardatemi! - rumoreggi Stringer, in tono imperativo. La ragazza obbed e il suo principale la scrut con aria fiera.
- Sentite Flo, sono meravigliato. Sono sbalordito. Credevo di conoscere un po' le donne. Credevo, soprattutto, di conoscere voi. Ma quel che state dicendo... Ormai  chiaro che siete implicata in quest'affare. Mi piacevate pi di tutte le segretarie che avessi mai avuto. Ma ora, non solo avete preso per il naso Tully, avete fatto fare la figura del babbeo anche a me. Siete licenziata. Non voglio vedervi mai pi. Spero che non dobbiate andare in prigione... e immagino che non ci andrete. A quanto pare sapete come cavarvela in tutte le circostanze. Ecco tutto. - E. L. Stringer si volt a guardare Tully con aria altrettanto fiera. - Anche voi, Tully. Anche voi siete licenziato. Siete un chimico straordinario, ma dove passate nascono guai a non finire. Immagino che siate un genio. Poco tempo fa v'ho detto che avreste dovuto sposare Flo e, perdio, credo ancora che dovreste farlo. Buona fortuna, a tutt'e due. - E si avvi verso la porta.
Flora balz in piedi e l'afferr per una manica.
- Vi prego - mormor. - Vi prego, non lo fate.
- E perch no? Tenete gi le mani.
- Ma avete licenziato anche Tully!
- Altro che, se l'ho licenziato!
- Ma non dovete! - implor la ragazza. - E non dovreste licenziare neppure me. Vi giuro che no. Non vi ho preso per il naso. Oh, accidenti! Se solo vi avessi spiegato...
- Spiegatevi ora, se potete.
- Certo che posso, ma non qui. Se mi permetteste...
- Qui e subito, e lasciatemi andare la manica.
La ragazza lasci la presa e fece un passo indietro.
- Benissimo - mormor. - A quanto pare non sono furba come credevo. Non avevo intenzione di combinare un guaio. Solo sapevo che Tully non era un uomo pratico, in materia d'affari, ed ero convinta che, se avesse regalato tutto quel che possedeva, avrebbe finito col rimpiangerlo. E infatti avete visto. Non ha nemmeno i soldi per pagare la tassa sul reddito. Comunque un amico di Agata ha redatto il documento e Tully l'ha firmato, ma noi l'abbiamo distrutto subito dopo. Tully non ha regalato niente a nessuno, ed  ancora proprietario...
Tully fece un balzo sulla sedia e url:
- Che cosa? Volete dire che possiedo ancora quella maledetta... - il furore lo soffoc. Flora annu, mentre il giovane avanzava verso di lei, cercando di afferrarla. - Ma come, voi... - Tully soffoc di nuovo. - Tra tutti i trucchi bassi, luridi e schifosi...
Stringer and a piantarsi tra l'uno e l'altra.
- Prendetela calma, Tully. Se le cose stanno effettivamente cos...
Ma qualcosa, forse l'espressione del suo capo chimico, fu troppo, per lui. Stringer scoppi in una risata esplosiva. Ulul. Si pieg in due, sbuff, spruzz saliva, squitt e torn a ululare. L'a solo di risa divenne un duetto quando una cascatella argentina usc dalle labbra di Agata Hodge. Flora, con le guance un po' pallide, rimase impassibile ad affrontare lo sguardo irato di Tully.
- Io... io... ritiro tutto... - annunci il signor Stringer, ai suoi dipendenti, mentre riprendeva fiato, tra un accesso di risa e l'altro. - Ritiro tutto quel che vi ho detto, Tully, a proposito di sposare Flo...
La voce di Eustis risuon, secca ed esasperata:
- Tutto questo  molto divertente, ma dove si trovano le azioni e il contratto del signor Clinker? Lo chiedo a voi, signorina Brent.
- Non  affar vostro - replic Flora. - Ma se ci tenete a saperlo sono nella cassaforte dell'ufficio dei laboratori Stringer. Non sono mai uscite di l. - Si volt verso il suo principale, che stava riprendendosi e chiese: - Sono licenziata?  licenziato, Tully?
- Che sciocchezze! - replic Stringer, in tono brusco. - Andiamocene di qui.
- Per quanto mi riguarda - dichiar il vice procuratore in tono glaciale - prima ve ne andate meglio .
Sulla via del ritorno, in tass, il signor Stringer dovette star seduto nel centro del sedile. Vi fu costretto perch il suo capo chimico rifiutava di star vicino alla segretaria.
Ma questa non fu l'ultima delle sgradevoli sorprese che quella giornata teneva in serbo per Tully. Quantunque l'interessato non lo sapesse, il ciclone stava avviandosi fra vortici turbinosi verso il suo massimo, in un crescendo pauroso, demoniaco. L'episodio seguente della sua vertiginosa parabola si verific verso la fine del pomeriggio. Tully era occupato con un'analisi, in laboratorio, quando squill il telefono.
- Il dottor Clinker? - Era la voce di Flora Brent.
- S, parla Clinker. Prego?
- Un certo signor Pritchard chiede di voi.
In un momento normale Tully avrebbe chiesto che cosa voleva il visitatore, ma ora non desiderava rivolgere alla perfida signorina Brent la pi insignificante domanda. Cos ringrazi con fredda cortesia e si avvi verso l'ufficio d'amministrazione.
L, su una sedia accanto alla balaustra aspettava Sigismond Pritchard. Tully strinse la mano all'avvocato e per prima cosa annunci che aveva un gran da fare e che non poteva concedergli pi d'un minuto. Il legale annu.
- Non ci metteremo molto, signor Clinker.  per quei brevetti del signor Pyle. Li avete ancora?
- S. Che  successo?
- Ebbene... - Pritchard sospir. -  un vero peccato che il mio cliente non li abbia conservati per qualche tempo ancora, dopo tanti anni. Ma non  colpa di nessuno. Sar franco, con voi, signor Clinker. Quando vi ho parlato la prima volta ho avuto l'impressione che foste... ehem... un po' eccentrico. Ma ora mi rendo conto che avevate ricevuto alcune informazioni segrete e ho compreso che siete un affarista molto abile e astuto. Eravate riuscito a ingannarmi completamente. Marshak sta per fare un'offerta, e, ovviamente, voi l'avevate saputo in anticipo. I suoi tecnici hanno terminato gli esperimenti e ora lui ci offre, per i brevetti, duecentomila dollari in contanti e il due per cento dei diritti. Naturalmente  un'offerta irrisoria. Non dubito che, conducendo le trattative in maniera adeguata...
- Un momento, per favore... - Tully deglut a fatica. - State parlando dei brevetti che ho comprato da Pyle?
- Precisamente.
- E valgono danaro?
- Altro che. Montagne di danaro.
- Oh, per l'amor del cielo. E Marshak  disposto a sborsarle di tasca sua?
- Vuole comprare i brevetti a tutti i costi. Permettetemi di dirvi, signor Clinker, che la vostra... ehem... la vostra posa  del tutto inutile con me. Ormai mi rendo perfettamente conto della vostra straordinaria sagacia. Volete ch'io prenda contatti col signor Marshak o preferite trattare con lui direttamente?
Tully poteva solo rimanere a bocca aperta. Ma per sorpreso, per sbalordito che fosse, a un tratto ebbe un lampo di genio. L'ispirazione parve penetrare fra i suoi pensieri come una freccia, e non era ancora giunta a segno che il giovane decise di seguirla. Si volt di scatto e chiam:
- Signorina Brent? Volete venire qui un momento per favore?
Flora lasci la sua scrivania, varc il cancelletto e si port al fianco del collega.
- Questo signore  l'avvocato Pritchard - spieg Tully. Poi al legale: - Io sono sempre molto occupato e lascio alla signorina Brent la cura dei particolari delle mie trattative commerciali. La signorina  abilissima, in questo campo. - E a Flora: - Il signor Pritchard  venuto ad annunziarmi che un mio recente investimento ha avuto un esito oltremodo favorevole. Sar questione di milioni, pare. Abbiate la compiacenza di definire i particolari con lui.
Strinse di nuovo la mano a Pritchard, in fretta, per non dar modo a Flora di replicare, e li piant in asso.
...
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...
Capitolo 16.
...
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...
Tully non si mise in abito da sera, per la cena con Petra. Si limit a lavarsi la faccia e a cambiare camicia. La testa, in s, non gli doleva molto, ma aveva le idee estremamente confuse. Pi d'una volta, mentre si vestiva, si scoperse a tormentarsi per la tassa sul reddito e il suo colossale deficit, solo per ricordare trasalendo che adesso era due volte pi ricco di prima e accorgersi che i suoi patemi avevano preso la strada sbagliata. Allora sorgeva in lui un'ondata maestosa di sdegno contro Flora Brent, la sua duplicit e il suo nero tradimento, ma poi si accorgeva di non potersi neppure prendere la soddisfazione di darle tutte le colpe perch la fedifraga ragazza non aveva avuto niente a che vedere con l'infelice acquisto dei brevetti di Pyle: quella era stata esclusivamente opera sua. A un tratto tutte queste spiacevoli sensazioni venivano spazzate via da un dubbio ancor pi grave ed imminente: lui stava andando da Petra, in quel preciso momento si stava infilando il cappotto per uscire; non sarebbe stato meglio stabilire perch ci andava, dal momento che aveva deciso di assumere il controllo della situazione? Che mai sarebbe accaduto? Il cipiglio di Tully era fierissimo, mentre chiudeva a chiave la porta del suo appartamentino.
Come mezzo di locomozione scelse la ferrovia sotterranea.
Petra quella sera era deliziosa, provocante, e quanto mai desiderabile. Questa  la semplice affermazione di un dato di fatto, per la cronaca, e non ha niente a che vedere coi sentimenti che agitavano Tully mentre rispondeva alle trepide domande della sua ospite circa le condizioni del suo cranio e avendola seguita in sala di soggiorno accettava da lei un bicchiere di pallido xeres. Anzi, la contemplava cercando di bandire ogni ombra di sentimentalismo dal suo esame. Osservava e valutava con freddezza le braccia e le spalle nude della sua ex fidanzata, i morbidi ondeggiamenti del suo corpo, i delicati contorni del viso, gli occhi profondi e irrequieti, e il caratteristico sorriso incompleto, sulle labbra che conosceva tanto bene. Non aveva mai esaminato una donna cos. Stava cercando di scoprire qualcosa ma il sorriso di Petra lo distraeva e lo sconcertava. La ragazza rimase a una certa distanza da lui, e domand:
- Ti piaccio, Tully? Sono simpatica? Sono affascinante? Dimmi!...
- No - dichiar l'interpellato, con fermezza. - Non in questo preciso momento. Ti stavo osservando con distacco.
Lei rise e nella sua risata c'era una nota nuova. Tully l'avvert e prov un vago disagio, una punta d'irritazione. I particolari del tipo di quella risata gli avrebbero reso sensibilmente pi difficile il compito di mantenere il dominio della situazione. Il giovane si diresse al tavolino dei cocktail.
- Non vorrei essere inospitale, ma data la tua indisposizione non ti conviene bere tanto xeres... - mormor Petra. - A cena avremo una bottiglia di Rioja.
Tully colm il bicchiere fino all'orlo. Era un ottimo xeres.
La cena era squisita: consisteva esclusivamente di piatti per i quali Tully, durante i diciotto mesi di conoscenza con Petra, aveva dimostrato una particolare predilezione. Vi erano piccole ostriche con sale al sedano, zuppa di tartaruga vera, piccioncini con salsa primavera, fagioli di Lima alla panna e, naturalmente, eclairs. Era ovvio che la signorina Gann si era presa una cura speciale del men. Anche il Rioja era l'unico vino per il quale Tully fosse mai riuscito a entusiasmarsi. Appunto per via del Rioja e del cibo il giovane fin col sentirsi un po' accaldato in viso, e gli parve che la stanza, e la tavola e Petra stessa fossero avvolte in una vaga nebbiolina dorata. Quanto a Petra era insolitamente gradevole; aveva persino evitato di alludere, con una parola o con uno sguardo, all'abito marrone e alle scarpe gialle che il suo ospite portava come tenuta da sera... abito e scarpe che Tully aveva indossato per un deliberato atto di forza allo scopo di dimostrare fino a che punto lui dominasse la situazione.
Petra ebbe cura di non parlare di cose o persone che irritassero il suo ospite, e quando, finalmente, a tavola sparecchiata passarono alle poltrone, per il caff e le sigarette e la signorina si lanci in un argomento che pungeva Tully sul vivo, lo fece per mera ignoranza e senza intenzioni nocive. Gli chiese, innanzitutto, se si sarebbe irritato apprendendo che lei s'era presa la libert di svolgere indagini su una faccenda che doveva senza dubbio considerarsi sua privata e personale. Ma la nebbiolina dorata che avvolgeva il chimico pareva escludere ogni possibilit di irritazione.
- Per nulla - dichiar. - Tanto pi che i miei affari privati sono praticamente di dominio pubblico, ormai. Di che si tratta?
- Delle tue azioni Cenerentola e del contratto di diritti - spieg Petra. - Tu m'hai detto solo che li avevi regalati a un'organizzazione che protegge gli uccelli. Ti spiacerebbe dirmi il nome di quest'organizzazione?
Tully fiss la sua compagna, al di l della benefica nebbiolina. Ma Petra aveva un'aria del tutto innocente.
- Be', date le circostanze... - brontol. - Si tratta di circostanze piuttosto insolite, vedi, e preferirei non dirtelo. Perch me lo domandi?
- Curiosit. - Petra spense il mozzicone della sigaretta. - Lo confesso. Semplice curiosit femminile, vecchia come il mondo. E la stessa curiosit mi ha spinto a svolgere indagini presso la Societ Audubon e la Lega per la Protezione degli Animali Selvatici. Vale a dire presso le due uniche organizzazioni che si occupano della fauna pennuta americana di cui abbia mai sentito parlare. Io sperpero dieci dollari all'anno per una tessera della societ Audubon perch sono molto sentimentale nei riguardi degli uccellini e degli animaletti dei boschi.
Ecco, pens Tully, guardate un po' che roba. Questo dimostra come sono ingannevoli le apparenze. Flora Brent, che passa per una brava e onesta ragazza, finge di interessarsi degli uccellini e mente per la gola; e invece questa dama elegante e sofisticata li ama davvero, e non solo gli uccelli canterini... li ama e li protegge tutti senza distinzione, e sperpera il suo danaro per la loro felicit.
- Ma... - continuava intanto Petra. - Nessuna di queste societ ha ricevuto ultimamente donazioni da te o contributi anonimi di notevole entit. Poi, ieri ho fatto qualche indagine in ufficio. Mi sono informata presso Berwith Jones. M'ha detto che il tuo pacchetto d'azioni risulta ancora intestato a te e che non sono giunte notizie circa il trasferimento di propriet del tuo contratto.
- Oh! - Tully si agit debolmente, come se gli spiacesse guastare l'integrit della beata nebbiolina che l'avvolgeva. - Ah, Jones ha detto cos.
- Proprio cos. Quindi, com' naturale, mi sono chiesta se tu avevi davvero regalato via tutto quel che possedevi.
- Te l'avevo pur detto, no?
- Ma l'avevi fatto veramente?
- Sicuro.
- Per non vuoi dirmi a chi l'hai dato.
Tully sospir.
- Petra... - La sua voce era quasi implorante. - Non tormentarmi, che poi perdo la pazienza. La testa mi gira un po', per via del vino, ma non mi fa pi male, e io sono di buon umore, temporaneamente almeno. Lasciami in pace. Intendo a proposito della storia degli uccellini. Vi sono certi lati della transazione che non desidero rivelare. E che non riveler.
Petra s'alz, gli and vicino e si chin a baciarlo, sugli occhi, sulle labbra, sulla punta del naso.
- Non ti voglio tormentare, Tully, zuccherino. - Si rizz e torn alla sua poltrona. - Se c' una cosa che vorrei evitare sempre, a tutti i costi,  di darti fastidio. Ma volevo avvertirti dell'iniziativa che avevo preso. Vi sono gi abbastanza motivi di disaccordo tra noi, senza dover aggiungere anche le bugie. Per esser proprio onesta devo dirti ancora una cosa. Tu conosci Bernard Marshak, l'uomo del quale eri geloso?
- Che? Geloso?
Petra sorrise.
- Be', in ogni caso conosci Marshak. Io non lo vedo pi tanto di frequente, ormai ma ieri  venuto in ditta, per una riunione del consiglio direttivo, e, al termine della seduta si  soffermato nel mio ufficio e mi ha detto che voleva chiedermi una cosa sul tuo conto. Desiderava sapere come, quando e perch Jones e io ci eravamo messi in testa che tu non avessi il senso degli affari. Ha spiegato che aveva sempre avuto il sospetto che avessimo preso una cantonata, ma ora ne era certo. La sua fabbrica ha eseguito una serie d'esperimenti, con un nuovo tipo di lenti fotografiche, e quando il consiglio di amministrazione ha deciso che conveniva acquistare i brevetti si  scoperto che tu te n'eri assicurata la propriet. M'ha detto che  convinto che tu non venderai se non per il prezzo massimo, questo ormai lo d gi per scontato, ma m'ha pregato con gran calore di usare tutta la mia influenza per persuaderti a vendere a lui e non ai suoi concorrenti. T'assicuro che non ho la minima intenzione di sprecare la mia influenza per una cosa simile, per volevo informarti che sono al corrente del tuo ultimo successo. Tu sei tutto men che spiantato, anzi, lo confesso, questa  forse l'unica cosa che so per certo sul tuo conto. Marshak pensa che tu sia un grande affarista e un genio della finanza. Io... Non so. So solo che questo dovevo dirtelo perch non vorrei che tu venissi a sapere in seguito che ne ero informata e pensassi che avevo cercato di lavorare sott'acqua.
Tully chiuse gli occhi e scosse il capo, ma quando rialz le palpebre la vaga nebbiolina lo circondava ancora.
- Grande affarista e genio della finanza - ripet in tono esulcerato. - Sei proprio decisa a farmi perdere la pazienza.
- Oh, no. Devo dimostrartelo?
- Dimostrarmi che cosa?
- Che non voglio farti perdere la pazienza.
- Sicuro. Con piacere.
Petra si alz e gli si avvicin, con una mano tesa.
- Vieni con me.
- Dove?
- Vieni e vedrai.
Tully lasci la sua poltrona con un brontolo sordo.
Petra lo prese per mano, lo condusse all'altro capo della stanza e gli fece varcare una soglia.
Si trovarono nella camera da letto di lei. Il giovane l'aveva visitata varie volte ma ora la stretta della mano di Petra e tutto il suo contegno gli facevano capire che il suo ingresso, in quell'occasione, doveva avere ed aveva un significato nuovo e inquietante. Petra lo condusse accanto a una poltrona e ordin, con una cantilena remota nella voce:
- Siediti.
Tully obbed. L'unica luce veniva dalla sala di soggiorno. Petra gir l'interruttore d'un paio di lampade a muro e chiuse la porta. Poi si accost al letto. Era ampio ed elegante, con quattro alte colonne decorative e una sovracoperta di seta gialla. Petra tolse la sovracoperta, la pieg e la depose su una gruccia speciale, poi cominci a preparare le coltri per la notte, girando attorno al letto per aggiustarle meglio. I lenzuoli e le federe candide scintillavano. La coperta da notte pareva oro vecchio. Petra and al cassettone, aperse un tiretto e ne trasse un pacco avvolto in carta grigia. Lo depose su una sedia e spezz il nastrino che lo chiudeva. Quando si volt aveva in mano un paio di pantofole orlate di pelo. Le pos sul pavimento e disse, senza guardare Tully:
- Numero quarantacinque. Va bene?
La cadenza melodiosa della sua voce era pi marcata, ora. Tully sbatt le palpebre e non aperse bocca. Petra torn al pacchetto per qualche istante, poi si avvicin al letto e vi stese, con cura, due indumenti. Dal punto in cui si trovava a Tully parve di riconoscere un pigiama di seta gialla coi risvolti marrone. Non aveva mai indossato un pigiama di seta. Petra si volt a guardarlo da una distanza di tre passi e osserv:
- Immagino che si faccia cos. Che si stenda il pigiama in questo modo, voglio dire.  la prima volta che mi provo a farlo. Sto cercando di assumere un'aria fredda e superiore ma sono molto... molto emozionata.
Tully guard la sua ex fidanzata al di l della nebbiolina che ora pareva aver preso una consistenza nuova e sorprendente e continu a tacere. Aveva il vago sospetto di non dominare completamente la situazione. Petra gli and vicina, ma non lo tocc. Rimase in piedi, immobile, per un istante, poi Tully si accorse che non era pi in piedi mia seduta sul pavimento, di fronte a lui. La guard e a un tratto si convinse che la tattica dell'arrogante freddezza era superata e bisognava adottare una nuova linea d'azione. In fondo lui desiderava risolvere tutto in una risata. Un pigiama di seta gialla per Tully Clinker! Ah ah ah! Oppure poteva assumere un'aria infinitamente superiore e polverizzare Petra con una sola frase scelta, greve di serena ma pungente ironia. Ma chiss come le due tendenze si fusero e il risultato fu un compromesso di scarsa efficacia. Tully abbozz un flebile sorriso. Petra, con le gambe incrociate sotto l'ampia gonna da sera alz gli occhi verso di lui e disse in tono tranquillo, ma con un tremito che cercava ostinatamente di incrinarle la voce:
- Vedi, domani  il ventisei. Avremmo dovuto sposarci, il ventisei gennaio. Ma dopo quel che Marshak m'ha rivelato oggi... e dopo averti detto che lo sapevo... e non potevo non dirtelo, sai... non sarebbe stato un tantino troppo spinto spiegarti che avevo cambiato ancora parere e che volevo sposarti? Io ho molta faccia tosta, ma non fino a questo punto. Cos... - Petra sorrise. - Cos ho comprato le pantofole e il pigiama, ed eccoli qua. Per quanto mi riguarda la faccenda della discrezione non ha importanza, ma non dobbiamo dimenticarci che tu sei un puritano. O per lo meno io immagino che tu lo sia. Non sono pi tanto sicura di conoscerti bene. In ogni caso sono disposta a definire la nostra esperienza un matrimonio di prova.  una santificazione sufficiente, per cominciare, non ti sembra? Credi, tu, ai matrimoni di prova? Dobbiamo chiamarlo cos?
- Non ha importanza, come lo chiamiamo. - Tully era scorbutico. - Dammi retta, Petra. Avresti potuto almeno cercare di schiaffeggiarmi, no?
La ragazza scosse il capo.
- Non tenter mai pi di maltrattarti. Non credo d'aver mai ottenuto niente, maltrattandoti, quantunque sia stata abbastanza sciocca da crederlo. Sono la tua ragazza, Tully. Sono ostinata, sono avida di danaro e sotto molti punti di vista le nostre vite non potranno mai fondersi ma sono la tua ragazza. Guardami: ti piaccio?
Gli occhi di Tully si fissarono in quelli neri di lei.
- Mi hai affascinato fin dal giorno in cui sei venuta a casa mia, e ti sei messa il rossetto e mi hai baciato - dichiar burberamente. - E lo sai benissimo.
Petra sorrise, a piena bocca.
- Che fortuna... Sono una ragazza fortunata, davvero. E chiamiamolo matrimonio di prova, allora. - And a inginocchiarsi di fronte a Tully, gli slacci le stringhe d'una scarpa e cominci ad allentarle. - La mia roba  in bagno. Andr di l, e non devi aspettarmi, per almeno dieci minuti. C' una quantit di costumi nuziali contadineschi, che devo osservare. - Gli aveva levato una scarpa e stava allentando le stringhe dell'altra. - Vorrei avere qualche candela, ma non ce n' in casa. Non ho potuto pensare a tutto. Per ho uno spazzolino da denti per te. E, naturalmente, questa tradizione, la presa di possesso degli stivali... solo che dovrebbero avere gli speroni...  fondamentale.
Balz in piedi, con un gesto elegante e grazioso e portando con s le scarpe di Tully s'avvicin alla porta del bagno, l'aperse e d'un tratto se la chiuse alle spalle.
Gli occhi di Tully lasciarono l'uscio e si posarono sui suoi piedi, in calzini.
Lei aveva detto dieci minuti.
Matrimonio di prova... uh... dominio della situazione... uh... Se l'era filata con le sue scarpe, perdiana. Vecchia tradizione contadinesca. Che cos'era quella battuta a proposito degli speroni? Tully si alz, si tolse la giacca e il panciotto movendosi nella nebbiolina dorata che l'avvolgeva ancora e li gett sullo schienale della poltrona. Il sangue gli correva pi in fretta. La lieve vertigine del vino, che fino a quel momento aveva albergato solo nella sua testa indolenzita, gli si stava diffondendo per le vene. Tully ebbe un brivido; un brivido pungente d'attesa, e tutti i suoi argomenti, tutta la sua voglia di discutere, con Petra, col Fato, con se stesso o con chicchessia si dissolsero e l'attesa domin il campo, incontrastata. Gli gir un po' la testa, per un istante, e il giovane si sedette sull'orlo della poltrona e chiuse gli occhi.
E mentre se ne stava cogli occhi chiusi vedeva la porta dalla quale lei sarebbe arrivata. Di l a dieci minuti. Nove, ora. Forse otto. Vedeva benissimo la porta. Avrebbe cominciato ad aprirsi d'un tratto, impercettibilmente. Si sarebbe aperta pian piano, senza rumore e lei sarebbe apparsa sulla soglia, si sarebbe mossa verso di lui, e lui sarebbe rimasto ad aspettarla. Tully poteva vederla, con gli occhi chiusi. Bella, seducente, invitante, che veniva a lui...
Tutt'a un tratto alz il capo, con un gesto convulso, e spalanc gli occhi, smisuratamente. Fiss la porta della stanza da bagno, sorpreso, incredulo, sbalordito. Si alz in piedi, sempre con gli occhi dilatati e fissi.
- Perdiana - disse ad alta voce. E rimase immobile, senza staccare lo sguardo dalla porta.
- Non ci credo - disse ancora. - Io... io... Non ci credo.
Dopo un altro istante soggiunse, questa volta in un mormorio rauco:
- Oh... per... la... miseria...
Il suo sguardo lasci finalmente la porta. Si pos sulla giacca e il panciotto che aveva gettato sulla poltrona e in silenzio, furtivamente, Tully li prese e torn a indossarli. Poi guard gi, verso i propri piedi, e alla vista dei calzini un'espressione allarmata, quasi di panico, si diffuse sul suo viso. Si guard attorno disperatamente. Naturale, Petra gli aveva soffiato le scarpe. Antica tradizione contadinesca. Si avvicin al letto in punta di piedi, senza far rumore afferr le pantofole gialle orlate di pelliccia e le infil. Sempre in punta di piedi raggiunse l'uscio, l'aperse con precauzione e si trov in sala di soggiorno. Poi si chiuse il battente alle spalle. Ora era quasi al sicuro, pens, ma non c'era tempo da perdere. In un fiat raggiunse l'atrio, prese il cappello e il cappotto dall'armadio a muro, li infil, usc dalla porta d'ingresso e la richiuse.
Tremava da capo a piedi. Mentre l'ascensore scendeva not che il fattorino storceva quasi gli occhi, per guardare le sue pantofole, ma lui era immerso in pensieri troppo gravi per preoccuparsi del problema delle calzature.
Quando fu a pianterreno attravers il vestibolo di corsa, balz sul marciapiedi e ordin al portiere in tono imperioso:
- Tass!
...
.
...
Capitolo 17.
...
.
...
L'appartamentino dell'Undicesima Strada abitato da Flora Brent e da Ariine Hodge, la sorella di Agata, consisteva di una graziosa sala di soggiorno, di due camere da letto piuttosto piccole, d'un bagno e d'un cucinino. Alle dieci di quella sera Arline sedeva in una delle due camere da letto, sbadigliando e massaggiandosi il viso con la "Crema Cenerentola numero quattro". Quando il campanello suon fece una smorfia. Poi, quando il campanello torn a suonare, pass nell'atrio e premette il bottone che apriva la porta di strada. Un istante dopo, udendo un risonare di passi all'esterno, domand:
- Chi ?
- Tully Clinker.
- Oh, cielo! Che cosa volete?
- Voglio entrare.
- Un momento, per favore.
Ariine corse in camera sua, infil frettolosamente una vestaglia e torn alla porta. Tully si fece avanti, col cappello in mano e domand:
- Dov' la signorina Brent?
- Non  in casa. Che c'?  successo qualche altro guaio con gli uccelli canterini?
- No. Dov' Flora?
-  andata a teatro.
- Con chi?
- Con Cal Remmers.
Tully parve scosso.
- Oh, Dio! Ci metter un'ora a tornare.
- Pi d'un'ora, immagino. Di solito dopo teatro vanno a ballare. Che cosa  successo? Qualcosa di grave?
- S. Che cosa sono andati a vedere?
- Un ragazzo d'oro. Al Majestic, credo. Ma che c'? Se posso...
- Non potete. Molto obbligato.
Tully stava dirigendosi verso l'uscita. Ariine not qualcosa e gli grid dietro:
- Ehi, ma che cos'avete ai piedi, in nome del cielo?
Tully si ferm, quard gi e annunzi:
- Oh, ciabatte.
E con questo spar. Mentre richiudeva la porta e ritornava in camera sua la ragazza borbott, tra s:
- Altro che distratto... quello  pazzo furioso.
Flora Brent mormor a Cal Remmers:
- Oh, mamma mia... Adesso avranno un incidente e morranno.
Cal annu. Le dita della ragazza gli avevano sfiorato un braccio, e questo l'emozionava molto pi della sorte dei protagonisti del dramma.
Le cose andarono esattamente come Flora aveva predetto. Il sipario si alz sull'ultima scena, nella casa del padre di Napoleon, nel Bronx. C'era una riunione, la gente beveva, rideva, litigava, e tornava a bere; poi a un tratto, il telefono squill e giunse la notizia. Erano morti, entrambi, morti insieme in un incidente sulla via di Long Island. Il pubblico rabbrivid, applaud, per le chiamate finali mentre le luci s'accendevano e affoll i corridoi, diretto all'uscita. Sul marciapiedi, davanti al teatro Flora seguiva Cal che le apriva la via tra la folla quando si sent afferrare per un braccio. Si volt, piuttosto sorpresa, e fin di sorprendersi del tutto quando not l'espressione di Tully Clinker.
- Tully!
- Volevo dirvi... mi permettete di accompagnarvi a casa?
Cal Remmers si era girato di scatto e ora fissava il collega, accigliato. I pi vicini nella folla stavano osservando la scena.
- Tu fila via, Cal, ti spiace? - soggiunse Tully. - L'accompagner io a casa, Flora. Voglio chiederle una cosa.
- Fila tu, invece - replic Cal, che detestava le scene in pubblico. E sottovoce a Flora: -  ubriaco, andiamo.
- Ma non dovremmo... - protest la ragazza. - Potrebbe combinare qualcosa...
- Non gli succeder niente. Andiamo. A meno che tu preferisca restar qui a curarlo...
Flora esit un istante, poi disse, in tono cordiale:
- Arnvederci a domattina, Tully - e s'allontan col suo cavaliere.
I presenti, sollevati o delusi, a seconda del loro carattere, se ne andarono a loro volta. Ma alcuni fra i pi curiosi notarono che l'uomo in cappello marrone si avviava nella stessa direzione della bella coppia, seguendola a una decina di passi di distanza.
L'inserviente di turno nel vestibolo del Club Flamingo alz un braccio e disse:
- Spiacente, signore. L'abito da sera  di rigore - poi con un rapido sguardo, pieno di disprezzo, osserv le estremit dell'altissimo somaro col quale stava parlamentando e scoperse che non si trattava di un volgare proletario ma addirittura da un pazzo. Cos soggiunse in tono aspro ed energico: - Levati dai piedi. Aria.
Il somaro si accigli, non arretr dalle sue posizioni e asser con pari energia:
- Due amici miei sono entrati nel vostro circolo, e io voglio parlare con loro.
L'inserviente aveva buoni muscoli e gli piaceva servirsene, ma sapeva che, se voleva conservare l'impiego, doveva passare a vie di fatto solo quando tutti gli altri espedienti fossero stati sperimentati invano. Cos disse in tono persuasivo:
- Ti sbagli, brav'uomo, i tuoi amici non sono qui. Va' a provare da qualche altra parte.
- So che sono qui perch li ho visti entrare. Non voglio dar noia a nessuno, ma devo proprio vederla. Uscir quasi subito, ma devo vederla senz'altro e...
- Che cosa succede, Jake? - La domanda veniva da un robusto gentiluomo in abito da sera che aveva fatto capolino dall'arco d'ingresso color porpora e si era avvicinato a passi lenti. Costui aveva un'aria efficiente e circospetta, e mentre squadrava Jake e il seccatore, non perdeva di vista le coppie e i gruppetti che facevano il loro ingresso, abbigliati con estrema eleganza.
Il somaro-seccatore ripet.
- Due amici miei son entrati qui e io devo vederli. Voglio parlare con loro.
Il gentiluomo fece un cenno di diniego.
- Impossibile. La nostra regola  rigorosissima, non si pu contravvenire per nessun motivo. Solo abito da sera.
L'intruso insist, in tono fermo:
- Non voglio dar noia a nessuno.
- Naturalmente - convenne il gentiluomo. - Jake vi indicher l'uscita.
Jake fece per muoversi, ma si ferm, a un cenno appena percettibile del suo superiore. Il somaro rimase immobile, accigliato, poi improvvisamente, tuff una mano in tasca e gli altri due si irrigidirono. Ma quando la mano ritorn in vista era vuota. Dopo un secondo pass ad esplorare i taschini del panciotto, ad uno ad uno, e ne emerse con una manciata di spiccioli d'argento. Lo spilungone li contempl, accigliatissimo: un quarto di dollaro: due monetine da dieci centesimi, un paio di nichelini... e mormor:
- Perdiana,  tutto quel che ho in tasca.
- Servir a pagarvi il tass fino a casa - insinu il gentiluomo, che cominciava a perdere la pazienza. - Jake vi indicher...
- Fate silenzio, sto cercando di pensare! - Il somaro fiss, imbronciato, prima l'uno poi l'altro dei suoi avversari. - Non sono un vagabondo. Guardatemi. Non mi riconoscete?
- No - sospir il gentiluomo.
Ormai era consigliabile ricorrere alla forza. Un vero peccato, con tanti ospiti eleganti e di riguardo che circolavano nelle vicinanze.
- Dovreste riconoscermi! Sono il Dottor Cenerentola! Non ricordate le inserzioni? La scienza serve la bellezza... La bellezza s'inchina alla scienza... Col mio ritratto. Ecco, chi sono. Non avrei mai pensato che sarebbe venuto un giorno... Ehi! Ehil, Marshak!
Prima che gli altri due potessero afferrarlo, il seccatore si precipit come una freccia verso una coppia elegante che si avviava verso l'arco color porpora. La coppia si ferm. L'uomo si volt, parve perplesso, poi sorrise con aria amichevole e tese la destra.
- Bene, bene, Clinker, ragazzo mio! Come state?
- Benissimo. Potete prestarmi cinque dollari? No, facciamo dieci. No, aspettate un momento... venti. Potete prestarmi venti dollari?
- Tutto quel che volete; tutto quel che posso... Con piacere...
Marshak tir fuori il portafogli, ne trasse una banconota e la porse a Tully.
- C' altro? Posso far qualcosa ancora, per voi?
- No, grazie. Obbligato. Obbligatissimo.
Marshak disse prego, che non c'era di che, lanci un'ultima occhiata esitante a Tully, poi si volt e pass l'arco, con da sua dama.
Tully piant i venti dollari in mano al gentiluomo e disse burberamente:
- Ecco qua. Mancia. Regalia. Sportula. Paraguanto. E adesso io entro. Capito?
Il gentiluomo scosse il capo con rammarico. Ora la situazione si era fatta difficile. Il giovanotto che gli stava davanti poteva esser pazzo da legare, ma certo non era un vagabondo, se era in buoni rapporti, anzi, era pi o meno in amicizia, con Bernard Marshak. Cos scosse di nuovo il capo e disse, in tono completamente diverso:
- Signor Clinker, cercate di capirmi, vi prego. Nemmeno Daniel Cullen in persona potrebbe entrare, se non fosse in abito da sera. Non possiamo andar contro il regolamento. Ma permettetemi di darvi un consiglio. Scrivete un biglietto ai vostri amici e io far in modo che sia consegnato. Potete aspettare qui la risposta. Non va bene, cos?
Tully lo fiss, strinse le labbra con aria meditabonda e infine annu. Il gentiluomo si offr di procurargli carta e matita, ma il chimico afferm che ne era provvisto, trasse di tasca un libretto di promemoria e strapp un foglio bianco. Qui scrisse, cercando di confinare i suoi scarabocchi larghi e disordinati nel magro spazio a sua disposizione:
Sono in abito marrone e ciabatte e non mi lasciano entrare.
Fiss con aria feroce Jake, e poi lo spazio e riprese a scrivere:
Vi amo. Vi amo appassionatamente. L'ho scoperto poco fa. Devo vedervi subito. T. C.
Strapp il foglio, lo pieg e vi scrisse, all'esterno, in stampatello: FLORA BRENT. Poi porse il messaggio al gentiluomo e spieg:
- Si chiama Flora Brent.  insieme a un tipo che ha su per gi la mia et e uno spaventoso paio di orecchie a ventola.  bionda. No, non  esattamente bionda. Ha dei meravigliosi capelli chiari e due occhi poco comuni, molto franchi e sinceri. Pu darsi che stia ballando, perch le piace ballare e...
- Benissimo, signor Clinker, la trover. L c' una poltrona.
Tully non sedette. Si tir da parte, s'appoggi al muro e prese a fissare l'arco purpureo. Lei sarebbe arrivata di l, fra un minuto. Forse due minuti. Forse tre. Dipendeva da quanto ci avrebbero messo a trovarla. Tully si bilanci sul piede sinistro. Poi sul piede destro. Appoggi entrambi i piedi a terra. Torn a bilanciarsi sul sinistro...
Il gentiluomo riapparve sotto l'arco, gli si avvicin e gli porse un men ripiegato. Tully l'agguant, l'aperse e lesse:
Dovete esser pazzo. O ubriaco. O forse  stata la botta in testa. Andate a casa e mettetevi a letto. Se sarete ancora pazzo domani decideremo sul da farsi. F. B.
Tully lesse il messaggio, lo rilesse, se lo ficc in tasca e s'avvi risolutamente verso l'arco. Prima di potervi giungere, per, si trov la strada bloccata dall'inserviente e dal gentiluomo, fianco a fianco. Il gentiluomo aveva un'aria rincresciuta ma decisa. Jake sorrideva, con un'espressione di gioiosa aspettativa.
- Lasciatemi passare. Adesso entro!
- Suvvia, signor Clinker...
Tully fece un passo avanti.
La tecnica che i professionisti del ramo usano per scaraventar fuori da un locale un cliente indesiderato  rapida ed efficace ed improntata a una mirabile economia di movimenti. Il suo legittimo scopo  quello di dislocare una persona, non di farle del male, perci richiede massa ed energia. Due altri inservienti, che Tully non aveva notato, erano apparsi da dietro l'arco. Trecentocinquanta chili, coalizzati, investirono, come lanciati da una catapulta, i miserabili ottantacinquechili di Tully. Il rispettabile chimico e grande inventore vol attraverso il vestibolo come una piuma portata dal vento, le braccia immobilizzate, i piedi, tuttora chiusi nelle pantofole orlate di pelo, che sfioravano l'impiantito come quelli d'un ballerino classico in un passo a due. Non ebbe una frazione di secondo per cercare un punto d'appoggio, per voltarsi, per divincolarsi. Il gruppetto pass la porta, scese una rampa di gradini e nessuno cadde. In fondo alla scalinata qualcuno aperse una seconda porta, e il corteo varc la soglia. Sul marciapiedi c'era un portiere, pronto a dare man forte. Tully sent il vento freddo di gennaio pungergli il viso, poi scoperse di essere libero nei suoi movimenti e vide spazio, intorno a s. Il gentiluomo ordin, respirando udibilmente:
- Chiamagli un tass, Val.
- Andate all'inferno - consigli Tully. - Andate all'inferno tutti quanti.
Ariine Hodge, nel calduccio del suo letto sognava di fluttuare nell'aria, aggrappata pericolosamente al battacchio d'una enorme campana nel disperato sforzo d'impedirle di suonare, come l'eroina d'una poesia che suo padre soleva recitare con gesti comicamente esagerati. Una poesia dal titolo: "Deh! Non suoni il coprifuoco, questa notte!". Ma doveva esserci qualcosa che non andava, perch nonostante rimanesse aggrappata al battacchio la campana continuava a suonare. Cos Arline si svegli, di soprassalto e si accorse che a suonare era il campanello della porta di strada, che non possedeva battacchio. Ancora mezzo insonnolita brontol: "Accidenti, Flo ha dimenticato la chiave...". Lasci il letto di malavoglia, apprese dall'orologio che la mezzanotte era passata da dieci minuti e and a premere il pulsante che faceva scattare la serratura. Poi si avvicin all'uscio che dava sul pianerottolo e aspett, per assicurarsi che si trattava della sua coabitante. Ma per assonnata che fosse, Arline not ben presto che i passi sulle scale non erano quelli di Flo.
- Chi ? - chiese in tono bellicoso.
- Tully Clinker.
- Oh signore! Un'altra volta? Non l'avete trovata?
- S. L'ho trovata. Ehm... signorina Hodge, non voglio disturbarvi.
- Oh, capisco! Avete suonato il campanello apposta per non disturbarmi.
- No, ma... sentite... Devo vederla a tutti i costi.  lass, a ballare e pu darsi che ci rimanga due o tre ore. Aprite la porta: basta uno spiraglio, in modo ch'io non sia costretto a urlare... Cos va meglio. Vi dir io, che cosa dovete fare. Telefonate al Club Flamingo e chiedete di parlarle. Ditele che siete malata, che vi  venuto un attacco improvviso...
- Non far niente di simile.
Vi fu un istante di silenzio.
- Ebbene. Allora ditele che sono qui, che mi comporto in modo strano e voi avete paura. Oppure che si  rotta una tubazione e la casa  allagata. Lo sapete meglio di me, quel che conviene dirle.
- Ma perch dovrei dirle qualcosa?
- Perch devo vederla. Sono innamorato di lei.
- Voi siete... Che cosa?
- Ho detto che sono innamorato di lei.
- Siete ubriaco?
- No.
Arline scoppi a ridere. Cominci con un risolino soffocato poi la risata divenne pi ricca, pi completa, man mano che la ragazza finiva di svegliarsi e le si presentavano nuovi aspetti della situazione. Arline si afferr alla maniglia dell'uscio e si pieg in due. Non si plac nemmeno quando Tully spinse il battente in malo modo, entr e richiuse con fracasso. Era la seconda volta, quella sera, che il giovane e rispettabile chimico si trovava in una situazione compromettente con una ragazza, e Arline, nel suo pigiamino bianco e rosa, coi capelli arruffati e il viso accaldato dal sonno, era attraente e invitante, per chi apprezzava il suo tipo, almeno quanto lo era stata Petra. Ma ormai tutti gli ardori di Tully puntavano verso un altro obiettivo.
- Piantatela - la scongiur il giovane. - Andate a telefonare. Volete? Al Club Flamingo.
- Ma... - Ariine cerc di dominarsi. - Che cosa devo dirle?
- Qualsiasi cosa. Quel che volete, purch la facciate venire a casa.
-  meraviglioso. - La ragazza contempl il visitatore. - La conoscete da quattro anni, e tutt'a un tratto, nel cuore d'una notte d'inverno decidete che siete innamorato di lei. Che cos'avete fatto? Avete bevuto un filtro?
- Vi prego, maledizione! Telefonate!
- Benissimo, Tristano. La parte di Brangania  carina, non mi dispiace affatto.
Ariine and a prendere la guida dei telefoni e l'aperse alla lettera effe. Tully la segu e lesse, al di sopra della sua spalla. La ragazza trov il numero, tir a s l'apparecchio e sedette sull'orlo del tavolino. Un istante dopo parlava. Tully si tolse il cappotto e si lasci cadere in una poltrona di fronte alla sua ospite fissandola, pieno di fiducia e di speranza, con la bocca aperta. Finalmente aveva trovato qualcuno disposto a dargli una mano.
Apparve subito evidente che l'impresa sarebbe stata difficile e tutt'altro che breve. Due volte, ovviamente a due persone diverse, Arline dovette spiegare che lei sapeva benissimo che era un grave incomodo, per il Club Flamingo, cercare una cliente fra i tavolini affollati e sulla pista di danza, ma si trattava d'un caso di emergenza e lei doveva parlare, assolutamente, con la signorina Brent. S, certo, le sarebbe stato possibile lasciare il suo numero, in modo che la signorina Brent potesse richiamare, non appena l'avessero avvertita, ma lei sperava che potessero trovarla subito perch...
Quel che avvenne fu pi colpa di Tully che di Ariine. Si ud il suono d'una chiave che girava nella toppa, poi un chiavistello che scivolava all'indietro, poi il rumore, pi forte e distinto, dell'uscio dell'atrio che si apriva e si chiudeva. Tully volt il capo di scatto e fece per alzarsi dalla poltrona, ma il suo piede in movimento si impigli in quello della sua ospite e lo trascin con s. E la ragazza che era appollaiata in maniera piuttosto precaria sull'orlo del tavolino perse l'equilibrio e capitombol in braccio a Tully. Tully, istintivamente l'afferr per impedirle di finire sul pavimento. Cos fu che, quando Flora apparve sulla soglia, Arline, in pigiama bianco e rosa e coi capelli tutti arruffati era accoccolata in grembo al dottor Clinker, che la stringeva vigorosamente tra le braccia.
- Ma bene! - esclam Flora.
- Senti chi parla - rimbecc Arline, rimettendosi in piedi a fatica. - Stavo cercando di rintracciarti, al Club Flamingo, dietro sua richiesta e lui m'ha fatto lo sgambetto. Non ci si pu fidare di questo individuo.  pericoloso e nocivo. Puoi prendertelo tutto, se ci tieni. E, per piacere, adesso non mettetevi a strillare perch vorrei proprio dormire qualche ora.
Si diresse a passo baldo e fiero verso la sua camera e chiuse la porta con fracasso. Tully rimase in poltrona e segu Flora con lo sguardo adorante mentre si toglieva il mantello e lo riponeva nell'armadio a muro. La ragazza portava un abito da sera azzurro pallido, con un colletto minuscolo e le maniche lunghe. Sulla spalla destra aveva un fiore, pure azzurro. Appena si fu tolto il mantello si avvicin al visitatore e rimase in piedi, davanti a lui, fissandolo.
- Dov' Cal? - s'inform Tully.
-  andato a casa. Io non invito gli uomini nel mio appartamento dopo mezzanotte.
- Siete rientrata presto. Immaginavo che sareste rimasta a ballare fino alle due o alle tre.
- Mi  venuto mal di testa.
- Uh... come va ora? Male?
- Meglio, grazie. Che cosa fate, qui?
- Io... - Tully trasse un respiro profondo, che gli gonfi il petto. - Aspettavo voi.
- Vi hanno fatto male, quando vi han buttato fuori dal circolo?
- Come fate a sapere che m'han buttato fuori?
- Oh, mi sono informata.
- Ebbene, non mi hanno fatto male.
-  una buona cosa. - Flora studi di nuovo l'ospite. - Mi era parso di capire che foste in ciabatte.
- Infatti, ma sono passato da casa, lungo il tragitto; e mi sono cambiato.
- Andate spesso a passeggio in ciabatte?
- No. Quelle me le aveva comprate Petra. Mi ha rubato le scarpe.
Flora si morse un labbro. Si guard intorno cercando una poltrona, ne scorse una e and a sedervisi. Poi torn a guardare Tully e gli disse in tono tranquillo:
- Siete davvero pazzo, Tully. Perch non andate a casa e non vi mettete a letto?
- Perch? Perch vi amo, vi adoro e non posso vivere senza di voi. Sono innamorato di voi. Vi amo perdutamente.
- Vedete che ho ragione? Avete perso il bene dell'intelletto.
- Un corno. Ascoltate un po' quel che ho da dirvi. - Tully trasse un profondo respiro. - Voglio premettere, innanzitutto, che so benissimo che questa storia  idiota e soltanto un povero deficiente avrebbe il coraggio di raccontarla sul proprio conto; ma devo pur spiegarvi come  successo tutto, ed  l'unico modo possibile. Questa sera sono andato a casa di Petra e ho cenato con lei. Aveva preparato tutti i piatti che preferisco, e il vino spagnolo che mi piace. Dopo cena abbiamo chiacchierato un po', fin che se ne  andata la cameriera, e poi Petra mi ha condotto nella sua camera da letto. Voi capite... io non la spingevo e non cercavo di trattenerla. Vi ho spiegato, un anno fa, quel che sentivo per lei. Mi son seduto in una poltrona e lei ha levato la coperta dal letto, e l'ha preparato per la notte, poi ha tirato fuori un pacco da un cassetto, l'ha aperto e dentro c'era un pigiama giallo, di seta, e un paio di ciabatte...
- Vi prego, Tully. Vi prego. Non m'interessa affatto...
- Aspettate - continu lui, fieramente. - Devo dirvi tutto, altrimenti non potete capire quel che  successo. Dovete ascoltarmi. Petra si  inginocchiata sul pavimento, davanti a me, e mi ha levato le scarpe. Poi ha detto che sarebbe andata in bagno e sarebbe tornata di l a dieci minuti. Ci  andata, infatti, e si  portata dietro le mie scarpe. Io mi son tolto la giacca e il panciotto e mi son sentito... Son tornato nella poltrona e ho chiuso gli occhi. Il sangue, dentro, mi correva a velocit pazza. Con gli occhi chiusi vedevo la porta del bagno, la vedevo aprirsi lentamente e vedevo lei che veniva verso di me. Vedevo tutta la scena, con lei che arrivava... E tutt'a un tratto ho fatto un balzo, come se mi avessero beccato e ho aperto gli occhi. Non era lei, che vedevo arrivare da quella porta. Eravate voi.
Silenzio. Tully insistette: - Eri tu.
Flora fece un risolino nervoso.
- Impossibile. Non ero l.
Il giovanotto si sporse in avanti.
- Eri tu - ripet con calore. - Nello spazio d'un secondo, di due secondi al massimo, mi son reso conto dello spaventoso imbecille che ero stato.  incredibile. Ho capito, in quel secondo, che tu eri la sola ragazza che amavo. Che eri la sola e unica ragazza che avessi mai amato, che eri la sola e unica ragazza che avrei mai potuto amare. Non mi chiedere perch sono stato cos sciocco da non accorgermene prima, forse mi manca una rotella. Credimi, l'ho capito allora. E adesso lo so. Per sempre.
Tully trasse un altro respiro profondo.
- Lei mi aveva soffiato le scarpe. Io ho messo le ciabatte che mi aveva lasciato e ho infilato di nuovo il panciotto e la giacca e sono scappato via. Per prima cosa sono venuto qui, e la signorina Hodge m'ha detto dov'eri. Poi sono venuto al teatro e ho fatto una figura da cretino. T'ho seguita al Club Flamingo dove ho fatto un'altra figura da cretino, ma mi son sentito un po' meglio, perch in quel biglietto avevo potuto dirti che ti amavo. Non me ne importa un corno di tutte le figure da cretino che ho fatto, dal momento che ho potuto dirti quel che provo. Perch ora capisco che tu m'hai sempre considerato un orribile idiota. Ed era naturale, perch vedevi che non avevo abbastanza buon senso da accorgermi che ero innamorato di te.
Flora ripet la sua curiosa risatina.
- Ma... - disse a voce troppo alta. - Ma questo significa tenere per certo ch'io sapessi che mi amavate.
- Certo che lo sapevi. Naturale che lo sapevi.
La ragazza scosse il capo.
- Non lo so nemmeno ora. Sospetto che quella botta in testa vi abbia fatto... vi abbia un po'...
- Non mi "ha un po'" un bel niente. - Tully attravers la stanza e and a piantarsi davanti a Flora, accigliato e torreggiante. - Ti amo - ripet con selvaggia violenza. - Lo capisci, questo? Ti dico che ti amo. Ho voglia di inginocchiarmi davanti a te. Di appoggiarti la testa in grembo e... e via di seguito. Ti aspetter dieci anni, se sar necessario. Mi rendo conto benissimo che tu non mi ami, perch altrimenti mi avresti sposato, quando te l'ho chiesto. Ma c' una cosa che devi metterti in testa e non dimenticare mai pi: tu non sposerai nessun altro. Trucider tutti gli individui che penserai, anche solo lontanamente, di prender per marito. Mettitelo bene in testa. Ti amo. Sono molto, molto, molto innamorato di te.  tutta sera che ci penso. E mi  venuta in mente una cosa. Che una volta m'hai detto che le pellicce d'ermellino erano belle. E io ho abbastanza danaro per comprartene cinquanta, di pellicce d'ermellino.
- Ma... - Flora ripet la sua strana risatina. - Ma se voi... se tu mi ami non dovrebbe farti piacere che ti sposassi per danaro.
- Voglio che tu mi sposi per qualsiasi ragione che ti possa sembrar buona.
- Ma tu non approvi il danaro. Non vuoi saperne.
- Non ne voglio una montagna, no. Ma non sono poi cos balordo. Anche a questo ho pensato. Se ci sposeremo avremo famiglia. E costa. Voglio dire, una famiglia costa. Ma dimmi qualcosa. Guardami. Dammi una risposta diretta a una domanda diretta. Secondo te, quante possibilit ci sono che un giorno tu mi voglia abbastanza bene da sposarmi?
Flora alz gli occhi su di lui. Fece per parlare ma le labbra le tremarono e dovette rinunciarvi. Qualche istante dopo ci si riprov:
- Un minuto fa... m'hai detto che ti sarebbe piaciuto inginocchiarti e appoggiarmi la testa in grembo. Ebbene... ebbene... proviamo un po'. Vediamo se parlavi sul serio o era soltanto uno scherzo...
- Scherzo un corno. - Tully si inginocchi, deliberatamente, pos il capo sulle ginocchia di Flora e le tuff il viso in grembo. Dopo un istante giuns la sua voce, soffocata; -  caldo, qui:  bello.  meraviglioso.
Flora chin il capo, fino a sfiorare, colle labbra, i capelli del giovane.
- Oh, Tully - mormor. - Tully, adorabile idiota... Tully amore mio. Vestimi d'ermellino o vestimi di sacco e vedrai quanto me ne importa. Tully, ti amo!
La voce soffocata di Tully si fece di nuovo udire:
- Sei pazza.
- Lo so - le labbra di Flora erano affondate fra i capelli di lui. - Siamo pazzi tutt'e due. Tully...
...
.
...
FINE.